Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

L’isola… di Giovanni Zito

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Il nostro Giovanni Zito, detenuto a Padova, ci ha inviato caterve di materiale in questi anni, anche se da un bel po’ di tempo non ricevevamo sue lettere. Grazie alla nostra Grazia ci è giunto recentemente questo suo testo.. in cui c’è tutta la sua sensibilità,.

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Tanto tempo fa c’era un’isola dentro di me.

Era l’isola più bella che l’uomo potesse trovare, ma poi tutto finì di colpo, scomparve l’isola e gli uomini furono trascinati al di là di ogni pensiero, non si seppe mai il motivo di questa scomparsa.

Poi l’uomo decise di raccontare la sua brutta vicenda con le metafore.

Il buon umore prese il sopravvento e gli disse: “Perché scrivi adesso dopo tanto silenzio?” e l’uomo rispose: “Ero troppo giovane, pensavo ad altro”.

Allora la tristezza si fece avanti: “E con questo cosa vuoi dire uomo?”

“Voglio solo dire che ogni cosa trova la giusta collocazione, Tristezza, tutto ha un fine come la mia isola”.

L’orgoglio senza attendere, si fece avanti anche lui con la sua prepotenza: “Dimmi uomo che cosa intendi dire di preciso?”. Ma l’uomo non gli diede retta, perché sapeva che l’orgoglio vuole solo la sconfitta dell’uomo.

Quindi l’amore timido e impaurito disse: “Posso dire la mia su questo argomento, uomo?” “Sì” rispose l’uomo, così l’amore cercò piano piano di farsi strada: “Vedi nella vita ci sono momenti d’illusione come quella che tu credevi fosse la tua isola, ma in verità eri già scomparso molto prima che tutto questo accadesse, se tu ci pensi bene comunque sono cose che hanno un senso diverso, complicato, poi tu prendi la tua decisione”.

Il tempo curiosamente disse la sua: “Vuoi vedere che la colpa è la mia, se l’uomo non sa decidersi sul cosa fare del suo vivere, che diamine, io sono il tempo, non posso mica comandare più di tanto, tutti sono bravi con le parole, ma poi nei fatti nessuno si prende la propria responsabilità”.

Il saper pieno di saggezza rispose: “Io di queste cose non capisco dove sta il bene o il male. Le cose vanno dove soffia più forte il vento. Se poi ci si mette anche la tempesta che infuria, non si arriva ad una soluzione”.

Il trucco sta quando l’uomo deve prendere o fare delle scelte ben precise. Se quest’uomo ha perso la sua vita è perché non ha pensato all’amore. La tristezza è così andata via perché quei giorni non potranno più tornare.

Adesso solo la voce del vecchio tempo gli rimane. “Io sono il sapere e non posso dire altro in merito. Le cose stanno così perché solo il tempo è capace di comprendere quanto sia importante la vita”.

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Un pensiero su “L’isola… di Giovanni Zito

  1. mare_viola@live.it in ha detto:

    mio caro Giovanni, che piacere risentirti, ma sapevo che dovevo attendere, per sentire cose così profonde è meravigliose, che può sprigionare da un anima così umana , preparata, sensibile, che fa di tutto per nn perdere il filo , quel filo della conoscenza, che ti ha portato ora fin qua, in effetti il passato nn ritorna , il tempo si muove è spazza attimi , secondi , minuti e così via, passando da un stato all’altro, emotivo che incide la nostra parte interiore, per poi alla fine capire che la vita va difesa , in qualunque situazione, o posto in qui uno si trova.
    La via da seguire è l’amore , diffonderlo anche così come sei stato tu oggi ha trasmetterlo, te ne sono grata
    Ciao alla prossima, io i sarò sempre amico 😉

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