Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

L’ergastolo- Fine Pena Mai… di Fabio Falbo

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Oggi pubblico una serie di riflessioni sulla natura barbara dell’ergastolo ostativo scritte da Fabio Falbo, detenuto a Rebibbia, e di cui abbiamo recentemente pubblicato (a puntate) il saggio sulle società segrete.

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E’ la ferita. E’ lo sfregio di una nazione definita “stato di diritto”.

L’ergastolo è una vita senza vita, dove la vita e la morte si confondono.

Il passato dell’ergastolano sarà sempre presente e il presente sarà sempre uguale al futuro. 

Gli ergastolani italiani non appartengono più a questo mondo, sono come fantasmi, non sono né morti né vivi.

La pena dell’ergastolo ostativo in Italia, non vuole punire o migliorare, vuole solo distruggere.

Per gli ergastolani il carcere è un cimitero e la cella è la loro tomba. 

La pena deve lasciare speranza, altrimenti è solo una esecuzione e una vendetta.

Con l’ergastolo la vita diventa una malattia, gli ergastolani non vengono uccisi, ma, peggio, sono  lasciati morire lentamente.

La pena dell’ergastolo supera i limiti della ragione e fa diventare esclusivamente corpi parlanti. 

Molti ergastolani, se potessero scegliere, preferirebbero morire subito, piuttosto che nel modo orribile, progressivamente e infinitamente spaventoso, di morire tutti i giorni.

Non si può essere colpevoli per sempre: qualsiasi cosa dovrebbe avere un inizio e una fine.

La legge viene dal greco nomos: distribuire, ordinare e misurare, ma come si fa a misurare l’ergastolo?

L’ergastolo non ha nessuna funzione: è la vendetta dei forti, dei vincitori, della moltitudine. 

L’ergastolano non può guardare in faccia il futuro, può solo guardare il tempo che va via.

Non si può chiedere la certezza della pena, senza sapere quando finisce una pena.

Anche gli ergastolani vorrebbero avere un calendario nella cella per seguire i giorni, i mesi e gli anni che mancano loro per ritornare alla vita. 

Con l’ergastolo non si vive, ma si sopravvive, perché la reclusione a vita, come pena, è peggiore della morte stessa: l’ergastolo è una morte a rallentatore.

Si sopravvive con tristezza e malinconia, senza speranza e senza sogni.

Si sopravvive come ombre che oscillano nel vento, come pesci in un acquario.

Vivi una vita che non ti appartiene più, vivi una vita riflessa, una vita rubata alla vita.

Il carcere per l’ergastolano è un cimitero, con la differenza che invece di morto sei sepolto vivo.

Se la pena deve rieducare o che rieducazione ci potrà mai essere per una persona che non potrà mai uscire dal carcere?

La pena dell’ergastolo ti mangia l’anima, il corpo, il cuore e l’amore.

Una pena come l’ergastolo non sarà mai in grado di fare giustizia.

La libertà per un ergastolano è come un orizzonte che non vedrà mai.

Si diventa non viventi, esseri totalmente, per sempre, senza speranza e schiavi della pena.

L’ergastolo è solo la banalità della vendetta.

Gli ergastolani italiani non sapranno mai chi sono, dove sono, né dove vanno e non avranno mai nessun domani, avranno solo un passato che non passa e correranno per sempre con la morte, per la morte e nella morte.

In uno Stato di Diritto la speranza di tornare liberi non può dipendere dalla scelta del diritto interessato.

Con l’ergastolo ostativo a qualsiasi beneficio il recupero è impossibile. 

La speranza non dovrebbe essere stroncata per sempre.

La durata della limitazione della libertà dovrebbe essere proporzionale alla necessità del recupero, piuttosto che alla gravità della violazione.

La Corte Costituzionale ha spesso ripetuto che l’ergastolo è costituzionalmente legittimo perché non è più una pena inflessibilmente perpetua: l’ergastolo è pienamente compatibile con il dettato costituzionale, in ragione, appunto, della presenza di istituti che ne escludono il carattere di pena perpetua.

Ma ora non è più così, perché l’ergastolano che è soggetto alla preclusione di cui all’art. 4 bis, per essere in espiazione di pena inflitta per i reati c.d. di prima fascia, non uscirà mail.

-PERCHE’ A PARERE DI CHI DOVRA’ LEGGERE L’ERGASTOLO E’ INCOSTITUZIONALE

Perché nessuno di questi ergastolani sa dove e quando morirà.

L’ergastolano sa dove: in galera.

Perché solo in Italia, per chi ha l’ergastolo ostativo ai benefici penitenziari, esiste una pena contro natura che non finisce mai.

Perché una pena che non finisce mai è compatibile solo con l’inferno dei dannati.

Perché per l’ergastolano italiano il tempo non esiste: gli ergastolani possono essere una ricchezza e non un peso, perché tenerli per legge dentro, chiusi in una cella, per tutta la vita?

Perché non dare loro la possibilità di scontare la pena in modo intelligente, lavorando o aiutando gli altri?

Perché non dare loro la possibilità di una esistenza nuova?

Perché tenerli chiusi per tutta la vita in solitudine in un bozzetto di niente?

Perché impedire un futuro?

Perché impedire la speranza di continuare ad esistere per condanne subite dieci, venti o trenta anni prima?

Noi nasciamo liberi: perché, dopo avere scontato la condanna, si deve morire prigionieri?

Che senso ha avere sostituito la pena di morte con l’ergastolo?

Con la pena dell’ergastolo, oltre a non esserci certezza della pena, non c’è neppure certezza della speranza.

Una società che non uccide i suoi simili perché preferisce tenerli murati vivi dentro una cella tutta la vita, è una società malata e cattiva alle radici.

Non può una persona essere colpevole per sempre.

-VERIFICA DI INCOSTITUZIONALITA’ DELLA PENA DELL’ERGASTOLO NEI CONFRONTI DELL’ART. 13 DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

“… è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizione della libertà.. Poiché tenere una persona tutta la vita senza speranza, chiusa in una cella, è una vera e propria tortura infinita dell’anima, una tortura mentale infinita… “non a caso c’è uno studio fatto da luminari in materia, tra cui il Dott. Veronesi”. 

Si dovrà chiedere una verifica d’incostituzionalità della pena dell’ergastolo nei confronti dell’art. 31 della Costituzione della Repubblica Italiana (… La Repubblica protegge la gioventù…).

Poiché esistono persone che sono state arrestate in giovane età e condannate alla pena dell’ergastolo senza nessuna attenuante per la giovane età.

A parere di chi scrive, chi ha sbagliato deve essere rieducato e restituito alla società per continuare a scontare la propria pena dentro la società.

Bisognerebbe equiparare il penitenziario ad un ospedale dove, una volta guarito, si ha la possibilità di uscire. La società per essere giusta dovrebbe tenere conto non soltanto del male che un giovane ha fatto, ma anche del bene che potrebbe fare in futuro e della capacità di redimersi.

-ELENCO DI STATI CHE APPLICANO LA PENA DELL’ERGASTOLO

Mentre in alcuni paesi: Norvegia, Portogallo, Spagna, Città del Vaticano, l’ergastolo è stato eliminato.

(Islanda, mai avuto ergastolani) dando un segno di grande civiltà e umanità.

In altri paesi l’ergastolano può uscire: Irlanda, dopo sette anni; Olanda, dopo 14 anni; Norvegia, dopo 12 anni; Svezia, dopo la commutazione della pena; Svizzera, dopo 15 anni; Regno Unito, varie possibilità; Austria, dopo 15 anni; Belgio, dopo 10/14 anni; Cipro, dopo 10 anni, Danimarca, dopo 10/12 anni; Francia, dopo 15 anni; Grecia, dopo 20 anni e, invece, la patria del diritto romano, l’italia, dopo 25 anni e mai, proprio mai, unico paese in Europa e al mondo, per le condanne all’ergastolo con la motivazione di avere agevolato l’attività dell’associazione criminosa (Divieto di concessione di benefici: art. 4 bis L.26 luglio 1975, n.354).

L’ergastolo ha un impatto distruttivo sul trattamento dei prigionieri e minaccia l’integrità fisica e psichica.

-L’ULTIMA SPERANZA DEGLI UOMINI OMBRA: LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO

Dopo studi che sto portando avanti, ho scoperto che di tutti i paesi membri della Corte Europea, solo l’Italia minaccia e sottomette in uno stato di sofferenza, paura e ansia, i suoi cittadini condannati alla pena dell’ergastolo.

Solo in Italia gli ergastolani non usciranno mai se non fanno i delatori, le spie, se non rischiano la loro vita e quella dei loro famigliari, se non si trasformano in “Giuda”, se non confessano, se non collaborano con la giustizia e se non mettono in cella un altro al posto loro.

Solo in Italia esiste la pena dell’ergastolo ostativo, irrevocabile, senza nessuna possibilità di liberazione.

Non è vero che la pena dell’ergastolo non è contraria al sistema costituzionale.

La Corte Europea ha ricordato che costituisce condizione per ritenerne la non contrarietà alla pena dell’ergastolo quella secondo la quale il sistema nazionale preveda una possibilità di ottenere la liberazione condizionale oppure l’affidamento a misure alternative.

Ebbene in Italia questa possibilità non esiste.

Non esiste se non vendi qualcuno per trenta denari.

-DIVERSE SENTENZE IN CAMPO EUROPEO DANNO RAGIONE A CHI SCRIVE

Causa Kafkaris c. Cyprus, sentenza del 12 febbraio 2008.

Affaire Lager c. France del 30 marzo 2009.

Consiglio d’Europa. Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Seconda sezione, decisione sulla ricevibilità del ricorso 33290/07, presentato da Gregorian Garagin contro l’Italia.

L’ergastolo non violava il principio secondo il quale la sanzione deve mirare alla rieducazione del colpevole, poiché, in certe circostanze, il condannato all’ergastolo può essere liberato.

In Italia può accadere solo se diventi collaboratore, delatore, se al tuo posto in cella ci metti un altro.

Causa Scoppola n. 2 c. Italia- Grande Camera- sentenza 17 settembre 2009 (ricorso n. 10249/03).

Decisione Meixner contro Germania del 3 novembre 2009 (ricorso n. 26958/07).

Sentenza di Strasburgo del 17 dicembre 2009, quinta sezione caso di M.V. Germania (Application no. 19359104);

A Voi le vostre considerazioni su questo doloroso argomento.

Roma 22.10.2014

Fabio Falbo

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2 pensieri su “L’ergastolo- Fine Pena Mai… di Fabio Falbo

  1. Pina in ha detto:

    Come darti torto, una verità agghiacciate, che malgrado, le continue richieste di eliminare questa condanna disumana, del poco ascolto, o nel nn voler prendere decisioni ” minati “visto il delicato compito di cambiare, o forse per comodità, in fondo, c’è anche molto da lucrare, diciamo che è una fabbrica umana.
    Non ci vuole molto a farsene una ragione, a meno che sei proprio orbo!
    L’Italia è un paese di schiavi, tutti devono lavorare, ma sempre per garantire l’alto, nn il basso, quello serve, è schiavo macchina, che va fin che rende, alla fine muore, ma c’è sempre la sostituzione .
    Senza dubbio l’ergastolo procede, il suo carognoso cammino, senza retrocedere di un passo, come un cadavere abbandonato a se, senza sepoltura, divorata dalla sua stessa carne ” idea dell’ideatore ” e dopo tradotta in sentenza, diciamo un bell’affare, per gli affaristi.
    Visto è considerato, che malgrado si continua ancora, credo sempre alle possibilità magari sembrerà pura follia buttata a caso, ma provare ci si può cambiare idea, aspettando ad un miracolo per davvero, quale be io nn saprei, nn ho mai creduto ai miracoli, ma alla forza si, tutto deve avvenire da dentro, siete in tanti , uniti si può ribaltare, io nn sono capace di dire come, sta a voi trovare quella giusta, per ribellarvi, in un diritto che appaga tutti, essere ascoltati umanamente, trattati umanamente, correggendo quella carogna di ergastolo, la pena nn è eterna, la vita si dopo la morte…
    Ciao Fabio

  2. La tua riflessione toglie il respiro… la mancanza di liberta’ dev’ essere la sensazione piu’ tremenda al mondo… e per liberta’ non intendo solo quella che viene tolta ad un ergastolano… la parola liberta’ e la parola prigonia hanno per me un significato molto piu’ profondo. puo’ essere che un uomo sia dentro ad un carcere ma che la sua anima sia libera? e che un uomo nella societa’ possa vagare per la strada “liberamente” ma essere imprigionato da un buio nell’ anima? ci sono malati impigionati nel loro stesso corpo ma la cui anima e’ libera di andare oltre la mobilita’ fisica ad esempio… altri imprigionati da societa’ assurde dove ad esempio la donna non viene consiederata umanamente… forse siamo un po’ tutti prigionieri anche di un sistema corrotto e vergognoso, e forse allo stesso modo possiamo essere tutti un po’ liberi nella speranza che l’ Amore faccia grandi le cose

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