Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Solo gli stolti non cambiano idea… di Gino Rannesi

peros

Tramite la nostra Grazia ci è giunto questo bellissimo testo di Girolamo Rannesi, uno degli amici storici del Blog.

Da diversi mesi Gino è stato trasferito a Nuoro. Inizialmente visse questo trasferimento molto male, perché, andando in Sardegna, veniva allontanato di molto dalla moglie e dall’amatissimo figlio Nicholas. La rabbia per questo trasferimento era inoltre, alimentata per il fatto che vedeva in esso una azione punitiva nei suoi confronti.

Dopo un po’ di tempo però si è accorto, con suo stesso stupore, di essere grato per questo trasferimento. Soprattutto per avergli fatto conoscere persone splendide.

Questo testo è un po’ un omaggio alla splendida gente della Sardegna e di Nuoro in particolare; e al personale ospedaliero incontrato all’ospedale di Nuoro che ha dato prova -nei suoi confronti- di straordinaria umanità e di straordinaria assenza di pregiudizio.

Vi lascio alla lettura di questo testo.

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Quando arrivai in Sardegna ero incazzato nero,

e non certo per la bellissima isola e i suoi abitanti, ma per il fatto di essere stato mandato nel carcere nuorese di Badu e Carros per punizione.

“Rompi le palle? E noi per punizione ti allontaniamo il più possibile dai tuoi affetti..”.

Infatti, prima di approdare a Nuoro, almeno una volta al mese potevo vedere Nicholas e la sua mamma. Ma poi, arrivato in questo posto, forza maggiore i colloqui si sono drasticamente ridotti. Infatti da uno al mese, siamo passati a uno ogni 4-5 mesi.

I primi mesi passati a Badu e Carros sono stati terribili; ma io dovevo ingoiare il rospo: “Nessuno può violentare i tuoi pensieri se non lo vuoi…”.

Ma, ahimé, ho scoperto a mie spese che non è sempre così: “La necessità obbliga legge”.

Per due motivi molto importanti. Sono riuscito a soffocare le idee “belligeranti” che mi frullavano per la testa. Mi compiaccio con me stesso, sono stato bravo… (GRANDE!)

Solo gli stolti non cambiano idea, ed io non sono uno stolto…

Oggi dico che: sono felice di essere approdato in Sardegna, e soprattutto di essere approdato proprio a Nuoro…

Certo ho dovuto stringere i denti per il fatto che le visite dell’amore della mia vita, che si chiama Nicholas, si sono ridotte, e di molto. Ma oggi lo amo più di ieri e meno di domani. Un amore, il mio, esaustivamente ricambiato. Chi è Nicholas? Ma la mia ultima rapina, no…

Che cosa mi ha fatto cambiare idea? E presto detto. Amo Nuoro e i suoi abitanti. A chi mi ha mandato a Nuoro per aver reclamato “i miei diritti” dico grazie, grazie mille…

La venuta a Nuoro mi ha dato la possibilità di conoscere una cultura che, fino a poco tempo fa, mi era sconosciuta. Ossia quella sarda, e più precisamente quella nuorese…

Come qualcuno sa, circa dieci mesi fa sono stato ricoverato presso l’ospedale S. Francesco di Nuoro per essere sottoposto ad un intervento chirurgico.

La mia degenza al San Francesco è stata di circa 10 giorni. Lì, in quel posto, ho avuto modo di conoscere uomini, e soprattutto Donne, che mi hanno trattato come si conviene con un essere umano.

Se poi consideriamo che a quell’epoca ero ancora un ergastolano…

Sono stato dieci giorni in corsia e trattato come una persona qualunque. Visti i titoli dei reati che mi vengono contestati, hanno dimostrato di avere coraggio. Se fossi stato ricoverato in Sicilia sarebbe stata sufficiente la famosa frase “per motivi di sicurezza” per essere sepolto in qualche tombino senza che nessuno si potesse avvicinare… Altro che corsia. Solo i coraggiosi sono forti, e i Nuoresi lo sono. Chi usa la forza è un debole. “Per motivi di sicurezza”.. ma andate a cagare… Anche all’interno dell’istituto ho avuto modo di conoscere persone fiere della loro cultura, persone pulite e non contaminate dal sospetto.

Adesso faccio una affermazione forte e spero che nessuno me ne voglia: qui, in questo posto, lo stesso dove una volta regnava la violenza più feroce, a dispetto dei pochi che vorrebbero tornare al passato..”Niente speculazioni, quindi, né confusione. Il pessimismo cosmico non appartiene a chi lavora a Badu e Carros…” (Gianfranco Oppo, Garante dei detenuti), oggi c’è la possibilità di un reale cambiamento, e poi anche di un reinserimento.

In questo posto c’è gente che crede nel recupero delle persone. Dalle mie parti, invece, ti aspettano al varco, perché è cultura ormai consolidata quella di pensare e di afferrare che: “Dall’organizzazione malavitosa si esce solo da morti, o previa collaborazione…”.

E’ così? Non lo so, forse ai tempi di Al Capone. Quello che so è che ci sono parecchie persone che, a dispetto di quanto si sostiene, dopo essere tornate libere, hanno cambiato vita, perché “solo gli stolti non cambiano idea…”. Bene, con l’auspicio che mai più nessuno riesca a trasformare questo carcere in quello che fu un tempo (una fogna), auguro buon lavoro a tutte le persone di buona volontà…

Un caro saluto a tutte le persone che ho conosciuto durante la mia degenza presso l’ospedale di Nuoro e, su tutte, a quelle infermiere che ancora oggi si informano sulle mie attuali condizioni di salute…

Grazie, vi voglio bene.

Gino Rannesi, Nuoro, luglio 2015

 

 

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6 pensieri su “Solo gli stolti non cambiano idea… di Gino Rannesi

  1. Alessandra Lucini in ha detto:

    E grazie a te che stolto non sei, mai pensato niente del genere su di te, ma sono contenta che sia tu ad avere capito questo di te e ammetterlo, no che non sei stolto, sei intelligente e perspicace e la tua ironia ti salverà sempre. Un caro abbraccio Gino un anno non è un secolo.

  2. Pina in ha detto:

    Che frequenza armonica, malgrado il brutto tempo, si sa che dopo arriva un po di pace, comprendo è sono contenta del tuo stato, mio caro amico Gino.
    Ora che hai chiarito prima di tutto con te stesso, ora sei pronto, ha condividere con questo nuovo luogo, che tutto sommato nn è male, da come l’hai descritto.
    Ma sono sicura, che anche il tuo buon cuore di comunicare, ti sei sei fatto nuovi amici…d’altronde era inevitabile, col tuo carattere a tono.
    Sei un ribelle come me, per questo ti sono vicina, e ti auguro che tu possa un giorno malgrado tutto, tornare dalla tua bella famigliola che ti ama tanto.
    Credi in te è al tuo operato, ti sosterà, stanne certo.
    Un abbraccio affettuoso 😉
    Grazie a Grazia 😉

  3. salvatore in ha detto:

    buon giorno a tutte le persone di buona volonda un buongiorno a te amico mio gino e un buogirno a la mica grazia della sua bonda’ che auto nei confronti del amico gino che in questa uscita si rispecchia la sua persona .gino sono contento di quello che dice io lo saputo sempre che tu sei una persona buona tu sei stato sempre a fascinato sulle persone semplice ma umilie onesta per quelle pesone chi ti conoscono sulle carte giuritiche sembra che io dico cavolate ma none cosi parola mia ..detto questo ti auguro che questo mese vedi. tua moglie e la more tuo il piccolo nicolas .dai sedio vuole ti manga poco poi ricomingi a vivere .ora ti lascio con lo sritto ma ti tengo nel pinsiero . ciao amico fraterno ti voglio bene .

  4. Beatrice in ha detto:

    sono felice Gino che anche tu apprezzi la gente sarda, soprattutto “su nugoresu”. Come sai, anch’io ho avuto modo di frequentare i nuoresi per tanti motivi.

  5. Luciano Mertoli in ha detto:

    Auguro buon lavoro a tutti gli uomini di buona volontà. ..
    Caro amico,leggere i tuoi scritti, le tue riflessioni è sempre un immenso piacere.
    Riesci a suscitare in me dei ricordi e delle emozioni bellissime che quasi non ricordavo a malapena . Grazie.
    Come tu sai non sono religioso, ma conservo dei ricordi di quando ero bambino dove frequentatore assiduo delle messe domenicali,celebrate da un uomo speciale,”DON VISALLI”.Ricordo che ad un certo punto della messsa,coinvolgeva i fedeli a esprimere un pensiero per qual cosa o per qualcuno e dopo tutti in coro si rispondeva,per questo preghiamo.
    Ricordo che avevo appena 9 anni,ho alzato la mano per esprimere il mio pensiero è la mia preghiera,ottenuto il consenso,quasi non mi usciva più la voce dall’emozione,quando presi a parlare per dire:” voglio pregare per gli ultimi per i più deboli per i carcerati,vorrei ricordare a tutti i presenti che anche loro sono figli di dio”.
    Silenzio assordante che veniva interrotto da quel uomo speciale ,per questo preghiamo.
    Quel prete,tanto severo ma tanto amico dei ragazzi di quartiere che si spendeva tanto per loro indirizzandoli nello studio , attirava loro con le partite di calcio per allontanarli dalla strada e che spesso mi tirava le orecchie per la mia “vivacità “,quel giorno mi ha ringraziato ma io non ho capito perché. Adesso sono io a ringraziare lui perché quel giorno mi ha insegnato una lezione che oggi vive nella mia quotidianità. La sensibilità.
    Caro Gino,anche se ultimamente ti ho scritto poco il pensiero per te c’è sempre,perché tu sei uomo di buona volontà! !!
    Ti voglio bene.
    Luciano Mertoli

  6. salvatore in ha detto:

    Ciao Gino ho scritto il 7 agosto ma non é stato publicato.
    Voglo dirti sono felice che tu la pensi e vedi le cose con positivita.
    Un abbraccio salvatore

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