Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

“Il diritto alla salute è sospeso”… lettera di Umberto Loffredo da Catanzaro

espress

Grazie a Nellino ci è giunta questa lettera di Umberto Loffredo, detenuto a Catanzaro.

Umberto Loffredo è da più di 70 giorni in isolamento.

E’ in isolamento perché ha commesso un qualche reato?

No. E’ in isolamento perché, così gli hanno esplicitamente detto, ” a causa del sovraffollamento il diritto alla salute è sospeso”. Che significa? Allora, chi è in possesso di una certificazione medica che segnala la necessità che, visti i particolari problemi di salute che può avere, il tal detenuto venga collocato in cella singola. Ma, così hanno detto a Loffredo, il sovraffollamento ha fatto, in sostanza, venire meno questo elementare principio di civiltà giuridica. Loffredo -affetto da turbe psichiche-  pur di non finire in cella con altre persone, ha preferito l’isolamento. E sono più di 70 giorni che si trova in isolamento.

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Cari amici del blog

mi chiamo Loffredo Umberto, detenuto nel carcere di Catanzaro. Ho scoperto l’esistenza del blog attraverso l’amico Nellino.

Scrivo per darvi la mia testimonianza sulle condizioni di questo carcere e per raccontarvi quello che mi è accaduto.

Vengo subito al dunque. In data 2 aprile, di mia “spontanea” volontà, venivo ubicato nella sezione isolamento; perdon… “reparto separato”, perché se lo chiamiamo isolamento qualcuno potrebbe obiettare che l’isolamento non esiste più, perché illegale. Le solite barzellette all’italiana, cambiano il numero di targa ma l’automobile resta sempre la stessa.

Come per l’EIV, dopo la batosta della CEDU non esiste più EIV ma ora si chiama AS1. È cambiato il nome, ma nei fatti le censure della CEDU sono rimaste disattese. Non vorrei dilungarmi su tale questione, diciamo brevemente che la CEDU diceva all’Italia che l’EIV, mancando una tutela giurisdizionale era illecito; l’AS1 continua a mancare di una tutela giurisdizionale.

Ritorniamo a noi. Il 2 aprile, “volontariamente” vengo portato all’isolamento perché un ufficiale di P.P. E un appartenente al gruppo dirigenziale, asseriscono che “a causa del sovraffollamento il diritto alla salute è sospeso”.

ABERRANTE!

“Il diritto alla salute sospeso”. Cosa significa? Significa che, per dette ragioni di sovraffollamento, coloro i quali erano in possesso di certificazione medica attestante l’ubicazione in cella singola, dovevano essere allocati in compagnia con altro detenuto. Credo sia superfluo aggiungere altro sul tema, ma… giova precisare che nel mio caso non si tratta di problemi di salute temporanei, fosse stato un braccio rotto, una febbre o altra patologia a tempo, sarebbe stato ugualmente sbagliato, però più comprensibile, meno assurdo. Invece, nel caso specifico, il sottoscritto è affetto da gravi turbe psichiche, le quali non sono come le luci natalizie a intermittenza tali che un giorno si accendono e un altro si spengono. No! A me hanno tagliato la corrente. Certificato da diversi specialisti, tutti attestanti la necessità di ubicazione in cella singola. Ordunque, in presenza di tale prepotenza, per difendere il mio diritto alla salvaguardia di quel poco di salute che resta, ho deciso di andarmene in isolamento, pur di restare in cella da solo.

Suppongo che comunque fosse o dovesse essere una soluzione temporanea, una soluzione di emergenza. Oggi iniziano a sorgere dei dubbi nella mia mente. Oggi è 4 giugno 2014, trascorsi 62 giorni, inizio a pensare che forse stanno iniziando a pensare posso stare in questo reparto? Io credo, voglio credere, che non sia così!

Anche perché, oltre alle motivazioni di cui sopra, l’illegalità del reparto, le condizioni igienico sanitarie precarie, ho dovuto anche sentirmi dire, da una figura che in teoria dovrebbe anche tutelarmi, che “ho visto celle peggiori”. Vi rendete conto? Una cella che se ci mettono un cane vengono denunciati dal WWF e mi dicono che… “celle peggiori”?

Perché è stata in carcere?

Dimentica che sono in queste condizioni perché vittima di un abuso?

Dimentica che le carenze strutturali non possono ricadere sul soggetto posto sotto la loro tutela?

Dimentica che 62 giorni in questo reparto ravvisano sicuramente una violazione dell’art. 3 CEDU in trattamenti inumani e degradanti?

Un reparto dove una persona come me, nelle mie condizioni di salute, può solo aggravarsi, visto che è in compagnia di ogni genere di persona (pazzi che gridano di notte, detenuti per reati per i quali in carcere devono essere protetti – sex offender). E vogliamo parlare della circolare DAP del 2009 sulla disposizione dei detenuti a seconda del circuito di appartenenza? Meglio di no! Meglio di no perché questa è la minore delle illecità commesse.

Questo è il carcere di Catanzaro. Questa è l’Italia, dove si può dire che il diritto alla salute è SOSPESO!

Ora vi saluto, cercherò di tenervi informati sull’evolversi di questa vicenda e grazie per l’attenzione che dedicate a tutti noi.

Umberto.

PS: quando chiedi spiegazioni, pare che nessuno sappia nulla, ma alla fine non si accorgono che qualsiasi cosa accada, la responsabilità ricadrò sempre e solo in capo alla massima autorità dirigente?

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7 pensieri su ““Il diritto alla salute è sospeso”… lettera di Umberto Loffredo da Catanzaro

  1. Giuseppina Zito in ha detto:

    Un panorama non nuovo , sono al corrente nel sentire altre storie simili , celle singole con poco spazio da dividere con un altro e se si rifiuta , be la via dell’isolamento , mi sa di ” punizione ” , l’hanno trovata la soluzione , messi come animali da esperimento , eppure si fa tanto baccano quando si parla di animali, che denunciano i laboratori , ma nel carcere si vede che la serie è andata talmente giù , che resta l’indifferenza ” brutta bestia ” …
    Infatti parlarne si ma niente agitazioni sembra che tutto sia messo a tacere , l’interesse è poco , e per giunta , se si pensa anche all’opinione pubblica a parte le autorità , be lasciamo perdere , avvolte penso al fiato sprecato, ci si deve mettere nei panni degli altri , è provare come ci si sente , trattato così…Speriamo bene per te Umberto , e anche per gli altri , messi nelle tue stesse condizioni …Nuova luce , nuova aria ….

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    Hai detto bene Umberto, cambia la targa ma l’automobile è sempre la stessa, e in Italia noi siamo specialisti per cambiare nome alle cose ma farle rimanere uguali a prima. E il mio timore è: che sarà sempre così, voglio sperare che tu in questo momento abbia già avuto una sistemazione migliore e adeguata ma ti confesso che ne dubito fortemente.
    Un caro abbraccio .

  3. pino in ha detto:

    Salve per caso sono arrivato sul vostro blog.
    Umberto loffredo e’ del 1971 ed e’ originario dei Pisani(pianura ) napoli.
    terrei molto ad avere queste info.grazie

  4. rosa in ha detto:

    caro umberto hai ragione spero per te che ti hanno dato una sistemazione migliore forza e coraggio …rosa

  5. Ciao umberto sono rosa. mi sono emozionata a leggere le tue lettere spero che ad oggi. le cose vadano un po meglio .t.v.b. e ti penso

  6. Non so come stanotte per sbaglio nei miei pensieri della notte e il mio svagare sul web ho trovato questo per sbaglio.. Quasi non ci credevo!! Ti stimo e ti incoraggio e ricordo che ti aspetto sempre qui fuori!! Ti amo vita mia! Quella testa di ca**o di tuo figlio Michele!!! ❤️💋

  7. Non so neanche io come mi sono trovato qua ; so solamente che come al solito ero avvalso dei miei pensieri della notte e svagavo su internet , quasi non ci credevo fossi tu .. Non sto nella pelle!!! Anche se è una vicenda vecchia e superata già ci tenevo a ricordarti che ti stimo e ti aspetto sempre fuori… Ti amo !!!! Tuo figlio Michele, quella tesa di ca**o Ahahahaha !!!! Un bacione !! Se siamo sotto lo stesso cielo non saremo mai troppo lontani ❤️💋

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