Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 23 marzo – 21 aprile

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Ecco il diario mensile del nostro Pasquale De Feo. Si tratta del mese di aprile.

Ringraziamo Maria Tavino che si sta occupando di trascrivere diversi diari che, volta per volta pubblicheremo. Nel diario di giorni mancano circa cinque giorni che non saranno stati trascritti per problemi tecnici, ma che vedremo di recuperare.

Il diario mensile di Pasquale è sempre una grandissima occasione di autentica “libertà”.

La si può “toccare” la passione che mette nello scrivere, la tenacia, la voglia di sapere, l’indignazione.

Prima di lasciarvi al diario integrale, voglio riportare solo uno estratto.. 

“Dopo tante nefandezze del PM Agostino Abate, finalmente un Gip Giuseppe Battarino ha respinto la richiesta di archiviazione del PM e ha rinviato a giudizio con ‘imputazione di omicidio preterintenzionale, arresto illegale, abuso di autorità e violenza privata, andando in Corte d’Assisi carabinieri e poliziotti che massacrarono uccidendolo nella caserma di Varese l’operaio Giuseppe Uva. La notte tra il 13 e i 14 giugno 2008, i carabinieri di Varese fermarono Giuseppe Uva e Alberto Biggiogero, li portarono in caserma, si accanirono su Uva perché era stato l’amante della moglie di un carabiniere. Il Biggiogero sentiva le urla di Uva dalla cella della caserma, chiamò il 118 per riferirgli che stavano massacrando il suo amico e di mandare un’ambulanza l’addetto chiama la caserma gli spiega ce hanno chiamato per informarli di mandare un’ambulanza, i carabinieri lo rassicurano che si tratta di un ubriaco che si dimena ed è tutto a posto. Vanno dal Biggiogero lo minacciano e gli tolgono il cellulare. La mattina alle 5 i carabinieri chiamano l’ospedale per un TSO per Uva, e viene trasferito al reparto psichiatrico, dove morirà di lì a poco. La sorella dopo varie insistenze, perché non glielo volevano far vedere, capisce che è stato ucciso a bastonate, ma troverà l’opposizione del PM he farà di tutto per coprire carabinieri e poliziotti. Il PM Agostino Abate manderà sotto processo i medici del reparto psichiatrico che verranno assolti. L’unico testimone dell’accaduto verrà interrogato dal Pm solo il 26 novembre 2013, dopo cinque anni e mezzo, minacciandolo in tutti i modi per non renderlo credibile. Sarebbe ora che questi omicidi venissero sanzionati per quello che sono, e non per reati colposi, perché in un omicidio non c’è niente di colposo Mi auguro che il CSM non faccia le solite sceneggiate senza fare niente, ma licenzi il PM Abate perché ha commesso un reato penale. Dubito che faranno un atto di giustizia del genere, tra loro si proteggono sempre. ” (23 marzo)

Non voglio aggiungere altre citazioni. Questo post è dedicato a Giuseppe Uva. La verità è più forte di ogni ambiguità e oscurità.

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo.. mese di aprile… Catanzaro.

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FINALMETE C’E’ UN GIUDICE A BERLINO
Dopo tante nefandezze del PM Agostino Abate, finalmente un Gip Giuseppe Battarino ha respinto la richiesta di archiviazione del PM e ha rinviato a giudizio con ‘imputazione di omicidio preterintenzionale, arresto illegale, abuso di autorità e violenza privata, andando in Corte d’Assisi carabinieri e poliziotti che massacrarono uccidendolo nella caserma di Varese l’operaio Giuseppe Uva.
La notte tra il 13 e i 14 giugno 2008, i carabinieri di Varese fermarono Giuseppe Uva e Alberto Biggiogero, li portarono in caserma, si accanirono su Uva perché era stato l’amante della moglie di un carabiniere.
Il Biggiogero sentiva le urla di Uva dalla cella della caserma, chiamò il 118 per riferirgli che stavano massacrando il suo amico e di mandare un’ambulanza l’addetto chiama la caserma gli spiega ce hanno chiamato per informarli di mandare un’ambulanza, i carabinieri lo rassicurano che si tratta di un ubriaco che si dimena ed è tutto a posto. Vanno dal Biggiogero lo minacciano e gli tolgono il cellulare.
La mattina alle 5 i carabinieri chiamano l’ospedale per un TSO per Uva, e viene trasferito al reparto psichiatrico, dove morirà di lì a poco.
La sorella dopo varie insistenze, perché non glielo volevano far vedere, capisce che è stato ucciso a bastonate, ma troverà l’opposizione del PM he farà di tutto per coprire carabinieri e poliziotti.
Il PM Agostino Abate manderà sotto processo i medici del reparto psichiatrico che verranno assolti.
L’unico testimone dell’accaduto verrà interrogato dal Pm solo il 26 novembre 2013, dopo cinque anni e mezzo, minacciandolo in tutti i modi per non renderlo credibile.
Sarebbe ora che questi omicidi venissero sanzionati per quello che sono, e non per reati colposi, perché in un omicidio non c’è niente di colposo
Mi auguro che il CSM non faccia le solite sceneggiate senza fare niente, ma licenzi il PM Abate perché ha commesso un reato penale. Dubito che faranno un atto di giustizia del genere, tra loro si proteggono sempre. 22-03-2014
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IL MARCIO…LEGALE
Circa otto anni fa mi trovavo nel carcere di Fossombrone, Don Giulio ci passava tutte le settimane Famiglia Cristiana, n giorno leggo un evento successo nel salernitano, nell’articolo si esaltava una signora del Veneto che in pompa magna con l’aiuto di Don Ciotti aveva avuto gratis l’imbottigliamento dell’acqua Cantani a Contursi (SA) sequestrata a i proprietari. Non capivo perché c’era bisogno di una signora che venisse dal Nord per gestire un patrimonio che era stato per decenni della provincia di Salerno.
Conoscevo il proprietario perché era mio coimputato in un processo. Oggi trovo un piccolo articolo dove informa che la Regione Campania ha stanziato 8 milioni per riqualificare l’area ormai fatiscente e dal 2007 è patrimonio comunale, per farne un “Campus internazionale di alta formazione e ricerca per la valorizzazione della cultura enogastronomica mediterranea”
Mi sono chiesto dove fosse finita la signora che Don Ciotti aveva tanto esaltata per il coraggio di avere gratis un’azienda, elei ci aveva fatto la grazia a noi “indigeni” meridionali di venirla a gestire, essendo ignoranti non sappiamo come si fa. Credo che questa eroina nordica ha rastrellato tutto ciò che poteva, quando l’azienda era alla frutta l’ha abbandonata; le solite ruberie “piemontesi”.
Quell’articolo di Famiglia Cristiana l’ho conservato nel computer, ora è un CD depositato in magazzino, come potrò caricarlo ne PC, ne manderò una copia al Blog.
Ormai è un sistema bene oliato, nel ripartirsi il bottino del saccheggio, Don Ciotto ne prende sempre una torta, fa parte del sistema che aiuta a legittimare la depredazione in atto nel meridione. 23-03-2014
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LE NEFANDEZZE SI PERPETUANO NEL TEMPO
Premesso che Corrado Augias è ateo fino al midollo e cerca sempre di estremizzare ogni cosa ce riguarda la Chies, ma come ho scritto altre volte, i fatti della storia non possono essere cancellati.
Leggo un articolo “Quando l’inquisizione depredava le generazioni future”, il titolo è tutto un programma, anche se tutti in modo superficiale conosciamo il periodo terribile dell’inquisizione, solo gli studiosi ne conoscono nello specifico l’orribile crudeltà di cui si è macchiata la Chiesa, con la scusa dell’eresia, ha schiacciato ogni nemico in modo barbaro, esclusivamente per imporre il suo potere e fermare ogni ostacolo che si potesse frapporre tra loro e il potere politico e religioso ; la centralità di Roma e del potere pontificio passava su migliaia di infelici ce ebbero a subire disumani oltraggi e roghi umani in tutte le piazze d’Europa.
Ci sono molti studi in proposito: “Grande visionario storico dell’inquisizione” diretto da Adriano Prosperi, dagli studi di Marina Caffiero e di Massimo Firpo. Ora si aggiunge il saggio di Germano Maifreda “I denari dell’inquisizione”, si occupa della parte economica dell’inquisizione.
Si calcola che nel periodo citato ci siano stati tra i 50.000 e i 75.000 processi con un numero di imputati tra i 200 e i 300 mila.
Alle condanne c’erano sempre le confische dei beni, strumenti di terribile violenza perché all’epoca non c’era il Welfare che garantisse i cittadini, pertanto mandavano alla miseria e alla morte per fame migliaia di famiglie.
Cesare Beccaria intervenne e disse che era moralmente ingiusto perché rappresentava una condanna a morte di fatto, con il troncamento di ogni legame con il consorzio civile.
Lo stesso intervenne in merito anche nel suo famoso libro “Dei delitti e delle pene” in cui scrive sui metodi penali e giudiziari dell’epoca soffermandosi anche su sequestro dei beni perché la confisca nuocerebbe ai familiari e li costringerebbe a delinquere per sopravvivere”.
Oggi questo fenomeno è peggio dell’epoca, perché con le moderne tecnologie è diventato industriale, sia la repressione e sia i sequestri dei beni, con la scusa delle lotte alla mafia, addirittura ne hanno fatto una questione morale, alimentando il risentimento dei figli di chi subisce questi abusi, stanno distruggendo il futuro delle prossime generazioni, di fronte all’interesse non c’è niente che possa fermare i predoni.
Ieri vedere Don Ciotti che strumentalizzava il Papa, una profonda tristezza è scesa nel mio cuore; cosa ne sa il Papa della colonia meridionale e di come è stata ridotta dagli avi piemontesi di Don Ciotti; e i discendenti come lui continuano l’opera di demolizione.
Possibile che milioni di meridionali hanno tutti le bende sugli occhi? 24-03-2014
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CILENTO
Ho finito di leggere il libro “Ciliendo” addò canda lu cucùlo (Cilento : dove canta il cuculo). Scritto da Osvaldo Celano. Edizione del Centro di Promozione Culturale per il Cilento. Sito http://www.cilentocultura.it. E’ un insieme di canzoni strambotti, detti proverbiali, aneddoti, epigrammi, aforismi, etimologie, moto intriganti e significativi.
E’ scritto in dialetto cilentano con la traduzione bifronte in italiano, mi è piaciuto molto, e con un po’ di sforzo sono riuscito a leggere anche il dialetto, sono ritornati alla mente tutte le parole dei nonni e degli zii.
Ho trovato pensieri sulla storia che credevo fossero molto limitati, invece c’è una corrente molto attiva nel riportare alla luce la vera storia del risorgimento.
In alcune parti tratta in modo ironico e in altre meno, ne voglio trascrivere qualche pezzo:” Arriva Garibaldi. Non era Attila: ma che succede? Il Meridione era il Faro di Civiltà, i Fratelli d’Italia Piemontesi erano i Barbari predatori. Predatori di beni materiali e non, come sempre succede nella storia…E siamo fottutiù1 I migliori se ne vanno; i briganti li impiccano; le donne le stuprano (e ci imbastardiscono tutta la discendezaù9E come li salvi più?
C’è anche un pensiero sull’attualità: in Italia la fuga dei cervelli è un fenomeno in atto: nel Ciento è un fenomeno completato. Tutto è già successo e si è concluso. Questo è vero perché in questa terra non ci sono strutture per avere prospettive, non c’è neanche l’università, se ricordo bene. C’è una piccola strofetta o strambotto come li chiama lo scrittore, molto bella e significativa.
Sona cambana, sòna e son’à ffesta
ca ‘stu paèse ninn’è cchiù Burbòne!
Si lu brehande la mendagna ‘mbesta,
ng’è cchiu lu ‘ mbicca ‘mbònda lu cannone.

Ma po’…Ch’è stato!? E ccà ògni diritto
Pare ca l’hano fatto tròppu stuorto:
nne spoglian’a la nura, e tutti cìtto!
Sòna cambàna sòna, e sòn’a mmuòrto.

Il titolo è “Italia unita”, dice questo:” Suona campana, suona e suona a festa/ questo non è più il Paese del Borbone!/Se il brigante la montagna infesta/ non c’è più chi i impicca sulla cima del cannone./ Ma poi…Cosa è successo!? E’ finito ogni diritto come c’era prima;/ ce l’hanno fatta troppo brutta:/ ci hanno spogliato completamente nudi, e tutti si stanno zitti!/ suona campana suona, e suona a morte”
Lo scrittore spiega ce l’allusione è alla spoliazione del Meridione effettuata dai Piemontesi per colmare il gap evoluzionistico spaventoso ce li separava dal Sud. Era il caso di disperarsi, non di festeggiare.
Lui paragona i nostri briganti ai desperados spagnoli, perché sapevano di morire ma non avevano altra scelta, o morire in piedi lottando o essere schiavi in ginocchio, uomini veri che meriterebbero tutta l’ammirazione storica, invece sono stati mostrificati e innalzati come eroi criminali macellai come il generale Enrico Cialdini e tanti altri come lui.
C’è una canzone riportata nel libro che esprime un trucco vecchio come il mondo, demonizzare l’avversario e possibilmente con l’aiuto della religione, eliminando (Stella Diana) sempre i migliori, cita Socrate, Cristo, Giordano Bruno e tanti altri migliaia nel mondo. Il titolo è
Stella Rijàna
Stella Diana

E’ bella la mundàgna,
a fatta re juòrno,
uè Stella Rijàna
ca schieri tuòrno tuòrno:
‘ssu cièlo, ppè lu scuòrno,
tùttu rùsso se fa ggià!

Arrivan’a cavàllo,
sàaglieno càp’a mmònde:
li brehàndi
se tòrnan’a lu mònde.
Uno nne màanga,
ca non se po’ cchiù turna’.

Uè Stella Rijàna,
ca lùci la matina,
Tu ‘uard’a cchi camina:
s’avèss’a scapezza’?!
Uè Stèlla Rijàna, Stèlla Rijàna,
Uè Stèlla Rijà –a-a-na!

Lu brehànde
Lu ssàpe ca mòre:
è ppè cchèsto
can un tène còre
Màng’amore pòt’ave’!

Uè fèmmen’ amànde
Re brehànde,
prima o ròppo, tienèl’a mmènde
ca sàngo e làhreme
nn’ha ra jetta’!

Uè Stèlla Rijàna,
ca lùci la matina,
Tu ‘uàrd’a cchi camina:
s’avess’a scapezza?!
Uè Stèlla Rijana, StèllaRijana,
Uè Stèlla Rijan-a-ana!

Lu ssàpe lu bbaròne, lu prèvat’ e la ggènde,
ca quànno èsse prèna
fèmmena re brehànde,
‘stu figlio è ‘nnu peccato
E nàsce nun se pòte fa’!
E’ muorto lu pàtre,
ma n’è fernùta:
‘n guòrp’a la màamma,
si non se stùta,
ng’è ‘nna vàmba
ca se po’ ssèmb’appiccia’!

Uè Stèlla Rijàna,
ca lùci la matina,
tu ‘uard’a cchi camina:
s’avèss’à scappezza’?!
Uè Stèlla Rijana, StèllaRijana,
Uè Stèlla Rijan-a-ana!

Accussi’ , mo’ so’ ffernuti,
li brehàndi non ge so’ chiù:
Uè stèlla Rijana ca mài te stùti,
‘sti ‘uagliuni non te le scurdà pur Tu’!
Uè Stèlla Rijana!

Com’è bella, la montagna
Alle prime luci dell’alba.
Oh, Stella Diana
Che rischiari tutt’intorno,
il cielo, per la vergogna
già diventa tutto rosso (aurora)

Arrivano a cavallo,
salgono verso l’alto:
i briganti
tornano alla montagna;
Ne manca uno, però,
Che non potrà più tornare.

Oh, Stella Diana
Che risplendi al mattino,
Tu guarda(proteggi) il viandante
Che potrebbe cadere (col buio)
Oh, Stella Diana, Stella Diana,
Stella Dia-a-a-na!

Il brigante lo sa che prima o poi morirà
Ed è per questo,
che non ha cuore:
ma, senza cuore com’è,
non potrà avere neanche amore.

E tu, donna amante
Di un brigante,
presto o tardi, rammentalo sempre,
che sangue e lacrime
dovrai versare assai.

Oh, Stella Diana
Che risplendi al mattino,
Tu guarda(proteggi) il viandante
Che potrebbe cadere (col buio)
Oh, Stella Diana, Stella Diana,
Stella Dia-a-a-na!

Lo sa bene il barone, come anche i prete e la gente, che quando resta incinta
la donna del brigante,
aspetta un figlio del peccato,
e non si può permettere che nasca.
Il padre è morto, è vero,
ma non è finita:
nel grembo della madre,
se non la si spegne,
c’è una fiamma
che potrebbe sempre riaccendersi.

Oh, stella Diana
Che risplendi al mattino,
Tu , guarda (proteggi) il viandante
che potrebbe cadere (col buio).
Oh, Stella diana, Stella Diana,
Stella Dia- a –a –na!

Ed è così che son finiti:
i briganti non ci sono più (sterminati):
Oh Stella Diana che mai ti spegni,
questi ragazzi non scordarli, almeno tu.
Oh, Stella Diana.

Anche nel Cilento ci fu forte movimento del fenomeno del brigantaggio, dopo l’annessione del Meridione i Piemontesi – padroni si rivelarono peggiori di tutti coloro che li avevano preceduti nel depredare questa terra. Lo scrittore afferma un pensiero che condivido, Omero ne farebbe degli eroi, nel nostro paese li hanno mostrificati e sic cerca di censurare in tutti i modi la verità. 25-03-2014
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LA STORIA FALSATA
Riflettevo sula giornata delle vittime delle mafie che Don cotti ha organizzato per il 21 marzo, a parte che è un giorno già dedicato ai disabili, ma lui se ne approprierà con la sua setta. Facevo alcune considerazioni, chi non la pensa come lui diventa automaticamente mafioso, chi muore diversamente e non rientra nel suo elenco non ha dignità di cittadino; come mi disse un prete” chi non fa parte della corrente dell’antimafia è mafioso? questa la dice lunga su questo pensiero unico come le dittature.
Ha conteggiato le vittime delle mafie in 842, iniziando dalla morte del sindaco di Palermo nell’800 fino ai giorni nostri.
Siccome lui ha iniziato dall’800, viene naturale iniziare dall’unità di questo paese, se calcoliamo solo gli ammazzati delle varie polizie e dei soldati saranno migliaia, come gli operai uccisi davanti alle fabbriche durante le dimostrazioni o addirittura in alcuni casi hanno usato i cannoni, ma la cosa più grave e che non si ritengono figli di questo Paese le migliaia di giovani orti negli ultimi 35 anni, si calcola ce ne Meridione siano stati circa 10.000, costretti dall’abbandono di uno Stato colonialista, ad intraprendere la strada dell’illegalità per mancanza di prospettive, infrastrutture e lavoro. In migliaia i meridionali sono stati costretti dal deserto reso da 150 anni ad emigrare: dall’ottocento fino agli anni venti del secolo scorso sono stati milioni ad andare all’estero; negli anni cinquanta-sessanta l’immigrazione di altri milioni è stata interna per lavorare nelle fabbriche del Nord. In tanti sono morti. Non sono vittime questi milioni di persone? Oggi sempre il Nord usa il Meridione come discarica dei suoi rifiuti tossici (mai sentito Don Ciotto dire una parola contro le industrie del Nord), e migliaia stanno morendo di tumore e altre malattie, non sono vittime queste?
La mia impressione è che siano figli di un Dio minore.
Ci sono morti ce servono al potere per legittimare il loro operato, allora li fanno diventare icone, classificando morti di serie A e morti di serie Z, sostenendo i savonarola nei loro deliri giustizialisti. Oggi questo fanatismo deriva ace dal nuovo saccheggio che si sta effettuando nel Meridione, e le varie associazioni, magistratura e politica, tutti orbitanti nell’area della setta antimafia sgomitano per accaparrarsi tutto ciò che viene depredato.
Nel 1860 le ricchezze del meridione erano superiori al Nord, oggi l’associazione per lo sviluppo de Mezzogiorno SVIMEZ, in una relazione afferma che il Sud è indietro di 400 anni in confronto al Nord. Con il nuovo deserto che stanno creando derivanti dai saccheggi e dalle tante leggi per far rimanere i Meridione una colonia, questa cifra aumenterà.
Fanno bene i tanti giovani a scappare dal Meridione, perché hanno un sistema contro, nessun sogno possono realizzare, qui vige ancora il feudalesimo, e se non si nasce in una famiglia “aristocratica” si è destinati o a fare i servi o diventare briganti oppure scappare lontano in paesi dove c’è civiltà e opportunità per tutti senza distinzioni. 26-03-2014
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I MASSACRI DIMENTICATI
Leggendo un articolo su un museo che è stato aperto a Ragusa” l’Italia in Africa”, molte associazioni hanno protestato perché la rappresentazione è falsata ed è di parte, nessuno accenno alla verità storica di quello che gli italiani hanno fatto nelle colonie africane.
Non è stato diverso di quello che hanno fatto con l’annessione del meridione, d’altronde ci ritenevano africani anche a noi.
Solo in Abissinia (odierna Etiopia) da 1935 al 1941 hanno distrutto 2 mila chiese con i loro oggetti d’arte; 525 mila case o capanne bruciate; 275 mila persone uccise in azioni di guerra; 75 mila patrioti uccisi in campo di battaglia; 30mila uccisi durante la strage del 1937 non si spiega di cosa si tratta, ma sicuramente sarà qualche rappresaglia di quel criminale del generale Rodolfo Graziani): altri 24 mila patrioti condannati dalla corte marziale italiana e uccisi; 35 mila prigionieri morti nei campi di concentramento; 300mila persone morte in seguito alle privazioni per aver avuto i villaggi distrutti.
Sono cifre ufficiali, in base alle quali, nel settembre 1945 i governo italiano e quello etiope si accordarono per le riparazioni dovute dall’Italia.
Tutto questo è successo in cinque anni, figuriamoci in 75 anni di colonialismo italiano cosa hanno combinato; conosco un po’ di quello che hanno commesso in Libia, non è tanto diverso.
In questo Paese si cerca sempre di censurare la verità storica, riscrivendola e abbellendola come una favola, così hanno fatto con questo museo.
Non siamo brava gente, siamo come tutti gli altri popoli, ci siamo macchiati di crimini contro l’umanità, è giusto fare i conti con la nostra storia, ogni popolo deve farlo, affinché le future generazioni sappiano e gli sia da insegnamento. 27-03-2014
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SAPREMO MAI LA VERITA’?
Un ispettore della Digos Enrico Rossi ha dichiarato che durante l’agguato di Via Fani nel 1978 dove fu sequestrato Aldo Moro e uccisa la sua scorta, c’era una motocicletta on due persone a bordo e spararono addosso a un passante, quei due erano dei servii segreti ed erano lì per proteggere l’azione delle brigate rosse che nessuno li disturbasse, come è risultato dal processo il loro capo colonnello del Sismi Camillo Guglielmi si trovava nei paraggi a circa duecento metri.
Uno dei due prima di morire ha scritto una lettera e dato indicazioni per individuare l’altro: l’ispettore lo trovò, andò a perquisire la casa della moglie e trovò una pistola cecoslovacca avvolta in un giornale che riportava il sequestro Moro, subito arrivarono i carabinieri avvertiti da lui, sequestrarono la pistola e non sa che fine gli hanno fatto fare. Aveva chiesto che venisse interrogato gli è stato impedito dai suoi superiori, come anche la perizia della pistola, stanco di essere fermato s ogni cosa se ne andò in pensione.
Ricordo che qualche anno addietro avevo scritto nel diario di un articolo di un quotidiano, in cu un soldato affermava che nel 1978 ‘avevano messo di guardia del covo dove tenevano sequestrato Moro.
“Un militare di leva in servizio nel 1978, dopo 33 anni ha dichiarato che, all’epoca del sequestro Moro, l’avevano messo di guardia con altri dieci uomini di fronte alla cosa dove tenevano sequestrato Moro, in via Montalcini a Roma. Gli dissero che Moro era nell’appartamento al piano rialzato e che l’appartamento sopra era pieno di microfoni per sentire tutto quello che dicevano nell’appartamento dov’era moro. L’8 maggio 1978, il giorno prima della morte di Moro, gli fu detto che la missione era finita e di dimenticare tutto quello che gli avevano detto e che aveva visto. Il 9 maggio 1978 Moro fu ucciso. Questa notizia doveva essere ripresa da tutti notiziari, invece c’è stato silenzio da parte di tutti i media. Ho trovato la notizia su un giornale regionale. Questo dimostra, se ce e fosse stato bisogno, che Moro fu ucciso dallo Stato, che si servì delle Brigate Rosse. Ora si spiega perché tutti gli imputati del sequestro Moro sono tutti usciti. Fra 10-20 anni verrà a galla che anche le stragi del 1992-1993 furono commissionate dallo Stato, però ne frattempo sono morte centinaia di persone nelle carceri migliaia pagano ancora per leggi emergenziali e centinaia sonno sepolti vivi ne regime di tortura del 41 bis. – 13/04/2011”
Ricordo anche che avevo letto un articolo dove riportava che Mario Moretti, i capo delle BR e ideatore del sequestro Moro, prendeva uno stipendio come insegnante informatico dal ministero degli interni; ne ho scritto anche nel diario.
Con tutti gli ergastoli che aveva, dopo dieci anni andava già in permesso.
Non molto tempo fa uscì la notizia sui quotidiani del libro scritto dagli artificieri che andarono a ispezionare l’auto dove c’era il cadavere di moro, riportarono nel libro che il cadavere c’era da alcune ore prima della verità ufficiale, aggiungendo che Cossiga presente sul posto non si meravigliò quando l’artificiere gli comunicò che nel bagagliaio dell’auto c’era il cadavere di Moro, come se lo sapesse già.
Sono tante le cose strane, ma la storia ci insegna, quando c’entrano lo Stato con i suoi apparati, la verità non verrà mai fuori. 28-03-2014
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UN’ALTRA TRUFFA
Il nuovo ministro della giustizia, vuole risarcire i detenuti con 10-20 euro al giorno quelli che sono usciti e la trazione del 20% sula pena quelli che sono in carcere, è andato alla Corte Europea di Strasburgo per portargli la sua proposta, specificando che sono esclusi i detenuti dell’alta sicurezza e del regime di tortura del 41 bis, come se fossero detenuti maghi che devono stare in Aeternum sui roghi.
La cosa strana è che i politici come arrivano al ministero di giustizia, i mandarini che decidono ogni cosa catechizzano subito il nuovo arrivato, tanto lo sanno che rimarrà poco tempo, pertanto devono tenerlo a bada e convincerlo che i loro consigli sono quelli giusti…
Ricordo che tempo fa ho letto un intervista del nuovo ministro Andrea Orlando affermava che il 41 bis era disumano e che e condizioni delle carceri erano barbare, ora ascoltare i nuovi discorsi che sono diametralmente opposti fa riflettere come possono cambiare le persone in base al posto che occupano.
Ormai mancano scarsi due mesi al termine posto dalla CEDU per non prendere decisioni serie, riforme che incidono per il futuro, non hanno fatto altro che cercare di trovare escamotage per imbrogliare l’Europa; nelle sezioni dell’AS-1 di alcune carceri i hanno messi n due per cella per procurare più posti, le solite soluzioni all’italiana.
Mi auguro che a Strasburgo non lo prendano in considerazione, perché sarà un’altra trovata truffaldina, la stessa che hanno menzionata i giudici delle CEDU, che in vent’anni si sono sentiti presi in giro dai p olitici italiani. 29-03-2014
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LA CULTURA INCENSURABILE
In Inghilterra il m ministro della giustizia ha emanato una circolare che vieta ai detenuti di ricevere libri dai parenti ed amici.
Come un blog che lotta per i diritti umani ha denunciato l’accaduto, c’è stata una reazione del mondo intellettuale straordinaria, in 24 ore hanno raccolto migliaia di firme, ed eminenti scrittori hanno denunciato la cosa come “uno degli atti più maligni, disgustosi, vendicativi di un governo barbaro come il nostro”, e si augurano che il premier licenzi il ministro responsabile e “gli tolga di mano la frusta”.
Dal canto suo il ministro della giustizia Chris Grayling ha dichiarato che la sua iniziativa non nega la messa al bando dei libri, ma di tramutarla in premio a chi si comporta bene chi ottiene n certificato di buona condotta può farsi spedire tutti i libri che vuole, la sua intenzione è di tramutare la cultura in un privilegio.
Non ci sono parole per giustificare una simile decisione, ma la giusta proposta l’hanno data gli intellettuali inglesi, indignandosi contro un divieto medievale. In Italia questo divieto è stato messo nel 2009 dalla famigerata legge N.94 del duo Alfano-Berlusconi, che impedisce la cultura con divieti di libri, giornali e altro ne regimi di tortura del 41 bis.
Nessuno degli intellettuali del nostro paese si è indignato, questo dimostra come anche loro fanno parte del sistema che tiene imbrigliato in una sorta di oscurantismo medievale la nazione.
All’inizio di gennaio 0er una lettera scritta dalla direttrice del Manifesto, per denunciare il divieto a avide Emmanuello ne regime di tortura del 41 bis di Ascoli Piceno, di leggere il libro di Umberto Eco “In nome della rosa” e il blocco dell’abbonamento del “Il Manifesto”, c’è stata una risonanza mediatica sui più grandi quotidiani del Paese, da Repubblica al Corriere della Sera e altri, ma nessuno è intervenuto, neanche Umberto Eco.
La stragrande maggioranza degli intellettuali italiani si sono messi allo stesso livello del nano di Arcore e del suo segretario Alfano. 30-03-2014
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BRAVO PAPA FRANCESCO
L’altro giorno alle sei di mattina il Papa ha detto messa per 400 parlamentari, non smentendo il suo percorso gli farà ricordare questa messa per molto tempo.
E’ entrato da una parte dove nessuno di loro potesse avvicinarsi per salutarlo, non li ha salutati, quando parte l’omelia ha iniziato a bastonarli, paragonandoli a sepolcri imbiancati della classe dirigente ai tempi di Gesù. Lontani dal popolo. Gente dal cuore indurito. Il peccatore può redimersi e cercare il perdono, ma i corrotti non demordono nel loro errore, perché la corruzione è nell’anima.
I cosiddetti parlamentari cattolici sono rimasti impietriti qualcuno ha detto che il Papa vive male la messa della casta, proprio per questo un grande.
La cerimonia finisce in fretta, senza strappi al protocollo, non vuole nessuna empatia con loro, se ne va senza salutarli.
Come al solito il giornale dove ho letto la notizia “La Repubblica” ha riportato la notizia in modo settario, nell’articolo ha citato tutti i parlamentari di destra, come se quelli di sinistra non c’erano, qualcuno dovrebbe dirgli a Tommaso Ciriaco che ha redatto l’articolo, che un po’ di decenza ci vuole quando si scrive e si riportano le notizie.
Il sistema e questa classe politica è troppo marcia perché possa cambiare con le bastonature del Papa, ma bene ha fatto a fargli capire chiaro che lui non è il pensionato, che bastava fargli avere i finanziamenti per chiudere tuti e due gli occhi. 31-03-2014
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IL SACCHEGGIO…NON SI FERMA
Siccome scadevano i cinque anni dalla morte del nonno, la mattina si è presentato l’amministratore giudiziario per il sequestro dei beni, circa 600 milioni di euro ai fratelli Rappa.
Il loro nonno era stato arrestato per 416 bis associazione mafiosa insieme al figlio, il padre dei due imprenditori. Al processo il nonno viene condannato e il padre dei ragazzi assolto. Il patrimonio del nonno circa dieci miliardi viene sequestrato e poi rilasciato, va a finire nelle mani delle banche creditrici e ancora oggi stanno vendendo il patrimonio immobiliare per il recupero dei crediti.
La vita imprenditoriale dei due nipoti è stata diametralmente opposta a quella del nonno, ma siccome sono nipoti di…il loro patrimonio è frutto di illegalità, la legge del sospetto…in odore di mafia…ma che razza di paese è diventato, ormai sembra di assistere ai sequestri che facevano gli imperatori romani quando avevano e casse vuote.
Mi immagino tutti gli sciacalli che si appropriano del bottino di questi saccheggi, come stanno in ansia nell’attesa che si discuta del ricorso dei fratelli Trappa, avranno l’acquolina in bocca e credo che già discutono come spartirsi le vestigia. Iene della peggiore specie. 01-04-2014
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LA DISUMANITA’ E’ DIVENTATA NORMALE
La DDA di Caltanissetta, Firenze, Palermo, hanno relazionato dopo che i periti da loro nominati che Bernardo Provenzano non ha più a facoltà di intendere e volere, anche per questo lo hanno stralciato dai processi c he presiedevano che erano favorevoli a fargli togliere il 41 bis.
Il nuovo ministro della giustizia Andrea Orlando ha rinnovato il 41 bis a Provenzano perché il DNA ha detto no questo dimostra che hanno già stretto tra le loro spire il ministro, e lui si è messo a pecoroni non solo su questo.
Quello che mi meraviglia è che l’anno scorso il 2 febbraio 2013 dichiarò che il 41 bis era disumano e che andava rivisto e che l’ergastolo andava abolito, e oggi non ha neanche un atto di umanità con l’appoggio di tre delle più importanti procure della DDa d’Italia, se il buongiorno si vede dal mattino, credo che questo signore non farà niente per riportare la civiltà nelle carceri. 02-04-2014
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SCUOLA LIBERA
A Zurigo in Svizzera c’è una scuola molto speciale, che si attiene al metodo Maria Montessori.
A Villa Monte c’è una scuola privata autorizzata e vigilata dal Canton Svitto fondata nel 1983 dalla pedagogista Rosmarie Scheu montessoriana, basata sul principio “ciascuno fa da sé”.
La scuola è composta dalle primarie fino alle superiori, non ci sono banchi e né maestri, gli scolari imparano ognuno per sé ma quando ne hanno voglia. Impiegano il tempo anche per conoscere se stessi, gli altri e l’ambiente che li circonda. Non ci sono forzature di nessun genere, niente comiti, niente voti, niente esami, nessuna punizione, rimproveri o elogi, pertanto niente stress.
Gli alunni hanno solo tre regole:
1.trattarsi con rispetto
2.essere ordinati
3.restare nello spazio stabilito attorno all’edificio.
La fiducia che viene data ai ragazzi e la libertà di gestire liberamente la giornata li stimola a imparare secondo il modo più congeniale per ognuno di loro.
La gioia e di imparare e la curiosità fano sì che al termine del periodo scolastico nessuno rimane indietro, ma soprattutto sono consapevoli cosa significa autonomia, felicità e gioia.
Il metodo Montessori è famoso in tutto il mondo. Dovunque produce grandi risultati solo in Italia non viene preso in considerazione. 03-04-2014
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LE SORPRESE DELLA VITA
Un operaio della FIAT nel 1975 acquistò ad un’asta delle ferrovie due quadri per 45.000 lire, li collocò subito nel salone di casa a Torino. Quando alla metà degli anni novanta ritornò in Sicilia li sistemò nel soggiorno della cucina.
Per quarant’anni hanno accompagnato la vita di questa famiglia, nelle feste e di conseguenza nelle foto che venivano scattate.
Uno dei figli era molto affascinato fai due quadri e faceva molte domande al padre, divenuto studente di architettura iniziò ad indagare e arrivarono a scoprire che erano due quadri d’ autore, Bonnard e Gauguin.
I critici a cui si rivolsero gli dicevano che erano autori ignoti la sovrintendenza gli rispondevano che non avevano tempo da perdere, allora si rivolsero ai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale, e hanno confermato che erano autentici.
Il Bonnard ha un valore di 500 mila euro, il Gauguin vale 35 milioni di euro.
Questi due quadri furono rubati nel 1970 a Londra, ritrovati anni dopo sulla tratta Parigi-Torino, e finirono nel deposito di oggetti smarriti. Acquistati all’asta che si effettua ogni anno dal signore in questione.
Sembra una favola, anche se raramente succede anche nella vita. 04-04-2014
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LE ESTORSIONI DELLE BANCHE
Leggo su un quotidiano il costo dei conto correnti in Italia e la media europea. In Italia costano 371 euro, mentre in Europa costano 114.
Costano oltre tre volte tanto, come è possibile ciò, eppure siamo in Europa e con la Banca Europea ci dovrebbero essere un’armonia nel costo dei conto correnti.
In Olanda, se non vado errato i conti correnti costano circa 50 euro.
Quello ce succede in Italia è possibile perché abbiamo una classe politica marcia e corrotta, ce va a braccetto con le banche e si rendono disponibili, a loro volta, hanno tutti prestiti e finanziamenti che gli servono, al singolo politico, agli amici degli amici e ai partiti.
Chi paga tutto ciò è la gente comune, e quando vanno in banca a chiedere un prestito, vogliono la luna come garanzia. 05-04-2014
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I MALI DELLA GIUSTIZIA
Ho letto un’intervista dell’avvocato cassazionista Gaetano Insolera, ordinario di Diritto Penale all’ Università di Bologna.
La sua analisi racchiude la catastrofe della giustizia italiana, non ha tralasciato niente e nello specifico ha toccato tutto il marcio che alberga nel potere giudiziario.
Ogni mia parola risulterebbe superflua dopo aver letto questa intervista, pertanto lascio alla lettura dell’intervista:

articolo-prima

Articolo-seconda

Articolo-terza

Articolo-quarta

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VISITA INASPETTATA
Verso le due del pomeriggio mentre ero in cella, aprono il blindato e poi il cancello e vedo un gruppo di persone tra cui la direttrice e commissario, esco davanti alla porta e una signora mi stende la mano presentandosi come l’On.Bossio, c’era anche Emilio Quintieri e un altro che non ho capito chi era, facilmente un altro politico.
Avevo scritto a Emilio che la volta precedente erano venuti e si erano fermati al terzo piano, tralasciando il quarto piano dove siamo ubicati, non pensavo che venisse così presto, aspettavo la visita dopo Pasqua e non subito.
Succede che quando ci sono queste improvvisate si rimane un po’ impallati, prima di mettere insieme un discorso che tocca tutti i punti più importanti, comunque, mi sono ripreso e ho iniziato a parlare dell’ergastolo, del 4 bis, del 41 bis, del federalismo penitenziario cioè di scontare la pena nella propria regione, ma purtroppo in quel momento, volendo parlare di tutto non si riesce mai a fare un discorso chiaro dei singoli argomenti, e alla fine riesci a dare un’infarinatura di un po’ di tutto ma senza poter entrare nello specifico singolarmente.
I punti toccati sono a conoscenza di Emilio, pertanto se c’è qualche argomento da chiarire lo farà lui con l’On. Bossio.
L’impressione che ho ricevuto dall’On.Bossio che non era a conoscenza delle problematiche di cui gli abbiamo parlato, anche se fa parte della Commissione giustizia alla Camera. Credo che tutto derivi dalla mostrificazione che oltre due decenni, hanno elevato leggi di emergenza palesemente anticostituzionali come la panacea alla soluzione dei problemi nel Meridione; la soluzione è sempre la stessa “repressione”, ciò legittima ogni legge anche la più infame.
Mi è dispiaciuto non aver riconosciuto Emilio, d’altronde l’avevo visto una solo volta per pochi minuti.
Ha detto l’On.Bossio che vuole organizzare un convegno qui a Catanzaro per parlare di queste tematiche, speriamo che si faccia, così ci sarà la possibilità di discutere a fondo e spiegargli le nostre ragioni. 12-04-2014
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CREDERE
Leggendo tante cose, viene spontaneo chiedersi dove sta la verità, mi hanno sempre detto che la scienza va avanti per teorie fino a quando non le conferma, oggi con le nuove tecnologie le conferme si ottengono quasi subito, perché con il carbonio 14 si hanno delle certezze che nessuno può contestare.
Leggo su una rivista che hanno trovato un fossile di una conchiglia che si chiama ostracode, un crostaceo ancora vivente, che risale a 450 milioni di anni fa, la scoperta e che aveva l’istinto materno già all’epoca.
Il mio discorso non riguarda la scoperta ma i milioni di anni.
Siamo un paese cristiano e ci insegnano quello che è scritto nella Bibbia, cioè che il mondo è stato creato da Dio circa 5500 anni fa, l’età della Bibbia. Altrettanto fanno le altre religioni, hanno una data di creazione.
Se così fosse come è possibile che sono stati trovati scheletri umani di milioni di anni. Come è possibile che ci sono civiltà di 10-20 mila anni fa, potrei continuare su questa strada.
Mi chiedo come è possibile credere a un fatto che la scienza smentisce. Sono consapevole che l’essere umano ha paura dell’ignoto e ha bisogno della religione per essere rassicurato. Ma, una cosa sono i messaggi di pace, fratellanza, uguaglianza, solidarietà, amore, e tutto ciò che serve per creare armonia in ogni comunità, e un’altra credere in ciò che sappiamo non essere vero.
Ognuno di noi è un Dio, basta crederlo e rispettare il prossimo, e tutti i mali della terra scomparirebbero. 13-04-2014
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LA MESSA DI PASQUA
Stamane si è celebrata la messa di Pasqua con il vescovo Vincenzo Bertolone, diversamente dagli altri anni c’era tutto il padiglione, sette sezioni pertanto la chiesa era stracolma, a noi dell’AS-1 ci hanno messo in un angolo vicino all’altare in piedi.
Gli altri anni si faceva messa solo con la nostra sezione, l’amico Fabio faceva i dolci dopo la funzione in canonica si faceva un piccolo buffet a cui partecipavano tutti i presenti, vescovo, direttrice, commissario, volontari, area educativa e i professori della scuola.
Quest’anno non è stato possibile essendo che la messa è stata fatta per tutta l’area AS.
Il vescovo ha fatto un bel discorso, sulla libertà interiore, sul volerci bene, di coltivare il bene che è in noi, e ha ribadito la sua vicinanza a noi e principalmente a chi ha l’ergastolo ostativo.
Anche la direttrice ha fatto un bel discorso, e anche lei ha menzionato l’ergastolo ostativo; in più abbiamo saputo nel suo discorso il magistrato di sorveglianza dott.ssa Magnavita; sempre dal vescovo abbiamo saputo nel suo discorso che si è fatta entrare, perché non aveva documenti. Anche lei ha fatto un discorso accorato, ha ribadito che la magistratura di sorveglianza non è nemica dei detenuti, che l’ufficio della sorveglianza e il tribunale sono vicino a noi, con gli strumenti che hanno disponibili. Gli stessi concetti li ha ribaditi varie volte. E’ stato un discorso molto sentito, e io sono certo che lei lo faceva col cuore, ma purtroppo i detenuti quando non vedono i fatti, con il tempo non credono più, perché vedono uscire solo a fine pena. Ci auguriamo tutti che presto si iniziano a vedere le luci della vita.
Gli strumenti ci sono ma bisogna avere il coraggio di usarli.
Anche se affollata è stata una buona giornata. 14-04-2014
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LA CREATIVITA’ ECONOMICA
Dopo tanti anni mi viene difficile meravigliarmi delle risposte e delle azioni del ministero della giustizia, prettamente il DAP.
Mi inviano un documento dove raccontano un fatto che ha dell’incredibile, ma siccome c’è nome e cognome di Mario Trudu, e il documento è di Francesca De Carolis pertanto non c’è da dubitare che tutto sia vero.
Dopo 35 anni di carcere riesce ad avere un avvicinamento per effettuare colloqui con i suoi familiari, il DAP glielo concede a patto che si paghi lui il viaggio con la scorta, la cifra è di circa 10.000 euro. Dopo tanti anni di carcere non ha questi soldi, ma sembra inverosimile perché tutti i giorni vengono trasferiti in Sardegna detenuti, principalmente in questo periodo che stanno riempiendo i quattro carceri apertisi recente: Sassari, Tempio Pausania, Oristano e prossimamente apriranno anche quello di Cagliari.
In questi giorni hanno movimentato traduzioni di 250 persone esclusivamente perché a loro dire ogni 3-4 anni bisogna farlo perché non devono radicarsi troppo in un luogo. Da una parte hanno ragione perché i reclusi si potrebbero affezionare al loculo dove li hanno seppelliti vivi da oltre vent’anni e potrebbero avere la tentazione di sceglierlo per la destinazione finale, d’altronde nel regime di tortura del 41 bis si suicidano 19 volte di più degli altri regimi e il 50% soffre di patologie psichiatriche. A queste notizie il DAP ha opposto la segretezza.
Tra tutti questi andirivieni di detenuti dalla Sardegna, non c’era un posto per Trudu? Mi sembra impossibile.
La cosa ancora più strana è che Mario Trudu non è un caso isolato, c’è un detenuto nella sezione che ha avuto la stessa sorte, gli hanno concesso l’avvicinamento colloquio, ma doveva pagarselo di tasca sua, non avendo soldi ha dovuto rinunciare.
Si spendono milioni di euro al ministero per mantenere privilegi vergognosi, e si accaniscono contro persone che chiedono di essere avvicinati alle loro case per vedere i loro familiari che non vedono da ani. Ormai la crudeltà è diventata norma, con il silenzio di tutti. 15-04-2014
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CESARE LOMBROSO
Mi ha scritto l’amica Sandra informandomi che ha firmata una petizione per far chiudere il museo nell’università di Torino dedicato al criminale Cesare Lombroso padre del razzismo antimeridionale.
Mi è venuto in mente che due settimane fa il quotidiano di Repubblica ha pubblicato una intera pagina a firma del giornalista Massimo Novelli, con la scusa di un libro che riabilitava questo criminale e ce il movimento neoborbonico ne ha impedito la presentazione. Repubblica e l’Espresso parte a tutto andare. Siccome Torino è guidata da un notabile del PD Fassino, allora si spiegano tutte le mistificazioni e bugie scritte in questo articolo.
La signora che ha scritto questo libro è l’antropologa Maria Teresa Milizia, il titolo è “Lombroso e il brigante”, siccome è calabrese, e insegna a Padova, l’autore dell’articolo rimarca più volte questo fatto. Come fosse la prima “collaborazionista” della storia, anche vicino a Lombroso c’erano due meridionali suoi collaboratori o allievi (non ricordo bene), che condividevano le infami teorie di Lombroso “i meridionali erano geneticamente “difettati”, e la conformazione fisica ed etnica portava a una naturale propensione a delinquere, dunque criminali per nascita, eredi di un’atavica popolazione difettosa che niente e nessuno poteva sottrarre al proprio destino. Non delinquenti per un atto cosciente e libero della volontà, ma per innate tendenze malvagie”
Se queste affermazioni non sono razziste, mi chiedo quali possono essere. Ma, con queste deliranti teorie, i piemontesi hanno legittimato un genocidio dopo l’invasione e l’annessione del Meridione.
La tesi della Milizia è che il brigante Vilella era un ladruncolo, ma la stranezza è che fu mandato a millecinquecento km da casa, e all’epoca ti mandavano nei lager del nord solo se rientravi nella famigerata legge Pica; come oggi puoi essere un ladruncolo e rientri nelle leggi di emergenza mafiose.
Nel suo infame museo ci sono i teschi di tanti altri meridionali classificati come briganti, tra cui quello di Carmine Crocco.
C’è un professore che viene a insegnare a qui al carcere, ha la figlia che ha fatto la tesi di laurea su Cesare Lombroso, trovandosi a Torino ha fatto ricerche negli archivi, e ha trovato documenti dove addirittura si attestava che Lombroso ha ricevuto da quei criminali dei Savoia, dei prigionieri briganti e lo ha sezionati vivi; come faceva “l’angelo della morte” il dottor Mengele nel campo di sterminio di Auschwitz.
D’altronde anche tra i partigiani c’erano fior di criminali, che commisero atrocità inaudite, sia durante la guerra sia dopo la fine della guerra, e quelli che il partito comunista non poté difendere, li aiutò a rifugiarsi nel paradiso terrestre dell’Unione Sovietica.
Lo stesso Gramsci ha scritto che l’Italia è stata una dittatura feroce e che i contadini del Sud sono stati massacrati, squartati e seppelliti vivi.
Questa difesa d’ufficio da parte della sinistra e del partito di Repubblica è incomprensibile.
Il professore Gennaro De Crescenzo (ha scritto il libro “I peggiori centocinquant’anni della nostra storia”), Presidente del Movimento Neoborbonico ha dato una risposta all’articolo su Repubblica, citando anche Gramsci, dove conferma che gli studi storici non possono essere manipolati e che le teorie di Lombroso procurarono e procurano tanti danni, che la politica savoiarda utilizzò per giustificare i massacri indiscriminati dei cosiddetti briganti, e iniziò la questione meridionale, m<i conosciuta prima del 1860 e tuttora irrisolta.
Brigante o meno che fosse i resti del povero Vilella, simbolo della follia lombrosiana, dovrebbero essere civilmente e legittimamente restituiti al Comune che richiede per assicurargli una degna sepoltura e chiudere una pagina orribile della nostra storia.
Il partito comunista ha censurato la pulizia etnica delle foibe, i massacri dei partigiani che non sottostavano alle formazioni comuniste, quelli del dopo guerra e ora cerca di censurare il genocidio commesso nel Meridione da parte dei piemontesi su mandato del nostro padre della Patria Vittorio Emanuele II; un criminale peggiore di Hitler. 16-04-2014
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DIRITTI …DEGLI ANIMALI
Gli animali hanno dei diritti che e vengono disattesi i NAS possono chiudere gli allevamenti oppure sequestrare gli animali.
Una gallina ha il diritto a quattro metri quadrati, un maiale a 9 metri quadrati e un cane a 20 metri quadrati, questi diritti sono stari legiferati, una loro violazione equivale a commettere un reato penale.
Il CPT (comitato per a Prevenzione della Tortura europea) ha stabilito ce confermato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che lo spazio minimo per un detenuto è di 7 metri quadrati, al di sotto è tortura.
Le celle singole di qualsiasi carcere in Italia, hanno una metratura di 7-8 metri quadrati, parliamo di tutta la cella, quello calpestabile e disponibile per il detenuto arriva alla metà, pertanto non supera mai i 4 metri quadrati.
Con la sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo, che ha imposto all’Italia di osservare la Convenzione Europea entro il 28 maggio 2014, ha costretto il ministero della Giustizia a trovare al più pesto soluzioni per rendere civili le carceri italiane.
I giudici di Strasburgo avevano sottolineato nella sentenza che per vent’anni i politici italiani li hanno presi in giro. Non da meno i funzionari del ministero hanno escogitato la brillante idea di mettere i detenuti a due nelle celle singole per recuperare spazio, così hanno costretto molti reclusi a mettersi in compagnia, chi si è rifiutato e stato portato nei reparti di isolamento; con il nuovo Regolamento di Esecuzione del 2000 erano stati aboliti.
Anche qui a Catanzaro è successo nella sezione AS-3 del secondo piano, tre detenuti si sono rifiutati di mettersi due per celle e li hanno por tati alle celle, a uno gli hanno dato la cella in un’altra sezione, gli altri due sono nelle celle perché non vogliono dargli la singola. La legge stabilisce che i detenuti con una certa pena devono stare da soli, come quelli dell’AS e gli ergastolani, inoltre lo stabilisce anche l’Ordinamento Penitenziario e la Convenzione Europea, ma con tutto ciò il DAP se ne frega, sicuri di avere l’impunità assicurativa, inviano Circolari Ministeriali come fossero leggi e loro la terza camera legislativa, con le loro disposizioni fanno violare la legge alle direzioni delle carceri, e noi detenuti subiamo soprusi illegali.
Tutte queste limitazioni dei diritti, convince i reclusi che quello che paga è a legge del più forte e non il rispetto dei diritti. L’uso della forza deve avere dei limiti legali, con la violenza puoi trasformare un detenuto in uno schiavo sottomesso, ma non potrai mai farne un cittadino come stabilisce l’art. 27 della Costituzione. 17-04-2014
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L’ALBERO DELLA VITA
Un italiano Arturo Vittori ha inventato un albero artificiale e l’ha chiamato Warka Water ispirato al Warka Tree il grande albero del fico.
L’albero è una sorte di torre ed è alto 30 metri a forma di vaso persa circa 60 Kg, è fatto di giunchi e nylon, produce 90 litri di acqua al giorno.
Raccogliere le goccioline che si formano con la condensa dell’aria fresca della notte; la rugiada. La differenza di temperatura tra il giorno e la notte crea la condensa.
Ogni torre costa circa 360 euro, è biodegradabile, ci vuole una settimana per assemblarla. Funziona ad ogni latitudine, anche nel deserto, questo significa che può risolvere il problema della sete che attanaglia interi continenti come l’Africa, dove muoiono milioni di bambini per colpa dell’acqua inquinata.
Poco tempo fa ho vinto un documentario sull’Africa, le donne arrivano la mattina e tornavano la sera per andare a cercare l’acqua, un albero artificiale vicino alle loro case non avrebbero più questi problemi. 18-04-2014
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LE MUCCHE ECOLOGICHE
Ogni giorno escono notizie che sembrano inverosimili, sapevo che gli allevamenti inquinano come milioni di auto, principalmente i bovini che con la ruminazione producono molto metano. Siccome i ruminanti sono aumentati del 50% negli ultimi 50 anni, giungendo alla quota di 3.6 miliardi, vogliono porre rimedio a questa fonte di inquinamento più dannosa dell’anidride carbonica.
Il Presidente americano Barack Obama ha dato mandato ai suoi scienziati di studiare questo problema per trovare una soluzione.
Gli USA hanno allevamenti bovini di livello industriale circa 88 milioni di capi, e cerca di contenere il primato all’Argentina.
Ogni ruminante produce dai 250 ai 300 litri di metano al giorno, facendo una moltiplicazione con i 3.6 miliardi abbiamo una cifra sproporzionata quotidiana.
Il metano rilasciato è superiore alle discariche dei rifiuti, agli impianti di gas naturale e perfino al controverso “Fracking” (la tecnologia che usa getti d’acqua e solventi per estrarre gas da rocce e sabbia, contestata dagli ambientalisti), pertanto gli americani vogliono porre rimedio.
Studiano come limitare le flatulenze dei bovini, dal cambiargli la dieta, usare integratori, pillole simili a quelle che usano gli esseri umani, riportare gli animali a pascolare liberamente o addirittura recuperare il metano con zainetti sulla schiena dei bovini.
Tutto ciò che si fa per ridurre l’inquinamento è sempre un’ottima cosa, ma credo che ci sarebbe un’altra soluzione, cioè ridurre l’alimentazione di carne, se ne mangia troppo, di conseguenza si sviluppano molte patologie, dall’obesità, problemi cardiocircolatori, diabete, colesterolo alto, con ictus e collassi cardiaci.
Ma siccome le lobby degli allevamenti hanno acquisito lo stesso potere dei petrolieri, sarà difficile ridurre il consumo di carne con una giusta informazione. 19-04-2014
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PASQUA
Un’altra Pasqua è arrivata, ormai ho perso il conto di tutte quelle trascorse in carcere, mi sono dimenticato di come si trascorre fuori, avendone passate troppe qui dentro, siccome qui ci sonno tutte le culture meridionali, ormai è diventato un mix di tutte le regioni.
Se almeno le feste più importanti ce le facessero trascorrere a casa con i nostri cari, non si perderebbe quella sensibilità che è alimentata dall’affetto dei nostri cari, dai profumi e dagli odori del cibo di casa. Invece li fanno diventare un ricordo lontano, qualcosa del passato che non ritorna più, perché la pena di morte dell’ergastolo ostativo impedisce di avere e anche pensare al futuro.
Auguri di Buona Pasqua a tutti, augurandomi che il ramoscello di ulivo simbolo di pace apra i cuori di tanti che dalle nostre sofferenze costruiscono potere, carriere e ricchezze. 20-04-2014
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LA CASTA PER ECCELLENZA
Il Presidente del Consiglio Matteo Rienzi sta cercando di tagliare un po’ tutti i privilegi delle varie caste del paese. Un lavoro difficile perché e resistenze sono dure, ormai sono totalmente incrostate che è difficile farle senza procurare risentimenti e ostracismo.
Certamente non risolve i problemi, perché sono troppo gravi, ma ogni sentiero si traccia con un passo, dovrà decidere se incidere molto più profondamente se vorrà mettere a posto i conti del Paese, perché la spesa pubblica e i vergognosi privilegi non hanno eguali nel mondo.
Berlusconi ci provò anche lui, anche se fu una cosa molto soft, con tutto ciò anche allora ci fu la solita casta che alzò ka voce e lo ritenne u attacco alla loro indipendenza, fecero ricorso alla Consulta ed essendo anche loro magistrati gli diede ragione; un atto vergognoso.
Anche oggi sono i magistrati che gridano al complotto contro di loro e alla loro indipendenza, ormai hanno perso la decenza, pensano ai loro privilegi e li mascherano con parole vuote di significato, come se la gente avesse l’anello al naso e non capisse che è tutta una questione di “palanche”.
Quello che fa rabbia è che come alzano la voce la politica trema come fossero tante pecore e nessuno che dica in modo chiaro che la magistratura non ha niente di diverso dagli altri funzionari dello Stato e che tutti privilegi elargiti da una politica pusillanime e ricattabile, è arrivato il tempo di rientrare nella normalità e nella legalità della Costituzione.
Mi auguro che Renzi non si faccia intimidire e tagli tutti i vergognosi privilegi economici, anche le troppe auto blu che hanno e finalmente timbrassero il cartellino come tutti i funzionari della Stato.
21-04-2014

 

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2 pensieri su “Diario di Pasquale De Feo- 23 marzo – 21 aprile

  1. Giuseppina Zito in ha detto:

    Ciao Pasquale , questo tuo diario , lo leggo dall’Australia dove momentaneamente mi trovo, “da mia figlia per la nascita di Luna “, adesso ha già un mese “, così lo letto anzi dire prosciugato, senza interruzione , per risponderti subito, anche se per me il tempo è limitato qua con una famiglia di cinque figli più me e gli sposi , siamo in sette, e non manca il lavoro.
    Mi fa piacere sempre del tuo lavoro di ricerca, a parte fa bene tenersi in allenamento , come fare ginnastica , smuovi e rigeneri il tuo stato , tenendolo in forma, riflessivo , misurato, equilibrato.
    Come al solito siamo ancora indietro , anche se arrivano altri al potere con nuove iniziative , credo che gli faranno cambiare idea , come si è visto già per altri , si parte, ma non si sa se si arriva , o se ci arrivi magari malconcio se non preso per il sedere o deriso , “le vie sono tante ” e poi con le prospettive che vediamo davanti, c’è poco da credere , io ho i miei dubbi .
    Ogni scoperta se è costruttiva rende , come l’albero dell’acqua che potrebbe veramente togliere questo grave problema per i popoli dove per via della desertificazione , nn producono acqua , non esiste limite, ma l’unico è mentale che soffoca tutto ciò che potrebbe estorce soldi ai loro piani .
    Si sa che gli interessi sono al disopra ,vedi il calcio, anche li si buttano come avventarsi su di una grande torta e che torta, altro che i dolci di Fabio , gustosi e delicati che li presenta per tutti noi , avvicinandosi a Pasqua o per altre feste .
    Leggevo della scuola, sistema Montessori , be per me va benissimo, la scuola deve essere libera , senza imposizione , per non parlare di quel che si studia su libri per niente costruttivi, si passa del tempo sui banchi , ma poi quando esci, ti senti perso , perchè ti affacci ad una altra realtà.
    Siamo un popolo cieco è stonato , ed è un vero peccato che si insiste tenendo sempre un ” tono ” cosi demolitore che non porta beneficio, ne risveglio …
    Mi piace Papa Francesco la sua definizione ” sepolcri imbiancati ” , non ha torto , anche se staranno a sparlare, non temono nulla , sono fortificati da loro stessi , quanta ipocrisia!
    Un cordiale saluto, augurando sempre di trovarti in forma è sempre prosperoso per il tuo prossimo diario, ricchissimo di notizie soddisfacenti , a risentirci 😉

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    Ciao Pasquale, questa volta ho tardato un po’ a leggere il tuo diario, ma devi perdonarmi, ho avuto giorni un po’ infuocati e non è ancora finita, Come sempre, qualdo ti leggo ti bevo e le tue analisi non me le perderei per nessuna cosa al mondo, quella firma per la chiusura del museo Lombroso ha avuto come sai delle conseguenze costruttive, spero di ricevere presto la tua lettera. Purtroppo la storia, quella vera non piace molto ai piemontesi, tanto che persino il prof. Barbero ha dichiarato in tv che sono tutte balle, avrei voluto urlare quel giorno che l’ho sentito ma purtroppo sanno che la maggior parte della gente ci casca, e, con la scusa che i libri di storia non parlano di queste cose si fa presto a ridicolizzare chiunque dica la verità. Sono davvero delusa anche da molti giovani pronti a far tacere chi si informa con la scusa che loro hanno studiato tanto. In quanto alle barbarie che gli italiani hanno commesso in Africa, anche su questo ci sarebbe molto da dire, ma sai, meglio guardare sempre in casa d’altri quando si sa che nella propria si scoprirebbero cose peggiori. Le colpe certe sono sempre degli altri, è una buona tattica per non mettersi mai in discussione.
    Ora è il periodo in cui si demonizza l’India, altra strumentalizzazione, ma sapessi quanti caproni ci sono che seguono i luoghi comuni solo perchè lo dice la tv. E pensare che la mente è come un paracadute, funziona solo se si apre.
    ciao carissimo, un grande abbraccio dato con la stima di sempre.

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