Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Morte… di Alessandro Rodà

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Pubblico oggi questa poesia che ci ha inviato Alessandro Rodà detenuto a Tempio Pausania.

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Dedicata a Giuseppe e Antonia che non vedranno più sorgere il sole.

LA MORTE

Due cuori stesi sul cemento

lo imbevono di sangue.

In mezzo all’oscurità

si perdono le anime.

Non sentiranno più né la voce

né la carezze della mamma,

gli sguardi non si incroceranno più,

ora piangono a dirotto.

E’ solo buio!

La morte squarcia la notte

e penetra negli abissi,

la crudeltà spezza il fiore, 

viola la libertà della vita.

Lei per l’amore così forte per te

si è inchinata di fronte alla morte.

Non potrà più coronare il sogno d’amore,

non suoneranno più le campane della felicità.

Non indosserà più l’abito bianco per salire

sull’altare, quel sogno è finito.

Nel mare di sangue

si odono grida senza quiete,

lacrime copiose scendono come pioggia.

Anche stasera piangono le stelle,

voi non volevate ma,

vi hanno uccisi.

I volti squarciati dai colpi

sanguinano per terra.

La morte così spietata

ha spezzato la vostra vita

infrangendo il silenzio.

Il cuore sanguina,

non avrà mai pace

e un po’ alla volta

lo sotterra in una tomba.

 

Vibo Valentia, 25 settembre 2005

Alessandro Rodà

 

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