Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Vergogna nel carcere di Sulmona- lettera di Raimondo Cuscusa

Mortes

Questa vicenda è assolutamente vergognosa.

Tramite la nostra Alessandra Lucini ci è giunta questa lettere di Cuscusa Raimondo, detenuto a Sulmona.
Lettera datata 31 luglio 2014

In questa lettera Raimondo denuncia qualcosa di assolutamente indegno relativo al comportamento dell’area sanitaria. Qualcosa che giustamente lui definisce “allucinante”:
Raimondo da un anno sta vivendo un incubo,

Giunto nel carcere di Sulmona ha cominciato ad avere forti dolori alla schiena. Il 2 luglio 2013 marcò visita medica, e fece presenti i dolori lancinanti che aveva alla schiena e ad entrambi i nervi sciatici. I medici di turno gli prescrissero una risonanza magnetica.
La risonanza magnetica venne effettuata presso l’ospedale Civile de L’Aquila. Da essa risultò un’ernia discale. Da subito Roberto palesò la volontà di sottoporsi ad un intervengo chirurgico. E per un anno non si è fatto nulla.
Dopodiché i giorni passavano e i dolori aumentavano. Per reggere Roberto ha dovuto chiedere punture di ogni tipo.
E’ arrivato alla situazione di essere quasi un vegetale, a non potere in bagno, né fare la doccia.

Proprio qualche notte prima di spedire questa lettera, la notte del 30 luglio, cercando in qualche modo di scendere per andare in bagno è caduto urtando lo zigomo destro sullo spigolo della tavola
A quel punto, dopo comunicazione delle guardie, viene il medico di turno. Medico che –dopo che Raimondo denunciava i suoi problemi da un anno- gli ha fatto domande quali si fanno ad un soggetto di cui non si sa nulla.
Raimondo comunque le spiega i suoi problemi, fa presente che è arrivato al punto di non potere più andare in bagno e di non riuscire a svolgere nessuna delle personali attività quotidiane. Quale è stata la geniale trovata della dottoressa? Fare in modo di attivarsi finalmente per spingere per una risoluzione reale della vicenda?

No..la dottoressa gli voleva mettere a disposizione la sedia a rotelle e un “pappagallo” per i bisogno.

Che splendido esempio di professionalità medica, di competenza, di rigore morale. Che meraviglioso esempio anche di … intelligenza ed empatia. Sono commosso da tante sublime altezza medica. Ippocrate, dopo qualche migliaio di anni, ancora si rivolta nella tomba a sentire queste storie.

Raimondo sta soffrendo le pene dell’inferno, ha bisogno di una urgente operazione.
Come lui stesso denuncia, “mi hanno fatto diventare una larva umana, un vegetale… mi hanno privato della dignità di essere e sentirmi ancora un uomo…niente non c’è verso che prendano soluzioni, costretto alla sofferenza!!!”.
L’hanno soltanto trattato da cavia farmacologica, imbottendolo di ogni sorta di antidolorifico e antinfiammatorio. Ormai è ridotto a un rottame. I suoi glutei sono ridotti ad “un ammasso fibrocistosico”. Non riesce più neanche a deambulare. E i medici si ostinano a non optare per un ricovero d’urgenza, con rischi, sempre maggiori, di un danno irreparabile.

Da quanto abbiamo capito, tutti a Sulmona sono a conoscenza di questa vicenda.
-L’area sanitaria al completo
-Il corpo penitenziario (Comandante, Ispettori, appuntati)
-Il Direttore Dott.ssa Luisa Pesante (che ha più volte ricevutole lettere e sollecitazioni da Raimondo)
-Il Magistrato di Sorveglianza

Noi, de Le Urla dal Silenzio, prendiamo questo caso sotto la nostra attenzione e diciamo subito una cosa a tutti i soggetti coinvolti, a cominciare dall’aria sanitaria.
Vi considereremo responsabili per qualunque cosa capiterà a Raimondo. Che sia un danno irreparabile, o che sia l’ennesima persona che morirà in carcere carcere, perché indegnamente non curata, perché lasciata sola in un mare di indifferenza e burocrazia.
Oggi pubblicamente vi diciamo, a futura memoria, che qualunque cosa accadrà, non si potrà dire che voi non potevate sapere. Qualunque cosa accadrà a questa persona, vi verrà chiesto conto della vostra responsabilità, sul piano morale e legale.

Ogni giorno che passa si rischiano conseguenze irreparabili. Se avete ancora coscienza morale, se siete ancora “uomini”, intervenite con estrema urgenza. Fate finalmente il vostro dovere.

Raimondo ormai oltre la stessa disperazione, scrive

“Chiedo soltanto aiuto per la mia salute, per la mia vita cara Sandra, e non meno di tutti quei compagni che a vario titolo si trovano nelle mie medesime condizioni, sì perchè il problema è di tutti…” Esigo cure mediche, eh sì, sono incazzato perchè la mia civiltà, il mio senso morale mi fa provare vergogna di essere e considerarmi uomo. Mi rivolgo alle autorità, alla politica,ai politici …volete fare qualcosa di sensibile che vada oltre la demagogia??? Diversamente vergognatevi, e muoio contento (perchè mi stanno ammazzando) di avervi detto ciò che penso e voi sicuramente non siete migliori di me, e di tante vite umane che come me stanno dall’altra parte del muro.”

Nel frattempo di ritornare su questa vicenda, vi lasciamo l’indirizzo della Direzione, in modo che possiate cominciare a inviare vostre lettere in merito alla questione. Nel qual caso, sulla parte della lettera riferita al destinatario scriverete:

ALL’ATTENZIONE DELLA

Dott.ssa Luisa Pesante

Via Lamaccio n. 2 – 67039 – Sulmona (L’Aquila)

Concludiamo esprimendo la nostra totale vicinanza a Raimonodo Cuscusa e a tutti coloro che vivono drammatiche e vergognose situazioni come la sua.

Di seguito la lettera che ci ha inviato Raimondo Cuscusa.

—————————————————————————————————————————————

SULMONA 31 LUGLIO 2014

 

Carissima Sandra,

chi ti scrive è un detenuto ristretto presso la casa circondariale di Sulmona, il mio nome è Cuscusa Raimondo e sono venuto a conoscenza dell’associazione in cui operi da un compagno detenuto (Vincenzo De Raco) che mi ha parlato di te e dell’impegno profuso per la causa e le condizioni disumane in cui versano molti detenuti come me negli istituti penitenziari del nostro paese…dico nostro, poichè nonostante tutto, nonostante provi vergogna di essere e sentirmi italiano, in fondo poi alla fine non posso fare a meno di ammettere che lo amo, sia il paese che la gente, poichè credo che ci siano anche tante buone e brave persone che non possono essere relegate generalizzate con chi (nonostante ricopra cariche istituzionali, o peggio ha prestato dei giuramenti affinchè il suo operato risulti sempre professionale, deontologico e morale, come la categoria dei medici) sotto mentite spoglie perbeniste e al di sopra della legalità; opera invece alla stregua di una vera e propria associazione per delinquere….

Cara Sandra, quello che sto cercando di dire (malgrado io con i miei trascorsi non possa considerarmi uno stinco di santo), e che qui, nell’istituto di Sulmona si rasenta l’allucinante, e quel che fa più male vedere è che è tutto alla luce del sole, avviene sotto gli occhi di tutti (ignari) ed è ottemperato anche da chi al contrario dovrebbe vigilare affinchè tutto avvenga nei limiti della legalità!!!

Ovviamente stiamo parlando di questioni sanitarie, per le quali da circa un anno sto vivendo un incubo dal quale non riesco a venire fuori, in nessun modo…ti premetto che sono stato assegnato qui, appunto, circa un anno fa e nonostante in passato avessi avuto lievi sintomi di problemi alla schiena, giunto qui ho iniziato a star male…

Giustamente, ignaro del piglio che sia i dottori, sia l’area sanitaria tutta, adottasse nei confronti dei problemi di salute, marcai visita medica il 2 luglio 2013 palesando così lancinanti dolori alla schiena e ad entrambi i nervi sciatici, al che i medici di quel turno nella semplicità più totale presdrissero una risonanza magnetica e dolorante tornai in cella…

Nel contempo passavano i giorni, e i dolori erano sempre più lancinanti e fu in quel periodo che dovetti iniziare a chiedere punture di ogni tipo, ogni giorno, fino al 29 ultimo scorso ininterrottamente …situazione umanamente impossibile soltanto ad immaginarlo, mi hanno fatto diventare un vegetale, sono arrivato a non poter andare al bagno, o fare la doccia, e ancora insistono a non prendere risoluzioni…tutti a vario titolo sono a conoscenza delle mie condizioni,, e fino a stanotte scorsa a cavallofra il 30 31 odierno all’una esatta quando sono sceso per andare in bagno, sono caduto urtando lo zigomo destro sullo spigolo della tavola…rumore…casino. L’appuntato che che accorre per sincerarsi di quanto fosse accaduto, spiegazioni e si comunica il tutto al medico di turno….il medico, in realtà una dottoressa, giunge vicino alla cella, e dopo un anno di lotte, lamentele, come se niente fosse, nella semplicità più assurda che chiedeva quali fossero i problemi… spiegatale la situazione e preso atto che ormai sono giunto ad un punto di non poter più andare in bagno, o semplicemente svolgere nessuno di quelle attività personali quotidiane voleva mettere a disposizione la sedia a rotelle (in cella entra la sedia e usiamo noi… siamo in due) e per i bisogni mi avrebbe fornito di un pappagallo….al che (e perdona anzi perdonate tutti la scurrilità) le ho risposto: “Sì così mangio , cago e piscio e dormo sul letto” ho spiegato ampiamente e gli stessi medici ne sono a conoscenza che ho bisogno di un tempestivo intervento chirurgico, poichè oltre a soffrire le pene dell’inferno, mi hanno fatto diventare una larva umana, un vegetale… mi hanno privato della dignità di essere e sentirmi ancora un uomo…niente non c’è verso che prendano soluzioni, costretto alla sofferenza!!!

Cioè proprio si sente e si ha la sensazione che ci sia una volontà ferrea di distruggerti fisicamente e psicologicamente…non a caso si sente vociferare nello stesso contesto sanitario, di un fantomatico T.M.I. (acronimo di: trattamento minimo indispensabile) da adottare nei confronti di detenuti bisognosi. cioè attenzioni vere solo per chi è in pericolo di vita e ciò implicherebbe sanzioni penali, per il resto manco a pensarlo!!!

Di fatto andando per ordine dopo che si è fatta la richiesta per la Risonanza Magnetica il 02 07 2013, la stessa mi fu espletata il 18 09 2014 presso l’ospedale Civile di L’Aquila, da questa mi fu riscontrata un ernia discale, per la quale a distanza di un anno non riesco a venirne fuori malgrado sin dal primo momento abbia palesato la volotà di sottopormi ad intervento neurochirurgico, proprio non si comprende la gravità della questione, mi si è tenuto per un intero anno sotto la somministrazione di ogni tipo di antidolorifico, antinfiammatorio e quant’altro, i glutei sono ormai ridotti a un ammasso fibrocistosico, non sono più in grado di deambulare per le più elementari necessità intimo igieniche quotidiane… ciò nonostante i medici si ostinano a non

optare per un ricovero d’urgenza, al fine di comprendere l’entità di un danno che man mano che passerà il tempo diverrà sempre più irreparabile.

Qui a Sulmona è in voga una barzelletta (è così che la considero) che vuole per forza di cose vederci considerati alla stregua dei cittadini al di fuori delle mura ..e personalmente ci starebbe …vorrei essere trattato alla stessa stregua… per i doveri ma non per i diritti, ma così non è e, se volessimo essere coerenti comprendo, noi detenuti tutti comprendiamo che in tempo di crisi bisogna essere più parsimoniosi e meno esosi, ma di fronte a una vita no, non si può essere trattati come i normali cittadini, i quali dinanzi ai tempi di una visita specialistica, un esame diagnostico, per quanto coerentemente si volesse pensare, i cittadini al di fuori delle mura hanno una possibilità di scelta, mentre noi qui siamo costretti a quell’unica alternativa, il sistema sanitario interno…ripeto, tutti sono a conoscenza di quanto accade; dall’area sanitaria al corpo penitenziario (Ispettori, comandante e appuntati tutti); nonchè il Direttore Dott.ssa Luisa Pesante alla quale più volte ho esposto le mie problematiche con lettere di sollecitazione e ad incontri visivi, fino ad arrivare al Magistrato di sorveglianza al quale personalmente ho inviato una serie di reclami caduti nel vuoto…tutti all’unisono agiscono nella più completa indifferenza, come se la cosa non riguardasse loro, o peggio che chi come me si trova e versa in condizioni di salute disastrate fingesse!!!

per far comprendere al meglio la questione (dopo tutte le lamentele e le suppliche per essere aiutato) in data 2 agosto 2014 il sottoscritto con grande sacrificio sì è trascinato alle docce della sezione (3 blu secondo piano) al che l’appuntato di turno in sezione, impietositosi chiese se si stava facendo qualcosa per trovare una soluzione, alla mia spiegazione non trovò parole. Il sottoscritto nella mattinata aveva chiesto di poter ottenere quantomeno un bastone per supportarsi nei piccoli movimenti che fanno parte delle attività igieniche e fisiologiche , ed essendo che alle 15,30 non aveva ancora ottenuto risposte, sollecitò l’appuntato in questione al fine di sapere se gli avessero mandato o no il bastone di sostegno… l’agente andò a telefonare e parlando con uno dei dottori gli fu risposto che “dovevo prenotarmi alla visita medica di lunedì 4 e fare formale richiesta aggiungendo che non c’era questa urgenza che l’agente palesava.

Quindi fermo restando che è prassi da parte delgi agenti passare ogni sera per raccogliere le richieste delle visite mediche, per poi non essere chiamati alle stesse.

A volte passano 20 giorni prima di essere chiamati alla visita, ma di fatto, al fronte di una situazione del genere il dottore in questione avrebbe dovuto quantomeno sincerarsi prima di esprimere un giudizio così nefasto, considerato poi che in questo modo ha fatto crdere all’agente ( e così al Direttore alo magistrato) che il sottoscritto stia simulando la sua patologia..

pare implicito che al fronte di tali prerogative, sia il corpo medico ad essere crefuto e non un detenuto, che dalla società è considerato un “poco di buono”in ogni sua manifestazione.

Il sottoscritto ha potuto appurare attraverso la ricezione di copia del suo diario clinico a partire da quando è giunto in istituto che nello stesso siano riportate le visite espletategli, in un modo stilato ad hoc, piccole omissioni o variazioni che possono cambiare il senso delle questioni reali…quindi gravi implicazioni penali; dove la considerazione finale è quella che: o i medici e tutto il corpo medico riescano a prendere tutti per i fondelli (Corpo Penitenziario. Direttore , Magistrato di Sorveglianza) questione che non assolve nessuno di questi a livello morale, o diversamente vi è in atto una volontà SUPERIORE, dettata e voluta dalle alte sfere col fine ultimo di distruggerci, ammazzarci nel modo più subdolo e vile, e questo è quanto succede nell’istituto di Sulmona.

Chiedo soltanto aiuto per la mia salute, per la mia vita cara Sandra, e non meno di tutti quei compagni che a vario titolo si trovano nelle mie medesime condizioni, sì perchè il problema è di tutti… un esempio stupido, in data o meglio nella prima decade di luglio. sul TGR3 passava la notizia che un detenuto eccellente della ndrangheda aveva alzato le mani ad uno di questi “signori medici… premetto che il detenuto in questione non era calabrese e che conoscendo il modus operandi dei sanitari sarà stato portato, istigato a quel tipo di reazione, ma il punto non è questo, bensì perchè far passare la notizia in quel modo proprio a cavallo di giorni in cui si era bombardati dalla notizia dei fatti di (paese che non capisco) la processione e quant’altro?? pare come se questo assolvesse i medici . la direzione sanitaria, anzi come se loro fossero la parte lesa da santificare, e il detenuto che pur non conoscendolo e pur non sapendo le sue problematiche, avrà avuto le sue buone ragioni per reagire il quel modo certamente discutibile , ma che al fronte dell’incolumità della sua sorte ha dovuto farlo!!!

Quindi la domanda è questa,” perchè tanta demagogia al fronte di questioni serie come la salvaguardia della vita… peerchè un detenuto per forza di cose, per ottenere i suoi sacrosanti diritti sanciti dalla Costituzione, come cittadino, e dall’Ord. Pen. per l’acquisito status da detenuto, deve contravvenire alle regole, perchè l’Istituzioone che ci tiene in custodia con l’intento di rieducare “recuperarci” alla fine si spende negli stessi e identici modi per cui io sto espiando la condanna? Dove sono le logiche di tutto questo che noi detenuti subiamo”

E’ mai possibile che nessuno, il popolo, non si rendano conto di quello che accae negli Istituti di pena, e che sono proprio queste le questioni che rendono le persone incattivite, tolgono ogni speranza di ravvedimento, poichè ci s’installano dosi massicce di cattiveria e veleno quotidiani tali da generare dei mostri da perseguitare (Lo stato) eroicamente a paladino del popolo.

Personalmente e consapevolmente posso dire con certezza che se dovessi essere valutato dal giudice di Sorveglianza s’esprimerebbe nei confronti del sottoscritto nel modo più negativo, per esso sono “un soggetto irrecuperabile” e tanti come me lo sono…e sono sempre e solo queste le motivazioni che fanno me e tanti come me soggetti irrecuperabili, e il Signor Giudice sarebbe bene che si mettessse una mano sulla coscienza, ricordando i veri concetti suddividono bene e male, cioè, ciò che lo ha spinto ad essere, e a ricoprire l’alta carica che ricopre, la grossa responsabilità che ha nelle mani, poichè esso certamente non ha acquisito lo status di Bene Supremo, ed io per quanto abbia potuto sbagliare (avendo fatto una rivisitazione critica sui miei trascorsi) non sono il MALE ASSOLUTO… io non voglio essere il MOSTRO DI NESSUNO, sono un uomo come tutti, soggetto a responsabilità (sto espiando la mia pena) ma ad altrettanti diritti..

Esigo cure mediche, eh sì, sono incazzato perchè la mia civiltà, il mio senso morale mi fa provare vergogna di essere e considerarmi uomo. Mi rivolgo alle autorità, alla politica,ai politici …volete fare qualcosa di sensibile che vada oltre la demagogia???

Diversamente vergognatevi, e muoio contento (perchè mi stanno ammazzando) di avervi detto ciò che penso e voi sicuramente non siete migliori di me, e di tante vite umane che come me stanno dall’altra parte del muro.

 

Nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, e delle lucidità più cruda

il detenuto

Cuscusa Raimondo

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3 pensieri su “Vergogna nel carcere di Sulmona- lettera di Raimondo Cuscusa

  1. pietro russello in ha detto:

    mi tiro fuori: è una battaglia che non ha senso come credere alle sirene anche se io ci credo, insomma che i dii tutti quanti possano darvi una mano

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    Caro Raimondo come vedi la tua lettera sta prendendo le ali prchè non soltanto qui è arrivata, mi auguro tanto che tutto questo possa servire alla tua causa e quella di tanti altri.
    Se, come mi ha promesso chi di dovere , farà una visita a Sulmona, vorrei saperlo. In bocca al lupo Raimondo

  3. annunziata re in ha detto:

    è assurdo assistere ancora oggi a questi fatti che sono a dir poco vergognosi…stanno togliendo a Raimondo la dignità di essere uomo!
    Chi ha la possibilità di fare qualcosa in merito che lo FACCIA, è un obbligo morale! Che la smettessero di nascondersi dietro la burocrazia… c’è una persona che sta male lo capite questo?
    Raimondo non mollare è un tuo diritto essere curato e il loro è un DOVERE!!!

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