Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Gli ultimi scritti da Nuoro di Gino Rannesi

DEPORTAZIONE

Come è  già stato scritto nel precedente post   https://urladalsilenzio.wordpress.com/2015/07/03/lempio-despota-ha-colpito-ancora-di-gino-rannesi/  anche Gino Rannesi è stato trasferito da Nuoro ad Oristano. Non è stata una partenza improvvisa: la voce, più o meno confermata, girava nell’aria già da un po’, fino alla certezza nelle ultime settimane. In questo periodo, diciamo di attesa, Gino ha avuto modo di scrivere alcune sue considerazioni, e ora che ci sono giunte le pubblichiamo:

LA STORIA SI RIPETE

Nell’indifferenza di molti, ecco che l’ennesima deportazione sta per prendere corpo…
Ormai è questione di qualche giorno, è tutto pronto, autobus e furgoni blindati sono già alle porte.
La sezione degli AS1 di Nuoro sta per essere chiusa…
Ieri ho parlato con la Direttrice dell’istituto: una Donna con le palle, un direttore come pochi, commossa e con gli occhi lucidi mi ha raccomandato di continuare sul percorso intrapreso
– ma io non voglio andare a Oristano- non incazzarti e usa la testa- mi sento come quando sono stato cacciato da Spoleto, un vuoto allo stomaco, ma perché? -non lo so, ciao Rannesi, buona fortuna e ricorda: usa la testa, mi mancherete, te possino… e vattene va.

Sono detenuto da circa 24 anni, ho conosciuto le peggiori prigioni del nostro paese.
Questa disastrosa esperienza mi ha dato l’opportunità tra le altre cose di conoscere molti direttori e diversi comandanti delle varie carceri in cui sono stato internato.
Le carceri italiane sono gestiti per lo più da direttori che amano definirsi “zelanti”, ossia “diritti e doveri…”
Ma non è sempre così, molti di questi concepiscono il carcere come un luogo di punizione, e, per questo motivo, non hai nessun diritto.
Ho conosciuto alcuni direttori che quando si rivolgono ai detenuti lo fanno con disprezzo. Infatti, a qualcuno di questi ho dovuto ricordare che loro per fare questo “sporco” lavoro sono ben pagati…
-Se questo lavoro le fa schifo, cambi mestiere, non sputi nel piatto in cui mangia… ma di questi soggetti, che purtroppo sono la maggioranza, non voglio parlare. Voglio parlare invece di quei direttori che a differenza dei primi mi hanno insegnato qualcosa.
Menzionerò solo quelli che sono andati in pensione, le brave persone vanno tutelate… ho conosciuto un galantuomo che risponde al nome di Dott. Ernesto Padovani, ex direttore del carcere di Spoleto, ora in pensione.
Questo direttore è riuscito a farmi cambiare idea su molte cose… E poi ancora, Dott. Pantaleone Giacobbe, altro direttore (oggi in pensione), un grande, è stato direttore in vari carceri, l’ho visto battersi per far sì che i detenuti avessero quanto gli spettasse… E poi tanti altri che non menziono perché ancora in servizio.

Ora, alla luce di quelle che sono state le mie esperienze personali, posso dire che: cambiare si può, si può e si deve.
Oristano, è lì che siamo diretti, pare che quello che troveremo, sia simile al deserto…
Persone che hanno scontato 20-30 anni di galera costretti a ricominciare… Invece di continuare un percorso che li ha visti impegnati in diverse attività e magari lottare per la conquista di qualche beneficio, si troveranno a lottare per la vivibilità… Pare che allo stato Oristano ci aspetta l’ozio, ma hanno fatto male i conti. Infatti, qui c’è gente che non cadrà nel cappio teso dal nemico, non più… Caro Oristano, quelli che stanno per arrivare sono persone diplomate, laureate in giurisprudenza etc.,

Un tempo in carcere di Nuoro aveva una brutta fama, ma negli ultimi anni, grazie a molti detenuti che alla violenza hanno fatto prevalere la ragione, e, soprattutto, grazie a un comandante e a una direttrice lungimiranti, oggi possiamo dire che il super carcere di Nuoro offre delle possibilità di cambiamento e di recupero davvero notevoli. È forse per questo che ci mandano via?
Cari voi, cercatevi altri clienti. Ci volete a Oristano? “Bene”, Vogliamo tutti gli spazi che ci spettano: possibilità di studiare anche con il supporto informatico, sala pittura, Sala “giochi”, corso teatro, corsi di lettura, possibilità di incontri con persone terze quali volontari, etc., in poche parole, vogliamo tutte le cose che a fatica ci siamo conquistati a Nuoro.
Nuoro luglio 2015
bye bye

OCCHI TRISTI E VOLTI STANCHI

Salve, qui è Badu e Carros,
Badu e Carros è il nome che a suo tempo è stato dato al carcere di Nuoro…
Quando sono approdato in questo carcere ero incazzato nero, ho fatto di tutto per essere trasferito altrove. Infatti ritenevo che il mio trasferimento nell’odiato carcere di Nuoro fosse illegale.
Avevo ragione, su mia istanza il magistrato ha disposto che: “Dispone che despota Romano riveda l’assegnazione del detenuto in oggetto presso l’istituto di Nuoro e provveda a una nuova assegnazione più prossima alla residenza del figlio minore…”
Naturalmente l’ordinanza oltre che al sottoscritto è stata notificata al despota Romano che tutto sa e che tutto vede, ma da questo, allo stato, nessuna risposta.

Ora, che il despota non ama ingerenze da parte della magistratura di sorveglianza è cosa nota, ma io avrei potuto chiederne l’ottemperanza diffidando il despota al rispetto dell’ordinanza emessa da un giudice… cosa che avevo deciso di non fare perché nel frattempo l’incazzatura iniziale è passata.
Ma è probabile che quanto prima procederò.. “La legalità prima di chiederla bisogna darla”

Quanto sto per dire vuole essere una dichiarazione d’amore nei confronti della cittadinanza Nuorese:quello Barbaricino è un popolo straordinario, mi piace un sacco, fiero, orgoglioso e rispettoso nei confronti dei forestieri, e, soprattutto, non forcaiolo… Fra queste mura ho conosciuto persone fantastiche, come il regista del teatro Pietro Era e tutta la sua compagnia composta da Donne degne di essere chiamate tali…
Ho conosciuto una direzione che ha saputo porre fine a quelle che erano le mie ormai residue reazioni ribelli…
La direzione di questo istituto, insieme a quella che un tempo fu della c.r. di Spoleto, mi hanno insegnato molte cose… Quali? Ma le cose più semplici…

Dicevo, occhi tristi e volti stanchi,
questo è quello che vedo, uomini che qui a Nuoro si erano costruiti un loro piccolo spazio, adesso costretti per l’ennesima volta a fare i bagagli per essere trasferiti altrove, pare a Oristano, anzi togliamo il pare, ci mandano a Oristano. Perché?
Il motivo per il quale gli AS1 di Nuoro vengono trasferiti a Oristano io li so, ma presto li saprete anche voi. Il despota Romano nel suo delirio di onnipotenza sta per fare un grosso errore…
Nei precedenti casi di deportazione la carne da macello è stata distribuita in vari carceri… non questa volta…
A differenza di molti, posso ritenermi fortunato, se Dio vuole a breve tornerò libero…
Sto valutando l’ipotesi di andare a vivere a Nuoro… “Solo gli stolti non cambiano idea”.

Nuoro luglio 2015
Gino

Un caro saluto all’amica Celeste Maria, Luciano, Salvatore, Enzo, Elena…(a presto di presenza)

 

 

 

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2 pensieri su “Gli ultimi scritti da Nuoro di Gino Rannesi

  1. Alessandra Lucini in ha detto:

    In bocca al lupo Gino e che l’amore per i tuoi cari e dei tuoi cari possa accompagnarti sempre in questo cammino terribile e pieno di sgradite sorprese.

  2. Pina in ha detto:

    Carissimo Gino è un po di tempo che nn ci sentiamo, sai sono momentaneamente in Australia, per fare la nonna beby sister, sono cinque, ha scala scendendo da 13, 10 , 8 , 4 è 2 la piu piccola che mi porta tanto tempo
    ma nn per questo, mi siete tutti presenti, nei miei pensieri.
    So quanto è difficile questa situazione, dopo tanti anni, per giunta sbattuto da un posto all altro, è ricominciare sik ….
    Ma tu hai una grande personalita, riusci ad ambientarti è soprattutto, riesci ha condividere con chi ti sta attorno, un pregio, un virtu, che tu sprigioni.
    Ho letto il tuo scritto è come sempre mi rattrista questa giustizia cosi incallita, ed umiliante, per se è per le sue imposizioni, scorrette sik
    Un abbraccio affetuoso, spero di risentiti al piu’ presto.
    ciao Gino 🙂

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