Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

TEATRO A BADU E CARROS, di Gino Rannesi

Sa

Un altro racconto, uno spaccato di vita carceraria, di Gino Rannesi:

Oggi presso il carcere di Nuoro, per la prima volta i detenuti ristretti presso la sezione degli AS1 (alto indice di vigilanza), si sono esibiti in una rappresentanzione teatrale: “La prima della prima…”(ALLA RICERCA DELL’ISOLA SCONOSCIUTA).
Tra gli attori anche il sottoscritto.

Tra il pubblico presente in sala anche il magistrato di sorveglianza, la direttrice e il comandante dell’istituto. Credo che la nostra esibizione abbia superato di gran lunga le aspettative di Pietro Era, ossia del nostro regista, e che tra le altre cose, ci abbia permesso di “guadagnare” credito nei confronti delle istituzioni presenti. Infatti, abbiamo dimostrato di saper fare anche dell’altro…
Siamo stati bravi, a dispetto delle catastrofiche previsioni, auspicate da taluni, abbiamo fatto la nostra “sporca figura…”

Nel mese di giungo c.a. Ci sarà la replica, e stavolta si auspica con tutti i requisiti: bocca scena, scenografia, etc.,
Alla fine dello spettacolo ho potuto interloquire con alcune istituzioni presenti in sala. Naturalmente appena ho potuto mi sono diretto nelle spazio occupato dal magistrato di sorveglianza. “Dottoressa! Buona sera, sono Rannesi, le dice niente questo nome?”
Il magistrato nel sentire il nome Rannesi si è portato una mano sui capelli. Sì, evidentemente quel cognome le diceva qualcosa. Poi rispose: “La sua ultima richiesta di permesso premio è sul mio tavolo, non mi metta fretta…”
“Nessuna fretta,”replicai, poi soggiunsi: “Si sta avvicinando la Pasqua, sarebbe bello per me poter riabbracciare i miei cari proprio in occasione delle prossime feste… sono detenuto ininterrottamente da oltre 23 anni, lei capisce?”
“Non mettetemi fretta, la gatta frettolosa fa i figli ciechi” No, no nessuna fretta. Tuttavia devo ricordargli che non sono più ergastolano, e che comunque la mia scarcerazione è ormai prossima…: “Certo, so bene che lei non è più un ergastolano, ma il suo residuo di pena, anche se breve, è pur sempre ostativo…”
Addio sogni di gloria, dovrò rassegnarmi, uscirò a fine pena…
Ecco, caso mai ce ne fosse stato bisogno, questa è la riprova del fatto che gli ergastolani ostativi, salvo rare eccezioni, sono destinati a morire in galera.

Gino Rannesi
Nuoro marzo 2015

Uso questo spazio per inviare un forte abbraccio a tutti gli amici del blog.
Ci sentiamo presto.

FRA PINO-Solo ora ho potuto leggere quanto hai scritto tempo fa. Ti abbraccio forte, ti ricordo sempre con tanto affetto.
Tuo ex confinate di cubicolo.
Aoh! Alla fine la fede ha trionfato, alla faccia di chi diceva che saremmo stati tra coloro che sarebbero morti in galera. A presto. IAOOH!
Gino. (Bambino vispo).

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5 pensieri su “TEATRO A BADU E CARROS, di Gino Rannesi

  1. rossana in ha detto:

    Bravissimo Gino 😊 sono contenta per te, per il tuo spettacolo e per tutto ciò che questo evento ha rappresentato.. A prestissimo allora.. Un forte abbraccio e auguri di ogni bene. 😊

  2. Pina in ha detto:

    Ciao Gino 🙂 come sempre, metti sempre il meglio di te, dentro quella rete universale, fatta di suoni, vibrazioni, sensazioni, emozioni concreti, felicità illimitata, che ti aiuta ha proseguire,” sfida “, un grande sostegno.
    Un abbraccio affettuoso 😉

  3. Alessandra Lucini in ha detto:

    Coraggio Gino che il fine pena arriva e te la godrai davvero la vita, complimenti per il teatro e mantieni salda la grinta e l’ironia.

    • è come se la mia anima si lacerasse per una forte emozione, vorrei piangere, perché Dio ci ha donato anche di amare chi non ci ha mai capito, e noi che eravamo solo delle ombre, siamo ritornati a rivivere ciò che ci era proibito, sono felice di risentire il mio caro vispo, sono felice di leggere tutti coloro che ci sono stati vicino nella nostra non vita. un forte abbraccio con il cuore Fra Pino

  4. salvatore in ha detto:

    buon giorno a tutti gli amici che offrano affetto e amicizia a chi ha bisognio di tutto questo come esempio gli uomini ombra che hanno fine pena mai.

    tutto puo cambiare e si deve credere che accada .. nella vita mai dire mai

    invito tutti ad avere sempre fiducia e riconinciare a credere nel cambiamento

    si deve nuovamente imparare a credere che e’ l’unica speranza

    Ginuzzo ora dico a te .. nn avere fretta fai come ti senti di fare ma io fossi in te nn sprecherei piu permessi o altro tanto il giorni della pena certa arrivera’

    cosi eviti che i giudici sene scordino perche’ troppo abituati

    stamani sono per dare consigli

    nn giocare a pallone perche la tensione che hai ogni pallonata fai danni

    nn fare discussioni cn nessuno manco una carezza

    cmq ascolta mantieniti calmo

    spero un giorno di agosto 2015 ti potrai sguazzariare in un lago di mare della Sicilia

    ti faccio sapere che io e la mia famiglia stiamo bene

    un saluto a tutti quelli che credono in te e stanno dalla tia parte

    il tuo amico fraterno Salvatore

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