Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Giuseppe Zagari: si prepari la roba è in partenza

Labirinto

Come sapete, si è deciso di smantellare la sezione Alta Sicurezza Uno del carcere di Padova.

E i detenuti che si trovavano in questa sezione verranno spediti, come tanti pacchi postali, nelle carceri di mezza Italia.

Poco importa, ai signori dell’amministrazione carceraria che, così facendo, si distrugge un percorso di trattamento.. tra l’altro attuato in uno dei pochi carceri veramente in grado di fornire reali opportunità di crescita.

Poco importa che questi detenuti si sentivano valorizzati e stavano crescendo da ogni punto di vista.

Sei solo un numero.. sembra dire il sistema carcerario.. sei solo un pacco… non ce ne importa nulla se dovrai ricominciare daccapo.. in qualche pessimo carcere punitivo magari.. con nuovi compagni, nuovi operatori e chissà quanti nuovi ostacoli.

In questo testo che oggi pubblico, il nostro Carmelo parla del primo detenuto della sezione AS1 di Padova ad essere trasferito, Giuseppe Zagari.

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La rottamazione della sezione di “Alta Sicurezza Uno” del carcere di Padova è iniziata. E Giuseppe è stato il primo questa mattina ad essere trasferito. Lo immaginavo che sarebbe stato nella lista di quelli che non sarebbe stato declassificato perché il prigioniero che non abbassa la testa, che non accetta ricatti o contesta politicamente o individualmente l’ordine costituito o che vuole scontare la sua pena in modo dignitoso, costruttivo ed in positivo nelle “deportazioni” viene sempre messo nella “lista rossa” dei funzionari del Dipartimento Amministrativo Penitenziario. Questa è la regola perché per alcuni burocrati lo scopo del carcere non è quello di educare, ma deve solo punire, deve servire da esempio agli altri perché il detenuto  che reclama a torto o a ragione è un nemico. Giuseppe da alcuni mesi frequentava  la redazione di “Ristretti Orizzonti” e incontrava centinaia di studenti  durante la settimana nel progetto “Scuola Carcere” e rispondeva  con timidezza a tutte le loro domande. L’altro giorno mi ha confidato che da quando era entrato a fare parte della redazione di “Ristretti Orizzonti” e parlava con i ragazzi era cambiato  e incominciava a sentirsi  colpevole, cosa che non gli era mai venuta in mente quando era chiuso in cella tutto il giorno, come una belva in gabbia. Ci sono rimasto male che l’hanno mandato via perché mi ci ero anche affezionato. Non ho neppure potuto salutarlo e ringraziarlo, perché per Pasqua mi aveva regalato un coniglio di cioccolata bianca per mia figlia.

Chissà Giuseppe adesso dove sarà. Si vocifera che è stato manato nel carcere di Sulmona. E mi viene in mente quando dal carcere di Voghera ero stato trasferito in quell’istituto, lo chiamavano il carcere dei suicidi .. “Musumeci in partenza, in cinque minuti deve prepararsi la roba, forza andiamo, si prenda solo il minimo indispensabile, non più di sette chili”. “Un attimo che sono appena le quattro del mattino, datemi almeno il tempo di svegliarmi…”. Poi la solita prassi, perquisizioni, flessioni, manette e partenza con blindato. All’arrivo in quel carcere, come si usa di solito, mi avevano subito dato il benvenuto. “Musumeci, si ricordi che noi abbiamo sempre ragione e le suggeriamo di imparare la lezione rapidamente. E si raccordi che è impossibile non essere d’accordo con noi. Qui l’unica regola che vige è quella di sorvegliare e punire, fare soffrire più del dovuto i rifiuti della società, con qualunque mezzo, dovete comprendere il nulla della vostra esistenza…”.

Purtroppo il carcere è il luogo dove più di qualsiasi altro posto non rispettano la legge. E quando il prigioniero si vede esposto a sofferenze che la legge non ha ordinato e neppure previsto, poi entra in uno stato di collera abituale contro tutto ciò che lo circonda perché non vede altro che dei carnefici intorno a lui. La cosa più brutta è che poi il prigioniero non crede più di essere stato colpevole perché il detenuto accusa la giustizia stessa di esserlo più di lui. Spero che questo non accada anche a Giuseppe, per non fargli interrompere la crescita interiore che aveva intrapreso con la redazione di “Ristretti Orizzonti” e gli incontri con gli studenti, ma sarà difficile che una persona possa migliorare murato vivo in una cella per tutto il giorno senza fare nulla, come accade in quell’istituto, e con un fine pena anno 9.999.

Buona vita Giuseppe. Abbi cura di te e del tuo cuore. Un abbraccio fra le sbarre.

Carmelo Musumeci.

Carcere di Padova, aprile 2015

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Un pensiero su “Giuseppe Zagari: si prepari la roba è in partenza

  1. Alessandra Lucini in ha detto:

    Difficile da credere ma ancora più difficile da accettare, il nostro pensiero vi accompagna in questo nuovo cammino.

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