Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Lettera di Luciano Rossa, dal carcere di Spoleto

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Pubblico oggi una lettera di Luciano Rossa, detenuto a Spoleto.

Quello che racconta Luciano è emblematico di come il carcere non dovrebbe funzionare.

Nei fatti, Luciano a Luciano viene reso impossibile vedere la propria famiglia e viene reso impossibile studiare.

Ma, è accettabile che un padre di famiglia abbia potuto vedere, in circa 11 anni di detenzione, il figlio per non più di 20 volte. O è un’autentica barbarie? La seconda.. indubbiamente la seconsa..

Vi lascio a questa lettera che ci ha inviato Luciano Rossa.

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Cari compagni, ciao sono Rossa Luciano e vi scrivo dal carcere di Spoleto, dove mi trovo da 11 anni, da quando ho l’ergastolo in odo definitivo. In questi 11 anni ho avuto sempre un buon comportamento. Ho sempre lavorato, anche in cucina. Ho fatto tutte le scuole fino ad arrivare a prendere il diploma. 

Da un paio d’anni cerco di essere trasferito in un istituto qualsiasi della Lombardia dove vivono i miei fratelli, così da poter agevolare la mia famiglia per venirmi a trovare, sia economicamente, ma soprattutto per le condizioni di salute di mia madre. Mi è sempre stato rigettato il trasferimento per motivi di sicurezza; quando da 15 anni, come dicevo prima, ho avuto sempre un buon comportamento, perciò la motivazione non regge. Come mai, se le direttive della Corte Europea R. 2006 n. leggi relative previste dalle regole penitenziarie  europee art. 42 art. 28  230/2000  art. 61 comma 2 prevede che dobbiamo stare al massimo 200 km dai nostri famigliari.  Non è che la mia condanna all’ergastolo lo prevede che io debba essere allontanato dalla famiglia. 

Perché non posso vedere mio figlio che quando mi hanno arrestato aveva 2 anni e oggi ne ha 17. In undici anni non ho potuto vederlo neanche 20 volte. Chi lo prevedere questo, il DAP? Come può il DAP violare tutte le leggi, le direttive della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ammassandoci uno sopra l’altro e e nessuno di loro ne paga le conseguenze. Non si possono contrastare. Gli avvocati dicono che con il DAP non si parla in nessuna maniera. Perciò noi da qua cosa possiamo fare? Non sapendo più cosa fare, quando mi hanno chiamato per raddoppiare le celle in questo istituto.. celle che prima erano celle singole.. mi sono rifiutato. Sono ergastolano e l’art. 22 prevede l’isolamento notturno, ma il DAP, quando gli conviene una certa situazione, la lascia così. 

E quindi mi ritrovo da 8 mesi in isolamento. Se le è dimenticato a prendere un provvedimento, magari la direzione e non gliela ha detto, non accettandomi l’istanza per andare dalla mia famiglia in Lombardia. Mi sono messo in contatto con il Garante di Roma e mi hanno proposto se volevo andare a Rebibbia per frequentare l’università visto che lì non è a pagamento, o meglio pagano loro; a differenza di qua dove non mi posso iscrivere perché non ho la possibilità economica. Così, con il parere della mia famiglia ho subito accettato, in quanto, venendo da Catania con l’aereo, qualche colloquio sarebbe stato possibile farlo e soprattutto, quando mi sarebbe ricapitata una occasione come questa. La possibilità di laurearmi senza avere spese. Era un riscatto per me, mi mettevo in gioco per un paio d’anni, era una bella sfida. Così abbiamo fatto l’istanza con il garante di Roma (a Spoleto non esiste). Ma l’hanno rigettata, sempre per questioni di sicurezza. Se voglio studiare, mi devo iscrivere qua, ma io soldi non ne ho. Come faccio? 

La mia famiglia non la posso vedere, non posso studiare. E’ questo il modo per rieducare il detenuto? Tenendomi 8 mesi in isolamento. Ma, soprattutto, se quelli che mi debbono rieducare non rispettano per niente le regole e se ne fregano delle leggi, che esempio mi danno? 

Non so se mi potete aiutare, ma sicuramente lo possiamo fare sapere a tutti quello che fanno questi “signori per bene” del DAP.

Il vostro indirizzo me lo ha dato il compagno Carmelo M. e compagno G. che è qua. Grazie tanto e a presto.

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2 pensieri su “Lettera di Luciano Rossa, dal carcere di Spoleto

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Ti auguro di cuore di risolvere questo triste problema, sono incoerenze tutte italiane. Ahimè

  2. giusy in ha detto:

    ciao Luciano spero tanto che tu possa avere la forza di superare tutto questo ti auguro che al piu’ presto tu possa ottenere quello che il tuo ❤ desidera
    Sereno Natale

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