Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

L’indennizzo giornaliero ai reclusi… di Angelo Meneghetti

chandra

In questo pezzo, Angelo Meneghetti -detenuto a Padova- parla del decreto del 26 giugno che stabilisce, per i detenuti costretti a vivere in condizioni non idonee, un abbuono di un giorno ogni dieci giorni. Angelo, fa capire, per chi non lo avesse ancora capito che, una misura di questo genere è praticamente nulla per chi ha l’ergastolo.

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In questi giorni è stato approvato il “decreto legge 26 giugno 2014, n. 92”, e convertito in via definitiva al Senato. Qualche parlamentare l’ha battezzato l’ennesimo decreto “svuota carceri”, ed io, da detenuto, non riesco a capire quale carceri si siano svuotate. Mi ritrovo a scontare una “pena mostruosa, e cioè l’ergastolo”, presso la casa di reclusione di Padova, in una situazione di sovraffollamento. E, oltretutto, le istituzioni stanno violando l’art. 22 c.p. che dice:

“La pena dell’ergastolo  è perpetua, ed è scontata in uno degli stabilimenti a ciò destinati, con l’obbligo del lavoro e con l’isolamento notturno. Il condannato all’ergastolo può essere ammesso al lavoro all’aperto. “

Vi scrivo tutto questo per portarvi a conoscenza che, se questo nuovo decreto riguarda un risarcimento per la violazione della Convenzione sui diritti dell’uomo, attuata, nello specifico, nell’ambito della situazione delle carceri italiane, nelle quali, fino ad oggi, i detenuti sono obbligati a vivere in modo degradante, inumano. Ogni giorno a causa del sovraffollamento è come vivere una tortura quotidiana; vedi sentenza “Torreggiani” della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha condannato l’Italia per la situazione delle carceri. Dunque, per chi è obbligato a vivere in queste condizioni, è previsto un abbuono di un giorno ogni dieci passati in celle sovraffollate. Il problema reale è che, avendo un fine pena 99/99/9999, e cioè la condanna all’ergastolo, “quindi senza un fine pena”, la riduzione della pena detentiva è, in questo caso, impossibile da attuare.

Agli ergastolani è concessa la c.d. liberazione anticipata -art. 54 dell’ordinamento penitenziario- per buona condotta, ma ovviamente è una riduzione di pena irreale, non essendoci, come detto, un fine pena. Secondo le ultime statistiche, ci sono 1580 ergastolani nelle carceri italiane. Siamo tanti. Dovete pensare che un ergastolano resta detenuto per sempre, fino al suo ultimo respiro. Esiste la liberazione condizionale, che obbliga a una firma quotidiana presso le forze dell’ordine. Non sei libero; sei sempre prigioniero.

L’ergastolo in Italia esiste veramente. Poi c’è anche quello ostativo, per via del quale si è condannati a morire dentro una cella salvo che non si collabori con la giustizia, mettendo un altro al posto proprio. A essere sincero, anche quest’ultimo decreto legge, per gli ergastolani è l’ennesima beffa.

Casa di reclusione di Padova,  04-08-2014

Angelo Meneghetti

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Un pensiero su “L’indennizzo giornaliero ai reclusi… di Angelo Meneghetti

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Mai mettere limiti all’ipocrisia italiana

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