Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di bordo dai giorni della felicità… di Carmelo Musumeci

Pubblico oggi queste bellissime pagine che il nostro Carmelo ha scritto dopo avere vissuto, a fine luglio, il suo permesso premio.. giunto dopo il venire meno della ostatività. In quei giorni Carmelo ha anche compiuto sessanta anni. 
Potrete immaginare tutto il vulcano di emozioni che quei giorni sono stati per Carmelo
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Nei giorni passati mi hanno notificato un permesso premio:
(…) concede, a Musumeci Carmelo, sopra generalizzato, il permesso di recarsi a Bevagna (PG) presso la Comunità Papa Giovanni XXIII, Casa di Accoglienza “Il Sogno di Maria” (…) Il detenuto uscirà dalla Casa di Reclusione di Padova alle ore 9.00 del 24 luglio 2015 e vi farà rientro alle ore 20.00 del giorno 27 luglio 2015.
 
 Da tanti anni tengo un diario giornaliero, per raccontare agli altri quello che vivo e per rassicurare me stesso di non essere dimenticato. Questo è quello che ho scritto negli ultimi giorni di luglio:
 
23/07/2015
Avevo smesso di sognare per paura di spezzarmi il cuore e invece incredibilmente domani esco per passare il sessantesimo compleanno, da uomo libero, insieme alla mia famiglia.
 
24/07/2015
Questa mattina sono ritornato alla vita.
Mi si sono spalancate le porte del carcere e del mio cuore.
E fuori dal carcere c’era il mio “Diavolo Custode” che mi aspettava.

Carmelo1

  25/07/2015
Oggi mi hanno raggiunto i miei familiari.
Ed ho passato una delle giornate più belle della mia vita.
Ho giocato tutto il giorno con i miei nipotini.
Solo oggi mi sono accorto che sono invecchiato perché non riuscivo a stargli dietro.
Ed ho pensato che nei sogni si fatica di meno.

Carmelo2

 

26/07/2015
Domani compio sessant’anni, ma è anche il giorno che debbo rientrare in carcere, e la mia famiglia e la Comunità Papa Giovanni XXIII hanno deciso di festeggiare oggi il mio compleanno.
Sono venuti a trovarmi da tutte le parti d’Italia (anche dalla Sardegna).
E mi hanno fatto una festa bellissima.
In alcuni momenti pensavo che non meritassi tanta felicità, ma spero di meritarla in futuro per ricambiare tutto l’amore e il bene che sto ricevendo da tante persone che ho incontrato in questa mia nuova vita.
Ho dovuto farmi molto coraggio e superare un vortice di emozioni quando, davanti a  un centinaio di persone che erano venute a festeggiarmi, ho detto queste parole:
 
Voglio subito dirvi che sono terribilmente emozionato.
Desidero senz’altro  iniziare ricordando Don Oreste Benzi, perché se adesso sono qui davanti a voi è grazie soprattutto a lui.
Ho conosciuto Don Oreste nel 2007 nel carcere di Spoleto, in un incontro fra la sua Comunità e un gruppo di ergastolani ostativi a qualsiasi beneficio, condannati alla “Pena di Morte Viva” (o Pena di Morte Nascosta come la chiama Papa Francesco).
Quella volta, mi ricordo, pensando di conoscere già la risposta, gli chiesi, in modo provocatorio e ironico, se lui e la sua Comunità avrebbero appoggiato uno sciopero della fame, che a breve gli ergastolani volevano intraprendere,  per sensibilizzare e attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’esistenza in Italia, Patria del Diritto Romano e della Cristianità, della tortura del fine pena mai.
Mi ricordo, come se fosse adesso, che lui sonnecchiava, per un attimo pensai persino che stesse dormendo.
D’altronde io ero sicuro che mi avrebbe detto di no: non poteva dirmi di si, sapevo che non poteva schierarsi dalla parte dei cattivi e colpevoli per sempre.
E invece, prima con un sorriso e poi con le parole, mi disse di sì.
Vi confido che mi crollò il mondo addosso, perché per la prima volta mi venne il dubbio  che forse i buoni non erano poi così cattivi come avevo sempre immaginato e creduto.
A distanza di alcuni mesi purtroppo Don Oreste morì, ma mi lasciò in eredità un angelo senza ali (che a volte io chiamo il mio Diavolo Custode perché è un po’ prepotente e devo fare sempre come vuole lei…).
Questo angelo si chiama Nadia Bizzotto,
Ecco, se adesso io sono qui, libero, davanti a voi è grazie soprattutto a lei.
 
Ora però devo ringraziare i miei familiari e non posso non iniziare dalla mia compagna, perché se ancora sono vivo è grazie al suo amore, che mi ha aiutato sempre in questi ventiquattro anni a fare sera e a fare mattina: decenni di carcere sempre in regimi duri, anni di continue punizioni, perché sono sempre stato un detenuto ingombrante, scomodo e difficile.
La mia compagna mi ha dato due splendidi figli che sono il sole, la luna e le stelle del mio cuore.
Ringrazio i miei figli perché senza di loro non avrei avuto il motivo, l’energia e la forza per andare avanti e lottare.
Grazie Barbi e grazie Mirko: per molti anni siete stati orfani di un padre ancora vivo e questo è stato il dolore più grande con cui ho dovuto lottare.
Ringrazio tutte le persone che in questi anni mi sono state vicine, mi hanno aiutato a esistere al di là del muro di cinta e mi hanno sostenuto: la figlia adottiva del mio cuore,  Mita, suo marito Francesco, Suor Grazia, Francesca De Carolis, Alessandra Celletti, Tiziana, Agnese Moro e tanti altri ancora che sono qui presenti, ma anche quelli che non lo sono… ecco, senza di voi io adesso non sarei qui.
Non mi resta che ricordare i miei compagni ergastolani dicendo loro che io non potrò mai essere libero e felice fin quando tutti i detenuti non avranno nel loro certificato di detenzione la data di un fine pena.
Grazie di avermi ascoltato, il mio cuore vi abbraccia tutti.
 Carmelo3
27/07/2015
Oggi è stato il giorno delle telefonate e mi sono arrivate centinaia di telefonate di auguri da tutte le parti d’Italia.
Bellissime le parole che mi sono arrivate dalle sorelle di clausura del monastero di Pratovecchio capitanate da Suor Grazia.
Poi il mio “Diavolo Custode” mi ha riportato di nuovo dentro l’Assassino dei Sogni di Padova, ma mi ha promesso che un giorno mi verrà a prendere per sempre.
Sono tranquillo perché mi dicono che gli angeli mantengono le promesse.
L’unica paura che ho è che il mio “Diavolo Custode” è un po’ lenta sic!

Carmelo4

 28/07/2015
Questa mattina mi sono di nuovo svegliato in carcere e la mia cella mi è sembrata più piccola, forse perché in questi giorni trascorsi da uomo libero il mio cuore s’è un po’ allargato.
 
29/07/2015
Qualche mio compagno mi ha detto che ho ancora l’aria imbambolata dalla libertà.
È vero: ho ancora davanti ai miei occhi le immagini del mondo dei vivi, dei miei familiari e dei miei nipotini.

Carmelo5

30/07/2015
Suor Marta, sorella di clausura del monastero di Lagrimone, dopo aver letto “Fuga dall’Assassino dei Sogni” mi ha scritto:
-(…) Io mi sono commossa alle lacrime nel capitolo XLIV: “ deciso di andare incontro alla morte”.  In quel capitolo emerge una pacata, ma profonda e coinvolgente lotta-giustificazione interiore per dare vita alla libertà della persona e pienezza senza ostacoli all’amore che da sempre la possiede. A specchio della sua decisione ci sono le persone che ama teneramente. Tragiche e colme di tenerezza amorosa le lettere alla compagna e a Nadia. Non sembra il dolore averla vinta, ma l’amore, la vera libertà a cui l’uomo aspira. Ritengo che anche il capitolo XLV sia di una ricchezza straordinaria, una pagina di grande autore.
Pure Suor Daniela mi ha scritto:
Ciao Carmelo. Ho cominciato a leggere il tuo libro. Stile avvincente. Difficile smettere.
 
31/07/2015
Il mio libro “Fuga dall’Assassino dei Sogni” che ho dedicato a Papa Francesco è arrivato nelle mani del Pontefice.
Oggi ho ricevuto una lettera da Don Antonio:
Carissimo Carmelo, ho avuto oggi la conferma dal mio “postino” che il tuo libro è stato consegnato direttamente nelle mani di papa Francesco, con le dovute spiegazioni. Il papa ha avuto attenzione ed un sorriso di accoglienza. Giustamente il mio “postino” ha commentato che difficilmente il papa avrà il tempo di leggerlo, visto che riceve circa 1000 lettere al giorno… ma il filo diretto c’è stato. Anche ai tuoi amici che hanno collaborato alla realizzazione del libro lo puoi dire con sicurezza e soddisfazione. Un affettuoso abbraccio.
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