Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Manifesto No Lombroso… da Pasquale De Feo

Lombroso

Il nostro Pasquale De Feo, detenuto a Catanzaro, ha scritto questo manifesto, per appoggiare la lotta di Domenico Iannantuoni e di altre persone che hanno formato il “comitato No Lombroso” per chiedere la chiusure del museo “Cesare Lombroso” di Torino. Il museo, appunto, dedicato, a Cesare Lombroso.

Da sempre vicino alle battaglie volte a fare emergere la vera storia del Meridione a partire dall’Unità d’Italia, Pasquale non poteva non porre la sua attenzione anche su Cesare Lombroso, visto come emblema di una mentalità che vedeva nel Meridionale quasi una forma di bestia rara, da vivisezionare e  studiare.

Questo manifesto verrà inviato in varie carceri, per proporre che venga sottoscritto.

——————————————————————————————————————————–

MANIFESTO NO LOMBROSO

Il signor Domenico Iannantuoni, insieme ad altre persone, ha fondato il comitato No Lombroso per far chiudere il museo “Cesare Lombroso” di Torino dedicato a questo criminale padre del razzismo antimeridionale.

Cesare Lombroso con le sue terribili teorie razziste avallò moralmente la feroce repressione nel Meridione con la famigerata legge Pica, inquinando non solo le menti dei cittadini del Nord, ma anche le leggi, il sistema penale e l’esecuzione delle pene, che con terminologie diverse continua tutt’ora.

Affermava che i meridionali erano geneticamente difettati, la conformazione fisica ed etnica portavano a una naturale propensione a delinquere, dunque criminali per nascita, eredi di un’atavica popolazione difettosa, che niente e nessuno poteva sottrarre al loro destino. Non delinquenti per un atto cosciente e libero della volontà, ma per innate tendenze malvagie.

A Torino c’è un museo dove ci sono scheletri e teste nella stragrande maggioranza di meridionali che gli venivano consegnati dall’esercito dopo fucilati, dalle carceri e dai manicomi dopo la loro morte, e dalle varie polizie dopo averli uccisi, affinché Lombroso potesse vivisezionarli per confermare le sue crudeli teorie che, tante sofferenze, hanno creato nelle popolazioni del Mezzogiorno.

Questo museo rappresenta l’esempio di ciò che avevano intenzione di fare i nazisti se avessero vinto, aprire un museo sugli ebrei, dopo il loro sterminio.

Nel Meridione non ci riuscirono perché a milioni emigrarono (scapparono) all’estero. Quelli che rimasero, i più deboli, si rassegnarono al servaggio dei conquistatori e al loro saccheggio, ci fecero colonia e tale siamo rimasti.

Firmare questa petizione è un atto di umanità nei confronti di un milione di morti meridionali (vedi Civiltà Cattolica), un atto di giustizia per le umiliazioni e sofferenze che dovettero partire le genti del Sud, un atto di civiltà nei confronti della civiltà tanto vilipesa e dare umana sepoltura a quei poveri resti, nella stragrande maggioranza di eroi senza nome che, pur sapendo essere sconfitti, si immolarono  nella difesa della loro Patria, preferendo di morire in piedi e non in ginocchio, uomini, donne e bambini che per troppo tempo sono stati sotterrati dalla storia scritta dai vincitori.

Inviare le firme al comitato No Lombroso: Domenico Iannantuoni, Via Bernardino Verro n. 12, cap. 20141, Milano Sito web: nolombroso.org, mail ordinaria: info@lombroso.org certificata: 

comitatonolombroso@pec.it

 

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

4 pensieri su “Manifesto No Lombroso… da Pasquale De Feo

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Grande Pasquale,
    la tua collaborazione è preziosissima senza nulla togliere a tutti quelli che si stanno prodigando per raccogliere il più firme possibile. Sapevo che avresti creato qualcosa di meritevole di essere ricordato, la tua conoscenza e la tua intelligenza sono state determinanti in questa impresa che non è ancora finita.
    Ti abbraccio con tutta la stima e l’amicizia che tu sai.

    • Caro Pasquale, mi associo al pensiero di Alessandra e ti porto i ringraziamenti miei e di tutto il Comitato No Lombroso. Oggi 2 agosto 2014, sono a Marcellinara vicino a Maida, e proprio a vista dei luoghi dove fu combattuta la battaglia di Maida, 4 luglio 1806 che vide vittoriosi gli inglesi ed i napoletani contro l’invasore francese. La successiva reazione popolare calabrese contro i soldati della Grand Armèe, che ne determinó l’annientamento definitivo, anzichè fruttare il riconoscimento eroico per la difesa del suolo patrio, divenne marchio di brigantaggio. Cesare Lombroso completó l’opera d’infamia sessant’anni dopo. Stasera avanti a molti sindaci convenuti da molte Città calabresi per un convegno in cui sono relatore insieme con Pino Aprile, Giovanni De Crescenzo e Michele Bisceglie, desidereró citare Alessandra Lucini e te, Pasquale, per quanto di straordinario avete fatto e state facendo per l’affermazione dei Diritti Umani e della ” Legge non scritta ” . Un grazie sentito ed implicito va ovviamente a tutti gli amici detenuti che insieme con voi hanno preso a cuore e fatto proprio l’impegno del Comitato No Lombroso. Domenico Iannantuoni

  2. mare_viola@live.it in ha detto:

    Dici bene siamo rimasti colonia , privati della libertà , per favorire un sistema che divora gli animi, e senza che te ne accorgi diventi complice.
    Non dimenticare che le menti deboli si lasciano pilotare .
    Sii forte, lavora con la tua mente, fiduciosa di trasferire su molti il bello è il buono di te, ne hai da insegnare …ciao Pasquale …

  3. pamela in ha detto:

    Buongiorno, Pasquale,
    è da molto tempo che non ti scrivo, però sappi che ti leggo sempre e che trovo sempre molto interessanti i tuoi interventi. Oltre ad essere molto interessanti di per sé sono anche spesso un ottimo spunto di riflessione e di discussioni in merito all’argomento che più sostieni, quindi la verità sulla storia del meridione. Ti uso come base di studio, ormai! Sai, un po’ come seguire questa o quella tesi, questo o quel prof… Tu sei capace di offrire delle posizioni ben precise con tanto di riferimento bibliografico e/o politico, e/o teorico. Insomma, se si volesse parlare di Meridione si potrebbe usare te Vorrei complimentarmi con te, ma farti i complimenti mi sembra quasi come pormi al di sopra di te e non potrei mai avere tale presunzione… quindi piuttosto ti ringrazio perché ci informi in questa maniera di fatti storici che si vogliono spesso nascondere o comunque sottovalutare. Ecco, vedi, proprio a tal proposito, a me verrebbe invece da dire che “forse” un museo quale questo a Lombroso non è del tutto sbagliato. Sarebbe certamente una sorta di museo degli orrori, ma questi orrori ci sono stati, sono stati perpetrati su innumerevoli persone, su un’intera società che ha dovuto subire in silenzio le angherie di diversi invasori, in diverse epoche storiche. Già per dire, io non conoscevo l’esistenza di questo Lombroso; se mai ne ho sentito parlare durante i miei passati studi, o mi è passato in sordina, o l’ho rimosso perché percepito come fatto “secondario”, “poco importante”. Non può essere così, ti rendi conto? Non può essere dimenticato o ignorato un evento che nasce con la stessa intenzione delle peggiori volontà criminali di sterminio della razza..! Io sono dell’idea che un tale museo dovrebbe non solo aprire a Torino, ma dovrebbe essere fatto visitare dalle scolaresche del sud che a Torino ci vanno a vedere le fabbriche della FIAT per continuare ad “essere grati” ad una terra che ha dato tanto da lavorare ai nostri avi… Mi segui? Il Piemonte è stato molto altro prima di “accogliere” i nostri antenati stipandoli in scantinati per essere sfruttati fino all’osso nelle fabbriche, e questo museo, invece, potrebbe essere una “vetrina” degli orrori che la mente umana poteva concepire e attuare su altre persone. Si dovrebbe chiudere Auschwitz perché quanto commesso là dentro supera ogni limite di umanità? Si dovrebbero nascondere documenti che attestano gli esperimenti che si svolgevano nei manicomi negli anni ’60? La verità non si deve mai tacere, nemmeno quando è testimone di fatti estremi come questa del museo a Lombroso.
    Io non firmo questa petizione, però continuo a ringraziarti perché grazie a questa tua posizione ho conosciuto quest’altro evento che mi riporta a valutare la storia delle mie origini in quanto meridionale; è un altro evento storico che va collocato al suo posto e deve ri-acquisire la sua importanza sia storica sia etica.
    E’ altresì vero, però, a mio avviso, che viviamo adesso in un contesto che ci vuole europei, e quindi suppongo che, senza mai dimenticarci da dove arriviamo, dovremmo tendere ad una mentalità che vada oltre questi confini addirittura ancora regionali per porci tutti quanti in un contesto “migliore”, quantomeno differente. Portare la nostra esperienza passata in supporto ad un nostro futuro collettivo dovrebbe voler dire da una parte non dimenticare, ma dall’altra superare per creare una collettività forte. Si, è utopica la mia idea… Però, per evitare che gli errori del passato si ripresentino magari sotto altre spoglie, dovremmo superare questa posizione di “vittime” ed assumerne una di popolo con una propria identità, una propria posizione, una propria coscienza (magari riuscissimo ad averla…) e proporci in quanto tale in un contesto più ampio qual è l’Europa adesso.

    Ti abbraccio, Pasquale. A presto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: