Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

L’imbarbarimento, di Gino Rannesi

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Pubblichiamo oggi alcuni testi di Gino Rannesi, scritti nei mesi di marzo e aprile nel carcere di Badu e Carros. Nel finale Gino ci riporta anche una breve considerazione di un compagno, Giuseppe Marchese:

Come molti ancora non sanno, io, l’ergastolano Gino Rannesi, ho subito l’ennesima deportazione. Dal 10 febbraio mi trovo sepolto presso il cimitero di Badu e Carros (casa di reclusione  di Nuoro). Questa ennesima deportazione di fatto ha comportato la fine dei colloqui che “regolarmente” espletavo con mio figlio Nicholas (figlio minore) e la sua mamma. Non si può pretendere che una donna e un bambino stiano tre giorni fuori casa per andare a fare colloquio con il proprio congiunto, con una spesa economica che può variare dai 1.500 ai 2.000 euro, in base al rispetto che si deve alle donne e ai bambini. Qualcuno “dimentica” che tutti i bambini devono essere rispettati?

Da quando mi trovo in questo posto, non avendo quasi nulla da fare, ho avuto modo di seguire con più attenzione programmi televisivi, telegiornali ecc. Sono rimasto molto colpito dalla notizia di cronaca nera divulgata dai media in questo ultimo periodo. In un agguato avvenuto in Puglia, sono rimasti uccisi un uomo, una donna e un bambino di tre anni. Voglio soffermarmi su questo orrendo fatto. Come da consuetudine, i media hanno già deciso che a compiere un tale misfatto sia stata la mafia. Premesso che, a mio avviso, chi tocca le donne, o ancor peggio bambini, non possono e non devono ritenersi uomini, ma molto più semplicemente vigliacchi e codardi, e questo dovrebbe prescindere dal ceto sociale da cui provengono questo soggetti, io non credo affatto che dei malavitosi possano pianificare l’uccisione di un bambino di tre anni. Tuttavia ritengo che nessuno può né deve mettere a repentaglio la vita di un bambino. Chi lo fa è un vigliacco, non si può pensare di fare la cosa sbagliata per un motivo giusto, come ad esempio uccidere i propri figli per fare un “dispetto” alla ex compagna o viceversa.: è da folli!

Altro argomento che vorrei trattare è il seguente: tutti i giorni i TG danno notizia di ingenti sequestri di droga. Apriti cielo! E giù commenti degli addetti ai lavori … ci vogliono pene più severe e bla bla. Molti non sanno che con le leggi attuali, uno spacciatore, anche di mezza tacca, rischia dai 18 ai 20 anni di galera, art. 74, escluso dai benefici, sconterà la pena per intero, e poco importa se si tratta di qualche etto di erba. Anche oggi su tutti i TG: “Sequestrata una tonnellata di cocaina”.Ora io dico, ma tutta questa droga chi la consuma? OK, a parte gli spacciatori, ma lo capite che se nessuno facesse uso di droghe, gli spacciatori non avrebbero ragione di essere? Per quanto mi riguarda, con la dovuta premessa di non essere stato un santo, i miei figli non si drogano, non si ubriacano, non delinquono  e non si prostituiscono.

Forcaioli,  vedete di non finire nel cappio del nemico. Controllate i vostri figli, i vostri compagni e, se vi resta del tempo, controllate anche voi stessi. Chi giudica con durezza, sarà giudicato con durezza (Gesù’)

Gino Rannesi Carcere di Nuoro Marzo 2014

 Salve, sono kk029217, un tempo gli “amici” mi chiamavano Gino, ero nato a Catania, ero nato, perché ormai da molti anni, 23 per l’esattezza, sono morto. Condannato all’ergastolo per l’uccisione di altri malavitosi sono stato recluso in vari carceri. Ecco come appare ai miei occhi l’ultima residenza: “Badu E Carros” (NU) Sardegna: pietre, rocce, pecore hanno lo stesso colore, lo stesso biancastro leggero, appena un po’ viola e un po’ grigio; Badu E Carros, mura trapassati da secoli di grigiore, pietre antiche calcinate sotto il sole.

Oggi voglio esprimermi in modo inusuale:

quello che dall’esterno appare un Castello, al suo interno altro non è che un vero e proprio inferno. “Deorum maniun iura sunt”!

Gino

“Anteporre la forza al Diritto”

questo è quanto accaduto nell’ultimo ventennio in Italia.

“Finché ci saranno uomini ci saranno errori”

Uomini zelanti, convinti di “vincere” proponendo leggi funeste, sbagliano, avranno titoli sui giornali, onorificenze di tutto rispetto, ma lasceranno solo macerie, macerie che serviranno a nascondere i veri mali della nostra società.

Uomini zelanti sostengono che l’abolizione dell’ergastolo sarebbe un regalo alla criminalità “organizzata”. Nulla di più sbagliato, la negazione di una qualsivoglia possibilità di recupero ha l’effetto devastante di  incancrenire il soggetto. “Sei un criminale, non hai diritti, devi morire in galera”… e allora se devo morire in galera, se non ho alcun diritto, a chi chiederò aiuto?…

“Un malavitoso-mafioso può uscire dall’organizzazione solo attraverso la collaborazione con la giustizia o da morto”… Questo è quanto sostengono gli addetti ai lavori, non approvo ma comprendo, non approvo perché chi sostiene ciò è rimasto ai film de Il Padrino, Don Corleone, ecc. ecc.;  comprendo perché ognuno bada al proprio orticello, basta! Non si conceda spazio alla menzogna né a qualsiasi sua forma subdola.

Se un clan viene dichiarato estinto, perché non lo si dice pubblicamente?…

Tra gli Stati Europei per numero di reati commessi contro la persona, l’Italia è al 7° posto…

È tutto uno sferragliare di zoccoli sul selciato, perché i signori tornano a  casa con le bisacce ricolme.

Dio, cosa darei per rinascere altrove!  Gino Rannesi Aprile 2014.

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Questi sono luoghi in cui tutto è perduto ma nessuno è perduto.

Sono luoghi dove dopo esserti smarrito riesci a ritrovarti,  perché sei spesso costretto a sederti a riflettere all’ombra dei tuoi stessi pensieri, chiamato a confrontare ciò che sei stato con ciò che sei e ciò che non potrai mai più essere,

Giuseppe Marchese C.C. Nuoro

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7 pensieri su “L’imbarbarimento, di Gino Rannesi

  1. rossana in ha detto:

    ciao Gino .. sei arrabbiato e ne hai ben donde 😦 tutti si riempiono la bocca per incantarci e vincere per quel potere che miete gente innocente .. anch’io mi chiedo perché non rispettano le famiglie facilitando loro il già difficile percorso morale e logistico.. mi dispiace sentirti così amareggiato, mi dispiace che tutto si sia complicato … ritrova la tua forza Gino e anche se è come dice il signor Marchese che voi vivete in continuo confronto con voi stessi riguardo il vostro ieri e non potete guardare al futuro, non perdere mai di vista te stesso e quel punto luce che è tuo figlio .. un abbraccio. Rossana

  2. Giuseppina Zito in ha detto:

    Eccoti mio caro amico Cino, sempre col tuo tono sempre alto , fiero di esistere anche se il luogo non è per niente ideale , tu sai che il posto non è adatto per vivere, così rifletti e pensi che la terapia migliore e quella di tenerti sempre attivo .
    I tuoi spostamenti , sono tutte fitte, forse chi le esegue non credo abbia coscienza normale , saranno le frustrazioni interiori , magari uomini che hanno avuto una vita più facile , posti sicuri , ma silurati mentalmente .
    Io sono in Australia adesso , da pochi giorni è vedo mia figlia contenta anche perchè è nata da pochi giorno la quinta nipote ” Luna ” e comprendo cosa vuol dire anche per te stare così lontano dalla famiglia ” moglie e figlio ” che restando dove eri prima facilitava la presenza senza spesa .Mi dico di continuo ,” cerco umani “, ma ne vedo sempre pochi , sarà che il mondo è ormai è infettato.
    Cercare mi sembra invano , vorrei essere ottimista , ma mi manca qualcosa di solido che non ho tra le mani, eppure non ci vuole molto per eliminare le guerre , ormai in corsa, dove portano solo dolore.
    Si parla di sperare , ma che cosa vuol dire sperare , se sperare si trascina la vita …
    Ci credi e credi , ma credere è anche follia ….meditiamo Ciro, mi caro amico …

  3. Alessandra lucini in ha detto:

    Caro Gino , è sempre bello trovarti anche se sei giustamente indignato da tutto questo sistema ASSURDO. Io so che tu lotterai fino allo sfinimento per avere dignità e giustizia. L’imbarbarimento della società è pericoloso e preoccupante, e pensare che io speravo di chiudere gli occhi su un mondo migliore, ……….:-(

  4. SALVATORE in ha detto:

    Ciao amico mio
    sono dieci anni che cerchi di trovare in te stesso la parte buona della tua persona, hai scavato dentro di te e hai trovato la strada del cambiamento.

    Però nel momento che tu e altri come Carmelo etc.. avete manifestato che si può cambiare, è stato un errore, perché abbiamo visto tutti il mancato riconoscimento che hanno avuto nei vostri confronti, chi a destra chi a sinistra chi cambia carcere più volte .. vi hanno reso la vita ancora più difficile per farvi svanire tutti i vostri principi di cambiamento .

    Ma io so per certo che indietro non tornerete .

    Spero che presto cominciamo un po’ tutti a non chiudere gli occhi e ad aiutare chi l’aiuto lo merita .

    Chi ha la forza di un simile cambiamento merita rispetto e non disprezzo .

    Un saluto da tre quarti di Lineri specie da persone grandi che ti hanno visto giocare da ragazzino a pallone e mi dicono sempre Gino di qua a pochi anni esce, sono sicuri della tua libertà ma non sono sicuri di poterti rivedere .

    • Enzo in ha detto:

      Ciao Gino ,da parecchio tempo non ti scrivo ma chiedo sempre di te a Salvatore. Sono dispiaciuto nel leggere quello che hai scritto riguardo al posto in cui ti hanno
      trasferito comunque anche se il luogo non è dei migliori tu non devi abbatterti abbi fede .Tempo fa ti scrissi che aspetto il giorno in cui andremo a pescare insieme e credo ancora fermamente che quel giorno verrà e comunque tutte le volte che vado a pesca con 5 canne a mulinello la quinta la apro pensando che la stia usando tu.Un affettuosissimo abbraccio dal tuo amico Enzo.

  5. celeste in ha detto:

    Ciao Gino è sempre un piacere leggere i tuoi commenti ,anche s’è si percepisce l’amarezza e la rabbia del tuo scritto .
    Mi disciace per quello che stanno passondo i tuoi cari ,tuo figlio Nicholas e Francesca che ogni volta che ti devono venire a trovare devono affrontare l’unghe ore di viaggio e spese economiche
    Gino devi essere più forte di prima perche ‘per tuo figlio sei il suo guerriero e non ti devi fare abbattere mai .
    Non ci sono parole ,lo Stato non si fa scrupoli a dare la condanna anche ai famigliari dei detenuti,se ne frega altamente dei problemi che possono avere .
    Gino ti mando un forte abbraccio Celeste.

    NON MOLLARE MAIIII …

    Dimenticavo questa notte oh sognato la tua libertà eri in una casa con un bel giardino insieme ai tuoi ..

  6. Luciano in ha detto:

    Ciao amico mio, vorrei scriverti tante di quelle cose , in merito alla società, e non solo.
    Leggo quando scrivi, immagino quello che stai vivendo, posso solo immaginare tutti noi possiamo solo immaginare.
    Non voglio dilungarmi con le parole ma voglio darti un consiglio di cuore,ti scrivo solo dei nomi e in questi trova la forza e il coraggio di alimentare la lotta.
    Nicolas, sua mamma, e tutte le amiche e amici che ti vogliono bene e che manifestano con i loro scritti, tutto l’affetto nei tuoi confronti.

    Luciano

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