Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Da Claudia e Irene una lezione di umanità…. di Carmelo Musumeci

Fracardi

Uno splendido testo del nostro Carmelo, capace di rendere fino in fondo la bellezza dell’animo umano.

E quando vedi Claudia Fracardi -vedova di un carabiniere- capace di andare a parlare tra i detenuti insieme alla madre del ragazzo che l’ha ucciso, capisci che questo mondo è pieno di luce.

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Da Claudia e Irene una lezione di umanità

Il 23 maggio, durante la Giornata Nazionale di Studi, “La Verità e la Riconciliazione” nel carcere di Padova, ho conosciuto due persone meravigliose. Claudia Fracardi e Irene Sisi. Due donne unite da una tragedia. Claudia è la vedova del carabiniere Antonio Santarelli e Irene è la madre del ragazzo che l’ha ucciso. Le loro due storie ieri hanno fatto piangere buona parte dei detenuti che probabilmente non avevano mai pianto tanto neppure per se stessi. Non nascondo che da quando sono nato, in una famiglia povera del Sud Italia, sono sempre stato dalla parte dei “cattivi”, ma, ascoltando Claudia e Irene, per la prima volta nella mia vita sono stato dalla parte dei buoni. Quando Claudia raccontava del marito, della sua sofferenza e di quella di suo figlio non volava una mosca. Regnava un silenzio assoluto.

Centinaia di persone ascoltavano in rispettoso silenzio. Si sentiva battere solo il suo cuore. Le parole di Claudia vero il marito odoravano di malinconia, amore e nostalgia. Il non della sua voce, l’espressione dei suoi occhi e le sue lacrime ci hanno fatto sentire più umani di quello che pensavamo di essere. E ci hanno fatto sentire colpevoli del mare che abbiamo arrecato alla società più di tanti inutili e vuoti anni di galera.

Questa notte non sono riuscito a prendere sonno. Mi sono rimbombate in testa le parole di Claudia e Irene. Ed ho pensato che la lotta che entrambe stanno affrontando è una strada di sacrifici e dolore, ma che vale la pena di percorrere per loro stesse e per chi le ascolta. Claudia, con la scelta di perdonare il ragazzo che l’ha resa vedova sta valorizzando la vita e la morte di suo marito. E Irene  sta aiutando suo figlio a nascere di nuovo. Quando alla fine del convegno ho abbracciato Irene e Claudia, mi hanno trasmesso una grande pace interiore. E mi è sembrato di abbracciare l’umanità intera. Persino quella parte di umanità che mi ha condannato e maledetto a essere cattivo e colpevole per sempre. Le loro ultime parole di conforto, speranza e coraggio mi hanno cullato per tutta la notte. Spero che Dio esista, non per me, ma soprattutto per loro due perché lo meritano più di qualsiasi altro essere umano.

Claudia, credo che sia impossibile tentare  di consolarti o trasmettere la mia solidarietà a te e a tuo figlio. Posso solo dirti che credo fortemente che la morte non possa sopprimere l’amore, né impedire la riunione di due anime che in terra si sono amate.

Irene, a te dico che sei la madre che ogni figlio vorrebbe avere.

 

Un affettuoso abbraccio tra le sbarre.

 

Carmelo Musumeci.

 

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2 pensieri su “Da Claudia e Irene una lezione di umanità…. di Carmelo Musumeci

  1. Giuseppina Zito in ha detto:

    Quando si dice rarità , vuol dire l’ho specchio dell’animo umana si accende è da nuove prove , che tutto cambia e che l’amore chiude qualsiasi rancore è rigenera la sua materia col perdono e la riconciliazione…
    Una gran donna ….ne sono convinta…

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    Il perdono, così difficile da concedere quando si piange una persona cara, deriva forse dalla voglia di voler conoscere l’altro, e la consapevolezza che il tuo dolore di moglie è pari a quello di una madre ti fa capire che non sì può continuare a vivere nell’odio e nella vendetta. Certo sono due esempi di cui abbiamo bisogno, Cercare di capire, volere a tutti i costi scoprire la ragione che ci porta a determinate azioni, è ciò che ci fa crescere e ci fa abbracciare tutta l’umanità. Grandi donne, che mi hanno commossa, rare perle di umanità e generosità. Ciao Carmelo, come vedi e come dici sempre, è solo attraverso il perdono che possiamo migliorarci, la vendetta e l’odio maturano fino a marcire, e un frutto marcio fa presto ad intaccare quelli che gli stanno vicino. Dobbiamo imparare a prendere le distanze dall’odio e dal desiderio di vendetta, e loro ci stanno insegnando che è possibile.

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