Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Lettera di Pasquale De Feo al CPT

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Dopo avere pubblicato a suo tempo il reclamo scritto dal nostro Pasquale De Feo in seguito al suo trasferimento da Catanzaro al carcere di Oristano in Sardegna.. pubblico oggi una lettera scritta da Pasquale De Feo al Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene inumane e degradanti.

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C.P.T
Commissione per la prevenzione della tortura e delle pene
Strasburgo
Francia
c/c Council of Europe
F-67075
Strasbourg
Codex-France

Commissione Europea per la prevenzione della tortura e delle pene

Mi chiamo De Feo Pasquale, detenuto dal 1983 in espiazione della pena dell’ergastolo denominato ostativo che viola la convenzione europea perché è una pena perpetua; una condanna a more la cui sentenza è affidata al tempo che funge da boia.

L’ergastolo perpetuo è una tortura, come stabilisce la Convenzione, nessuna pena può esserlo per sempre.

L’Italia ha subito varie condanne sulla tortura del sovraffollamento e delle condizioni carcerarie a cui sono sottoposti i reclusi.

Ancora esiste il regime di tortura del 41 bis, una istituzionalizzazione della tortura.

Per risolvere l’ultimatum della Corte Europea sul sovraffollamento, hanno costruito carceri nella regione Sardegna, creando un’isola prigione, deportando migliaia di reclusi, allontanandoli dalle loro famiglie.

Hanno diluito il sovraffollamento , ma hanno creato una tortura peggiore del sovraffollamento, perché la lontananza impedisce i contatti familiari, questo contribuisce a disgregare i nuclei famigliari.

Il regolamento penitenziario italiano stabilisce che il detenuto non deve essere allontanato dalla famiglia non oltre i 200 km, non viene rispettato. 

Le carceri italiane sono i luoghi più illegali del Paese, i detenuti sono alla mercé di interessi politici e burocratici del Ministero di Giustizia, ma principalmente vittime del business dei trasferimenti da un capo all’altro del paese, e della costruzione delle carceri dove impera corruzione e clientele politiche. 

Non contenti della deportazione di massa, vogliono imporci con la prepotenza di condividere la cella con altri detenuti, in spregio alle leggi penitenziarie e penali italiane e a quelle del codice penitenziario europeo.

Il mio destino è di morire in carcere, essendo un ergastolano ostativo (pena perpetua), non chiedo altro che di finire i miei giorni nel “LOCULO MORTUARIO” da solo, senza dividerlo con nessuno, come prescrivono le leggi.

Siccome il sistema difende se stesso, con una complicità criminale, l’unica tutela sono le istituzioni europee, che la Vostra attenzione affinché non si subisca abusi di potere. Vi invio il reclamo che ho presentato alle autorità europee.

Fiducioso della Vostra attenzione e di un intervento presso le autorità competenti italiane.

Vi invio distinti saluti.

Con osservanza

Pasquale De Feo

Oristano 12 giugno 2015

 

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Un pensiero su “Lettera di Pasquale De Feo al CPT

  1. Pina in ha detto:

    Carissimo Pasquale, come sempre sento la tua voce , sempre col tono di chi chiede giustizia, certamente , l’italia è un paese dirottato alla corruzione, ma soprattutto ai mal pensati, tu nn sai quanto io cerco di aprirmi trasmettendo, portato luce nelle menti di chi li ha oscurati, si sa l’informazione li tiene sotto,e fa di tutto che nn vedano , quel che è necessario vedere per sapere è conoscere, come realmente è il carcere a vita.
    Mannaggia eppure io lo so che c’è , ma nn basta, la massa ignara vive nel buoi totale…
    Ti auguro che questa lettera , smuova la Corte Europea, i diritti vanno messi in pratica con fatti,” rispetto ” umano …
    Ti saluto amico

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