Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

L’incontro con Grazia Paletta… di Marcello Dell’Anna

sempre_speranza

Chi conosce questo Blog, ha imparato ad apprezzare Marcello Dell’Anna, attualmente detenuto a Nuoro.

Marcello è da anni che lotta, con tutto se stesso, per creare il suo nuovo destino.

Marcello è in carcere da più di venti anni.

Marcello ha ricevuto molti attestati ed encomi. 

Marcello ha scritto tre libri.

Marcello ha più di una laurea. E una di esse è in giurisprudenza.

Marcello, in occasione della discussione della tesi di laurea, ricevette dal Tribunale di Sorveglianza, un permesso di 14 ore. Un permesso da uomo libero, senza la presenza di una scorta o di alcun controllo da parte degli organi di polizia. 

Ma, soprattutto, Marcello non ha mai negato di avere fatto errori, di essere stato parte di un territorio criminale. Ma ha voluto riscattarsi da ogni retaggio negativo, diventare una persona nuova.

E ci è riuscito.

La lettera che ci invia oggi, racconta il colloquio che Marcello, qualche settimana fa ha avuto, nella sala colloqui di Badu e Carros, con la nostra Grazia Paletta e suo marito Daniele.

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Nuoro 22 luglio 2014

Caro Alfredo,

so benissimo che questo mio ritardo nel risponderti è -quasi- impedonabile (quel quasi, ovviamente, è l’attenuante invocata alla mia pena del commesso “ritardo”).

Riscontro la tua di giugno scorso. Tengo a dirti che laddove la mia risposta alla tua possa apparirti come sbrigativa, così non è, perché di sicuro recupererò nella mia prossima quanto di importante sto tralasciando ora in ordine al dialogo che hai avuto con Fabrizio Basciano, sulla “disciplina” quale strumento di miglioramento di sé. Locuzione, quella della “disciplina”, che balza all’evidenza dei miei pensieri come un flash, perché coglie il senso della mia vita vissuta tra regole e dettati ma anche tra indiscipline, vittorie e sconfitte.

Sappi comunque che ho letto con attenzione il “dialogo” tra te e Fabrizio, facendo tesoro dell’essenza del suo pensiero. Perciò, oggi, ed a maggior ragione, la mia tenacia, la mia perseveranza e la mia disciplina sono rafforzate da impegni e proposte che non potranno mai fermarsi di fronte a nessun rifiuto. Nemmeno se ne dovessi ricevere per 1008 volte. Ed utilizzerò ogni rifiuto quale risorsa per migliorare e migliorarmi.

Meritevole di precedenza a questo tuo argomento -sebbene anch’esso significativo- come sai, c’è l’evento di straordinaria emozione che si è realizzato e che merita indubbiamente la “prima pagina”. L’incontro, nella sala colloqui del carcere di Badu e Carros, tra me, la nostra amica Grazia Paletta e suo marito Daniele.

E’ sorprendente tutto questo. La vita riserva davvero insolite e bellissime sorprese. Spesso mi domando come è possibile sentire così vicine e intimamente amiche delle persone che neanche si conoscono, se non per uno scambio di lettere. Proprio come noi due in questo momento.

Caro Alfredo, colgo in quel colloquio -indimenticabile- la necessità di esprimerti le mie sensazioni usando la stessa metafora splendidamente raccontata dalla nostra Grazia nel suo libro “Sono Giovanni e cammino sotto il sole”.

Credo, perciò che la “principessa danzante” oggi possa cantare a tutto il regno musicale di avere realmente conosciuto un uomo che, trai tanti, aveva anche lui il “Volto coperto di fango”, poi diventato “di pietra”, ma che col passare del tempo ha mutato immagine, è stato pulito dal Vento del Cambiamento, nell’attesa ora di indossare la Corona della Libertà; tutto ciò perché nemmeno i Signori della Giustizia e della Paura hanno il diritto di negare ad una persona la possibilità della Ri-Nascita, lasciandola morire nelle Terre Sommerse.

Non ho dormito la notte precedente al colloquio… e no ho nemmeno dormito la notte susseguente a quell’incontro. Mille domande si pone il mio cuore, mille pensieri albergano nella mia mente. “Che impressione avrò fatto..?”. “Quali emozioni avrò scatenato…?”. “Cosa si saranno detti di me…?”. Di certo posso dire che Grazia e suo marito Daniele hanno lasciato un segno indelebile nel mio cuore e nella mia mente, inciso con abile precisione chirurgica, che mi farà da compagno per sempre!

Abbiamo trascorso insieme quasi quattro ore di colloquio, un tempo ricolmo di intensa emozione, di sensazioni quasi surreali, tanto che per un attimo abbiamo avuto l’impressione di stare seduti al tavolino di un bar sulla costa Smeralda.

Non c’è stato un solo minuto di silenzio, anche perché, a dire il vero, in queste mura di ferro e cemento, oggi mi riesce persino difficile trovare interlocutori capaci di comprendere il mio pensare, capaci per uno scambio culturale e  una crescita personale. Il mio “cambiamento in positivo” mi porta spesso ad isolarmi, anche se per me l’isolamento è stato crescita etica ed intellettiva, e, sebbene mai per un attimo mi sono sottratto all’impegno di riuscire a portare “dalla mia parte”, tanti altri uomini ergastolani che sono soliti rimanere relegati nel buio più totale, del vuoto, del nulla, prigionieri delle loro stesse ombre.

Così, dinanzi a Grazia e Daniele, è come se quella “diga di contenimento” dei miei pensieri più profondi avesse ceduto, riversando fiumi di parole che spero abbiano toccato l’intimo dei loro cuori. Perché le loro, di sicuro, hanno toccato il mio.

Daniele, incuriosito, mi poneva delle domande; erano mirate, sensate, coglievano nel segno… Mente nel viso, ma soprattutto negli occhi, di Grazia si poteva scorgere lontano un miglio tutta la sua emozione e contentezza, come del resto anche la mia.

Abbiamo parlato di me, della mia storia personale, del mio percorso all’incontrario, ossia “dalla illegalità alla legalità”, tanto per parafrasare l’esimo avvocato Angelo Merlini, della  mia “metamorfosi” interiore, avvenuta in questi anni, dall’essermi saputo spogliare da quei pregiudizi di sottocultura, di cui, il carcere prima e la malavita poi, sono proficue “mostruose macchine di produzione”. Per questo oggi riesco a guardare negli occhi chiunque, perché cambiato, migliorato, perché sconto la mia pena per emendare il male fatto e lo faccio con non poche sofferenze, dato che il carcere e la propria coscienza ti presentano sempre il loro pesante conto da pagare: quello del rimorso.

Non possiamo solo dire -rifugiandoci con abile artificio nell’alibi del tempo- che venti, trent’anni o più, di galera, cambiano una persona. Dal punto di vista estetico indubbiamente; dal punto di vista morale, dipende da noi, soltanto da noi, dalla nostra volontà e dalle nostre scelte. Dimostrare coi fatti, un cambiamento morale, ed eliminare vincoli e ideologie che sono solo illusioni e inganni.

Bisogna essere cedibili, altrimenti, se vulnerabili, ci si espone a qualsiasi attacco, soprattutto da parte di coloro i quali sono sempre lì in agguato, pronti a dire… “bisognava buttare via la chiave…”.

Ecco perché, oltre al cambiamento del “tempo”, bisogna (di) mostrare l’essenza della credibilità, farla capire, comprendere a tutti, iniziando proprio dall’interno delle prigioni, per poi esportarla all’esterno, nelle scuole, nelle università, nelle periferie a rischio. E di questa incombenza ci siamo fatti carico io e Grazia, prefissandoci degli obiettivi e, perché no, anche dei possibili progetti. Te ne parlerà sicuramente…

(…) Abbiamo  parlato anche di come Voi siete la nostra voce all’esterno, riportando e facendo conoscere  alla società tutta testimonianze molto forti di vite… che vanno vissute… che vanno considerate… perché cambiate, perché migliorate… perché a tutti bisogna dare una seconda possibilità, almeno una sola… Abbiamo parlato del blog che avete creato per noi. Un mezzo al quale ognuno di noi è chiamato in causa per migliorarlo, arricchirlo, renderlo più efficiente e più efficace.

Alfredo, prima di concludere, posso dirti solo, e con molta franchezza, che in tutti Voi percepisco la vicinanza del bene oltreché il vostro affetto; la fiducia è quella di rialzarmi, di credere, di resistere, di lottare… sempre!

Ora avrai modo di conoscere meglio la mia persona e come la penso. L’amica Grazia, se non l’ha già fatto, sicuramente ti parlerà di me, di quello che sono oggi.

Un forte e caro abbraccio.

Marcello

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5 pensieri su “L’incontro con Grazia Paletta… di Marcello Dell’Anna

  1. Grazia in ha detto:

    La “Principessa Danzante” canta felice e, con il volto rigato dalle lacrime dolci della gioia, balla sulle note della musica ritrovata che pochi sanno sentire…ma od ogni Volto di Pietra liberato il suono diventa più forte e va ad incrinare la roccia che nelle Terre Sommerse ancora imprigiona le ombre, affinché il Vento del Cambiamento possa soffiare…
    fino nel profondo di ogni cuore.
    Ti voglio bene,
    Grazia

  2. Giuseppe Rotundo in ha detto:

    Non sapevo di questo bellissimo incontro.Ho letto tutto con un emozione fortissima nel cuore.
    Grazie Grazia& Daniele
    Grazie Amico mio ti abbraccio Fortissimo!

  3. Alessandra lucini in ha detto:

    E’ sempre un emozione conoscere di persona qualcuno che si conosceva epistolarmente e posso immaginare quanta gioia abbia portato sia a Grazia che a suo marito.

  4. Giuseppina Zito in ha detto:

    E’ sempre un piacere, l’incontro facciale, che per anni si è svolto scrivendo, parole che non sono riuscite ha coprire dei vuoti , che può fare solo l’avvicinamento , materializzando la sintonia, è gestirla alla meglio.
    Lo credo bene, quelle ore passate, sono sembrate così tante, ma entrambi , avevate bisogno di questo incontro, per crescere ed imparare …
    Non dimentichiamo siamo umani , è ci muoviamo in ogni direzione.
    Sentiamo la necessità di espanderci, e portare quel dolce calore, come sostegno umano.

  5. Ciao Marcello sei un grande uomo mi fa sempre piacere leggere i tuoi articoli! ! Con stima e affetto! ! Barbara

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