Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 22 agosto – 21 settembre

diario11[1]Teresa Virdis sta facendo un lavoro prezioso per noi. Sta trascrivendo alcuni dei diari di Pasquale De Feo che si erano accumulati negli ultimi mesi non essendoci più la possibilità per chi prima, su questa cosa, collaborava con noi, a continuare a farlo.

Quello che pubblichiamo oggi è il diario del mese di settembre.

Voglio fare giusto una citazione, molto emblematica, prima di lasciarvi alla lettura integrale:

“Il presidente onorario della Cassazione Giuseppe Tuccio, disabile, avendo bisogno della sedia a rotelle, ha avuto la sgradevole sorpresa si sapere che un capitano dei carabinieri dei ROS e due carabinieri si sono introdotti a casa sua per piazzare una cimice, li ha sorpresi la nuora, avvocato Giampiera Nocera, la moglie del figlio Luigi. Per entrare hanno fermato la governante, l’hanno trattenuta in caserma e si sono fatti la copia delle chiavi. La domanda del giudice è: “Siamo in uno stato di diritto od in uno stato di polizia”? Essendo giudice non se n’è reso conto sino ad oggi. Le garanzie costituzionali dei cittadini vengono violate quotidianamente dalle procure, ormai si sentono al di sopra della legge, ma fino a quando si tratta del semplice cittadino nessuno dice niente, quando toccano qualcuno che fa parte del sistema, allora i media si fanno sentire. Dice il giudice, fino ad oggi si è indagato su tutti, anche sulla Chiesa, sarebbe ora di incominciare a guardare dentro la magistratura; citando una massima latina “Quis custodiet custodes? Chi controlla i controllori? Continua, “quando la prassi stravolge i principi si vive in uno stato di polizia”. Ha presentato un esposto in procura per violazione di domicilio e abuso d’ufficio ed ha chiesto un milione di euro di risarcimento al Ministero degli Interni. Credo che, difficilmente la procura non sapeva cosa stavano facendo i ROS, hanno sempre un ordine quando fanno queste cose.L’avvocato del presidente ha affermato in una conferenza stampa che “questa è una battaglia in difesa dei baluardi che rappresentano il confine tra governo democratico e liberticidio. Ciò è avvenuto non in una realtà sudamericana, ma a Reggio Calabria e perciò sorprende. Non si tratta di rivendicare privilegi, ma di fare una riflessione più generale. Sono almeno trent’anni che il confine di cui parla l’avvocato è stato superato, con le leggi d’emergenza l’arbitrio è diventato norma e l’abuso è diventato la prassi, ma purtroppo, anche con questi inciampi dell’apparato repressivo nulla cambierà, perché ormai hanno il potere di censurare le notizie, dopo qualche giorno l’episodio scompare dai media e tutto continua come prima.” (26 agosto)

Quis custodiet custodes? Questa frase rende tutto.

Vi lascio alla lettura del diario di Pasquale De Feo… detenuto a Catanzaro.. mese di settembre.

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LA VIOLENZA CHIAMA ALTRA VIOLENZA

Il parlamentare grillino Alessandro Di Battista ha fatto una dichiarazione che ha innescato polemiche dei benpensanti filo americani; da stato sotto occupazione da 70 anni, ci sono tanti che credono che sia la normalità essere una colonia yankee, pertanto sono pronti a difenderli in ogni occasione. Ha detto “la violenza indecente, barbara e inaccettabile subita da James Foley è in parte figlia della violenza indecente, barbara e inaccettabile subita dai detenuti nel carcere di Abu Ghraib” e, nel contesto del discorso, afferma anche che è colpa dell’imperialismo USA.
James Foley è il giornalista americano che, una settimana fa, è stato decapitato dai terroristi che hanno occupato una parte della Siria e dell’Iraq, commettendo atrocità contro le minoranze e tutti quelli che non si adeguano al loro dominio. Ha dimenticato di metterci Guantanamo e tutte le carceri segrete sparse per l’occidente e i paesi arabi che si sono prestati a torturare e uccidere migliaia di cittadini di vari paesi, prevalentemente dei paesi musulmani. Hanno creduto che così avrebbero risolto il problema, invece non hanno fatto altro che allevare un’intera generazione nell’odio. Non bisogna dimenticare che tutti questi fanatici sono figli e nipoti di tutti quei combattenti che, gli americani, con l’aiuto dei paesi arabi, mandarono a combattere in Afghanistan contro i russi, addestrati e finanziati dalla Casa Bianca. Hanno vinto una guerra locale ma hanno creato un bubbone che dopo trent’anni diventa sempre più grande.
In Iraq hanno destabilizzato un paese che viveva in armonia tra diverse etnie e religioni, anche se sotto una dittatura feroce, esclusivamente per estromettere un dittatore che prima hanno usato per i loro interessi, facendogli fare la guerra alloro posto contro l’Iran e poi, siccome non era tanto obbediente, gli hanno teso la trappola dandogli l’assenso a poter invadere il Kuwait e poi gli hanno creato una coalizione mondiale per poterlo ridimensionare militarmente, dopo che lo avevano abbondantemente rifornito d’armi, così hanno tranquillizzato le dittature del golfo, Arabia Saudita in testa. Non contenti, dopo 10 anni, si sono inventati di tutto e di più per invaderlo di nuovo e rimanerci, questa volta esclusivamente per controllare di persona il petrolio.
Dovunque sono stati gli americani hanno lasciato un deserto, dove il fanatismo religioso ha preso il sopravvento, unico collante per mettere insieme dei combattenti contro la prepotenza occidentale, che vuole controllare gli idrocarburi fossili di quelle regioni.
E’ palese che non possano arrivare a questo punto senza i finanziamenti dei paesi del golfo, in primis l’Arabia Saudita, Qatar, etc., riguardanti gli islamici sunniti. I media ci hanno inculcato che sono paesi moderati, quando da loro provengono i finanziamenti dell’80% del terrorismo nel mondo e inoltre sono dittature spietate. Dall’Iran, un’altra piovra creata dagli americani negli anni ‘70, che finanzia gli estremisti islamici sciiti.
Tutti quelli che sono stati nelle prigioni controllate dagli americani ne sono usciti pieni d’odio e rancore, oggi se ne vedono i risultati; citando Dante “Chi è causa del suo male pianga se stesso”.
Conoscendo il carcere posso comprendere quello che si prova, se fossi stato un cittadino di quelle latitudini sarei anche io a combattere, sono consapevole che sarei usato ingenuamente per i fini di potere delle monarchie del golfo. I popoli vengono sottomessi e controllati con la religione, la politica e la dittatura; nei paesi musulmani le forme più usate sono la religione e la dittatura.
Il parlamentare Di Battista dimentica che i metodi di Abu Ghraib sono gli stessi che periodicamente anche il nostro paese usa nella colonia meridionale. Come al solito si guarda in casa d’altri e mai nel nostro giardino, che non ha niente da invidiare a certi metodi di quelle latitudini.
22-08-2014

LA SUPER BATTERIA

Il problema delle batterie odierne, anche quelle al litio, è che hanno scarsità di immagazzinamento e molto tempo per ricaricarle. La creatività italica ha trovato un sistema per superare questo problema, usando il grafene con il litio. Il grafene è un materiale che si ricava dalla grafite, la scoperta di questo materiale è valso il premio Nobel per la fisica nel 2010 a due fisici russi, Andre Geim e Konstantin Novolselov, dell’Università di Manchester.
La scoperta è molto semplice, ma potrebbe rivoluzionare il mondo, perché se fino ad oggi il problema delle batterie frenava la produzione delle auto elettriche, oggi non è più così, con questo nuovo metodo si immagazzina il 25% di energia in più e se prima ci volevano 6-8 ore per caricarle ora bastano pochi minuti. Hanno sostituito la grafite con il grafene, utilizzato per l’anodo di una comune batteria al litio, con il risultato che gli ioni di litio si sono attaccati più copiosamente al nuovo materiale. Una ditta di Como, la Directa Plus, è il maggiore produttore di grafene in Europa con 30 tonnellate l’anno, questo può sviluppare un mercato gigantesco globale, controllato dagli italiani. La ricerca e il suo sviluppo industriale sono la chiave per fare risollevare l’economia di ogni nazione.
23.08-2014

E LA CHIAMANO GIUSTIZIA…

Questa è la terza volta che mi capita un articolo di magistrati che scrivono dopo che vanno in pensione e dicono peste e corna della magistratura, senza lesinare critiche alla politica, che poi come ieri e come oggi è infarcita di magistrati, avvocati, giuristi e professori universitari, pertanto della stessa parrocchia, ed hanno incancrenito tutta la giustizia che con enfasi si richiamano al popolo italiano, quando invece è proprio la gente a subire le maggiori nefandezze dalla magistratura. Non aggiungo altro perché l’articolo è molto esaudiente.

IL MERAVIGLIOSO PONTE SUL GARIGLIANO

Ho finito di leggere il libro scritto da Domenico Iannantuoni: “Il meraviglioso ponte sul Garigliano”. Real Ferdinando, il primo ponte sospeso a catene di ferro in Italia. Editore May – C Pubblishing di May – C.S.r.l.. Domenico Iannantuoni è il fautore del Comitato No Lombroso.
Il libro ripercorre un po’ la storia nascosta e censurata della nascita di questo paese, non solo le nefandezze che hanno commesso i savoiardi piemontesi, ma anche tutte le eccellenze che c’erano e che questi mascalzoni hanno fatto dimenticare con l’oblio storico.
Nell’oblio sono finite personalità che tutto il mondo ammirava, tutto è stato fatto in modo scientifico, affinché i meridionali dimenticassero tutto del Regno delle Due Sicilie e metabolizzassero le menzogne di un Sud arretrato e l’agiografia dei miti risorgimentali, basata in larga parte sulla mitizzazione di fatti e persone artatamente costruiti e tenuti insieme da una propaganda che dura da 150 anni. Non c’è da meravigliarsi, perché, come fu portata avanti in modo sanguinario e crudele l’unità della penisola, così continuarono dopo con gli stessi metodi spietati di colonialisti in stile africano. L’unificazione non fu altro che l’estensione del Regno di Sardegna – Savoiardo con l’esasperante piemontesizzazione che calpestò le popolazioni meridionali con inaudita violenza e inibendo ogni pensiero scientifico, politico, culturale in qualunque campo che fosse di provenienza meridionale. L’Italia che nacque non è mai stata unita, d’altronde non poteva esserlo, niente può fiorire quando viene costruito su un genocidio.
Non c’è bisogno di sterminare un’etnia per chiamarlo genocidio, massacrare oltre il 15% della popolazione, arrestarne circa il 10%, distruggere tutto il suo apparato finanziario ed economico, saccheggiare tutte le ricchezze e continuare a farlo in modo costante, tenerlo in uno stato permanente di repressione con leggi che limitano i diritti civili, il progresso sociale e lo sviluppo industriale, portando quella parte del paese ad essere indietro di quattro secoli e continuare su questa strada, questo è genocidio. Non bisogna dimenticare che la classe dirigente del Sud è stata allevata nell’ascarizzazione coloniale, con l’insegnamento dei piemontesizzati ritornati dall’esilio torinese. Ormai questa meschina casta è incondizionatamente subalterna al potere toscopadano.
Con il loro aiuto hanno finito di prosciugare in modo costante il tessuto economico e sociale del Meridione, riducendolo alla deriva odierna, con l’invenzione della “Questione meridionale”, riducendolo ad un problema d’ordine pubblico.
Oggi far emergere la grandezza di un passato che la canea savoiarda ha voluto cancellare si è additati come revisionisti, l’aver commesso questo genocidio anche sul nostro passato, credo che il minimo sia rivisitare la favoletta risorgimentale e ristabilire la realtà storica, iniziando dalla fiaba dei Mille sbarcati a Marsala con Garibaldi, che da soli avrebbero conquistato il Regno delle Due Sicilie. Senza l’Inghilterra e la Francia non ce l’avrebbero mai fatta. L’Inghilterra diede assistenza militare e logistica per la riuscita dell’impresa, scortò Garibaldi e successivamente fece sbarcare migliaia di soldati piemontesi fino alla conquista di Palermo. Fino alla truffa del plebiscito del 21 ottobre 1860 la flotta inglese, al comando del vice ammiraglio George Rodney Mundy, seguì, aiutò e protesse tutta l’azione del grande disegno anglo francese.
Il libro è improntato sulla costruzione del magnifico ponte sul Garigliano, opera che tutto il mondo ammirava, come chi lo progettò e costruì, fino al 1860 diede non poco lustro all’Italia in tutto il mondo ed ancora oggi potrebbe darne, se venisse divulgato.
Come tutte le opere meridionali, sono state scientificamente censurate e fatte finire nell’oblio, perché l’infamia savoiarda doveva trasmettere la vulgata che tutto quello prima del 1860 era brutto e arretrato, innanzitutto per coprire i loro misfatti e per questo motivo non potevano esaltare quest’opera d’ingegneria che avrebbe dovuto essere uno dei fiori all’occhiello del paese, ma che non ha potuto esserlo perché opera meridionale. D’altronde, le cose belle del Meridione sono state fatte tutte prima del 1860, quelle brutte sono state fatte dopo.
Luigi Giura nacque il 1 ottobre 1795 a Maschio (Potenza “Lucania” Regno delle Due Sicilie) e morì il 1 marzo 1864 a Napoli (Regno d’Italia). Si diplomò e laureò sempre a pieni voti, la sua brillante intelligenza lo portò al massimo ruolo nello Stato (Regno delle Due Sicilie) “Ingegnere di Stato”.
Il re Francesco I approvò con entusiasmo il progetto del ponte presentato dall’Ing. Luigi Giura. Prima della costruzione gli fu dato l’incarico dal governo di girare l’Europa per studiare le nuove tecnologie ed invenzioni, il viaggio con un gruppo d’ingegneri fu finanziato con 6.000 ducati (circa un milione di euro odierni), durò circa un anno, dal luglio 1826 all’agosto 1827.
Al suo ritorno preparò una relazione inserita in 400 volumi. Quando il governo napoletano comunicò che sarebbe stato costruito un ponte sospeso in ferro sul Garigliano la notizia si diffuse rapidamente in tutta Europa. La possibilità che il lavoro fosse assegnato ad una ditta straniera erano remote, per la politica di sviluppo impostata da Francesco I in chiave autonomistica, pertanto l’Inghilterra, la Francia e gli Stati Uniti d’America, gli unici che avevano questa tecnologia avendoli già costruiti, gufavano contro. Primeggiava l’Inghilterra, quando iniziarono i lavori, il 28 maggio 1828, un giornale inglese, The Illustrated London News, espresse perplessità sulle capacità progettuali costruttive dei napoletani e le sue vive preoccupazioni sulla sorte dei poveri sudditi, vittime di questo vano esperimento da sprovveduti, dettato solo dalla voglia di primeggiare.
Viene naturale chiedersi cosa c’entrasse l’Inghilterra con gli affari del Regno delle Due Sicilie, la risposta è che da un secolo tutto il Mediterraneo stava sotto la lente d’ingrandimento dell’imperialismo della “perfida Albione”. E’ noto che l’interesse economico ha sempre prevalso in tutta la filosofia di vita degli inglesi e che, chi si oppone è sempre stato destinato a subirne le conseguenze. Grande era l’attesa per il fiasco dell’opera, con il ponte destinato a cadere nel Garigliano. Ferdinando II, alla morte del padre continuò l’opera che finì nel 1832, con grande meraviglia del mondo intero, lui stesso la inaugurò e la provò con l’artiglieria pesante per dimostrare la solidità del ponte.
Non entro nei motivi tecnici perché potrei dire delle corbellerie e fare degli errori, la mia ignoranza è totale, pertanto potrei solo scalfire la grandezza del primo ponte al mondo costruito in questo modo, giudicato come “il più bel ponte sospeso del mondo”, che fu per quel tempo il più lungo del continente Europeo, sospeso su colonne isolate e adibito al traffico veicolare pesante; un primato che incoronò l’Ing. Giura tra i più qualificati ingegneri pontieri del tempo.
Il genio di Luigi Giura era conosciuto in tutto il mondo fino al 1860, con la calata dei Galli è stato cancellato dalla storia, ma la colpa maggiore è della stampa scientifica che l’ha relegato all’oblio.
Si dedicò a tante altre opere, tra cui l’altro ponte sul Calore, i Regi lagni, alla ferrovia e tante altre opere che nel libro di Roberto Parisi “Luigi Giura 1795-1864, ingegnere e architetto dell’800, si troveranno e verranno spiegate in modo certosino.
Garibaldi, entrato a Napoli lo nominò Ministro dei Lavori Pubblici, ma dopo pochi mesi lasciò l’incarico e si ritirò a vita privata; è facile immaginare che non si trovò a proprio agio in un ambiente politico dove lo sperpero e il furto del denaro pubblico sottratto al Banco delle Due Sicilie, per soddisfare le clientele filo unitarie, contrastavano nettamente con i suoi principi.
Il ponte, per oltre un secolo, senza subire manutenzione, è stato sempre in perfetto stato di funzionamento; con la seconda guerra mondiale, i tedeschi in ritirata, lo minarono ma non fecero molto danno, il restauro da parte dell’Anas ne fece di più, deturpando l’originalità del progetto.
Concludo rammentando un episodio avvenuto nel 1860: il patriota colonnello Negri, incaricato di rallentare l’avanzata dei piemontesi, lo rimontarono per sfregio, tolsero la targa dedicata all’opera ed al re che lo aveva fatto costruire, iniziarono il loro barbaro colonialismo di conquista.
25-08-2014

CIMICI… PER TUTTI

Il presidente onorario della Cassazione Giuseppe Tuccio, disabile, avendo bisogno della sedia a rotelle, ha avuto la sgradevole sorpresa si sapere che un capitano dei carabinieri dei ROS e due carabinieri si sono introdotti a casa sua per piazzare una cimice, li ha sorpresi la nuora, avvocato Giampiera Nocera, la moglie del figlio Luigi. Per entrare hanno fermato la governante, l’hanno trattenuta in caserma e si sono fatti la copia delle chiavi.
La domanda del giudice è: “Siamo in uno stato di diritto od in uno stato di polizia”? Essendo giudice non se n’è reso conto sino ad oggi. Le garanzie costituzionali dei cittadini vengono violate quotidianamente dalle procure, ormai si sentono al di sopra della legge, ma fino a quando si tratta del semplice cittadino nessuno dice niente, quando toccano qualcuno che fa parte del sistema, allora i media si fanno sentire.
Dice il giudice, fino ad oggi si è indagato su tutti, anche sulla Chiesa, sarebbe ora di incominciare a guardare dentro la magistratura; citando una massima latina “Quis custodiet custodes? Chi controlla i controllori? Continua, “quando la prassi stravolge i principi si vive in uno stato di polizia”.
Ha presentato un esposto in procura per violazione di domicilio e abuso d’ufficio ed ha chiesto un milione di euro di risarcimento al Ministero degli Interni. Credo che, difficilmente la procura non sapeva cosa stavano facendo i ROS, hanno sempre un ordine quando fanno queste cose.
L’avvocato del presidente ha affermato in una conferenza stampa che “questa è una battaglia in difesa dei baluardi che rappresentano il confine tra governo democratico e liberticidio. Ciò è avvenuto non in una realtà sudamericana, ma a Reggio Calabria e perciò sorprende. Non si tratta di rivendicare privilegi, ma di fare una riflessione più generale.
Sono almeno trent’anni che il confine di cui parla l’avvocato è stato superato, con le leggi d’emergenza l’arbitrio è diventato norma e l’abuso è diventato la prassi, ma purtroppo, anche con questi inciampi dell’apparato repressivo nulla cambierà, perché ormai hanno il potere di censurare le notizie, dopo qualche giorno l’episodio scompare dai media e tutto continua come prima.
26-08-2014

LO STATO PAGATORE…

Lo Stato, quando si tratta di incassare è ferocemente crudele, quando si tratta di pagare diventa una sorta di “truffaldino” che usa la cantilena di zio Alfonso “passa domani”.
Dalle mie parti c’era un fruttivendolo con una baracca, aveva un problema alle corde vocali, l’avevano operato e per parlare usava un microfono che appoggiava ad un buco che gli avevano fatto sul collo, sotto il mento, aveva l’abitudine di truffare un po’ tutti, con la litania “passa domani”. Quando trovava qualcuno che usava le maniere forti, allora pagava subito.
Leggendo l’odissea di un tarantino di Martina Franca, tale Martino Scialpi, di mestiere ambulante, ho pensato quanto sia prepotente ed imbroglione lo Stato ed ho pensato a zio Alfonso.
Questa persona, 33 anni fa, nel 1981, con 500 lire giocò due colonne al totocalcio e vinse un miliardo di lire, ancora oggi deve avere la somma. Il Coni ha usato tutti i mezzi, anche quelli subdoli di chi detiene il potere, per non pagargli la vincita.
Con la vincita pensava che la sua vita avrebbe avuto una svolta, invece sono iniziati i suoi guai: ha perso la sua famiglia, in 33 anni ha collezionato 31 processi, per pagare gli avvocati ha dovuto fare i debiti, anche se tutti i processi sono finiti con l’assoluzione ancora deve riscuotere la vincita.
Iniziò la tabaccaia, che lo denunciò per minaccia, poi il Coni e la Guardia di Finanza per truffa, talmente si sentono al di sopra della legge che neanche nel 2012, con un atto di ingiunzione di pagamento di 2,4 milioni di euro del Tribunale di Roma, il Coni e il Ministero della Finanza, Scialpi ha potuto avere i soldi. In questi giorni, il Gip del Tribunale di Roma, dietro opposizione della difesa, ha accolto il ricorso contro l’archiviazione per avere prodotto documenti falsi, l’avvocato del Coni Luigi Condemi, l’avvocato Enrico De Francesco di Taranto e l’ex responsabile del Coni per la zona di Bari Mario Bernacca.
Non si erano fermati davanti a niente, avevano corrotto anche il suo vecchio avvocato di fiducia. Ora, a settembre, un giudice dovrà stabilire se la somma, congelata nella BNL di Roma (Banca del Coni) di 3,9 milioni di euro dovrà passare nel suo conto corrente.
Credo che qui non si tratti che lo Stato sia un cattivo pagatore ma che lo Stato è un sistema criminale e questi fatti lo dimostrano. Il signor Scialpi, dopo aver preso i soldi che gli spettano, deve chiedere i danni materiali e psicologici al Coni, al Ministero delle Finanze, alla tabaccheria ed a tutti i responsabili che hanno fatto di tutto per rubare i soldi lecitamente vinti; 33 anni di pene e sofferenze valgono almeno 10 miliardi di euro.
La colpa è anche di tutte quelle procure che, invece di stabilire la verità, hanno aiutato il Coni ed il Ministero delle Finanze a portare la faccenda alle calende greche, per fare stancare il signor Scialpi, lui è stato costante nel tempo, ma altri cento nelle sue stesse condizioni mollano e loro su questo puntano. Auguro a Martino che a settembre inizi una vita serena, senza più problemi, e si goda la vita non avendo più ristrettezze economiche.
27-08-2014

LE DONNE…

Non mi meraviglio più di niente, pertanto quando leggo o sento alcune notizie cerco solo di capire se è una bufala, anche se oggi è difficile che possa passare, perché con la rete diventa un po’ difficile. Una donna indiana di 56 anni, aggredita da un leopardo, si è difesa per mezzora, ma alla fine è riuscita ad ucciderlo a mani nude, ne è uscita ferita e malconcia ma non è in pericolo di vita.
Il leopardo è micidiale nella caccia, uccide le prede e poi le trascina sugli alberi per mangiarle con calma. Le donne, quando si arrabbiano, sono più pericolose delle tigri, figuriamoci di un leopardo.
28-08-2014

GLI ESTREMISTI TRIONFANO

Sono alcune settimane che non si fa che parlare degli estremisti dell’Isis, uccidono, depredano e scacciano migliaia di persone dalle loro case, esclusivamente perché non sono islamici sunniti, pertanto tutti quelli che sono di religione diversa ed anche i sunniti, che si ritengono neutri vengono massacrati. I proclami di questi fanatici non conoscono mezze misure, vogliono andare a liberare Costantinopoli e Roma per imporre la vera fede, ottusi fanatici credono che la loro sia quella giusta.
In questo loro delirio hanno coinvolto anche i bambini, su internet si trovano le foto di bambini con la testa di persone decapitate, bambini con la divisa addosso pronti per la guerra, si stanno macchiando di crimini contro l’umanità.
Cosa fa l’occidente? Niente. Parla e discute, ma nei fatti non fa niente di concreto. Sono intervenuti con raid aerei gli americani quando hanno visto che la situazione era precipitata e si stava consumando un genocidio nel nord Iraq.
I curdi, l’unico popolo che ha resistito agli attacchi islamici, li hanno riforniti di armi leggere e obsolete, come quelle che ha mandato l’Italia, frutto di un sequestro anni fa, comprendendo 30.000 Kalashnikov, lanciarazzi, etc., mentre i curdi hanno bisogno di armi pesanti, blindati, jeep blindate, artiglieria pesante, elicotteri d’attacco e da trasporto, tecnologie per la guerra di notte, insomma tutto ciò che serve per una guerra moderna.
Gli islamici hanno gli stessi armamenti dei soldati americani, perché l’esercito in rotta sciita iracheno gli ha lasciato tutto l’armamento ed interi depositi di armi di fabbricazione americana.
Non armano i curdi per non urtare i turchi, perché loro hanno paura che i curdi diventino indipendenti dall’Iraq e fondino finalmente uno stato Curdo. Un popolo di 50 milioni di abitanti ha diritto ad avere uno stato. La loro colpa è stata di essersi fidati degli inglesi, che durante la prima guerra mondiale li convinsero ad allearsi con loro promettendogli uno stato, a guerra finita invece divisero il loro territorio tra Siria, Iraq, Iran e Turchia (un piccolo territorio si trova anche in Armenia), la perfida Albione non conosce onestà e lealtà.
La cosa strana è che, mentre succedono tutte queste atrocità, i cervelloni del Pentagono hanno pubblicato uno studio e una cartina geografica del futuro, dove l’Oriente è trasformato, ci sono molti stati nuovi tra cui la Repubblica del Kurdistan, l’Iraq è diviso in tre stati: curdi, sunniti e sciiti.
L’Arabia Saudita perde molto territorio, si forma lo stato islamico della Mecca, un altro pezzo di territorio se lo prende lo stato degli Sciiti iracheni. In Iran si forma lo stato del Baluchistan.
Lo stato del Kurdistan si forma con i territori dove ci sono i curdi, in Turchia ed Iran, a parte l’Iraq.
Quello che mi fa piacere è la nascita del Kurdistan ed il ridimensionamento dell’Arabia Saudita e della Turchia, che hanno fatto tanto soffrire i curdi. C’è anche una cartina dove paventa la perdita della Siberia da parte della Russia a favore della Cina, che ingloba la Siberia e la Mongolia.
Con questo dittatore di Putin, credo che ridimensionare la Russia sia la migliore soluzione, perché non passa anno che non si inventi una piccola guerra; ora ha iniziato con l’Ucraina e, come al solito, l’occidente chiacchiera come ai tempi di Hitler.
Hanno fatto due guerre illegali: quella in Iraq con pretesti falsi, esclusivamente per controllare il loro petrolio ed anche perché era diventato una minaccia per i loro amici sauditi, coinvolgendo tutto l’occidente; quella contro l’Afghanistan per semplice vendetta, perché ospitavano Bin Laden.
Oggi che sarebbe sacrosanta, sia contro i fanatici islamici che contro la Russia, non fanno niente.
Mi auguro che tutte quelle etnie del nord Iraq che sono dovute fuggire tornino presto alle loro case e che presto i curdi abbiano la loro patria, come giusto che sia.
29-08-2014

UN LUOGO PER TRE RELIGIONI

In Germania hanno fatto una cosa che, se prende piede, sarà una rivoluzione planetaria. Il pastore protestante di Berlino Gregor Hohberg ha avuto un’idea a dir poco geniale e coraggiosa: costruire nella città dove fu pianificato lo sterminio degli ebrei un edificio che racchiuda tre religioni, una chiesa, una moschea ed una sinagoga. Per non aver condizionamenti politici costruiranno “La House of One”, come l’hanno chiamata, finanziandosi con il crowdfunding, hanno previsto che deporranno la prima pietra nel 2015, ci vogliono 43,5 milioni di euro.
I due compagni di questa avventura sono il rabbino Tovia Ben Chorin e l’imam Kadir Sanci, che credono nella pace ed anche di lasciare alle future generazioni il valore dell’intercultura. Ma la cosa più importante è che vogliono far crollare i muri invisibili tra le varie culture e religioni.
La gara per il progetto è stata vinta dallo studio di architettura Malvezzi, l’edificio è composto da una chiesa, una moschea ed una sinagoga, al centro c’è una grande sala per gli incontri comuni.
Sarebbe veramente una grande cosa se questa idea prendesse piede in tutto il mondo, con la partecipazione sia dei cattolici e sia degli ortodossi. Con il dialogo si può risolvere ogni divergenza ed appianare ogni problema.
30-08-2014

PIERO CALAMANDREI

“La libertà è condizione ineliminabile della legalità, dove non c’è libertà non può esservi legalità”.
Queste parole le ha dette il padre della Costituente Piero Calamandrei. Quando le ho lette mi hanno subito colpito, perché la legalità non può essere un concetto assestante che risolve tutti i problemi.
Innanzitutto ci vuole la libertà, senza diventa una dispotica dittatura, perché la legalità diventa un paravento per opprimere la popolazione, la storia ci insegna che le peggiori nefandezze hanno sempre avuto una legge che le ha legalizzate.
L’illegalità è frutto della povertà, della mancanza dello stato, di un tessuto economico, di infrastrutture e si alimenta anche con le limitazioni civili, con leggi sbirresche, perché quando le istituzioni credono di risolvere il degrado sociale usando la repressione delle comunità, allora quello stato ha già fallito. Dove c’è mancanza di libertà non ci potrà mai essere legalità, perché sono due concetti inscindibili, l’una non può vivere senza l’altra.
Ora mi chiedo: se nel meridione mancano le infrastrutture, i trasporti, l’industria e tutto quello che è necessario in uno stato moderno, il reddito pro capite è molto inferiore dell’altra metà, c’è mancanza di libertà in ogni ambito per le leggi emergenziali. Scientificamente questa metà del paese è mantenuta come una colonia ed i suoi abitanti trattati come gli Iloti di Sparta; dov’è la libertà? Mentre ci vogliono imporre la legalità senza libertà e senza il benessere del resto del paese.
Con la repressione hanno creato delle figure come il Savonarola, che predicano odio ed il saccheggio delle poche risorse del meridione, la cosa indegna è che questi esseri abbietti li hanno innalzati sull’altare dell’Olimpo.
31-08-2014

CAMPIONATO DI CALCIO

Ieri è iniziato il campionato di calcio. Per il Napoli, dopo la batosta in Spagna, dovuta a tredici minuti di follia difensiva, un’altra sconfitta sarebbe stata una crisi molto grave. Per fortuna, ci vuole anche quella per vincere, anche se in zona Cesarini, il Napoli ha vinto a Genova per 2 a 1, ha segnato al 95° minuto il nuovo acquisto olandese.
Fra due settimane avremo il Chievo in casa, speriamo che quest’anno non ci ripetiamo come l’anno scorso, che abbiamo perso punti preziosi con le piccole, in caso contrario non possiamo pensare allo scudetto. Con le piccole squadre non bisogna perdere punti, con tutte le squadre bisogna usare la stessa determinazione degli ultimi venti minuti a Genova, ogni partita deve essere una lotta all’ultimo sangue, senza risparmiarsi.
Tra i tre trofei in palio: Scudetto, Coppa Italia ed Europa League”, ne dobbiamo vincere almeno uno, ma non la Coppa Italia, ne abbiamo già vinto due.
La campagna acquisti è stata molto fiacca, c’è bisogno di un rinforzo di qualità a centrocampo ed in difesa, non si può sperare di vincere solo perché abbiamo un attacco superlativo.
Auguriamoci di gioire a fine campionato.
01-09-2014

LA GIUSTIZIA AD OROLOGERIA

Tra ieri ed oggi quotidiani e notiziari TV non fanno altro che dare enfasi a un discorso fatto un anno fa da Totò Riina, quando fu intercettato nel carcere di Opera. Purtroppo tutti fanno finta di niente e si aggregano al carro del terrore giudiziario, nessuno ha detto qualcosa per far aprire gli occhi alla gente. Come la magistratura capisce che stanno intaccando i loro privilegi ed il loro potere trovano subito qualcosa dai loro archivi, che sono fornitissimi, ed inizia la fanfara mediatica; credo che neanche l’archivio di Andreotti gli possa tenere testa.
Totò Riina è stato intercettato per alcuni mesi nel carcere di Opera, tra agosto 2013 e gennaio 2014; il 14 settembre 2013, discutendo con il suo compagno di passeggio su personaggi divenuti famosi, il discorso cade anche su Don Ciotti e Riina dice che non è un prete perché fa cose che non gli competono e pensa solo ad accaparrarsi beni sequestrati e ad amministrarli con i soldi che lo stato gli versa, ritenendolo una persona malvagia e cattiva, dice “putissimo pure ammazzarlo”, ha fatto strada questo disgraziato. Questo discorso è stato tirato fuori adesso perché serve alla magistratura.
Don Ciotti, da parte sua non perde l’occasione ogni volta che ha la possibilità di usare i media; da vero commediante ha detto che lui non ha paura di niente e che bisogna fare presto per riformare la legge sui beni confiscati, pensa sempre al vil denaro.
Ora, dopo la gestione, se ne vuole impadronire facendoseli assegnare come proprietà. E’ un angelo dei benefattori ed un giorno lo faranno anche santo, sic. Una persona che pensa ad avere sempre la pancia piena, ha un cuore vuoto e l’anima luciferina.
La gente non riflette perché i media strumentalizzano la realtà ed indirizzano il popolo con le menzogne opportuniste per mantenere il loro potere, ormai divenuto onnipotente.
Ora il dilemma che hanno è credere a Totò Riina oppure no, perché ci sono cose che al potere dell’antimafia non vanno giù, principalmente quelle dette sul processo della trattativa a Palermo, dove smentisce tutta l’architettura processuale messa su dal PM Di Matteo; che nessuno dimentichi che è lo stesso che ha messo su il processo Borsellino con il pentito Scarantino. Faranno come al solito, diranno quello che gli fa comodo sia vero, il resto diranno di no e s’inventeranno qualcosa.
Ogni 5-6 mesi s’inventano qualcosa, prima di questa hanno fatto un polverone sugli inchini delle processioni, oggi tirano fuori questo e fra sei mesi ne inventeranno un’altra.
Tutti i politici che volevano fare la riforma della giustizia hanno fatto una brutta fine, speriamo non succeda anche a Renzi.
02-09-2014

ENERGIA DALLA PIPI’

Ogni giorno si leggono notizie che hanno dell’incredibile e succedono in nazioni che non ti aspetti possano partorire simili scoperte. In Nigeria, cinque quindicenni liceali della Doregos Private Accademy di Lagos, hanno costruito un apparecchio per trasformare la pipì in energia.
L’urina è inserita in una cella elettrochimica, un contenitore dove avviene una reazione chimica che ne estrae il gas idrogeno; il gas passa in un recipiente pieno d’acqua che lo ripulisce dalle impurità e poi in un secondo recipiente contenente borace liquido, una sostanza che elimina l’umidità.
Alla fine l’idrogeno è spinto in un generatore di corrente elettrica. Con un litro di pipì si può produrre elettricità per sei ore.
L’urina è uno scarto che inquina, oggi dalle fogne e dagli allevamenti di animali si può ricavare tanta elettricità, sarebbe risolto un grosso problema d’inquinamento. La blu economy ha un fondamento molto reale, gli scarti sono una risorsa per gli altri. Il problema è l’economia del petrolio, se non si cambia mentalità si continuerà ad inquinare perché si devono continuare a vendere petrolio e gas.
03-09-2014

LE INFAMIE NASCOSTE

Gli alleati ci hanno protetto nascondendo tutte le nefandezze che abbiamo commesso durante la seconda guerra mondiale. Oggi dopo 70 anni escono fuori ma credo che siano solo una piccola parte di tutto quello che gli italiani “ brava gente” hanno combinato.
Mentre sto sfogliando un quotidiano, mi incuriosisce un titolo di un articolo: “ Shoah a Rodi, i complici italiani”. In seguito alla guerra con l’impero Ottomano per la Libia nel 1911-1912, le isole greche del Dodecaneso nel mare Egeo erano annesse all’Italia. Nell’isola di Rodi, dopo l’armistizio del 1943 i tedeschi presero il comando delle isole.
Il 17 aprile 1944 i carabinieri chiesero al comune di Rodi la lista in duplice copia di tutti gli ebrei dell’isola, l’11 maggio il municipio trasmette la lista, che nell’archivio dei carabinieri non si trova, ma è stata ritrovato nell’archivio di Rodi un appunto del 21 luglio 1944 in cui c’è scritto che una copia della lista degli israeliti è stata consegnata alla polizia segreta germanica.
Due giorni dopo i tedeschi deportarono tutti gli ebrei di Rodi e li avviarono ad Auschwitz, fu uno degli ultimi grandi convogli verso lo sterminio. Non sarebbe stato possibile senza l’aiuto dei carabinieri e del governo di Salò. Nell’archivio di Rodi, nelle carte del governatorato è stata trovata anche la lista, erano 1661, mancavano solo gli israeliti dell’isola di Cos, che erano circa un centinaio. Questo dimostra come polizia e carabinieri collaborarono con l’input del governo alla Shoah, fornendo gli elenchi degli ebrei da deportare ai tedeschi, in nome delle leggi razziali del 1938, che Mussolini ed i Savoia vollero per ingraziarsi Hitler.
Gli ebrei di Rodi non vennero rastrellati casa per casa, ma furono convocati dai tedeschi e si presentarono spontaneamente, ignari della sorte orribile che li aspettava.
Chissà se gli ebrei delle colonie, della Libia, dell’Etiopia e della Somalia si sono salvati dalla deportazione nei campi di sterminio nazisti.
Italiani brava gente.
04-09-2014

I DANNI DEI GIUSTIZIALISTI

La catechizzazione di trent’anni di caccia alle streghe porterà i suoi frutti per alcuni decenni ancora.
Il potere antimafia è diventato talmente potente che tutti fanno a gara per mettersi in mostra, per salire sul carro. E’ stato sempre così, la gente è attratta dal potere ed è pronta ad abbracciarlo senza domandarsi se quello che fanno è giusto o sbagliato.
In Sicilia c’è un concorso letterario che si svolge a Grotte, nell’agrigentino, è intitolato Racalmare, dedicato a Leonardo Sciascia. Quest’anno tra i tre finalisti c’è Giuseppe Grassonelli, ergastolano. Uno della giuria, Gaspare Agnello, tra l’altro amico di Leonardo Sciascia, si è dimesso perché è inconcepibile che un assassino partecipi ad un concorso letterario e possa vincerlo, per di più uno che è pentito. Il presidente della giuria ha dichiarato che le scelte erano condivise da tutti, anche da Agnello, che ribatte di essere convinto che il libro fosse stato scritto dal giornalista Sardo e non anche dal Grassonelli. Questo dimostra che legge bene, sic.
Questo signore dimentica che il 10 gennaio 1987 Leonardo Sciascia scrisse sul Corriere della Sera l’articolo sui “professionisti dell’antimafia”, pertanto se era suo amico come dice, non dovrebbe avere gli stessi atteggiamenti dei professionisti dell’antimafia.
Comunque, a dispetto di questi intellettuali dispotici, il libro “Malerba”, scritto dal giornalista Sardo e da Grassonelli, ha vinto il concorso letterario, ne sono stato molto contento.
Sciascia, Bufalino e tanti altri intellettuali siciliani ed italiani credevano nell’art. 27 della Costituzione: “la rieducazione del condannato”, purtroppo tanti piccoli gnomi usano i nomi di questi personaggi famosi per avere risonanza mediatica, ma usano solo quello che gli fa comodo, tralasciando i pensieri più profondi che intaccano il loro presente di pecora, che gli impedirebbe di accodarsi nel gregge del pensiero unico che condiziona la vita del paese.
La cultura ed il lavoro sono le basi essenziali per abbattere i problemi dell’illegalità, il resto sono chiacchiere per coprire un potere trasversale che vuole continuare a conservare i propri privilegi e la rendita di interessi che nel tempo hanno creato.
05-09-2014

IL DIRITTO

“L’Italia è la culla del diritto, peccato che a forza di stare in culla si sia addormentata”. L’ha detto Giacomo Delitala. Non conosco questo signore, ho provato a cercarlo nell’enciclopedia, ma il suo nome risulta sconosciuto. Condivido pienamente questo pensiero, anche se tempo fa l’avevo articolato in questo senso: “l’Italia è la culla del diritto, ma ora è diventata la tomba del diritto”.
Mi viene in mente quella frase che dice “il sonno genera mostri”. Il dormire del diritto ha generato “Idra”, che terrorizza tutti con il suo pestifero potere.
Purtroppo nessuno ha il coraggio di fare qualcosa per riportare il diritto alla sua origine, quella di servire il popolo per un’equità di giustizia ed uguaglianza e non come è attualmente, uno strumento di potere. Niente dura in eterno, finirà anche questo scempio del diritto.
06-09-2014

L’IMPUNITA’ ASSICURATA

Ieri i carabinieri hanno ucciso un ragazzino di 16 anni nel quartiere Traiano a Napoli. La gente del rione è scesa in piazza in corteo, altrettanto hanno fatto oggi.
I carabinieri, come al solito, hanno diramato subito una verità di comodo, inseguimento di un latitante, un colpo esploso accidentalmente, etc., la solita storiella che raccontano ogni volta che succede, che poi episodi di questo genere succedono tutti i giorni, ma con la complicità dei media la manipolano sempre come vogliono e la gente subisce in silenzio, principalmente nel meridione e Napoli in particolare. C’erano cinquanta testimoni, pertanto questa volta gli è andata male a questi assassini, ma purtroppo non pagherà il carabiniere che ha commesso l’omicidio a sangue freddo.
Una pattuglia di carabinieri insegue un motorino con tre ragazzi a bordo, dicono che hanno riconosciuto un ragazzo latitante che aveva rotto gli arresti domiciliari, li hanno inseguiti speronandoli, un ragazzo è riuscito a fuggire, uno è rimasto a terra, il ragazzino ha cercato di alzarsi e il carabiniere a due metri di distanza ha puntato la pistola e gli ha sparato al cuore, l’hanno visto decine di persone, dopo sparato gli ha messo le manette e l’ha lasciato a faccia in giù nel selciato.
Prima dell’ambulanza è arrivata la madre, ha cercato di scuoterlo ma era già morto. La rabbia della gente si è scagliata contro le macchine dei carabinieri e ne hanno danneggiato alcune.
Come al solito le procure aprono l’inchiesta con l’imputazione di omicidio colposo, questa partenza serve per assicurare l’impunità a chi porta una divisa, perché per qualsiasi reato colposo, anche se condannati a pochi anni, non perdono il posto di lavoro (è inserito nel loro regolamento), per questo motivo sono così sicuri di poter fare quello che vogliono, si sentono protetti da tutto il sistema.
La rabbia è sentire politici difendere i carabinieri, addirittura c’è stato un PM che ha dichiarato che la vittima è il carabiniere, lascio immaginare quando istruiscono un processo del genere con quale criterio lo curino. Se una persona tira un cazzotto ad un altro e questi muore viene subito arrestato per omicidio preterintenzionale se non volontario, invece basta che portino una divisa e diventa subito colposo.
I media cercavano di portare la tesi dei carabinieri, che c’era questo ragazzo latitante, che poi non è vero, come se un ragazzo latitante o pregiudicato possa essere ammazzato. La colpa è anche della legge Reale – Cossiga che fu emanata durante il periodo del terrorismo, negli anni ’70, e mai più revocata; come succede di solito in Italia, una legge emanata per un’emergenza diventa ordinaria.
Tutte le divise, i PM ed i politici che, a prescindere, danno sempre ragione alle divise, PM e magistrati, fanno ostruzionismo da tanti anni per non far legiferare il reato di tortura, che l’Italia ha firmato il protocollo internazionale dal 1988.
I carabinieri, all’inizio della formazione di questo paese, erano truppe di occupazione piemontese che con la repressione hanno commesso tanti massacri, poi da militari furono trasformati in polizia civile rimanendo militari. Da alcuni anni sono diventati il quarto corpo d’armata dell’esercito, come i marines negli Stati Uniti, sarebbe ora che venissero ritirati dalle strade e facessero solo i militari.
La cosa importante è che democratizzassero le varie polizie, perché negli ultimi decenni si sono fascistizzate e, sicure dell’impunità, non hanno freni nel maltrattare la gente, picchiarla, torturarla e spesso ucciderla; non bisogna mai dimenticare Bolzaneto al G8 di Genova del 2001, quella non è un’eccezione ma la norma nel meridione, perché siamo una colonia.
07-09-2014

UNA VITA BIZZARRA

Ho finito de leggere il libro “Una vita bizzarra”, scritto da Elisabetta Villaggio, Edizione Città del Sole. La prefazione l’ha fatta Paolo Villaggio, padre della scrittrice.
Il libro ce l’ha mandato la direttrice per leggerlo, poi dovrebbe venire Elisabetta Villaggio a commentarlo con noi, come facemmo con la scrittrice Giovanna Moscato.
L’ho letto tutto in un fiato, mi ha coinvolto molto e non nascondo che alla fine ho ripercorso, rileggendole, alcune pagine perché mi avevano emozionato molto.
Il romanzo ripercorre un periodo della storia italiana che si può definire rivoluzionario, perché ha dato una scossa al sistema feudale-clericale che bloccava ogni riforma sociale, parliamo degli anni 60-70. In tutto il mondo c’era fermento e proteste nelle università per cambiamenti che il potere non voleva, ma contro ogni previsione hanno sovvertito l’immobilismo dei conservatori.
E’ stato approvato il divorzio, l’emancipazione femminile, il cambiamento per una scuola moderna, l’uguaglianza sociale tra i pochi figli di ricchi ed i tanti figli di poveri, superata la morale religiosa sulla sessualità che si doveva fare solo dopo il matrimonio. Un cambiamento che ci riporta alla società attuale. Quando si dice che la realtà supera la fantasia è una certezza, perché la vita ha dei cambiamenti che nessuna creatività può immaginare.
Anche se non ho vissuto quel periodo emotivamente, perché la mia ignoranza non me lo consentiva, da quello che ho letto deve essere stato un periodo entusiasmante, tempi di grandi ideali, dove i giovani hanno capito che se non lottavano non ci sarebbe stato nessun cambiamento ed il loro futuro non avrebbe avuto le prospettive che ogni giovane è giusto che abbia.
Il romanzo è scritto molto bene, con intrecci e cambi di ruolo sociali che possono somigliare ad una favola, ma sognare aiuta a stare bene tutti. In quel periodo è iniziata la grande massificazione della droga, non c’erano barriere sociali, si drogavano i figli dei ricchi e dei poveri, di conseguenza morivano entrambi. Mi è piaciuta tutta la storia, è uno dei tanti libri letti che non dimenticherò.
08-09-2014

FACCIA DI BRONZO

In questi giorni i magistrati sono sul piede di guerra perché gli hanno ridotto le ferie da due mesi ad uno, come i comuni cittadini. La riforma della giustizia contiene molte altre cose, tra cui alcune gli tolgono quella immensa discrezionalità che hanno.
Ormai il potere ed i privilegi che hanno non vogliono perderli e per questo alzano le barricate ogni volta che si vuole intervenire per regolarizzare questa “casta” ormai fuori controllo, si sono abituati a comandare e non vogliono mollare l’osso. Qualcuno dovrebbe rammentargli che sono degli impiegati dello stato, hanno vinto un concorso e sono diventati magistrati, il loro stipendio lo pagano i cittadini con le tasse che versano allo stato.
Il degrado della giustizia è colpa loro, milioni di processi arretrati non è colpa dei cittadini, la lentezza dei processi ha un solo colpevole, come l’aver riempito le galere di gente, ma con tutto ciò passano sempre per eroi e indicano sempre un colpevole secondo la convenienza: la politica, la mafia, le leggi, la mancanza di fondi, che sono pochi. Tutto falso, perché sono gli unici responsabili.
09-09-2014

LA GRANDE MURAGLIA

L’Arabia Saudita ha progettato di costruire un muro su tutto il confine con l’Iraq, per difendersi dall’attacco dell’Isis, frutto della paura che dopo l’Iraq tocchi a lei. Il muro è composto da una doppia barriera, con due muri di sabbia su cui verranno installate recinzioni per le centinaia di Km. del confine, con torri di sorveglianza, soldati e squadre di pronto intervento, radar, comunicazioni e posti di comando.
Il re saudita, nei giorni scorsi non ha fatto che chiedere all’occidente di fermarli, perché presto sarebbero arrivati in Europa e negli USA; il mostro che hanno creato ora li terrorizza. Come diceva il sommo poeta “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”.
I sauditi hanno finanziato in circa trent’anni con miliardi di dollari i gruppi più estremisti; Bin Laden era saudita, come la maggior parte dei dirottatori dell’attentato dell’11 settembre 2001, con i loro soldi credevano di controllare ogni cosa, ora la bestia gli è sfuggita dalle mani.
Seguendo anche le logiche americane hanno finanziato in tutto il mondo le culle dell’estremismo, che sono le madrasse, scuole dove allevano i futuri fanatici, che vanno dove cercano di imporre una visione fanatica della religione. Il credo religioso saudita deriva dalla setta Wahabiti, nata nell’800 per purificare l’islam, ed è la più rigorosa ed estremista, ha allevato migliaia di terroristi.
Nell’Isis ci sono migliaia di volontari sauditi e sono i più feroci, perché sono convinti che facciano la volontà di Dio, sono simili alle migliaia di monaci combattenti delle crociate, non gli interessa se muoiono perché sono convinti che andranno in paradiso ed avranno disponibili 72 vergini tutte per loro. L’ignoranza religiosa spesso è un pozzo senza fondo, dove si possono commettere le nefandezze più indicibili in nome di Dio, che nei libri sacri parla di amare il prossimo, invece i concetti vengono manipolati e strumentalizzati per fini politici e di potere.
Tutto il male è iniziato con la guerra santa in Afghanistan contro i russi, fomentata dagli americani con la collaborazione dei paesi musulmani. Quando si accende un incendio, se non si pensa a come spegnerlo non si fermerà e distruggerà tutto ciò che trova sul proprio cammino.
Forse l’Isis ha invaso l’Iraq per entrare in Arabia Saudita, paese che gli permetterebbe con le sue ricchezze di dilagare in tutti i paesi musulmani della regione.
Credo che questa guerra durerà alcuni anni e farà migliaia di morti, niente sarà più come prima.
10-09-2014

OLGA

Ogni mese i compagni di Ampi Orizzonti m’inviano l’opuscolo che stampano, si chiama Olga, mentre leggevo quello di luglio non ho potuto fare a meno di constatare che ogni giorno nelle carceri ci sono soprusi d’ogni sorta e chi lotta per affermare i propri diritti subisce il martirio d’ogni genere, lo conosco perché ci sono passato.
Quando non possono più controllarti ti applicano il 14 bis, con una relazione grottesca della direzione di turno e i Dap avalla, perché il decreto parte dal ministero. In quel momento ti fanno diventare pericolosissimo e, sempre la direzione tramite il magistrato di sorveglianza, ti fa applicare la censura per isolarti dal mondo. Questo meccanismo è ben oliato, non potrebbe funzionare se tutti gli interlocutori non fossero complici, la cosa grave è che lo sanno, il detenuto non ha fatto niente di illegale, ma chiedere i propri diritti è un crimine molto grave.
Nell’opuscolo c’è un detenuto che leggo ogni mese, Maurizio Alfieri, un combattente, ora si trova al carcere di Spoleto; dopo che al famigerato penitenziario di Tolmezzo (Udine) aveva denunciato tutte le torture che infliggevano ai detenuti è stato trasferito con l’accusa, avallata dai ROS (carabinieri), che lui ed un suo compagno stavano cercando di evadere.
Ha inviato una lettera al PM Luca Olivotto della procura di Udine che ha il provvedimento, dove lui da imputato si trasforma in accusatore della procura: “Dove eravate quando decine di detenuti denunciavano pestaggio, abusi e soprusi di ogni genere. Denuncia un episodio che in esso racchiude tutte le barbarie del lager di Tolmezzo. Un detenuto ammanettato è stato pestato a sangue, bagnato con gli idranti e lasciato nel cortile del carcere tutta la notte, con cinquanta detenuti che possono testimoniarlo…”. Scrive una sacrosanta verità, in uno stato di diritto si processano i carnefici, invece sovvertendo le regole e violando ogni elementare diritto, si processano le vittime con le accuse dei carnefici.
Per non farsi mancare niente il Dap ha classificato questo detenuto uno dei 25 più pericolosi d’Italia. La Corte Europea CEDU dovrebbe venire a sentire i detenuti e non le chiacchiere dei politici, perché nulla è cambiato, hanno messo solo un po’ di polvere sotto il tappeto.
11-09-2014

PUTIN

Ormai questo piccolo dittatore russo che vuole ricreare l’Unione Sovietica ha perso ogni freno inibitorio, come Hitler, l’appetito vien mangiando e cosi sta facendo Putin.
Come negli anni 30 del secolo scorso l’occidente sta facendo gli stessi errori, la diedero vinta a Hitler su ogni cosa per preservare la pace e lui ne approfittò. Putin sta facendo lo stesso gioco con tutte le ex repubbliche sovietiche, fino ad oggi il mondo non gli ha fatto opposizione e lui continua a minacciare un po’ tutti.
L’ultima che ha fatto è stata di chiedere alla Lituania di estradare 1500 suoi cittadini per portarli davanti ad un tribunale russo, con la motivazione che nel 1990, dopo la dichiarazione d’indipendenza del loro paese, si rifiutarono d’essere inquadrati nell’armata rossa. Questi cittadini furono considerati degli eroi dai loro paesi, inoltre l’Unione Sovietica non esiste più da 23 anni.
E’ una richiesta che ha del comico se non fosse molto seria, perché sono pure provocazioni, che purtroppo l’Europa e gli USA sottovalutano sbagliando.
Naturalmente la Lituania ha rifiutato, ma questi sono atti per intimidire ed avvertire l’occidente, se non mi date mano libera in Ucraina possiamo riprenderci le repubbliche baltiche.
Fa rabbia vedere come Berlusconi lo difenda con i suoi quotidiani ed i suoi TG, d’altronde ha sempre elogiato i suoi amici dittatori e si rammaricava che lui non potesse governare così in Italia.
Credo che, se l’occidente non prende posizioni intransigenti, l’unica soluzione sia la guerra. L’Europa sarà in prima linea e comporterà la perdita di milioni di vite umane perché, ad un certo punto, chi sta soccombendo userà il nucleare.
Come dicevano i latini “frena all’inizio” perché dopo sarà tardi, ma come in tanti casi la storia non insegna. La prima cosa che l’Europa dovrebbe fare è di tagliare tutto il gas ed il petrolio che vende al continente e se ciò non lo fa ragionare tagliare tutta l’esportazione delle risorse minerarie, perché l’economia russa si basa sugli idrocarburi, finendo gli introiti delle sue risorse scenderà a miti consigli. Temo che troppi interessi da parte degli stati europei gli permetteranno di fare per molto tempo ancora il bello ed il cattivo tempo.
12-09-2014

NON MI AVRETE MAI

Ho finito di leggere il libro dal titolo “Non mi avrete mai”, scritto da Gaetano Di Vaio e Guido Lombardi, edizione Einaudi, Stile libero BIG. E’ la storia di Gaetano Di Vaio, nel racconto della sua vita usa l’alter ego di Salvatore Capone, nasce a Scampia, sesto di dieci figli, da padre disoccupato. A nove anni inizia la sua carriera di scugnizzo.
La narrazione di tutta la sua vita fino a quando esce l’ultima volta dal carcere di Poggioreale, che lui chiama l’Alcatraz napoletana, e dice basta con l’illegalità perché è conscio che la sua vita sarebbe un susseguirsi di anni di carcere e perderebbe anche la sua famiglia che tanto ama, ma principalmente ha acquisito la consapevolezza che la vita vera non è quella che ha vissuto sino a quel momento. Gli è molto d’aiuto un detenuto che ha conosciuto nel carcere, lo chiamavano l’innocente perché tutti sapevano che lo era, un imprenditore capitato nelle intercettazioni a strascico, e lui, parlando al telefono con un suo cliente che gli doveva dei soldi, l’hanno infilato in un processo per spaccio di droga, al processo uscì assolto ma nel frattempo nel carcere aveva rotto la testa ad un detenuto e l’avevano condannato a quattro anni di carcere che ha dovuto scontare.
Questo imprenditore leggeva molto e con il suo esempio aveva invogliato anche Capone a leggere, così da analfabeta era diventato bravo a leggere e scrivere. La sua odissea l’ha portato a sperimentare tutta la trafila che conosco anch’io, tranne una, quella della droga, collegi, riformatori, carceri minorili e poi quello dei maggiorenni. Nel quartiere con i suoi compagni viveva commettendo reati, in quel contesto di povertà e mancanza di lavoro la via dell’illegalità era l’unica strada per avere un po’ di benessere, anche se era illusorio, perché poi finivano tutti in carcere.
Iniziò a drogarsi con i suoi amici, a gestire una piazza di spaccio, a perdere qualche amico per droga o perché veniva ammazzato, perché un drogato difficilmente mantiene gli impegni.
Ho letto tanti libri, ma uno come questo, così vero e genuino non mi era mai capitato, perché fa capire in modo semplice che il disagio sociale, se non verrà sanato, a Napoli ci saranno sempre migliaia di ragazzi che vengono fagocitati dall’illegalità e dalla droga, che poi la chiamino camorra o in altri modi non cambia niente. Anche nel dopoguerra c’era la borsa nera, ogni epoca ha la sua delinquenza, ma l’unico responsabile è lo stato che, non solo non fa niente, ma per strategia politica usa questi fenomeni di povertà per adoperare la repressione come strumento di potere.
Narra bene il clima di Poggioreale, dove le guardie massacrano e trattano i detenuti con disprezzo, gli abusi sono all’ordine del giorno, la stanza zero dove pestano i detenuti e si divertono a farlo.
Sono trent’anni che lo fanno, ogni tanto ci scappa il morto e la famiglia, se ha forza culturale per farsi sentire, c’è un po’ di risonanza mediatica, in caso contrario tutto finisce con qualche riga su un quotidiano locale e tutto continua come se niente fosse successo. Questo avviene perché c’è la complicità dei sindacati della polizia penitenziaria e del Dap, ma principalmente delle procure che insabbiano ogni cosa, senza queste coperture non potrebbero portare avanti la “macelleria messicana”; Bolzaneto al G8 di Genova nel 2001 è durata una settimana, a Poggioreale dura dal 1981, tutti lo sanno ma nessuno fa niente.
I bandi promulgati da Carlo Felice di Savoia il 22 febbraio 1826, anche se vennero sostituiti da un regolamento provvisorio nel 1863, nella sostanza non è cambiato niente, tutto continua come prima; Poggioreale è un esempio di queste nefandezze.
Tutti i politici dovrebbero leggere questo libro, così capiscono da dove deriva tanta illegalità e cos’è il carcere della città, che poi di Poggioreale ce ne sono tante in giro per l’Italia.
Il significato del titolo del libro è che lui non entrerà mai in nessun clan camorristico.
13-09-2014

LA VENDETTA LEGALE
Lo stato è lento ma, alla fine si vendica sempre, i suoi metodi criminali superano di gran lunga quelli che definiscono mafiosi. Antonino Speziale, l’ultrà etneo che sta pagando innocentemente la morte dell’ispettore Raciti, essendo notorio che la sua morte fu un incidente causato dai suoi stessi colleghi, scelsero come colpevole questo ragazzo minorenne. Siccome molte tifoserie danno visibilità alla sua innocenza con le magliette “Speziale libero” ed altre manifestazioni, alle istituzioni questo non sta bene, hanno fatto passare un po’ di tempo e si sono subito vendicati.
Gli hanno applicato la sorveglianza particolare del 14 bis e la censura della posta, è stato il tribunale di sorveglianza di Palermo, tra le contestazioni di essere riuscito a “eccitare la plateale decisione dei compagni di detenzione ad un’iniziativa di tifosi in TV sulla sua liberazione”. Un’altra volta, affacciato alla finestra, a voce alta avrebbe intonato un coro calcistico, che ha continuato anche dopo essere stato richiamato.
Conosco la sorveglianza ed il tribunale di sorveglianza di Palermo, pertanto non mi meraviglio che si prestino a queste cose. Il tribunale doveva revocare il dispositivo del DAP e non confermare un severo regime che, di fatto, lo classifica pericoloso, per delle stupidaggini calcistiche.
Non mi meraviglio, perché basta ricordare che, su “consiglio” della procura di Palermo, all’epoca c’era Giancarlo Caselli, diedero la semilibertà a Izzo, lo premiarono perché aveva accusato Fioravanti dell’omicidio del Presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, come la stragrande maggioranza dei processi politici che ha imbastito Castelli sono stati tutti assolti.
Izzo, una persona malata, mentre era in semilibertà ha ucciso due donne e per un periodo tanti giudici di sorveglianza citavano sempre lui come esempio per il diniego dei benefici delle misure alternative; ma nessuno diceva il perché era stato scarcerato.
Auguro a Speziale di ritornare presto libero, perché, avendolo preso di mira il sistema repressivo non gli farà scontare una tranquilla carcerazione.
14-09-2014

CAFFE’

Mi è capitato un calendario di Padre Pio tra le mani, è stato curato come quello di Frate Indovino, ho trovato una notizia molto curiosa e che non conoscevo. Nel 700, anche se era da circa un secolo che c’erano già dei bar che servivano il caffè, molti credevano che “la pozione nera” avesse effetti nocivi sulla salute. Fu il re di Svezia Gustavo III che, involontariamente, tolse ogni dubbio sulla bontà del caffè. Nel 1771 impose ad un detenuto di consumarne tre tazze al giorno, ciò nonostante la “cavia” morì dopo gli ottant’anni. Il caso fa molto nella vita.
Ricordo che anche per il pomodoro c’era la stessa diceria, fu un botanico francese che accese la curiosità della gente spargendo la voce dell’elisir di lunga vita, e di notte gli rubavano i pomodori nel suo giardino.
L’ignoranza rende difficile la vita delle persone, perché li rende schiavi della propria ignoranza.
15-09-2014

IL FANGO…

Più i politici hanno scheletri nell’armadio o hanno procedimenti processuali per la loro attività politica e più diventano giustizialisti. Credo che sia dovuto ad una sorta di riflesso condizionato dover dimostrare alla magistratura che sono dalla loro parte.
Francesca Barracciu vinse le primarie in Sardegna per le elezioni a Presidente, ma fu inquisita per aver approfittato dei soldi pubblici, lei non voleva retrocedere, fu convinta a fare un passo indietro con la promessa di un posto a Roma, oggi è Sottosegretario ai Beni Culturali ed al Turismo.
E’ intervenuta al premio Sciascia per dare solidarietà all’europarlamentare Caterina Chinnici, figlia del magistrato Rocco Chinnici, ucciso nel 1983 a Palermo.
Solidarietà per che cosa? Perché non ha vinto il concorso letterario? Come se tutti i familiari di chi ha subito un morto in casa dovrebbero avere la precedenza su tutti e vincere ovunque partecipino a qualcosa. Questa sorta di pensiero settario è qualcosa di aberrante che ci riporta alle barbarie di certe ideologie del passato, si vede che nell’animo sono rimaste ancora intatte. Secondo il suo punto di vista la cultura va catalogata secondo chi scrive, fa ricordare come facevano i nazisti e i comunisti.
Non dovevano affiancare il libro della Chinnici “E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte” con quello di Grassonelli “Malerba”. La prima figlia di un magistrato ucciso dalla mafia, il secondo un killer di mafia condannato all’ergastolo. Ritiene che la vittoria di Malerba sia una caduta di stile di una qualificata giuria letteraria e possa essere la spia di un diffuso disinteresse e di un’apatia strisciante che, se non arginati, finirebbero per minare inevitabilmente i valori fondanti di una comunità.
Certi politici dicono delle stupidaggini madornali che mi fanno piangere il cuore, ora mi chiedo come può una persona del genere, che scende così in basso nel giudizio di un evento culturale, poter gestire un ministero così importante?
Il voler avere risonanza mediatica intervenendo su un concorso letterario facendo distinzione su chi scrive un’opera è talmente squallido che classifica la meschinità della persona. Inoltre, questo totem che i familiari di chi è stato ucciso hanno diritto divino su tutti gli altri è qualcosa di misero che la sinistra perpetua da trent’anni in modo settario, per questione di potere. Bene ha fatto la giuria a premiare il libro che ha ritenuto migliore.
L’illegalità di intere comunità nel meridione deriva dalla mancanza di cultura e lavoro, invece di essere compiaciuta come membro del governo che le carceri con i detenuti si aprano alla società, si appella alla solita retorica miserabile di repressione e distinzione tra buoni e cattivi, ha dimostrato più ignoranza dei detenuti che si trovano in carcere per ignoranza e perché lo stato non gli ha messo a disposizione opportunità per altre scelte.
Fino a quando il meridione non si libererà da questa inferiorità lombrosiana colonialista e di tutte queste leggi ed apparati che servono per tenere soggiogati i meridionali in uno stato di regresso e di non sviluppo, non cambieranno mai le cose, continueremo ad essere servi dei tosco padani.
16-09-2014

IL CLIMA DECIDE LA STORIA

Non avevo mai pensato che il clima decidesse la civiltà della terra; l’ambiente determina l’evolversi della storia dei popoli. Lo storico svedese Wolfang Behringer ha scritto un saggio “Storia culturale del clima. Dall’era glaciale al surriscaldamento globale”.
Leggendo un articolo sul libro dove spiega il perché un grado o due l’anno fanno la differenza per il progresso della civiltà, fa alcuni esempi, tra cui la storia dell’impero romano. Pur essendo un appassionato non avevo mai appreso in tanti libri di storia romana che ho letto che l’espansione di Roma fu dovuta ad una condizione favorevole climatica che ne facilitò lo sviluppo.
I valichi alpini erano liberi dalle nevi e consentivano alle legioni di attraversarli con i loro carreggiati. Gli scienziati hanno battezzato quel periodo “Roman Climate Optimum”; l’atmosfera benigna pure altrove consentiva l’ampliamento di nuovi grandi domini sia in Europa che in Asia.
Il riscaldamento ambientale si protrasse dal I secolo A.C. al IV secolo D.C., quando la temperatura cominciò a scendere di un grado e mezzo, portando inverni più freddi e umidi, si entrò nel “Pessimum alto medievale”. L’Italia fu colpita da inondazioni, il granaio africano si inaridì, l’Impero Romano fu scosso e con il tempo crollò, anche per le forti immigrazioni che lo destabilizzarono.
Altri imperi subirono la stessa sorte in altre epoche, come quella della rivoluzione francese che fu favorita dal clima, prima una forte siccità, poi rovinose precipitazioni che distrussero i raccolti ed in ultimo, il freddo pungente che paralizzò l’economia. Il conseguente disgelo portò inondazioni, con lo scoppio di malattie fino a che la fame spinse la gente a ribellarsi.
Il clima modifica ogni campo della vita sociale, dalla cultura all’architettura, alle lotte politiche e religiose, insomma tutto è influenzato dal clima. Le case furono costruite in pietra perché riparava meglio di quelle di legno, cambiava il modo di vestire con tessuti più pesanti che proteggevano dal freddo, anche la pittura seguiva nei suoi quadri l’evolversi del tempo.
Anche oggi c’è un cambiamento globale, ma questa volta l’abbiamo causato noi, si presume che nei prossimi anni si alzerà di due gradi la temperatura terrestre, si vedono già oggi gli effetti, dai deserti africani una marea di persone scappano dalla fame e dalla disperazione. Questo è solo l’inizio e, siccome l’Europa non mette in cantiere un progetto strategico a lungo termine per cercare di dare un aiuto a milioni di africani, questi si riverseranno nel continente e, come crollò l’Impero Romano, succederà anche all’occidente.
Lo storico tedesco conclude l’intervista con queste parole: ”Il clima è sempre cambiato; come reagiamo è una questione di cultura”. Credo che le tecnologie attuali possano impedire le tragedie del passato, purtroppo la storia insegna ma l’uomo non impara. Mi auguro che questa volta non sia così.
17-09-2014

ALIENI INFESTANTI

All’inizio dell’800 in Inghilterra venne portata dal Giappone una pianta per motivi ornamentali, si chiama Poligono. Da quella lontana pianta è diventata un flagello, tanto da chiamarla “Attila del mondo vegetale”.
Ormai sta occupando ogni posto dove arriva, solo la cicuta gli sopravvive a fianco, tutto il resto appassisce, è talmente infestante che nessun diserbante riesce ad eliminarla, non si può potare o falciare perché, come un alieno si riproduce da minuscoli frammenti. Per eliminarla bisogna tagliarla, scavare in profondità le radici e incendiarle, solo così si riesce a distruggerla.
Anche in Italia sta occupando tutti i posti in cui arriva un suo frammento, amando l’acqua ed i luoghi freddo-umidi sta infestando Milano seguendo i corsi d’acqua.
In Inghilterra, quando questa pianta infesta una casa si deprezza il suo valore di 30.000 sterline, addirittura a luglio è uscito un articolo sul Daily Telegraph in cui titolava che una coppia ha dovuto abbattere la casa dopo l’invasione del Poligono del Giappone. Una singola pianta ha creato incubi da fantascienza.
Quello che si chiedono è come mai in Giappone non crea tutti questi problemi, la risposta è che lì c’è il suo habitat con i suoi nemici naturali che la tengono a bada, cosa che invece non ha in Europa.
Importare gli insetti suoi nemici naturali potrebbe essere controproducente perché si potrebbe rivelare pericoloso; schiacci un alieno e ne importi un altro.
Anche il giacinto d’acqua ha infestato alcune regioni, ricordo che alcuni anni fa, in Sardegna, aveva intasato e coperto alcuni fiumi, togliendo l’ossigeno ai pesci; hanno dovuto fare un grande sforzo economico per distruggerlo. L’unica soluzione è di combatterlo fino all’estinzione, prima che sia troppo tardi.
18-09-2014

L’IPOCRISIA ITALIANA

Una signora riportata solo con il suo nome, Damiana, è andata in Svizzera in una clinica specializzata per l’eutanasia. I radicali, con il suo consenso, hanno filmato la signora mentre lascia un commiato e beve la soluzione che la fa addormentare e morire. La signora dice nel video che la malattia, sclerosi multipla, la sta portando ad un punto di non autonomia; lei ha sempre amato l’autonomia, non può vivere dipendendo dagli altri, per questo motivo ha preso la decisione della dolce morte.
L’associazione Luca Concione si batte da anni con l’appoggio dei radicali affinché venga esaminata la legge di iniziativa popolare firmata da 70.000 persone ma, come al solito, quando si tratta di mettere mano ai temi etici a cui la chiesa si oppone, la stragrande maggioranza dei politici oppone un diniego vigliacco di non parlarne e discuterne.
Ogni tanto tanta gente si toglie la vita oppure si dà la dolce morte a casa, di nascosto, perché la legge lo vieta, in caso contrario chi può permetterselo economicamente va in Svizzera.
La solita ipocrisia vaticana, come per l’inseminazione artificiale, chi poteva andare all’estero ma si opponeva che venisse fatta in Italia con la complicità dei guelfi in parlamento. Con l’eutanasia si fa la stessa cosa. Non solo sono leggi barbare ma anche discriminatorie.
19-09-2014

GLI STRANIERI CHE SCAPPANO

E’ cosa ormai risaputa che molti imprenditori stranieri non vengono ad investire in Italia per colpa della magistratura e della burocrazia. Oggi, leggendo un articolo, ho appreso che anche la politica non è da meno, pertanto tutte le parole che dicono che vogliono sburocratizzare per agevolare gli investimenti stranieri sono tutte chiacchiere. Essendo che così hanno sempre il controllo su tutto, questo per agevolare la corruzione, se non si paga non si può fare niente.
Un’imprenditrice americana sposata con Lord Paul Deighton, sottosegretario al Tesoro britannico, innamorata della Puglia, voleva investire 70 milioni di euro a Nardò per costruire un villaggio di lusso. Ha ricevuto tutte le autorizzazioni e l’appoggio degli ambientalisti e sindacati, addirittura i sindacati andarono ad occupare il comune. Al primo stop ha fatto ricorso al TAR che gli ha dato ragione, la regione ha fatto ricorso al Consiglio di Stato ed ora bisogna aspettare almeno un paio d’anni. Con il cambio dell’amministrazione comunale si sono capovolte le cose, si è rivolta alla regione parlando con un assessore regionale, nell’occasione è venuto dall’Africa anche il suo socio; nell’incontro alla domanda: Possiamo parlarne? Cosa dobbiamo fare? La risposta dell’assessore è stata “forse”. La signora è rimasta impressionata dal totale disinteresse degli organi regionali. Non per polemica, ma avrei voluto vedere se gli interlocutori fossero stati delle Coop rosse od imprenditori della casa di sinistra se avrebbero risposto così.
Letta la notizia, il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi è intervenuta chiamando l’immobiliarista Deighton e gli ha chiesto tutta la documentazione, affermando che: “E’ una vicenda assurda sulla quale voglio cercare di dare il mio contributo per sbloccare gli ostacoli che si sono creati”. Il governatore della Puglia Niki Vendola non ha preso bene l’intervista ed ha affermato che: “E’ una vicenda opaca sulla cui storia è bene che dia uno sguardo la Procura della Repubblica di Lecce, alla quale consegneremo un dossier”.
Non ci sono parole per commentare il suo intervento, un imprenditore vuole investire 70 milioni di euro, a parte quelli già investiti. Per il disinteresse di chi governa la regione, invece d’intervenire presso il suo staff, minaccia di portare un dossier alla procura, è una cosa vergognosa, queste sono quelle intimidazioni mafiose di cui lui e quelli come lui si lavano la bocca ad ogni piè sospinto, per poi correre di corsa dai suoi amici magistrati per bloccare quello che non è gradito.
Mi auguro che il Ministro Guidi, dopo aver valutato i documenti, faccia prevalere tutta la sua autorità per dare uno schiaffo morale al sultano pugliese.
20-09-2014

LA LINGUA NAPOLETANA E SICILIANA

L’Unesco ha riconosciuto sia il napoletano che il siciliano come lingue e non più semplici dialetti regionali; anche se ci ha messo tanto tempo era ora che lo facesse.
Il napoletano è una lingua conosciuta in tutto il mondo, non c’è angolo della terra dove non abbiano ascoltato le canzoni napoletane. L’Apple nel suo ultimo sistema operativo Mac del computer “Os x 10.10” avrà il sistema multilingue “Yosemite” e tra le varie opzioni linguistiche ci sono anche il napoletano ed il siciliano.
Prima della conquista piemontese ed il genocidio perpetrato il Meridione, Regno delle Due Sicilie, era una nazione da sette secoli con la sua lingua che era il napoletano.
Il potere toscopadano non si è accontentato delle ricchezze e di averci ridotti a colonia, sono stati barbari cancellando la nostra storia e la nostra cultura, facendoci imparare una favoletta a dir poco infame. I popoli li puoi distruggere ma non vincerli, la resistenza del meridione dopo un secolo e mezzo inizia ad emergere, ci vorrà ancora un po’ di tempo ma i tempi sono maturi per la sua esplosione di verità, mi auguro di poterla vivere da uomo libero.
21-09-2014

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Un pensiero su “Diario di Pasquale De Feo- 22 agosto – 21 settembre

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Non so come ho fatto a non vedere subito il tuo diario, imperdonabile, Come ha fatto a SFUGGIRMI? Come sempre ti leggo tanto volentieri e come sempre lo considero un grande regalo, tu sai farmi ricordare gli eventi passati da qualche mese sui quali magari mi ero soffermata poco, anche perchè la vita ti prende in un vortice e tu non te ne accorgi, e li commenti in modo che per me siano più chiari. Come sempre un grande grazie Pasquale e mi auguro tanto che questo Natale possa portare il dono che tutti desideriamo.
    AMORE E VERITÀ SI INCONTRERANNO, GIUSTIZIA E PACE SI ABBRACCERANNO dicono i salmi, E IO MI DOMANDO…..MA QUANDO?
    Un caro abbraccio Pasquale, sei un grande e sarà contento anche Domenico per ciò che dici sul suo libro.

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