Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Sogni… di Alessandro Rodà

Freee

Oggi pubblico un testo di Alessandro Rodà, detenuto a Tempio Pausania.

Questo testo parla dei sogni che si fanno in carcere.

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Sogni

Dentro il carcere si fanno sogni cupi, forse  sono i desideri nascosti nel subconscio che vogliono esprimersi, richiamando alla coscienza i piaceri passati.

Sono i sogni erotici i più frequenti ed è normale, perché quello dell’erotismo è un aspetto fondamentale della natura umana e poterlo esprimere, almento durante il sonno, ci fa vivere meglio.

Nella notte i sogni riproducono i pensieri fatti quando si è svegli.

Quando si dorme, chi tiene il timone è l’inconscio che ci fa navigare fino ai fondali dell’anima, è padrone assoluto.

Dentro il carcere un sogno ricorrente è quello della morte e, appena ci si sveglia, si avverte un senso di smarrimento, fino a riacquistare piena coscienza di sé.

Si fanno anche sogni inspiegabili, irrealizzabili, forse perché il subconscio è un labirinto oscuro, soprattutto se si vive da carcerati. Anche se apparentemente sembriamo psicologicamente calmi, quando un essere umano è rinchiuso e privato di ogni gioia e di ogni valvola di sfogo, egli tende a chiudersi in sé stesso sbarrando le porte dell’anima, senza lasciare alcuno spiraglio.

Fuori dal carcere si sogna di meno e soprattutto si fanno sogni più sereni, con un’alternanza di buio e luce, magari anche di disperazione ma anche di speranza che squarcia il buio e illumina i desideri.

A volte, da carcerati o da liberi, si fanno dei sogni che, vuoi per pudore, vuoi per altri motivi, non si possono raccontare; rimangono dentro di noi e ce li portiamo appresso come segreti relegati in un angolo di quel magazzino pieno di tutto che è il nostro inconscio dove ci deve essere anche un piccolo spazio per l’intimità più assoluta.

 

 

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2 pensieri su “Sogni… di Alessandro Rodà

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    I sogni sono frutto del nostro essere, anche se riusciamo a fare delle rinunce pesanti il desiderio è istintivo e normale, e per fortuna si può sognare altrimenti la pazzia la farebbe da padrona. L’essere umano nasce per amare, l’accoppiamento è istinto e quindi è normale sognarlo. I nostri sogni ci difendono da una realtà che diventa inaccettabile in certi casi, ben vengano anche i sogni ad occhi aperti. Fai bei sogni Alessandro.

  2. Grazia in ha detto:

    Molto bello e interessante questo tuo argomentare sui sogni, ponendo la questione di quanto possa essere differente l’attività onirica tra dentro e fuori.
    Io penso che i sogni siano la dimensione dove la parte più profonda di noi sa e può esprimersi, senza essere giudicata o limitata.
    Non si possono rubare i sogni a nessuno, neanche con le coercizioni più terribili, ma di certo la situazione contingente li può influenzare e allora diventano valvola di sfogo, terreno d’incontri, alcove degli amori più belli.
    Talvolta il sogno conduce dentro l’abisso della paura o del desiderio di fuga, anche sul dorso della morte, ma sono certa che questi sogni aiutino a vivere, perché come tu affermi fungono da “valvola di sfogo”, ricreando in qualche modo l’equilibrio psicofisico infranto dai cigolii carcerari.
    Credo che la realtà influenzi il sogno ad occhi chiusi, trovando in esso appagamento e forza per vivere, così come il sogno ad occhi aperti può cambiare il tono del nostro umore, rendendo viva e colorata anche l’aria che respiriamo.
    C’è tutta una vita creata guardando oltre l’orizzonte, al di là delle mura, mentali o di cemento che siano, che ci dona la felicità anche se vissuta in una dimensione ulteriore, tra terra e cielo.
    E questa è la libertà vera, quella interiore, che calzerà i nostri piedi con sandali alati, le mani strette a chi amiamo.
    Grazie Alessandro, mi ha fatto piacere “parlare” con te,
    e sogna ancora…non ti fermare.
    Grazia

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