Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Agli amici della rete… di Luigi Della Volpe

Diviso

Qualche settimana fa ho pubblicato la lettera che ci è giunta da un nostro nuovo amico, Luigi della Volpe, detenuto a Spoleto (vai al link..https://urladalsilenzio.wordpress.com/2014/11/07/lettera-di-una-vita-ingiusta-con-tanti-sensi-di-colpa-di-luigi-della-volpe/).

In quella lettera Luigi invitava chiunque si trovasse a leggere, ma soprattutto le persone molto giovani, a non essere mai tentati dalla via della illegalità e da percorsi senza via d’uscita.

Dopo i commenti che gli sono giunti, Luigi ha voluto inviare una lettera agli amici del Blog; che oggi pubblico.

Luigi apprezza molto la possibilità di potersi confrontare con le persone, di potere corrispondere con loro. Se voleste scrivergli, l’indirizzo a cui scrivere il  è:

Luigi Della Volpe

Via Maiano n. 10

06049 Spoleto (Perugia).

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Amici  miei della rete

Grazie degli auguri, dell’incoraggiamento. Grazie della cura che ci avete messo a scriverli. Grazie per averlo cercato, per averlo pensato. Grazie del tempo che mi avete dedicato. Avere cura è dare tempo. E non il tempo dell’orologio. Il tempo proprio, interiore. Fatto di pensieri. Dentro di noi il tempo è segnato da un orologio senza lancette. Scorre, passa con i moti dell’animo, con i sentimenti. Personalmente, sono stato privato del tempo della cura. Mi hanno sbattuto di qua e di là. Non mi hanno mai fatto apprendere il perché e il come delle cose. Non mi hanno mai fatto capir come si fa ad uscire dalle difficoltà economiche ed effettive. Non mi hanno permesso di vivere con la mia mente, con i miei pensieri. Sono andato avanti a spintoni. Mi hanno… ma forse semplicemente non sono stato in grado di capire e fare, perché ho sentito l’Amministrazione, lo Stato, le leggi come contro, come nemiche. Le ho sempre conosciute aggirandole, mai affrontandole, mai servendomene, ma sempre facendo in modo che altri si servissero delle leggi vigenti appoggiandosi su di me che le aggiravo. Sono cresciuto su queste terre violente, “la terra dei fuochi”. Anche i sentimenti  miei sono stati violenti. A volte alzo gli occhi, guardo il viso di chi come me è stato lasciato solo in una terra che ci lascia soli. Amici miei, purtroppo mi sento coperto dalle mie terre. E’ la mia pelle. Dovrò scrollarmela di dosso, come fanno i cani quando sono fuori dal mare. Dovrò lasciarla cadere tutt’intorno, perché raccogliendo semi e dare frutti e fiori, senza seppellirmi, scollarmela di dosso, perché sotto quella terra che ho addosso posso venire fuori come un fiore. 

Amici miei, se potete cercare di uscire dall’oscurità, perché il buio è una cosa indescrivibile, terribile. Camus diceva: “La colpa è del sole: acceca, va alla testa, stordisce”. Non so se sia il sole; la luce è responsabile ma colpevole di verità; bella e spaventosa.

Oggi le cose in cui credo di più sono completamente diverse da quelle precedenti. Se prima, fino a qualche anno fa credevo ancora nella fratellanza, nel rispetto e nei principi. Ora il concetto di credere è diverso. Sicuramente credo ancora nella fratellanza, nel rispetto e nei principi, ma in modo diverso. Oggi per me la fratellanza è di non arrecare danni all’altro; il rispetto è di rispettare tutti e non solo quello di rispettare alcuni, perché rispettare il potente di turno e non rispettare il disabile, il gay, l’extracomunitario, il povero, l’operaio che si incontra alla mattina mentre si reca al lavoro? Può sembrare un paradosso per un detenuto, ma perché non rispettare le guardie che di mattina, di giorno e di notte, mi assistono in tutto? Perché non rispettare le leggi che sono un bene per tutti? Dopo tanti anni ho capito che i principi esistono dove abbonda l’umiltà e visto che nell’ambiente carcerario neanche sappiamo cos’è l’umiltà, pertanto, i principi sono preferibili neanche menzionarli.

Ora vi saluto e vi auguro tutto ciò che i vostri cuori desiderano e vi ricordo che chiunque vuole scrivermi sono fiero di rispondere. Vorrei tanto farlo attraverso la rete, ma non ho possibilità di accesso. Vi abbraccio e cercate di essermi vicino in questo momento, perché sono impegnato con due esami difficili.

Carcere di Spoleto

Luigi Della Volpe

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2 pensieri su “Agli amici della rete… di Luigi Della Volpe

  1. Alessandra Lucini in ha detto:

    In bocca al lupo per i tuoi esami Luigi, sono certa che ce la farai e che te la caverai benissimo, un caro abbraccio e grazie per la tua lettera.

  2. Pina in ha detto:

    nn dubitare, siamo sempre in sintonia, con chi ha capito che malgrado tutto, può ricominciare, attraverso la consapevolezza di essere del tutto nuovo.
    Sempre nel rispetto nel sentirci umili, perchè lo siamo, avvicinandoci a tale contesto, strappando avvolte qualche sorriso, per dire : ho capito! ho compreso! riflettiamo, rispettiamoci … Ciao Luigi

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