Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Cronologia di un permesso di necessità… di Sebastiano Milazzo

Kand

Sebastiano Milazzo, da sempre persona acuta e lucida, e con una notevole capacità di scrivere sviluppata negli anni. Attualmente è detenuto a Sulmona.

Quello che Sebastiano descrive in questo pezzo che oggi pubblico è un esempio della “follia”.

Nella descrizione sintetica dei passaggi della vicenda da lui vissuta in merito al permesso di necessità, sintetizza quella serie di “meccanismi” che portano a disumanità e inefficienza.

Con la madre che sta male, recentemente colpita da un ictus e in condizioni di immobilità assoluta, Sebastiano ha avuto la prima istanza, rigettata; così come il ricorso a questa istanza. Solo una successiva istanza sarebbe stata accolta, ma per due ore.

E Sebastiano descrive tutto quello  che comporta, in termini di organizzazione per l’amministrazione penitenziaria, uno spostamento di due ore.

Un detenuto, Sebastiano, che in questi 26 anni di detenzione ha avuto un percorso eccellente. E che potrebbe avere -se non ci fossero norme antigiuridiche come quelle connesse all’ostatività- benefici reali, che comporterebbero anche meno costi per lo Stato.

———————————————

-Istanza per avere concesso un permesso di necessità per andare a trovare mia madre colpita da ictus.

– Il Magistrato di sorveglianza ordina perizia per accertarne le condizioni, risulta immobilità assoluta , condizioni gravi.

– Rigetta il permesso – altra istanza- altra visita fiscale – altro rigetto.

– Fatto ricorso alo Tribunale di sorveglianza, altra visita fiscale, stesso responsi – il Tribunale rigetta.

– Scorta per assistere all’udienza del ricorso.

– Altra Istanza, nuova visita fiscale, stesso responso, il Magistrato concede il permesso, due ore con scorta.

-Scorta con furgone blindato e cinque agenti per essere condotto nel carcere di Prato, prossimo alla residenza di mia madre.

-Dopo pochi giorni scorta per eseguire il permesso in casa di mia madre, una giornata un furgone blindato e cinque agenti.

– Scorta per essere condotto nel carcere di provenienza.

– Vogliano quantificare, forfettariamente, che sono stati spesi circa 50.000/70.000 Euro?

– Una tale cifra per concedere due ore, dicasi due ore, di permesso a un detenuto che ha già scontato ventisei anni di pena, senza un rapporto disciplinare, con un percorso rieducativo eccellente, che non scapperebbe nemmeno trovasse il portone aperto, perchè ritiene che dopo ventisei anni la legge gli consentirebbe, se i Giudici applicassero la legge, di ritornare libero legalmente.

Con prassi così contorte e con spese come queste gettate al vento, come può questo paese salvarsi dal fallimento economico e morale a cui è destinato?

Altro che Renzi!  Ci vorrebbe  Mandrake o Superman!

Sebastiano Milazzo.

 

Advertisements

Navigazione ad articolo singolo

4 pensieri su “Cronologia di un permesso di necessità… di Sebastiano Milazzo

  1. Giuseppina Zito in ha detto:

    Sempre nell’ingiusto , regna più che sovrano, si vede che l’uomo non è ancora pronto, sarà il sistema , la diffidenza, creatasi per anni, o magari fatto solo per arrivare ad una certa posizione di essere ” Io ” ego ” , che mi sembra più probabile .
    Dipende dall’uomo fare uscire quello che ha di buono e sentire la necessità di uscire fuori da schemi che l’hanno reso così poco umano …
    Tutti questi rinvii, convinta del costo, ma tanto chi se ne frega , si parla di spreco, e guada caso si riversa sul popolo ignaro che non sa , ma va dirottato , e poi diciamola tra me e te, l’ignoranza è l’indifferenza si amalgamano bene e rendono tutto più difficile,così la semplicità è sempre lei a pagare …è il suo premio…
    Questo è un dato di fatto , ciao Sebastiano

  2. rossana in ha detto:

    la tua disamina non fa una piega ma la nostra burocrazia e lo stato si, stato che spende per rieducare, per dare permessi etc, e si impantana nelle sue stesse leggi a discapito del diritto e delle persone.. questo vale in ogni settore ma nel settore giustizia è molto di piu.. non abbiamo meritocrazia ma una presunta democrazia che nella realtà non lo è mai stata .. grazie sempre di farmi riflettere con le tue considerazioni ..Ciao

  3. Alessandra lucini in ha detto:

    Quando la parola…”incoerenze” è appropriata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: