Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

No peace without justice… di Gino Rannesi

Ginosss

Pubblico oggi alcune riflessioni “politiche” del nostro Gino Rannesi.

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Una mia amica mi ha chiesto: “Gino, cosa pensi di Renzi?..”.

Ho risposto che qualcosa di buono potrebbe fare. Naturalmente, il qualcosa di buono non è riferito alla giustizia.

Sono del parere che con Renzi le carceri toccheranno il punto del non ritorno.

Per quanto riguarda la giustizia, a Renzi sfugge una cosa molto importante: le leggi le “vara” il Parlamento, e non certo i P.M. Per quanto riguarda la “giustizia”, i consigliori di Renzi pensano che il tutto si possa risolvere inasprendo ancora di più le pene. I consigliori di Renzi pensano che le persone che sbagliano debbano essere arrestati una sola volta nella vita e, poi buttare via la chiave…

Naturalmente, questo discorso vale per quei soggetti che a vario titolo saranno arrestati per associazione di tipo mafioso (416 bis). Ragion per cui, nel  prossimo futuro, un uomo, un giovane, un pinco pallino qualunque, per il solo fatto di essere accusato, a torto o a ragione, di associazione a delinquere si beccherà 30 anni di galera.

“Moriranno poveri e in galera”, questo è quanto ha affermato un soggetto che in passato si è occupato di giustizialismo.

Gli attuali consigliori di Renzi non sono mica bau, bau, micio, micio. Questi sono dei veri professionisti, faranno i fatti.

Ma poi, non è che ci vuole uno scienziato per chiedere l’attuazione di leggi funeste; e che ci vuole!

Il difficile sarebbe quello di fare delle leggi che non depongano la forza al diritto, ma questa è un’altra storia.

Quello che i consigliori non spiegheranno mai a Renzi sono le seguenti cose:

1) Se a un giovane infliggi una molteplicità di anni di galera tanto da annichilirlo, lo Stato altro non fa che condannarlo ad essere un malavitoso per sempre.

2) Quello che non gli diranno mai è che negli Stati Uniti in cui vige la pena di morte, persiste la criminalità più feroce.

3) Quello che non gli diranno mai è che mantenere l’ergastolo, specie quello ostativo, è un regalo al malaffare.

4) Quello che non gli diranno mai è che il pesce puzza dalla testa e che il male assoluto è la corruzione. Altro che abolizione dell’ergastolo. Quello che accade in Italia da oltre 20 anni ha stravolto le varie funzioni  del legislatore. Infatti, sono i P.M. che legiferano e il legislatore ratifica.

Taluni politici più che legiferare sono dediti al latrocinio costante, dopodiché si occupano sul come fare per non finire essi stessi in galera. Abolite il Parlamento; facciamo tutto i poliziotti, sono più veloci e costano meno…

Gino Rannesi

Maggio 2014

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3 pensieri su “No peace without justice… di Gino Rannesi

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Sempre ironico e grintoso, mi fa piacer ritrovarti sul blog, oltre ad augurarti ogni bene ti auguro di mantenere la grinta e l’ironia, sono quelle che ci salvano.

  2. mare_viola@live.it in ha detto:

    ciao paesano, ti sento più del solito, agguerrito, e già! questi , sono talmente presi dai loro affarucci , gnammi gnammi , specie per le alzate di poltrone, che fare un po di ordine, dove , ci vuole realmente, e che esige un cambiamento, specie per quanto riguarda il carcere , pensionistico, per non parlare quello ospedaliero, dove si sprecano danari, inutili , ma utili per loro si .
    Anche io mi domando , spesso , a che serve, mettere un nuovo , evidentemente, renderà meglio , facendo il proprio lavoro, invece, sorpresa ! è uguale agli altri , se nn peggio.
    Il cambiamento, ci sarà , ma solo appena , gli uomini, saranno in grado di vedere veramente , cosa e dove regna il marcio! adesso continua, ma noi continuiamo, almeno stimoliamo , gli altri…
    Ti saluto, dall’Australia, Gino, anche lontano,ma il mio compito di madre lo devo fare. E’ mentre chiudo ti ricordo, e che devi tenere sempre in mente ” è che ci sei e che ci siamo “…abbi cura di te

  3. rossana in ha detto:

    ciao Gino 🙂 che disamina eccellente… quelle poltrone si attaccano al sedere di chiunque vada in parlamento 🙂 e come diceva mio padre : “chi va al mulino si infarina”. Dimostrazione che a loro interessa altro prima di arrivare a discutere di giustizia, di ergastolo e soprattutto di persone. Mi fa piacere leggerti e anche se questo risale a maggio 2014 gli argomenti che tratti, come te, non invecchiano mai 😀 Ciao alla prossima .. Rossana

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