Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Critiche all’area educativa del carcere di Catanzaro- lettera di Alessandro Greco

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Alessandro Greco è detenuto nel carcere di Catanzaro, sezione AS1.

Come dice lui stesso, è la prima volta che ci scrive, non essendo persona propenso alla scrittura e alla pubblicazione.

Questa letta l’ha  scritta e ce l’ha inviata, perché ritiene la misura colma.

Alessandro contesta, senza mezzi termini, il comportamento che l’area educativa del carcere di Catanzaro porrebbe in essere, finendo con l’essere, sostiene, non un “ufficio” che agevola il percorso di crescita intellettuale e umana dei detenuti, ma che lo ostacola.

Sono tante le cose che, in questo scritto, Alessandro contesta.

Ne cito solo alcune connessi agli esami finali per diventare geometra.

Alessandro quest’anno ha conseguito il diploma di geometra, con una votazione molto alta, che sfiora il massimo. La tesina finale ha dovuto scriverla a mano, perché non gli è stato concesso l’uso del computer. Quando si arrivò al giorno della seduta di esame, non si voleva –racconta Alessandro- fare entrare la commissione, perché non risultavano pagati i bollettini postali dello stesso Alessandro e di un altro detenuto. . La seduta di esame poté avere luogo, solo perché la professoressa di italiano si rese disponibile ad andare personalmente alla posta per pagare i bollettini.

Ma è soprattutto un altro episodio che fa pensare.  Durante il terzo anno scolastico, Alessandro era stato costretto a mancare spesso da scuola, in virtù dell’essersi offerto come volontario, insieme ad un altro detenuto, per pitturare la sua sezione. Nonostante queste assenze, Alessandro, con grandissimo impegno e dedizione, fece le  nottate a studiare, ottenendo ottimi risultati.

Il giorno dell’esame, i professori concordavano per la promozione di Alessandro. Ma, ci racconta Alessando:

“La c.d. area educativa, con una invasione di campo degna dei peggiori hooligans inglesi, pretendeva la bocciatura a causa delle assenze.”

Solo l’intervento della preside, la professoressa Elena De Filippis, che si assunse la responsabilità della promozione, Alessandro non è stato bocciato.

Sono cose che fanno effettivamente riflettere. Perché è raro (diciamo unico) sentire che di fronte a un detenuto, che i professori e anche il presidente di commissione vogliono promuovere, vi sia invece l’opposizione proprio dell’aria educativa.

Alessandro, denuncia questi e altri fatti.

Come tutti sapete, “Le Urla dal  Silenzio” è un territorio di libertà. Un territorio dove le voci, anche scomode, possono esprimersi liberamente. E quindi pubblichiamo la lettera di Alessandro.

Aggiungendo anche che, in questo sito, è sempre possibile il diritto di replica. Quindi, l’area educativa del carcere di Catanzaro potrà a sua volta inviarci una lettera di replica.

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Caro Alfredo,

mi chiamo Alessandro Greco, detenuto nel carcere di Catanzaro, in esecuzione di una condanna all’ergastolo (c.d. ergastolo ostativo) e appartenente al sottocircuito AS1 ubicato al quarto piano, destra.

Tranne rarissime volte  e solo in casi riguardanti progetti proposti hai letto il mio nome in scritti apparsi sul blog; non amo scrivere né pubblicare oltre il dovuto ciò che accade in questi luoghi. E’ mio costume risolvere i “contenziosi”, ove possibile, all’interno delle mura “domestiche”.

Ciò per sottolineare quanta fatica mi costi e soprattutto quanto possano avere superato il  limite, per farmi giungere a prendere carta e penna e informare, veramente, la società esterna di quanto accade all’interno di questo carcere.

Hanno tanto superato il limite  da farmi comprendere che questa volta non ci può essere rimedio, se non quello di scrivere ad ogni organo preposto e sbugiardarli pubblicamente. 

Sono da 7 anni in questo carcere e in questi anni ne sono successe di cose, eppure non avete mai letto nulla di mio. C’erano alcuni miei compagni che, di volta in volta, facevano emergere le disfunzioni di questo istituto. 

Ora, ribadisco, hanno superato il limite.

Quest’anno ho conseguito il diploma di geometra con una votazione finale tra le più alte mai conseguite e, forse, senza il grande ostruzionismo dell’area educativa, sarei riuscito a raggiungere il massimo dei voti.

In cosa sia consistito detto ostruzionismo è presto detto: hanno autorizzato il computer a chi non va a scuola e io al 5° anno ho dovuto redigere la tesina per la maturità a mano. Pare che per il computer non sia sufficiente essere al geometra, ma bisogna iscriversi all’università. Questo per essere autorizzati, ma non per averlo materialmente in mano. Ce ne sono di autorizzati che non hanno il computer… l’unica spiegazione possibile è che decidano a simpatia e ad antipatia. 

Comprenderete che redigere la tesina a mano non è semplice. La mattina degli esami orali, il 27.06.2014, qualcuno della c.d. area educativa comunica all’agente di polizia penitenziaria in sezione che Greco Alessandro ha l’esame il 26.06.2014.

Quando invano cerco di spiegare all’agente che quel giorno era il 27 ed era impossibile che dovessi sostenere l’esame il 26, ne nasce una diatriba tra l’agente e l’operatore sull’assunto se oggi fosse oggi o se oggi potesse essere ieri.

E, credetemi, in questo il grande Antonio De Curtis, in arte Toto’ , non c’entra nulla. E’ la verità. E’ andata proprio così, Si sono messi a discutere sul fatto che oggi 27 potesse o meno essere 26 ieri e, da quello che sono riuscito a capire, è finita che l’operatore scocciato ha mandato a quel paese me e pure l’agente di polizia penitenziaria, come se fossimo noi quelli che non capiscono.

Inoltre la mattina degli esami pare (sicuro) non volessero fare entrare la commissione perché non risultavano pagati i bollettini postali inerenti la tassa scolastica; allora, solo grazie alla sensibilità e alla grande disponibilità della prof.ssa di italiana, che, chiamata dalla commissione, ha spiegato il problema, di corsa si è recata all’ufficio postale, pagando di tasca propria la tassa scolastica per i miei esami.

Questo è un episodio gravissimo. Non è forse un fatto che sarebbe dovuto essere la c.d. area educativa a fornirmi i bollettini? A comunicarmi il pagamento delle tasse? E’ umano “sospettare” che sia stato fatto di proposito, fino all’ultimo, per non farmi conseguire il diploma? Anche alla luce dei fatti narrati e di quelli che ancora si andranno ad esporre?

Capite come possa sentirmi, nel sapere che una prof..sa abbia dovuto pagare di tasca propria?

Già i docenti sono sottopagati, avrà anche una famiglia e la spesa sarà stata cospicua, anche perché non ha pagato la tassa solo per me, ma anche per un altro maturando.

E qui Totò c’è tutto: E IO PAGO! E.. IO PAGO!!!.. E… LA PROF. PAGA!!!

Durante il terzo anno scolastico, purtroppo sono stato “costretto” a mancare spesso da scuola, a causa dell’impegno come volontario, insieme ad un altro detenuto, di ristrutturazione della sezione di appartenenza, con opera di pitturazione.

Nonostante le assenze, però, anche se stanco morto, facevo notte piegato sui libri, in modo da essere preparato e ben figurare alle interrogazioni orali e alle verifiche scritte.

Agli scrutini finali tutti i prof. lodavano il grande impegno profuso e constatavano l’effettivo profitto, ovvero, nonostante le assenze, non si registrò un calo di rendimento.

La c.d. area educativa, con una invasione di campo degna dei peggiori hooligans inglesi, pretendeva la bocciatura a causa delle assenze.

In quel caso, solo l’energico intervento di una SIGNORA PRESIDE, consentitemi di citarla, Prof.ssa Elena De Filippis, che si è assunta la responsabilità della promozione, anche perché, dei due detenuti a parità di assenze, si chiedeva la bocciatura del sottoscritto. Non fui costretto a ripetere l’anno.

Avete bisogno di altro per avere dimostrazione di ostruzionismo. E ostruzionismo è un eufemismo. 

Ce ne sarebbero da raccontare, come il clima da inquisizione instaurato con i prof. quasi si dimenticasse che questi non sono detenuti, quasi si dimenticasse che sono persone per bene che, per venire ad insegnare in questo lurido posto, rinunciano ad avere classi “normali”, perché, per loro, l’insegnamento è quasi una missione. Pensate che sono schifati dall’ambiente che hanno trovato e parecchi non ci vogliono più venire.

Ciò è accaduto da quando?. Da quando la cosiddetta area educativa si è convinta di essere un ufficio della D.I.A. e non invece il primo avamposto per agevolare l’istruzione dei detenuti. Immaginavate che un prof. è stato rimproverato di salutare i detenuti alunni? Gli è stato di imposto di non dare “confidenze”! Dalla polizia? No. Sempre dalla c.d. area educativa.

Si vedevano prof. entrare terrorizzati letteralmente, perché erano stati convocati dall’area educativa che li aveva “cazziati”, perché creavano un rapporto con i detenuti alunni. Ditemi voi se queste sono cose che si possono tollerare.

Qua qualcuno si è messo in testa che siamo proprietà sua? E si sbaglia di grosso.

Sapete la cosa più triste qual’è? Che il Direttore di questo carcere è tutt’altro, e lo si evince dagli anni passati, quando certe figure non erano ancora arrivate. I prof. venivano accolti con gentilezza e grande disponibilità dalla Direttrice  e non è mai nato nessun problema. Si sono fatti progetti e realizzati libri con i professori. Quest’anno è stata la prima volta che non si è fatto nulla. Come mai? Coincidenze? 

E anche qui, il grande maestro Toto’ diceva: un coincidenza oggi, una coincidenza domani, mi sembra che ci siano troppe coincidenze che coincidano.

E ne approfitto per ringraziare pubblicamente tutte le persone che mi hanno accompagnato durante questi quattro anni di scuola.  

Anni che custodirò nel mio cuore come un dono prezioso, concessomi da insegnanti speciali. Ognuno di loro ha lasciato un solco nella mia anima. Ma come posso non menzionare la prof. di inglese, il prof. di progettazione, due signori di una umanità fuori dal comune, che all’esame a stento hanno trattenuto le lacrime che, se fossero state versate, non sarei riuscito a trattenere le mie per la commozione. 

E’ stato quasi un addio, come un presentimento di non rivedersi mai più, vista la mia condizione  e soprattutto l’assenza della possibilità di iscriversi come uditore.

Altro fatto, venuto fuori solo da quest’anno, per “merito” della c.d. area educativa.

Come non menzionare il prof. di matematica? Un animo piccolo di statura, ma con una forza e una passione per l’insegnamento da fare invidia a un gigante. E tutti quelli che sono passati negli anni. La mia prof. di italiano, che con pazienza, abnegazione, e sensibilità. è stata sempre pronta a farmi immergere nei meandri della letteratura, attraversando come in un lungo cammino i vari periodi storici.

Grazie di cuore a tutti voi. E’ stata una esperienza di crescita intellettuale e spirituale, e nulla toglie la mia condanna che impedisce una reale partecipazione nel campo degli studi conseguiti.

Continuerò a studiare. Conoscete il mio amore per la letteratura e tutte le materie umanistiche. Però mi perdonerete se non intendo farlo qua.

Non ho nessuna intenzione di intraprendere la stessa via crucis di qualche mio compagno, che voi conoscete bene, che si ritrova ad aver pagato tre volte la retta universitaria, senza computer e 1000 difficoltà ancora. Nemmeno per sogno.

Ho intrapreso lo sciopero della fame per essere trasferito, proprio per iscrivermi all’università in un posto dove la c.d. area educativa non ti rema contro. Ve lo immaginate cosa significa iscriversi qua all’università?

Ve lo immaginate che qua sono stato “costretto” a redigere la tesina a mano? A mano sì? Perché? Perché per essere autorizzato al computer è necessario rientrare in determinati parametri che però ancora non è capito quali siano. Prima si diceva che bisognava essere iscritti all’università, poi sono stati autorizzati, chi non è iscritto all’università e chi non era iscritto nemmeno alle superiori. Allora com’è?

Sta di fatto che io ho fatto la tesina a mano. E ancora non posso esimermi da ringraziare l’esimio prof. di estimo che oltre al grande aiuto anche nel redigere la tesina, mi ha accompagnato per mano all’esame ed è rimasto in questo schifo solo per me, in quanto voleva già chiedere il trasferimento presso altro plesso scolastico, anche perché è un professore rinomato e l’insegnamento della materia è più per passione che per un venale scopo remunerativo. 

Come non ringraziare il prof di impianti?

Ancora una volta, grazie a tutti di vero cuore.

La mia battaglia non finisce qui. Provvederò ad informare tutte le sedi opportune e competenti. L’aria sembra cambiata. Finalmente c’è un Magistrato di Sorveglianza che pare non avere peli sulla lingua. Mi rivolgerò a tutti gli organi competenti per vedere riconosciuti i miei diritti, mettendo in gioco anche la mia salute.

E ora di dire basta a questo stato di cose.

A queste persone che concepiscono il carcere come 30, 40 e 50 anni fa. Non siamo nel medio evo. L’inquisizione è finita. E menomale, altrimenti ci sarebbero stati dubbi per mandare al rogo qualcuno. Non si riesce a capire come la Direttrice possa tollerare certi comportamenti. Come possa essere scavalcata in una maniera tanto palese e sfrontata e non reagire.

Certo se non è a conoscenza di quanto accade è un fatto grave. Ma se è a conoscenza e non interviene è ancora più grave.

Volete qualche esempio pratico?

Faccio richiesta per l’acquisto di un lettore DVD. Il responsabile di reparto appone parere favorevole, trattandosi di materia di sicurezza è l’autorità competente, inoltre il DVD è ormai anch’esso osboleto e ha nulla che infici la sicurezza dell’istituto.

La Direttrice già tre anni fa aveva detto di sì ad altro detenuto. Prima di fare l’istanza, chiedo se fosse necessario il parere della c.d. area educativa e mi dicono di no. Quindi, se non ci vuole il suo parere, sto a posto.  Credevo! Mi illudevo!

Dopo tutti i pareri favorevoli, ecco che spunta la c.d. area educativa che dice di no. E perché? Ancora siamo alla ricerca delle risposte. Dopo che altri avevano detto di sì. Come può la Direttrice sottostare a queste invasioni di campo?

Ma quest’area educativa chi è? Siamo sicuri che sia area educativa?

Si vuole credere che l’educatore è quella figura che deve accompagnare il detenuto in questo percorso, tenendolo quasi per mano, fino a condurlo di nuovo in società, conscio degli errori commessi e forte nel seguire le regole.

E’ quella figura che in teoria è “dalla parte” del detenuto, non contro il detenuto.

Qua c’erano dei signori educatori. Con l’avvento della nuova area, quelli che svolgevano al meglio il proprio lavoro, sono stati ad uno ad uno estromessi, spostati, in gergo gli hanno fatto le scarpe. 

E si sono insediate queste figure che fanno tremare anche gli agenti.

Qui siamo chiusi 20 ore al giorno in cella. In tutte le altre carceri, dove c’è la sezione AS1, sono invece aperti. Qui dove erano aperti gli AS3 chi li ha chiusi? Indovinate un po’? Sì sì! La c.d. area educativa.

Vi diranno di no, che non ne ha il potere. Però chi è andato in sezione a dire ai detenuti che oggi vi mettete in due e siete chiusi? La c.d. area educativa. Poi il giorno dopo è dovuta per “forza” andare la Direttrice, ma pensate che è stata la Direttrice? No, no! E ne ho ragione per crederlo.

Qua ancora la doccia non possiamo farla decentemente. O è caldissima o è freddissima. E la domenica non è consentita. L’ordinamento penitenziario dice che tutti i giorni puoi farti la doccia, e qui la domenica è festa e non devi lavarti. 

Capite queste situazioni assurde?

Cosa ci faccio qua? Quando so che in un qualunque altro posto si sta meglio?

Qui l’area educativa non vuole che ti evolvi.

Qui sei colpevole per sempre. 

Io se mi azzardo a ribadire che sono innocente, chissà cosa scrivono nella relazione. Per questo non voglio proprio averci a che fare. Non contemplano l’ipotesi che uno sia innocente. Eppure statisticamente il 50% della popolazione detenuta è innocente. Il 50%! Gravissimo per uno stato civile.

Vi terrò informati sullo sviluppo della mia situazione. Ringraziandovi per l’attenzione che dedicate ai problemi delle minoranza, vi saluto.

Alessandro Greco

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5 pensieri su “Critiche all’area educativa del carcere di Catanzaro- lettera di Alessandro Greco

  1. Serena in ha detto:

    Caro Alessandro, ho solo 20 anni, sono vicina al mondo del carcere da quando a 18 ho avuto la possibilità di corrispondere con alcuni detenuti, grazie ad un’associazione. Ora sono volontaria in carcere da febbraio e sto studiando per diventare educatrice, non ho visto quello che dici, ma l’ho sentito raccontare. Non posso dirti che comprendo ciò che ti è successo, non l’ho vissuto, ma posso dirti che farò tutto ciò che potrò, sempre, per provare a cambiare queste situazioni. Coraggio, forza…tanta…, pazienza. Un saggio cinese disse che come i nodi, le situazioni non si risolvono tirando con forza, ma penetrandovi con dolcezza… Un abbraccio…

  2. pamela in ha detto:

    Zitto zitto, quando poi decidi di dire le cose non ti mordi la lingua, eh? Bravo Alessandro, continuare a farsi scivolare le cose non serve a molto; tacere è come assecondare, quindi “quanno ce vo’ ce vo'”, come diceva Trilussa (per fare anch’io una citazione 😛 ).

  3. CONOSCO BENE LA VITA INTERNA DI CATANZARO(…) E FINCHE’ NN TOGLIERANNO IL POTERE,CHE CERTE PERSONE SBAGLIATE HANNO,CHE IL REATO OSTATIVO PERMETTE;CI SARA’ IL LIBERO ARBITRIO……

  4. katia rossitto in ha detto:

    Caro Alessandro, condivido pienamente (alle tue urla del silenzio) tutto ciò che subisci è ingiusto , per sopportare tutto ciò ci vuole tanta forza sia fisica che mentale e veramente ti meriti un 10 e lode.Qua le urla non servono , lo stato deve aiutarvi è un diritto per l’essere umano , soprattutto quanto impegno stai mettendo e quasi quasi non sei più libero di pensare …non possono fare questa ingiustizia ad un ragazzo che urla di vivere, spero che tutto ciò venga letto, capito e compreso e che le tue parole vanno dentro un cuore di chi può aiutare tutte quelle persone che urlano la libertà.
    Alessandro stai dimostrando di essere vivo.
    Katia Rossitto

  5. Alessandra lucini in ha detto:

    Mi sembra di leggere le prigioni di Silvio Pellico. è inaudito ma non mi stupisco purtroppo.

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