Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Le società segrete (quarta parte)… di Fabio Falbo

Societas

Pubblico oggi la quarta parte del saggio sulle società segrete che ci ha inviato Fabio Valenti detenuto a Rebibbia.

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L’esoterismo islamico

Come tutte le religioni, l’Islam ha avuto, sin dall’origine, i suoi mistici, gli uni eretici, gli altri ortodossi: tra questi ultimi sono i “sufi”, che hanno sviluppato le società segrete d’iniziazione, pur rimanendo fedeli ai precetti coranici.

Queste società hanno alla loro testa uno “sceik”, padrone assoluto che risiede ordinariamente alla “zauia” dove si trovava la tomba del fondatore dell’ordine, ecc. ecc.

Le iniziazioni nel mondo medievale

Durante il medio evo l’esoterismo non cessò di progredire in modo più o meno sotterraneo, malgrado la lotta accanita del papato contro tutte le eresie.

Durante quel lungo periodo si ebbe un gran numero di organizzazioni iniziative, delle quali le une cercavano di tenersi al di fuori delle quali le une cercavano di tenersi al di fuori delle controversie teologiche e le altre erano decisamente anticattoliche e depositarie di dottrine eterodosse.

Moltissime dottrine teosofiche ebbero una grande importanza, attingendo alle fonti più disparate: la cabala, o tradizione ebraica; le dottrine illuministiche in cui riapparivano le antiche tradizioni gnostiche; l’alchimia e le speculazioni propriamente le loro relazioni con le dottrine orientali: si conosce la parte avuta a tale riguardo dalle crociate, ecc. ecc.

I patari, e cioè i “puri”, detti anche “albigesi”, perché particolarmente numerosi nella regione di Albi, sono soprattutto celebri per la lotta accanita che la chiesa e la monarchia intrapresero contro di loro, sterminandoli con ogni mezzo, ecc. ecc.

I templari, o meglio l’esoterismo dei templari, è ancora un enigma. Si conosce la storia di quest’ordine famoso, fondato nel 1117, per la protezione dei pellegrini in Terra Santa e la cui regola era stata creata da San Bernardo: dopo avere combattuto  a lungo i saraceni, i templari avevano dovuto alla fine ritirarsi dalla Siria all’epoca della riconquista di quel paese da parte dei musulmani. Avevano acquistato nella cristianità una grande potenza e grandi ricchezze e possedevano delle commende in tutti i reami d’Europa. Il processo intentato dall’invidioso Filippo il Bello contro quegli uomini troppo influenti è stato spesso raccontato: tutti sanno in qual modo il sovrano finì con lo strappare al Papa Clemente V la condanna dei templari come “rinnegatori di Cristo, apostati, che si abbandonavano ad atti di idolatria e ad orribili libertinaggi nel corso di cerimonie segrete”.

Dopo un lungo processo e lo scioglimento dell’ordine decretato con la bolla papale del 1312, il Gran Maestro Giacomo di Molay ed un gran numero di templari furono bruciati vivi a Parigi nel 1314.

Aroux, citando Von Hammer, parla di “simboli gnostici impressi su un talismano trovato, nel sec. XVII, nella tomba di un templare morto prima della distruzione dell’ordine”, e di “due cofanetti scoperti in modo analogo, uno in Borgogna, l’altro in Toscana, sui quali si riconoscono gli stessi simboli, in particolare la catena degli eoni, rappresentata dal ciuffo dentellato. Le prove del fuoco e dell’acqua, il fallo, il toro mitriaco e la croce ansata degli egizi” e anche di “quegli emblemi strani scolpiti sul portale di alcune chiese, in cui sembrano volersi mostrare e nascondere ad un tempo le dottrine interne al tempio”:

Per esempio, in cima al portale principale della chiesa di Saint Merri si trova un Baphomet tra due angeli che lo incensano. Dante Alighieri è il più celebre “Iniziato” del Medio Evo: questo grande avversario del papato sembra avere avuto una parte importante nelle società segrete del tempo; era, in particolare, uno dei capi della Fede Santa, terz’ordine di filiazione templare e si è fatto interprete di quell’esoterismo nella Divina Commedia, che è un’allegoria metafisico-esoterica che vela ed espone nello stesso tempo le fasi successive attraverso cui passa la coscienza dell’iniziato per raggiungere l’immortalità.

Ogni “Cielo” rappresenta un grado di iniziazione: “L’inferno” rappresenta il mondo profano, “Il purgatorio” comprende le prove iniziatiche, e “Il paradiso” è il soggiorno dei perfetti, nel quali si trovano riuniti e portati allo Zenit l’intelligenza e l’amore. Alchimisti e cabalisti, il medioevo è stata un’epoca in cui i culti segreti e le dottrine esoteriche hanno proliferato preparati da numerose organizzazioni iniziatiche.

Ad esempio gli alchimisti, le cui dottrine e pratiche non cessarono di svilupparsi durante tutto il periodo, nonostante le ripetute condanne della Chiesa.

Si possono citare e menzionare i rabbini cabalisti, che si raggrupparono in specie di scuole, di piccole cappelle chiuse.

Il senso etimologico della parola “Kabbalah” è la tradizione. Le opere dei cabalisti sono una specie di deposito in cui sono venuti ad accumularsi i resti dei sistemi teosofici più disparati. Ecc. ecc. La stregoneria. Questo rapido colpo d’occhio sulle iniziazioni medievali non sarebbe completo se non venisse accennata la stregoneria. Sono esistite, a quanto pare, delle associazioni segrete di stregoni e di streghe che celebravano i loro riti a date fisse. Per quanto ciò possa sembrare paradossale, la stregoneria costituisce una specie di culto e anche la religione, ma di religione al contrario, ecc.ecc.

I ROSA CROCE

Nel 1614 e nel 1615 la Fratellanza dei Rosacroce manifestò pubblicamente la propria esigenza con tre piccole opere: “La Riforma Universale”, “La Fama fraternitas Rosae Crucis” e la “Confessio Fraternitatis”:

La Fama narrava la fondazione dell’ordine da parte del tedesco Cristian Rosenkreutz (designato con le iniziali C.R.C.), iniziato dai saggi della Siria nel caso di un viaggio in Oriente; vi si trovava anche il racconto della scoperta della tomba sua, nella quale i discepoli avevano trovato, oltre il copro del Maestro che teneva in mano un libro simbolico scritto su pergamena, ogni specie di oggetti rituali: “specchi di diverse virtù e inoltre campanelli, lampade accese (le famose “lampade perpetue” dei Rosacroce), strani canti artificiali ecc. Tale è la leggenda che racconta l’origine della fratellanza e la storia del suo fondatore, “Cristiano Rosacroce”.

Quanto ai Rosacroce, furono “degli alchimisti che mescolavano questioni politiche e religiose alle loro dottrine ermetiche”. Questa società segreta nacque in Germania, ambiente propizio alle idee di riforma, alla fine del XVI secolo. 

L’alchimista Studion fonda  a Norimberga un’associazione denominata “Militia Crucifera Evangelica”.

La Rosa Croce è il simbolo formato da una rosa rossa fissata al centro d’una croce, anch’essa di color rosso “perché è stata spruzzata dal sangue mistico e divino del Cristo”.

Questo simbolo ha un doppio significato: La croce rappresenta la saggezza del salvatore, la conoscenza perfetta; la rosa è il simbolo della purificazione, dell’ascetismo che distrugge i desideri carnali, il segno anche alla grande opera alchemica, e cioè la purificazione da ogni sozzura, il compimento e la perfezione del magistero ecc. ecc.

I ROSA CROCE E LA MASSONERIA- La Fratellanza della Rosa Croce prese copro, a metà del secolo XVII, nella massoneria: quegli adepti trovano rifugio nelle officine massoniche e, essendosi fatti accogliere come “accepted masons” (massoni accettati), utilizzarono il simbolismo delle corporazioni di costruttori per propagare i loro insegnamenti. Essi erano dei “massoni simbolici”, che lavoravano a “edificare il tempio invisibile e immateriale dell’umanità”.

Modificando il rituale, introducendovi le loro concezioni ermetiche e cabalistiche, crearono il grado di maestro col suo rituale caratteristico d’iniziazione, che fa rivivere al candidato la morte.

La “putrefazione” e la “resurrezione d’iram”; sono loro che introdussero gli “alti gradi” così carichi di esoterismo cristiano, passati sotto il silenzio nelle “constitution di Anderson”, ma che dovevano riapparire in seguito, sotto una forma più o meno alterata. Così, si può dire, senza paradosso, che la massoneria moderna ha ripreso e continuato l’esoterismo dei Rosacroce, riprendendo i loro simboli ermetici più tipici, quali il pellicano, la fenice che rinasce delle sue ceneri, l’aquila bicipite, ecc.ecc.

I Rosacroce tedeschi hanno praticato il sistema dei “Superiori sconosciuti” secondo il quale gli affiliati inferiori ignorano la personalità dei membri superiori della gerarchia.

Questa concezione è del resto favorita dalle concezioni dei fratelli, che ammettevano una specie di conservazione della tradizione segreta per mezzo di “grandi iniziati”, degli uomini che si sono affrancati dal dominio dei sensi, e percorrono instancabilmente il mondo: sono i veri “Rosacroce” per opposizione ai semblici “rosacrociani”, ecc. 

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