Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Non sono felice ma tutto questo mi rende infelice…. di Gino Rannesi

GiulioGreco

Pubblico oggi questo intenso pezzo del nostro Gino Rannesi, detenuto a Nuoro, nel carcere di Badu e Carros.

L’opera che accompagna il testo è una creazione di Giulio Greco.

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Fa freddo oggi… che puzza di muffa: è proprio strana questa puzza di muffa!

Che strana luce gialla, non ricordo una luce così in casa mia.

Sto sognando!

Dopo quattro mesi ho potuto effettuare un primo colloquio con mio figlio.

Nicholas e la sua mamma.

Si apre una porta, faccio il mio ingresso all’interno di una stanzetta predisposta a sala “colloqui”.

Che strana puzza di muffa, non ricordo una puzza così.

Ma sì, sto sognando ancora…

Al centro della “sala” una donna tiene un bambino per la mano. Con fare nervoso e visibilmente stanca, Francesca esclama: “ma ove c… ti hanno portato…?”. Nicholas, anche se stanco per il lungo viaggio affrontato, corre in braccio al suo papà: un lungo abbraccio ha fatto sì che quella stanzetta apparisse meno grigia. Per sdrammatizzare un po’, salutai Francesca in dialetto sardo: ite novas (come stai?). La risposta che ebbe a dire Francesca non la dico… ma non ha tutti i torti.

Alla fine del colloquio, quando il clima era più disteso, risalutai Francesca in dialetto sardo: a mezzus biere (arrivederci). Francesca: “Vedi di farti mandare via da questo posto, e anche alla svelta, sei troppo lontano…”.

Povere Donne, è sempre la stessa musica: “la storia sono gli uomini mentre le Donne gli stanno dietro con il secchio in mano…”. Si parla tanto di violenza sulle Donne, ma la verità è che noi uomini di questa violenza siamo tutti azionisti…

Qualche giorno fa ho conosciuto un tale. Il tizio in questione è stato tradotto a Badu e Carros da qualche mese. Questo non riesce a darsi pace: “questa non ci voleva, pensavo di avercela fatta.. ho voluto e lottato con tutte le mie forze per una vita quasi normale e tranquilla..”.

Il tizio ha già scontato 23 anni di galera, e nel carcere dove si trovava, prima di essere trasferito in questo posto, aveva già usufruito di qualche beneficio.

Questo è un inconveniente molto serio, gli dissi. E’ bene prenderne atto e, intanto, riflettere se sia possibile risolvere il problema. Sono del parere che, se arrivi a Badu e Carros, c’è un motivo: ti si vuole seppellire definitivamente. Qui, in questo posto, si ha la certezza che un ergastolano muoia senza poter vivere neanche un solo giorno di libertà… “la sua richiesta di permesso è inammissibile…”. (te la devi cantare!).

Questa storia dell’ergastolo ostativo ha rotto il cazzo.

I professionisti dell’ergastolo ostativo cambino registro. Basta!

“Visto l’art. 4 bis la richiesta è inammissibile…”.

E allora, dico io, perché ci sono dei magistrati che, forti della propri autonomia, trovano il modo di concedere permessi (anche premiali) a soggetti che, come me, sono stati condannati alla pena dell’ergastolo e che che hanno scontato dai 20 ai 30 anni di galera?

Forse che questi magistrati non sono preparati?

Forse che questi magistrati sono dei criminali?

“Visto l’art. 4 bis…” pare un buon modo per lavarsene le mani, un buon modo per non leggere la gravosa documentazione a sostegno della richiesta di permesso, ecc. 

Chi sostiene l’ergastolo ostativo, sostiene l’assurda legge della non speranza, senza rendersi conto che così facendo toglie la speranza anche a se stesso…

Tuttavia le persone zelanti che continuano a ritenere che per ottenere  l’ammissione ai benefici “te la devi cantare”, altro non vogliono che gli oppressi passano dalla parte degli oppressori per non essere oppressi.

Uomini di buona volontà: sapere e non agire è non sapere.

Uomini zelanti, vi consiglio di cambiare mestiere: “non giudicate con durezza per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati voi, e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi…”. (Gesù)

Gino Rannesi, Giugno 2004

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4 pensieri su “Non sono felice ma tutto questo mi rende infelice…. di Gino Rannesi

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Rieccoti, sempre ironico e sempre grintoso, che dire Gino, in bocca al lupo e vorrei tanto avere notizie diverse, hai ragione, questo ostativo ha davvero rotto.

  2. rossana in ha detto:

    proprio ieri ho risposto a un altro tuo pezzo 😀 ma è un piacere risponderti ancora.. “cantare o meno” non è giusto mai da parte di chi legifera e di chi le applica, uccidere la speranza di potersi riscattare da un passato difficile .. anche loro così facendo sono colpevoli con la differenza che nessuno li condanna, nemmeno la loro coscienza.. vorrei dirti che tutto o qualcosa cambierà ma è improbabile se non si fanno progetti costanti e coerenti affinchè si riconoscano veramente i diritti dell’uomo. un abbraccio e non mollare mai 🙂

  3. mare_viola@live.it in ha detto:

    E’ ben due volte oggi che ci incontriamo , mi sento fortunata.
    Certo il posto dove ti hanno mandato , di sicuro , sarà un inferno , dato che anche la muffa, fa la sua parte , se continui a sentirla.
    Immagino il posto , sicuro avrà fatto anche le guerre, per essere rimasto in piedi , magari con qualche copertura , tanto per mascherare il peggio .
    La visita era piacevole , anche se il tempo avvolte viene meno, le parole scorrono , mentre si avvicina l’ora del distacco, e li ti voglio, ti senti come un pesce fuori dall’acqua .
    Sprofonderesti , ma sai che non ti è permesso, ci sono loro che ti amano , malgrado ti abbiano portato così lontano.
    Dire basta ! parlano di fare , di muoversi, di rinnovo, ma niente di tutto questo, forse il disco si è interrotto , spezzato o avariato , come i loro cuori, convinti sempre di aver agito nel meglio.
    Ti dirò anche io mi sono rotta, eppure sono una normale cittadina, che chiede ad una classe che non si può tirare avanti questo carro così pieno, che va svuotato , evitando così di fracassarsi.
    Ma so che non avrò risposta, se non quella che arriverà anche per loro, quel castigo , uguale per tutti.
    Ciao paesano , ti scrivo dall’Australia , lontano , ma vicino con la mente è il cuore, a risentirci …

  4. beatrice in ha detto:

    Rannesi, ma chi ti insegna sa limba sarda? Ite novas? A mezzus biere? E’ bello sentire un siciliano che ha trovato il modo di imparare anche qualcosa di nuovo e di positivo in una situazione cosiddetta di m… Sei troppo forte Gino e io ti voglio bene!

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