Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Carcere e carta… di Nellino

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Il nostro Nellino (Francesco Annunziata) -detenuto a Catanzaro- con la sua consueta caustica ironia, ci descrive situazioni che sembrano usciti da un racconto surreale.

Quella che viene messa in scena è la “mentalità burocratica”, una forma di irrigidimento mentale che è fortemente omogenea con l’ottusità.

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Carissimi amici,

E’ un po’ di tempo che non ci sentiamo. Sono stato impegnato, e molto, con la preparazione dell’esame di Fisica 1 che, finalmente, ho sostenuto superandolo.

Oggi intendo raccontarvi alcuni episodi che descrivono l’involuzione di questo istituto penitenziario. Involuzione che è iniziata qualche tempo fa e che, purtroppo, si protrae fino ai limiti dell’umana conoscenza. Le cause o LA CAUSA di questo peggioramento è ben nota, ma, sembra inestirpabile, come se fosse un castigo divino, come se fosse protetta da entità superiori che la rendono invulnerabile. Questo istituto, in maniera alternata, ha conosciuto alti e bassi, più i secondi che i primi, ma circa quattro anni fa sembrava essersi accesa una luce. Sembrava esserci accesa una speranza, la speranza che finalmente le cose potessero cambiare. Finalmente un’autorità dirigente all’avanguardia, moderna, con una concezione del carcere rispettosa dei dettami costituzionali.

Un’autorità dirigente che ispirava fiducia, che sembrava in grado di portare anche un carcere della Calabria nel 21simo secolo (è risaputo che al Sud siamo sempre in ritardo su ogni cosa, figurarsi per il carcere). E bisogna riconoscere che nel primo periodo questa fiducia era ben riposta e i risultati si sono visti. Con sacrificio, con l’impegno di tutti, superando di volta in volta tutti gli ostacoli che si presentavano.

Ostacoli che provo a riassumere citando solo quelli ritenuti più comici, in modo che una vita così pesante contempli anche quella leggerezza fondamentale per superare questi momenti. Prima dell’arrivo dell’attuale Direttrice, in questo carcere non era consentito ai famigliari, che vengono a colloquio, di portare frutta e verdura.

Facciamo colloquio e i familiari ci portano i fagiolini.

Gli addetti al controllo non consentono l’ingresso dei fagiolini, sostenendo che non sono verdura ma ortaggi.

Vengono i familiari e portano i kiwi.

Non li fanno entrare, sostenendo che i kiwi non sono frutta!

Si trova nei pressi la direttrice  alla nostra uscita dai colloqui e la informiamo dell’episodio e lei stessa chiede a noi: se non sono frutta cosa sono?

E lo deve chiedere a questo signore preposto ai controlli!!!

Ecco, giusto per fornirvi lo spunto per un sorriso, anche se ci sarebbe ben poco da ridere se pensiamo che queste persone sono coloro le quali dovrebbero assicurare la sicurezza del Paese; ma questo è il genere di ostacoli che con pazienza si è cercato di superare, e cercare di estirpare l’ostilità evidente di un dirigente che manifestava la volontà di emancipare un carcere che nelle gestioni precedenti era concepito solo ed esclusivamente in maniera afflittiva.

Con costanza, anche parte nostra, nel cercare di non cascare nel tranello… di fornire lo spunto a qualcuno per poter dire alla dirigenza: “hai visto che on lo meritano?”.

Sono stati avviati progetti, corsi, scuola, tutto sembrava procedere al meglio. La nota odissea per il computer; anch’ella pareva che fosse in via di risoluzione definitiva. 

Poi, all’improvviso, qualcosa è cambiato. Sembra quasi che i successi conseguiti attraverso un altro modo di intendere il carcere abbia dato fastidio a qualcuno che è ancorato alla visione della pena che deve essere solo ed esclusivamente punitiva. 

Tant’è, oggi siamo al punto di partenza. Anzi, forse siamo ritornati più indietro di quanto potessimo immaginare.

Leggete e poi trarrete le vostre conclusioni.

Breve antefatto, funzionale alla comprensione più completa della situazione: l’autorità dirigente di cui sopra quasi subito ha ampliato la lista dei generi e degli oggetti autorizzati all’ingresso tramite pacco postale. Veniamo al fatto e ai fatti:

Arriva un pacco postale, a un compagno detenuto, contenente vari generi, tra cui la carta forno. Cari amici, la carta forno, quella trasparente, che tra l’altro è acquistabile all’interno dell’istituto tramite l’impresa di mantenimento con il c.d. mod. 73 (domandina).

Amici, la carta forno, quella trasparente. E’ chiaro di cosa parlo? E si bai bene, non arrotolata, ma già aperta  e tagliata a fogli. Ebbene, il signore addetto alla consegna e controllo dei pacchi postali in entrata, sostiene che non è consentita. Orbene, il detenuto con pazienza gli fa notare che nell’ordine  dell’autorità dirigente per le cose autorizzate a entrare, c’è anche la carta per dolci.

Ebbene, fermi ognuno sulle proprie posizioni, si richiede l’intervento di un ufficiale superiore sperando che, visti i gradi, sia quantomeno meno “chiuso” mentalmente e ponga rimedio (piccola riflessione ad alta voce: a volte, quando ripenso a certi episodi, mi viene da credere che sia tutto un trucco e di essere su scherzi a parte).

Ritorniamo a noi, non voglio tenervi sulle spine, siete curiosi di conoscere la risposta dell’ufficiale vero? Siete sicuri che questo abbia rispettato l’ordine scritto vero? Pensate che quello di prima si sarà confuso?

Mi spiace deludere la fiducia che riponevate. Il superiore ne dice una che, se possibile, è peggio di quella detta dall’altro. Spiega al detenuto che è vero che sull’ordine c’è scritto che la carta per i dolci è autorizzata, ma, essendo che con quella carta non si fanno solo i dolci, ma è possibile farci anche la pizza, non è consentita.

No… vi prego… vi state sentendo male dal ridere?

Pensate che vi abbia raccontato una barzelletta?

Piacerebbe anche a me, credetemi, potervi dire che è solo uno scherzo, invece, purtroppo, è la pura verità. Allucinante, ma la verità.

E se ora vi dicessi che c’è di peggio?

Però ora vi invito a tenervi forte, perché se prima vi siete sbellicati dalle risate, ora rischiate di crollare per terra.

Arriva un pacco postale ad altro detenuto contenente carta.

Carta! Carta semplice, fogli di carta bianchi e colorati. Direte che in questo caso non ci saranno stati problemi, vero?

Hahahahaha… e come si fa?… problemi? La carta bianca, sì, quella colorata non è consentita. Perché?

Perché è colorata!   🙂

Quella adesiva? No entra perché è adesiva! :-)! Insomma, ma quale cazzo di carta entra? E’ carta, mica una bomba.

Si potrebbe pensare che siano cose fatte di proposito, per creare ad arte dei disordini; sfido chiunque a mantenere un certo controllo, in una circostanza simile. Se così fosse, sarebbe grave, ma non credete che sia ancora più grave, visto il ruolo istituzionale che ricoprono queste persone, se la pensassero proprio così?

Non è uno scherzo. Ci credono in quello che dicono.

Cerco che siamo messi peggio di quello che si crede.

Queste persone sarebbero le stesse che dovrebbero ” rieducare” noi?

Come dice il grande maestro Antonio De Curtis…. ma mi faccia il piacere!!!

Queste persone, per le quali i kii non sono frutta, la carta da forno è autorizzata per i dolci, ma non per le pizze, dovrebbero essere quelle che controllano noi?

Inizia a montare il sospetto che lo Stato ci arresti di proposito per farci accudire da questi soggetti che hanno bisogno di aiuto. Per questo esiste il fine pena MAI. Dovessimo uscire, questi rimarrebbero soli e incustoditi e si può ben immaginare che cosa sarebbero in grado di combinare.

A questo punto, sorge spontaneo il dubbio che la Direttrice non sappia nulla di quanto accade, e ciò sarebbe grave, ma sarebbe ancora più grave se è  a conoscenza di tutto e non interviene.

Perché non interviene? Cosa o chi le impedisce di usare tutta l’autorità che la legge le conferisce?

Purtroppo non è più possibile restare in questo carcere a queste condizioni, così svalutanti rispetto agli altri istituti. Sono cessate di esistere le opportunità, anche quelle minime per far sì che non si resti venti ore chiusi in cella. E’ UN CARCERE FERMO, IMMOBILE, “ABBANDONATO”.

Ma di questo potremo parlarne la prossima volta, a breve, perché ci sono tante di quelle situazioni assurde che ci sarebbe materiale per altri venti anni di Striscia la notizia. 

Spero vi siate divertiti, noi un po’ meno, però ci sta prenderla con un sorriso. L’ignoranza resterà per sempre un male incurabile.

Con simpatia.

Nellino

20-07-2014

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2 pensieri su “Carcere e carta… di Nellino

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Fammele aggiungere allo STUPIDARIO CARCERARIO che , se le ve scrivete tutte potrebbe diventare un beast seller ……

  2. beatrice in ha detto:

    No Nellino, no, non mi sono divertita per niente! Spesso i vertici degli istituti penitenziari (intendo direzione e comandante) hanno dei problemi fra loro di comunicazione e non solo e questo genera un sacco di casini di cui siete voi, sempre e solo voi a fare le spese: Un abbraccio Nellino

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