Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Fuga d’affetto- cortometraggio sull’ergastolo ostativo

Fugaaffetto

Fuga di affetto è un cortometraggio direttamente connesso a dinamiche reali; alcuni lo definirebbero un docu-fiction.

Questo documentario è il frutto finale del laboratorio “Fare cinema in carcere… libera la bellezza”. Un laboratorio nato dalla collaborazione della Cooperativa sociale Sirio e della associazione culturale Kinoki con il liceo artistico Paolo Toschi di Parma.

Questo laboratorio ha coinvolto anche 25 detenuti delle sezioni AS1 e AS3 del carcere di Parma, i quali, dal giugno al dicembre 2013, hanno partecipato a una serie di incontri dove hanno acquisito gli strumenti del linguaggio cinematografico e i meccanismi di costruzione di un film.

Da tutta questa complessiva sinergia di soggetti è nata questa opera.

Vedetela, perché entra delicatamente, senza retorica ma con forte intensità nei rapporti umani, soprattutto famigliari, duramente feriti dall’ergastolo ostativo.

Voglio adesso riportare le parole che la nostra Grazia Paletta ha sentito di scrivere, dopo la visione del film:

“Bellissimo e piacevole filmato, coinvolgente e senza perdita di vigore, lo si vede e rivede con il desiderio di guardarlo ancora…mi sono chiesta da subito se gli attori fossero professionisti e no…mi è stato detto, sono studenti, sono persone al loro debutto.

Eppure trapela un’emozione forte ad ogni parola, ad ogni scena, una liricità che commuove, quella che solo si può fruire da una visione d’insieme, da una coralità d’intenti che si fa boomerang e, dopo aver disegnato la sua traiettoria di volo oltre le mura, ritorna a definire i contorni di un filo spinato che non ha più senso di esistere.

E’ un lavoro che apre alla speranza e, nel suo confezionarsi  sulla punta delle dita di innumerevoli mani, nello spazio lasciato dal vuoto  tra due generazioni, diventa testimonianza di esistenze impegnate a mantenere in vita “gli affetti in fuga”. Quegli affetti che il carcere vorrebbe distruggere, quelli che invece diventano esseri viventi invincibili, se le difficoltà si uniscono nella potenza di un unico abbraccio.

Il messaggio che leggo nel fluire delle scene è che niente e nessuno può fermare una richiesta di attenzione e comprensione, là dove gli emittenti sono persone detenute che sanno mettersi in gioco scoprendo le loro debolezze e il mezzo di trasmissione è la cooperazione tra “dentro e fuori”. I fruitori, cittadini di un mondo sovente sordo e cieco, non potranno che inchinarsi a questa sinergia d’intenti.

Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato ad aprire un’altra breccia tra le mura e che hanno saputo, con determinazione e perseveranza, dimostrare che “Insieme si può”. “

Di seguito il link del cortometraggio. Vedetelo e fatelo conoscere..

https://vimeo.com/110998468

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2 pensieri su “Fuga d’affetto- cortometraggio sull’ergastolo ostativo

  1. Pina in ha detto:

    UN MESSAGGIO CHE SCUOTE E’ RUOTA ESPLODENDO IN MILLE FAVOLOSI MESSAGGI … Grazie a Grazia Paletta è a tutti quelli che hanno partecipato ha questo film, fatto soprattutto di persone umane …

  2. Alessandra Lucini in ha detto:

    Quando i condannati sono anche i famigliari, c’è qualcosa che non va in questa società.

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