Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Come è trattato un detenuto che vuole studiare… di Domenico Papalia

studendo

Domenico Papalia, detenuto a Nuoro, è un altro storico amico del Blog.

Ci ha recentemente inviato questa sua dichiarazione, indirizzata, in prima battuta, al DAP.

Leggetela con attenzione, in modo da vedere il labirinto kafkiano a cui è sottoposto chi cerca semplicemente di potere studiare.

L’Amministrazione penitenziaria dovrebbe fare tappeti rossi per i detenuti che vogliono studiare.

E invece sembra fare di tutto per stancarli, sfiancarli, deprimerli, fare loro gettare la spugna.

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Al Ministero della Giustizia

Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria

Ufficio centrale detenuti e trattamento 

Largo Luigi Daga n. 2  –  00164  –  Roma

OGGETTO: PAPALIA DOMENICO- DICHIARAZIONE.

Io sottoscritto Papalia Domenico, nato a Platì (RC), il 18.04.1945, attualmente ristretto nella Casa Circondariale di Nuoro- sezione AS1, rilascia la seguente 

DICHIARAZIONE:

Con riferimento alla nota n.   del    inviata alla Direzione della Casa Circondariale di Nuoro relativa alla richiesta di traduzione presso la Casa Circondariale di Pisa per sostenere esame universitario ed invito al sottoscritto di iscriversi presso l’università di Sassari.

OSSERVA QUANTO SEGUE:

Il dichiarante non è disposto ad iscriversi all’università di Sassari per i seguenti motivi:

1) Codesto ufficio non garantisce la permanenza del detenuto in un istituto del circondario vicino all’università;

2) Infatti, quando il sottoscritto era detenuto a Livorno, si voleva iscrivere alla facoltà di Scienze della Comunicazione presso l’università di Teramo ed invece gli è stato imposto di iscriversi all’università di Pisa, essendo la più vicina al carcere di Livorno ed ha dovuto optare per la facoltà di Scienze Sociali, atteso che la facoltà di scienze della comunicazione, scelta dal sottoscritto secondo le proprie attitudini, era a numero chiuso;

3) Da Livorno, non per causa del dichiarante, è stato trasferito a Spoleto, dove si era già attivato per trasportare l’iscrizione dall’Università di Pisa in quella di Perugia, con ulteriori spese per tasse universitarie. Dopo appena sei mesi, il sottoscritto dichiarante si è nuovamente visto trasferire da Spoleto a Nuoro e sempre per motivi dell’Amministrazione penitenziaria;

4) Nel disporre i suindicati trasferimenti (di cui al n. 3), l’A.P. non ha tenuto affatto conto che il reclusorio di Nuoro non avesse nessun protocollo d’intesa con le Università sarde. Pertanto, nel caso del dichiarante, sarebbe stato più opportuno disporre un’assegnazione presso un istituto di pena posto in sede peninsulare, in cui fosse attuato un protocollo di intesa con le autorità accademiche in modo che venisse garantita la continuità degli studi universitari;

5) Per quanto concerne l’università di Sassari, presso la quale il Dipartimento ha disposto che il dichiarante riportasse la propria iscrizione, è stata proprio una docente di cattedra, insegnante presso il predetto Ateneo, a comunicare ai detenuti interessati, in un incontro, che le iscrizioni potevano essere attuate solo alla facoltà di Giurisprudenza e non in Scienze Sociali;

6) In questo istituto c’è un precedente di qualche anno fa. A un detenuto, Ausilio Felice, iscritto all’università di Sassari, non gli è stata autorizzata la traduzione per l’esame.

Per i motivi di cui sopra indicati, dato che non è garantita la permanenza del detenuto nell’istituto vicino all’università presso la quale risulta iscritto, il dichiarante non è disponibile ad iscriversi presso l’Università di Sassari, segnalata da Codesto ufficio.

Nell’occasione si chiede a Codesto Superiore Ufficio che il dichiarante sia trasferito a Livorno, qualora fosse aperto il nuovo reparto AS1, oppure la declassificazione con il trasferimento in un istituto della Toscana.

Inoltre, poiché per questi motivi, ed altri, pende ricorso presso la Corte E.D.U. si chiede che al sottoscritto vengano notificate, con rilascio di copia, tutte le decisioni di Codesto ufficio in risposta alla presente dichiarazione, nonché il rigetto dell’istanza finalizzata ad essere tradotto per l’esame a Pisa.

Ringrazia con osservanza.

Domenico Papalia

Nuoro, 10/06/2014

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Un pensiero su “Come è trattato un detenuto che vuole studiare… di Domenico Papalia

  1. pamela in ha detto:

    Dell’elenco dei Diritti dell’Uomo questo è uno tra i tanti che vengono, costantemente, violati! Tempo fa un’altra persona detenuta riportava le parole di un magistrato che, alla notizia di alcuni ergastolani laureati in carcere, rispondeva: “non fatevi ingannare, prima erano criminali ignoranti, ora sono ancora più pericolosi perché sono criminali laureati”.
    Comunque, caro Domenico, se questo può consolarti, sappi che questo diritto viene costantemente violato in galera quanto nella società libera, e sotto ogni punto di vista! Non c’è categoria, all’interno dell’istituzione scolastica, che si possa ritenere salva o esente da mala gestione! Il problema non è l’istituzione di per sé, qualunque essa sia, il problema è radicato in secoli e secoli di malaffari, di mala gestione, di ignoranze, di prepotenze. E’ diventata questione radicalmente culturale/tradizionale, non se ne esce fuori finché ogni mente (sana e meno sana) non prende coscienza del fatto che nel baratro ci stiamo già, adesso stiamo vorticosamente scendendo verso il fondo.
    Non ci resta che continuare a “denunciare” quanto subiamo quotidianamente, in ogni modo! Alla fine ci scontriamo sempre con i mulini a vento, ma almeno un po’ di conoscenza in più in merito all’andamento reale delle cose, la diffondiamo.
    Un abbraccio.

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