Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

C’era una volta un uomo ombra…. di Gino Rannesi

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C’era una volta un uomo ombra….

 Questo faceva parte di una grande famiglia che conta almeno un migliaio d’individui.

L’uomo ombra non accettava di essere definito tale, ragione per la quale ha lottato con tutte le sue forze per scrollarsi di dosso quell’ingombrante dicitura.

D’un tratto un raggio di sole squarciò le tenebre in cui l’uomo ombra era costretto a riparare. La Corte Europea gli dava ragione: “La dicitura di un uomo ombra nel caso di specie è illegittima…”

L’uomo ombra, ancora incredulo, era felice, finalmente c’era qualcuno che gli dava ragione e quel riconoscimento non era da poco, giacché, questo fatto avrebbe fatto la differenza tra la vita e la morte…

Oggi l’ex uomo ombra si chiede: che differenza c’è tra un presunto killer che avrebbe ucciso in una sorta di “guerra” fra malavitosi e uno sceriffo?

Verrebbe da dire che forse non c’è nessuna differenza, ma, se si esamina la questione con molta attenzione, forse non è proprio così.

Il killer usando un’arma (sbagliando) può sparare condanne a morte per vari motivi.

Il più delle volte il presunto killer, come in una sorta di legittima difesa, pensava di dover sparare per primo.

Per gli stessi motivi lo sceriffo (sbagliando) pensa di emettere condanne a morte (l’ergastolo) per difendere la collettività.

Tuttavia l’ex uomo ombra, che proviene da un ambiente in cui la sub cultura la faceva da padrona, non riesce a comprendere.

Il killer a differenza dello sceriffo è ignorante, ragione per la quale si chiede: perché nessuno si è mai occupato della causa?

Lo sceriffo emette condanne a morte per combattere l’effetto, ma lungi da lui combattere  la causa. Non sono affari che lo riguardano.

Gli sceriffi che tutto sanno dovrebbero capire il motivo per il quale in quei paesi dove la pena di morte è irrogata in modo subitanea persiste la criminalità più feroce.

Lo spirito di vendetta non paga, se condanni a morte una persona, previa l’irrogazione di una condanna senza fine qual è l’ergastolo, non hai protetto nessuno, non hai risolto un cazzo di niente, hai solo mietuto un’altra vittima.

E allora l’ex uomo ombra continua a chiedersi: qual è la differenza tra chi avrebbe ucciso usando un’arma da fuoco e chi lo fa usando la penna?

La differenza c’è,  eccome. Infatti, non si tratta di una questione puramente formale, ma sostanziale. Lo sceriffo che uccide per proteggere la collettività, avrebbe la possibilità di infliggere una pena massima di anni 30, anziché quella dell’ergastolo. (E nessuno gli farebbe la multa).

L’espiazione di trenta anni di galera uccide l’individuo per metà, ma questo una volta libero potrà scegliere di andare a morire dove gli pare. Purtroppo però, c’è la piazza che ha delle aspettative, aspettative che gli sceriffi,  in collaborazione con una parte dei media, hanno fomentato e che per tali motivi non possono deludere.

La piazza in modo “composto” chiede giustizia, ma in realtà vuole vedere il sangue. Le statistiche dicono che tra i paesi europei con riferimento alla corruzione l’Italia sarebbe al primo posto.

Il nostro paese sarebbe il più corrotto? Un buon motivo per essere anche tra i più forcaioli.

 L’ex uomo ombra si chiede: nel giorno del giudizio, (perché tutti dobbiamo morire), chi potrà sperare in un atto di clemenza, forse quel bastardo di un presunto killer cresciuto nell’ignoranza?

O piuttosto lo sceriffo dotto e colto?

All’ex uomo ombra scappa da ridere: “Chi giudica con durezza sarà giudicato con durezza dal Padre mio che sta nei Cieli…” “A chi ha avuto tanto, sarà richiesto tanto…” “Avete già avuto la vostra ricompensa…” (Gesù).

L’ex uomo ombra affida la sua anima nelle mani di Gesù Cristo, e tu?

Buon 2015 a tutte le persone di buona volontà.

Gino Rannesi

Nuoro,  Gennaio 2015

 

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2 pensieri su “C’era una volta un uomo ombra…. di Gino Rannesi

  1. Alessandra Lucini in ha detto:

    Le cause non interessano allo sceriffo, e al popolo ancora meno. ma per guarire, bisogna cercare le cause ed eliminarle, troppo lavoro, meglio ignorare le cause e pensare alla vendetta, che rende molto di più e impegna di meno. Agli uomini piace giudicare perchè giudicando ci si sente migliori…. ma nessuno è migliore di nessuno, qualcuno è più fortunato e altri meno. Ma è difficile spiegarlo e tanti scrittori pur avendoci provato non sono riusciti ad entrare nel cuore del popolo. Ciao bello…

  2. Pina in ha detto:

    Le tue parole, sono tuonanti, fanno riflettere, da che parte stare, se dal Killer cresciuto nell’ignoranza, o un una sceriffo , dotto e colto ?
    Be sicuramente nn da uno sceriffo, che con la sua ” ?????????? è coltura ” , nn ha capito un K … dato che vive dentro un apparato, costruito con regole a tavolino , e anche se ammazza, ci sono le spine umane che collaborano, incuranti dei danni, anzi l’esecuzione difronte al mondo da restarne impuniti, rientrano, nella legalità” pardon Illegalità “, tanto da li nessuno gli smuove.
    In quanto a chi si muove per difendere questo diritto, di clemenza, per Killer ignoranti, si aspetta che l’umano venga fuori e veda bene quel che accade su questa terra, senza aspettare un dio liberatorio …
    Ridere fa bene ti libera da questa schiavitù mentale, di essere diverso.
    Ciao Gino , sugnu io la ribbelle coma a tia, ga nessuno mi futti, sugnu tra i vivi e nn addummisciuta 😉

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