Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Uno squarcio nelle tenebre… di Carmelo Musumeci

visualis

Un testo di Carmelo importante e prezioso.

E che desta in me, come in tanti, una grande emozione.

Questo Blog nacque per dare voce agli ergastolani ostativi. Questo Blog nacque dall’avere conosciuto Carmelo Musumeci. All’epoca (2009) nulla sapevo dell’ergastolo ostativo. Poi lessi un racconto di Carmelo Musumeci, e mi si aprì uno “squarcio” su questa realtà allucinante. Tramite lui conobbi la speciale Nadia. E con lei e con Maria Luce, creammo Le Urla dal Silenzio.

E oggi, dopo sei anni da quel momento, Carmelo Musumeci, il simbolo degli ergastolani ostativi, non è più ostativo.

Una vicenda umana e giudiziaria che è un insegnamento.

Mai perdere la speranza.

Non continuo con altre parole.. il testo di Carmelo, che ora segue, è in grado, da solo, di dire tutto.

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Credo che tutti, o quasi, hanno paura della morte. Colui che però non ne ha, o ne ha meno, è l’uomo ombra, perché la pena dell’ergastolo ostativo non solo ti fa male, ma ti annienta. E lo fa lentamente. Un po’ tutti i giorni. E un po’ tutte le notti. Fino alla fine dei tuoi giorni e delle tue notti, perché l’ergastolano passa il tempo in attesa di crepare.(Diario di un ergastolano http://www.carmelomusumeci.com)

La pena dell’ergastolo avvelena lentamente e inesorabilmente la tua esistenza, facendo attenzione però a non ucciderti. Ma se tenti di resistere è peggio per te, perché poi rischi di diventare matto.
Questa terribile condanna ti porta via i sogni ma incredibilmente ti lascia la vita. Probabilmente per farti soffrire di più, perché aspettare un giorno che non arriverà mai conduce alla follia.
Gli ergastolani vivono in una realtà tutta diversa dagli altri detenuti perché un uomo ombra deve scegliere tra la rassegnazione e la speranza. Io ho continuamente cercato di resistere fra l’una e l’altra, ma il mio cuore ha sempre preferito l’assurdità della speranza. Ed io in tutti questi anni gli ho sempre ricordato che gli ergastolani ostativi ai benefici hanno molte meno possibilità di finire la loro esistenza vicino ai loro cari di quante ne avevano gli internati nei campi di concentramento. Almeno loro avevano la speranza che con la sconfitta della Germania i vincitori li liberassero. Noi invece non abbiamo nessuna speranza, perché nessuno verrà mai a liberare noi. E la cosa più disumana è che non ci ammazzano, ma ci tengono in vita nonostante per un ergastolano ostativo ad ogni beneficio penitenziario non rimanga altro che prepararsi a morire in carcere.

Da pochi giorni invece ho ricevuto la più bella notizia che un ergastolano ostativo possa aspettarsi. Dopo ventiquattro anni di carcere, il Tribunale di Sorveglianza mi ha concesso la cosidetta collaborazione impossibile o irrilevante, perché anche se collaborassi con la giustizia i reati sarebbero prescritti, mentre sono già tutti accertati quelli più gravi.
E questo significa che mentre prima non avevo diritto a nessuno beneficio penitenziario adesso invece ne potrei avere, senza mettere nella mia cella un altro al posto mio.
È un po’ la fine della guerra, ancora non c’è la pace, ma mi sento un soldato stanco di essere belligerante e con la speranza un giorno di poter morire da uomo libero.
Ho passato la prima notte da ergastolano non ostativo senza chiudere occhio. E ho iniziato a ragionare con me stesso su come cercare di realizzare gli ultimi sogni che mi sono rimasti. Ho pensato che adesso mi aspetta la battaglia più difficile della mia vita, perché devo di nuovo imparare a sperare, a vivere e a sognare.
Sto cercando di affrontare i primi giorni da ergastolano resuscitato non pensando più che la mia unica via di fuga e di salvezza dall’Assassino dei Sogni (il carcere, come lo chiamo io) sia solo la morte.
Dopo ventiquattro anni di carcere mi è arrivato il primo permesso premio:
“(…) concede a Musumeci Carmelo, sopra generalizzato, il permesso di recarsi a Padova presso la Casa di Accoglienza “Piccoli Passi” sita in via Po n. 261, accompagnato da un operatore volontario della struttura. Il detenuto uscirà dalla Casa di Reclusione di Padova alle ore 9.00 del 14 marzo 2015 e vi farà rientro alle ore 18.00 dello stesso giorno”.

Con il trascorrere degli anni la mia speranza si era assottigliata, avevo imparato a fare il morto perché non mi aspettavo proprio più nulla dagli esseri umani, ora devo anche rimparare a credere, ad avere fiducia: non sarà facile, ma non sono mai stato così felice di avere paura.

Carmelo Musumeci
Padova, Marzo 2015
http://www.carmelomusumeci.com

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4 pensieri su “Uno squarcio nelle tenebre… di Carmelo Musumeci

  1. sono felice quanto te, l’hai meritato questo premio, l’hai sudato, spero che adesso potrai ottenere la semilibertà, questa si che si chiama rinascita della vita un forte abbraccio, Fra Pino.

  2. Alessandra Lucini in ha detto:

    Un piccolo passo che ci fa vedere un po’ di luce alla fine del tunnel

  3. Ho condiviso la tua lettera in FB.In molti ti siamo vicini.Che Dio ti aiuti.

  4. Pina in ha detto:

    La paura ti rende cieco, ma se nel tuo cuore c’è ancora tanta vita, ti guiderà nell’oscurità, fin ck luce ti abbaglierà…
    Nn perdere la speranza, tutto può succedere, e tutto può mutare, anche nella bellezza dentro il buio con i tuoi colori mentali, li faranno brillare…
    Un affettuoso saluto

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