Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Lettera dall’isolamento (seconda parte)… di Nellino

AST

Ecco la seconda parte della lettera che il nostro Nellino (Francesco Annunziata) ci ha inviato dalla sezione dove si attua il regime di “sorveglianza particolare”, nel carcere di Catanzaro (qui è la prima parte https://urladalsilenzio.wordpress.com/2014/05/12/lettera-dallisolamento-di-nellino-prima-parte/).

Il nostro amico Nellino (Francesco Annunziata) da diverso tempo si trova sottoposto al regime di sorveglianza particolare in relazione ad una vicenda che risale ad alcune settimane fa, quando Nellino ha preso a pugni un agente penitenziario. Nellino racconta come questo agente penitenziario -che in tante occasioni precedenti aveva avuto atteggiamenti provocatori verso di lui- un giorno gli molla un pugno, rompendogli gli occhiali e graffiandogli il naso. Solo a quel punto Nellino avrebbe reagito. 

Nel corso di questa seconda parte della lettera, Nellino, a un certo momento scrive:

E ancora, proprio adesso, c’è un ragazzo ubicato in una cella senza finestra. Sì! Avete capito bene. E’ SENZA FINESTRE, cioè non ci sono le ante. Potete immaginarvi di notte quel ragazzo che freddo che sente? E questo sapete perché? Perché non ci sono celle disponibili. E volete sapere la risposta che è stata data a questo ragazzo proprio da una di quelle persone che magari voleva picchiare pure me? Una di quelle persone che davanti al Direttore si mostra gentile e caritatevole? Quando il ragazzo gli ha spiegato che è gravemente malato, che di sera usa un apparecchio per respirare, che è invalido psichico tanto da essere pensionato? “Embé, mica fa freddo!?!”

Non è accettabile che un ragazzo, tra l’altro anche gravemente malato, debba dovere dormire ogni notte senza avere una finestra che lo “metta al riparo” dalle correnti d’aria e dal freddo. Chiediamo che si trovi subito una sistemazione adatta a questo ragazzo.

Vi lascio alla seconda parte della lettera che ci ha inviato Nellino.

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E’ dunque l’ennesimo caso in cui la cultura penitenziaria, piuttosto che aderire a nuove norme e alla rivoluzione logica in esse sottesa, continua a restare intrappolata nel vecchio sistema, causando reviviscenze del tipo qui narrato.

Va assolutamente ribadito che il regime di sorveglianza particolare e quello disciplinare sono due istituti diversi, in quanto rispondo a finalità diverse.

Pensate che all’inizio volevano pormi restrizioni sul vestiario, sull’acquisto di genere e oggetti consentito e facevo il passeggio isolato. In barba a tutte le norme previste dallo stesso 14 bis. E sapete le loro risposte di fronte alle mie rimostranze?

“Qui si è fatto sempre così”.

E avete sempre sbagliato! Questi sono abusi.

Infatti, dopo un mese di “battaglie” suffragate da “prove” documentali, non ho restrizioni sul vestiario, né sull’acquisto dei generi consentiti, né, udite udite, sul passeggio. Ossia, vado all’aria insieme agli altri. E ci tengo a precisare che non ho ricevuto nessun trattamento di favore, ma semplicemente è stata applicata la legge da parte del Direttore, senza l’intervento del tribunale.

Questo a scanso di equivoci, visto che ormai si è allo stadio dove chi applica la legge e chi richiede i propri diritti.. uno è troppo bravo, e l’altro è raccomandato.

Una volta che trovi un Direttore che applica la legge, passi per raccomandato. Alla faccia!!!

Devo chiedere di non raccomandarmi più, visto che sono all’isolamento, senza tv, senza fornellino e senza niente.

Fermo restando che, anche su queste ultime cose, sono loro in errore e avrò ragione anche su queste. Ci vorrà un po’ di tempo ancora, ma alla fine farò in modo che a valere sarà la legge. Sinceramente il fatto che mi trovi ancora in questo reparto e non nella mia sezione, è strano.

Anche perché, una volta che vado all’aria insieme ai miei compagni di sezione AS1, che senso che ha poi stia in una sezione diversa?  Quindi vuol dire che c’è “Qualcosa/Qualcuno” che non va/non vuole.

Non voglio formulare congetture, ma un poi di figure tra i sospettati ci sono.

Pensate che una di queste, avente peraltro un ruolo ben preciso e che in teoria dovrebbe FARE al contrario di quello che fa, passandosi e fermandosi davanti una cella dove sarebbe stato impossibile anche per un animale, disse al detenuto ivi ubicato, quindi non un animale, ma una persona, UNA PERSONA, gli disse: “Ho visto celle peggiori”.

A ragione il detenuto, quella PERSONA, rispose: “Perché lei è stata in carcere?”.

Ma come si fa?. Come si fa a dire certe cose, soprattutto quando il tuo ruolo istituzionale ti IMPONE di operare nel rispetto della legge e della dignità della persona. E ancora, proprio adesso, c’è un ragazzo ubicato in una cella senza finestra. Sì! Avete capito bene. E’ SENZA FINESTRE, cioè non ci sono le ante. Potete immaginarvi di notte quel ragazzo che freddo che sente? E questo sapete perché? Perché non ci sono celle disponibili. E volete sapere la risposta che è stata data a questo ragazzo proprio da una di quelle persone che magari voleva picchiare pure me? Una di quelle persone che davanti al Direttore si mostra gentile e caritatevole?

Quando il ragazzo gli ha spiegato che è gravemente malato, che di sera usa un apparecchio per respirare, che è invalido psichico tanto da essere pensionato?

“Embé, mica fa freddo!?!”

Se c’era il Direttore non avrebbe risposto così.

Se lo viene a sapere il Direttore che hanno messo quel ragazzo in quella cella, li manda tutti a Gaeta. Anche veramente non ci sono posti, questo è vero, ma ciò non giustifica né l’allocazione in quelle condizioni, né la risposta.

Vi chiederete com’è possibile che il Direttore non sappia. Non posso darvi torto, però vi assicuro che non è così semplice per nessuno sapere tutto di tutti, quando hai poco personale sotto la tua responsabilità  Sei costretto a delegare. E qui è circondato da gente che vede il carcere in maniera diametralmente opposta al suo.

Ho detto al ragazzo di riferire al giudice che verrà ad interrogarlo, in quale condizione è da tre giorni. La cella dov’è è illegale già in sé.

Avete mai sentito parlare della cosiddetta “cella liscia”? Ecco! E’ proprio quella. Quella che è stata dichiarata illegale da anni ormai, eppure ancora esiste. Il Ministro Orlando è venuto a visitare il padiglione nuovo, ma da questo lato non è venuto. 

Io non mi lamento, non sono ricattabile, se volessi la tv l’avrei già ottenuta. Ma quella è una concessione, io chiedo prima i diritti, e quelli che sono diritti non permetterò mai a nessuno di negarmeli senza dover combattere. E ricordatevi che sono in queste condizioni per essermi difeso da una aggressione fisica.

Se avessi avuto io la peggio, non sarebbe successo nulla. Poi possono girarla come vogliono e dire e dichiarare quello che vogliono, far passare me come un violento, ecc.ecc. Ma la verità di come si sono svolti i fatti la conoscono tutti. Chiunque al mio posto avrebbe fatto lo stesso, e io combatterò sempre.

A tal proposito vorrei informare tutti i ragazzi che si trovano sottoposti a questo regime del 14 bis, e che si trovano a fare il passaggio da soli, che stanno subendo un abuso, perché gli spetta di diritto andare insieme agli altri. Quindi, io a breve manderò ad Alfredo tutte le documentazioni. Se siete in queste condizioni, scrivete al Blog e Alfredo vi farà avere la documentazione per fare valere il vostro diritto. 

In carcere gli abusi continuano e vengono perpetrati maggiormente nei confronti delle persone più deboli e di quelle che non conoscono né quale, né come far valere i propri diritti.

Bisogna combattere sempre.

BOIA CHI MOLLA!

Vi abbraccio tutti

Nellino

Ps: Non escludo il Direttore, dico solo che se questo Direttore fosse in un carcere del Nord, con i collaboratori giusti, il suo sarebbe un carcere preso a modello da tutta Europa. Per le sue idee, per la sua concezione della pena e per la visione che ha del carcere. Invece qui, al Sud, e con i collaboratori che si ritrova, il suo sogno di vedere un carcere veramente funzionale e rispettoso della Costituzione, resterà una utopia, perché sarà impresa ardua sradicare la mentalità di cui è circondata. Il carcere non ha mai cambiato nessuno, le persone come lei possono riuscirci… NON QUI!

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Un pensiero su “Lettera dall’isolamento (seconda parte)… di Nellino

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Ci vuole forza, tanta forza e tanta grinta e tu non manchi di queste due caratteristiche, vai avanti e denuncia sempre tutti gli abusi, la penna è una grande arma. anche se lavora più lentamente di una pistola, essa arriva al pubblico e può arrivare anche alla Corte Europea dei Diritti Umani, Diritti Umani….. ma dove sono finiti? E’ ora che ritornino. ciao Nellino, un grande abbraccio

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