Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Lettera a Salvo Sottile… di Nellino

federico perna3

Pubblico oggi questa lettera che Nellino (Francesco Annunziata), detenuto a Catanzaro, aveva scritto a Salvo Sottile, conduttore della trasmissione Linea Gialla, trasmissione che nel frattempo ha concluso il suo ciclo.

La lettera di Nellino si riferisce ad una puntata in particolare della trasmissione dedicata ai pestaggi che sono avvenuti e avvengono nel carcere-fogna di Poggioreale.

Anche se la trasmissione Linea Gialla si è concluso, questa lettera merita assolutamente di essere pubblicata e letta, per le cose di grandissima importanza in essa contenute. La battaglia di dignità civile sul carcere è ancora in gran parte da combattere.

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Egregio signor Sottile,

le scrivo dopo aver ascoltato le fantasiose spiegazioni fornite da alcuni suoi ospiti nella puntata dedicata ai maltrattamenti in carcere e, più in dettaglio, a vari episodi presumibilmente delittuosi. Ovvero, omicidi avvenuti all’interno di varie strutture penitenziarie, in particolare mi riferisco all’episodio di Napoli Poggioreale.

Chi le scrive è un detenuto da ormai 17 anni, trascorsi in regime speciale ed ancora oggi ivi sottoposto nella misura più lieve denominata AS1. Sostanzialmente trattasi di un 41bis non legiferato, con l’importante e fondamentale differenza che i colloqui sono quelli spettanti, cioè 4/6 ore mensili, ma non è questo l’argomento del mio intervento, magari ci ritorneremo, vista la sua grande attenzione nei confronti di questo sistema e il coraggio che ha avuto nel dire chiaramente quello che tutti pensano, dei fatti avvenuti a Poggioreale, Livorno, Asti… Non è da tutti, mi creda, esporsi pubblicamente come lei ha fatto.

Quei signori ospiti della sua trasmissione, non sono abituati ad un confronto alla pari come l’ha affrontato lei.

Quei signori del DAP e del SAPPE credono di essere dio in terra, perché purtroppo, in carcere, il detenuto non ha voce, né diritti.

Questo accade solo ed esclusivamente se non si hanno i mezzi o “conoscenze” … ministeriali… penso al caso, tanto discusso, della signorina che ha potuto telefonare direttamente al ministro per il tramite dei suoi famigliari.

Egr. dott. Sottile, ascoltando attentamente le risposte che le sono state fornite, anche a fronte di numerose testimonianze, mi sono profondamente vergognato per quelle persone che sentono di appartenere a questo Stato italiano retto da funzionari, come quelli che hanno avuto il coraggio e aggiungo la faccia tosta, di presentarsi di fronte alle telecamere di una trasmissione seguita da milioni di italiani, e ritenere questi italiani milioni di stupidi e deficienti, affermando che a Napoli Poggioreale non esistono pestaggi.

Avessero parlato di qualsiasi altro carcere diverso da Poggioreale, allora, magari per dei telespettatori lontani da queste vicende, avrebbe avuto almeno la parvenza di un senso, in quanto la realtà carceraria non è conosciuta dal popolo; ma Poggioreale è conosciuto in tutto il mondo proprio per questi episodi, che sono purtroppo all’ordine del giorno. Ovviamente non muoiono tutti, ma pestati a Poggioreale ce ne sono decine ogni santo giorno; quello è un carcere dove c’è un flusso di persone, in entrata e in uscita, dell’ordine di centinaia al giorno. E le posso assicurare che tutti quelli che entrano le “buscano” sonoramente, non si scappa. Quello è giusto per mettere subito le cose in chiaro di come funziona quel carcere.

Le scrivo anche per informarla, qualora non ne fosse al corrente, di alcune meschinità che si sono dette durante quella puntata, come ad esempio quando, pressati dalle sue domande di spiegazioni su come fosse possibile che su quaranta intervistati, il 100% affermasse che a Napoli Poggioreale gli agenti picchiano e quindi il ragazzo morto era stato sicuramente picchiato, hanno risposto, come avrà notato con una certa sicurezza, che era il caso di attendere l’esito delle indagini e l’eventuale sentenza della magistratura.

Gentilissimo signor Sottile, lei deve sapere che tutta quella sicurezza deriva dalla certezza che anche gli organi inquirenti fanno parte della stessa “banda” e, se così non fosse, quei signori hanno i mezzi e i modi per far si che le cose vadano come vogliono.

Vede, le malefatte di questi signori sono tante e, nel passato, si sono macchiati di veri e propri crimini (Pianosa e L’Asinara per tutte) per i quali erano esecutori di ordini che provenivano dall’alto, quindi oggi, forti della conoscenza dei loro segreti per i quali molte persone che diedero quel tipo di ordini, rischierebbero grosso, si sono garantiti una sorta di impunità.

Pensi ai fatti del G8 di Genova. Quasi quasi finisce che quei ragazzi si sono manganellati da soli! E chi c’era tra le squadre operative? Il “famoso” GOM, Gruppo Operativo Mobile della polizia penitenziaria.

E allora, staremo a vedere la sentenza cosa stabilirà riguardo la morte di questo povero ragazzo.

Ma non si fermi, caro dott. Sottile, come spero non si fermi la mamma di questo ragazzo, perché quella sentenza potrebbe non essere la verità ma solo la loro verità.

Lei giustamente ha chiesto di farvi entrare con le telecamere all’interno di Poggioreale; le hanno risposto di si e poi vi hanno negato l’ingresso ed ha fatto bene a dirlo nella puntata successiva, ma anche se l’avessero fatta entrare, non significa nulla, perché 1) avrebbe fatto una visita guidata solo nei reparti scelti da loro, preventivamente puliti e con detenuti già indottrinati, 2) difficilmente, sapendo delle telecamere, avrebbe trovato qualcuno disposto a parlare dei fatti che accadono all’interno di quel carcere.

Le visite anche senza le telecamere vanno fatte all’improvviso, e i “nostri” parlamentari ne hanno il potere. Allora sì che vedrebbe (sempre in minima parte) ciò che accade all’interno di un carcere, anche se per il tempo che ci vuole per arrivare dalla porta ai padiglioni, hanno già avvisato tutti.

Ogni parlamentare ha potere ispettivo nelle carceri, allora si accompagni ad uno di essi che è disposto a iniziare questa battaglia di legalità, ma non fatevi portare solo nei reparti che dicono loro, chiedetegli di visitare tutti i reparti e vedrete cosa ne verrà fuori.

L’unico modo sicuro per scoprire la verità è farsi arrestare come uno sconosciuto…!

No, non intendo dire che deve farsi arrestare…! solo che ho pensato a un episodio degli anni Novanta quando un tenente dei carabinieri, a seguito di numerose denunce di pestaggi all’interno del carcere di Secondigliano, e dato che ogni volta che entravano per verificare le condizioni del carcere trovavano sempre tutto in regola, mise in scena un finto arresto.

Accompagnato dai suoi colleghi come un normale ladruncolo, sperimentò sulla propria pelle qual era la regola in quel carcere.

Pensi che i carabinieri che lo avevano tratto in arresto non fecero nemmeno in tempo ad uscire dopo averlo lasciato nelle mani della polizia penitenziaria che il tenente dovette subito qualificarsi per non prendere botte, e così fecero il blitz all’interno del carcere e arrestarono numerosi agenti. Alcuni dei quali furono anche condannati.

Il direttore del carcere di Secondigliano dell’epoca, fu inquisito, indagato, ecc. ecc. Quando succede una cosa in un carcere, quello che paga sicuro è il direttore, perché è lui il massimo responsabile. Ebbene, vuole conoscere la punizione inflitta al direttore del carcere di Secondigliano? Fu trasferito alla casa circondariale di Fuorni Salerno, dove immediatamente cominciarono pestaggi ancora più violenti a cui seguirono 50 denunce alla procura della Repubblica di Salerno. Vuole sapere come sono andate a finire quelle 50 denunce? Con un luogo a procedere.

Ora le chiedo: al carcere di Salerno i detenuti sono costretti a trattamenti contrari a qualsiasi legge, e ancora oggi, chi dirige quel carcere? Indovini un po’! Ebbene si, proprio l’ex direttore di Secondigliano.

Poggioreale è un mondo a parte e non se ne verrà mai a capo.

Ricorda tutti quegli ex detenuti che le parlavano del “famoso” ZERO? La cella zero la conoscono tutti i napoletani di tutto il mondo. I funzionari del DAP invece no.

Gent.mo dott. Sottile, non si fermi e continui a mostrare quanto accade all’interno di istituti penitenziari come quello di Napoli e spieghi alla gente comune come questi signori dello Stato ci prendono in giro ogni volta che aprono bocca.

Le persone che sono in carcere, devono scontare una pena perché eventualmente hanno violato una legge. La Costituzione italiana sancisce che le pene non devono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità. Nessuna legge prevede che un poliziotto come pena aggiuntiva debba picchiare il detenuto. E allora, se proprio coloro che sono preposti a garantire il rispetto della legge, la violano e restano impuniti, chi ne esce sconfitto se non lo Stato stesso?

Lei spesso ci tiene a sottolineare che all’interno del corpo della polizia penitenziaria la maggior parte è sana. Fa bene a metterlo in evidenza, è vero, la maggioranza non ti mette le mani addosso se non riceve un ordine specifico. Sono come le mosche bianche quelli che non eseguono un ordine, anche se lo riconoscono un ordine illegittimo sapendo di non essere tenuti ad eseguire un tale ordine, e anzi hanno l’obbligo di deferirlo all’autorità giudiziaria.

Ecco qual è il punto: quella parte sana perché non denuncia le angherie che accadono tutti i giorni nel 90% delle carceri italiane?

E allora io dico che anche quella parte cosiddetta “sana” è complice, ergo…

Ringraziandola per l’attenzione che rivolge a questi temi e per lo spazio che gli concede e per il modo in cui tratta un argomento molto caldo come quello dei maltrattamenti in carcere.

Grazie.

Francesco Annunziata

Detenuto nella Casa Circondariale di Siano Catanzaro, reparto AS1.

 

 

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2 pensieri su “Lettera a Salvo Sottile… di Nellino

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Grande Nellino, questa lettera va letta da molta gente, soprattutto da quella gente che si piazza davanti al televisore e crede fermamente a tutto ciò che ci offre, ma soprattutto da quelli che si sentono dalla parte dei “Buoni giustizieri”.

  2. Giuseppina Zito in ha detto:

    E’ sempre un piace , vedere che c’è qualcuno disposto a mettersi avanti , e guarda caso in TV, un luogo dove le notizie escono ed entrano nelle teste di molti spettatori , che alloro volta , veicoleranno il messaggio distribuendo notizie barbariche disumane afflitte con pestaggi.
    Questi signori sono complici, sanno benissimo, ma non si fanno scrupoli quando menano , tanto si sa che sono protetti.
    Vada avanti, e dica quel che pensa , l’uomo sta cambiando , ma se non si stimola si perde, mettere la verità si sa che succede, ormai è risaputo , tutto viene a galla, specie il letame.
    Lei ha solo preso un pezzo di carbone rovente, ma non tema il calore, perchè il suo messaggio è forte è chiaro…

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