Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Deportazione… di Pasquale De Feo

41bis

Ecco un alto dei testi che il nostro Pasquale, Detenuto a Catanzaro, ha dedicato al volto feroce della storia dell’unità d’Italia.

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DEPORTAZIONE

All’atto dell’occupazione piemontese il generale Enrico Cialdini iniziò a fucilare o forse meglio dire massacrare i meridionali, già all’inizio di ottobre 1860. Fu un macellaio patentato senza onore né dignità di soldato.

E’ mia convinzione che il progetto era stato pianificato dall’inizio da Cavour, Vittorio Emanuele II e lo stato maggiore dell’esercito. Forse l’unico che non sapeva cosa avevano intenzione di fare era Garibaldi, ma il dubbio rimane perché dopo non fece niente. Si comportò da uomo suo figlio Ricciotti, tornando nel Sud ma combattendo con i partigiani meridionali che una storiografia infame criminalizzò come briganti.

L’annessione del regno delle Due Sicilie fu una questione di soldi. Saccheggiare il ricco Meridione con la copertura dell’epopea da quattro soldi di Garibaldi. Pertanto il Risorgimento è stata una grande menzogna, anche perché non menzionano mai che senza l’appoggio anglo-francese non sarebbero riusciti nell’impresa di annessione del Regno delle Due Sicilie.

Al giorno d’oggi questi signori sarebbero davanti al Tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità. Invece vedere le nostre strade e piazze dedicate a questi carnefici.

Il massacro continuò con intensità per i primi cinque anni. Poi, con il trapelare del genocidio, l’Europa inorridì, e loro continuarono con minore clamore.

Andare a leggere i discorsi e interrogazioni nel Parlamento italiano ma anche in quello inglese, si appurerà che il sangue scorreva a fiumi, senza distinzioni tra bambini, anziani e donne, sterminando un milione di persone su otto milioni di abitanti, arrestando mezzo milione senza distinzione di esso ed età, rasero al suolo 54 paesi, saccheggiarono tutte le ricchezze e distrussero l’industria con una firma di Cavour e costruirono la loro industria nel Nord Italia.

I mali vengono da lontano e l’attualità del degrado in ogni campo del Meridione fu figlia dell’infamia che i “liberatori” si dicevano fratelli, ma ci trattavano come schiavi. Oggi è ciò che hanno voluto dall’inizio, una colonia abitata da servi come lo erano gli iloti di Sparta.

Cialdini a Londra diceva al primo ministro inglese che più ne ammazzavano più ne uscivano di beduini meridionali; forse erano convinti di trovarsi in Africa.

All’inizio del 1863 cercarono, chiedendo al Portogallo, un’isola dove volevano deportare la maggioranza dei meridionali. La notizia trapelò e l’Europa si scandalizzò, e desistettero ma non rinunciarono. Dopo un paio di anni provarono con l’Argentina per avere un pezzo di Patagonia, ma la stessa disse di no, forse per umanità sapendo quello che voleva fare la canea savoiarda.

Capendo che nessuno si sarebbe prestato ad un’infamia del genere, ripiegarono sulla deportazione interna, costruirono in ogni isola italiana un carcere dove deportare tutti i meridionali che arrestavano, anche per sospetto e quelli che i collaborazionisti vendevano al crudele nemico piemontese. La maggioranza moriva di malaria o malattia in conseguenza della scarsa nutrizione e delle condizioni in cui li tenevano, essendo che la maggioranza delle isole erano senza acqua potabile e si dovevano trasportare da terra.

Queste isole non hanno mai perso quella originale collocazione di luoghi di sofferenze nell’ultimo secolo e mezzo, lontano da occhi indiscreti.

Non bisogna dimenticare i vari lager di prigionia sulle Alpi dove deportarono migliaia di soldati e patrioti, dove spiccava il forte di Fenestrelle, l’Auschwitz piemontese. In questo carnaio savoiardo i prigionieri non duravano più di tre mesi, a duemila metri di altezza sopra Torino, con quel freddo avevano rotto tutti i vetri delle finestre e, lasciandoli con i vestiti estivi e in più il cibo razionato, deliberatamente fecero morire 26mila deportati, dicono documenti ufficiali, ma credo che furono molti di più. I morti venivano squagliati in una vasca di calce che c’è ancora attualmente; anticiparono di 80 anni i nazisti con la Shoah.

Continuano a usare le isole per deportare i meridionali, allontanandoli dalle loro famiglie come facevano in quel tempo dove la crudeltà era la norma; come fanno i jihadisti attuali che scannano i loro prigionieri.

La verità di queste infamie è ancora coperta da una censura di scribacchini e storici unitari.

Catanzaro settembre 2014

De Feo Pasquale

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2 pensieri su “Deportazione… di Pasquale De Feo

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Grazie per queste perle che ci regali, ti abbraccio

  2. mare_viola@live.it in ha detto:

    ciao Pasquale, la storia è lunga, così ci si può navigare, è tu lo fai con molta raffinatezza, malgrado, le inquietanti sballottamenti di percorso, ma si vede che hai un buon timone a bordo del tuo essere, tanto lo so che che sei un buon capitano.
    Mi fai ricordare, i tuoi velieri, straordinari, così nn mi stupisce, quel che riesci ha pescare… Un caro saluto

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