Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 22 novembre – 21 dicembre

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Ecco un altro diario mensile del nostro Pasquale De Feo, detenuto a Catanzaro.

Quello che pubblichiamo oggi risale al mese di dicembre.
Come avevo spiegato nella premessa al precedente diario, alcuni dei diari di Pasquale si erano accumulati venendo meno la persona che si occupava di trascriverli. Adesso sta collaborando con noi Maria Tavino che sta tra scrivendo questi diari e noi, via via che li trascrive, li pubblichiamo.
Ogni volta che vedo uno dei diari mensili di Pasquale, sento un senso di piacere, nonostante alcuni temi sono amari. Perché vedo uno che ogni giorno dice “presente”. Che ogni giorno scrive un suo brano. Che ogni giorno condivide le sue riflessioni sul mondo, la vita, le persone, il carcere. Una persona mai spenta, sempre carica di lucidità e indignazione, ma anche, in taluni casi, di momenti dove la fantasia e l’emozione, mettono le ali verso una dimensione posta tra memoria e futuro.
Prima di lasciarvi alle lettura del diario integrale, cito qualche passaggio.
In un passaggio Pasquale scrive:

“Ieri sera ho seguito in TV a canale La7D la trasmissione Linea Gialla di Salvo Sottile, la discussione era improntata sulla morte di Federico Perna nel carcere di Poggioreale, gli ospiti erano la Madre e il fratello del ragazzo, Luigi Pagano Vice Capo del DAP e il segretario del sindacato SAPPE Donato Capace.
Hanno fatto vedere dei filmati del carcere di Poggioreale on interviste a molti ex detenuti, spiegano che venire pestati era la norma, addirittura un ex detenuto ha fatto il disegno dove si trovava la stanza chiamata zero.
La stanza zero consisteva nel fare un cerchio da parte di dieci-quindici guardie e il detenuto al centro veniva massacrato.
La foto del ragazzo mirto, fatta dalla madre nell’obitorio, toglieva ogni dubbio sul massacro che aveva subito, il suo viso era una maschera di sangue.
Sono rimasto meravigliato dalla complicità corporativa di Luigi Pagano, come tanti altri credevo che era una persona imparziale, corretta e seria, invece ha fatto delle affermazioni allucinanti, come quella ce il ragazzo è deceduto per morte naturale, auguro anche a voi di fare la stessa fine”.
Il sindacalista ha avuto un comportamento vergognoso, addirittura ha messo in dubbio il bene della Madre e che l’avesse abbandonato in carcere; la Madre aveva avuto un incidente e per alcuni mesi sono andati altri familiari a fargli colloquio.” (11 dicembre)

Quando si perde l’onestà morale, il nostro spirito comincia a morire.

In un altro momento Pasquale narra una vicenda che è emblematica:

“Il 22 novembre un compagno di sezione presenta un permesso di necessità per andare a visitare il suocero ormai allo stremo. L’aveva presentato già ad agosto informando il magistrato che aveva pochi mesi di vita certificato dalla cartella clinica allegata, gli fu rigettato.
Il 23 novembre gli arriva il telegramma per informarlo che è alla fine; con integrazione di motivi e allegandoci il telex, tramite Ufficio Matricola viene spedito al magistrato sorveglianza.
Il 24 novembre muore il suocero del nostro compagno.
Il 25 novembre il magistrato di sorveglianza dott.ssa Magnavita rigetta il permesso di necessità con la scorta, perché “il congiunto non è in imminente pericolo di vita”
Il 26 novembre gli viene notificato il rigetto del permesso.
Il suocero era morto e il magistrato ancora scrive che non è in imminente pericolo di vita.
Non ci sono parole nel descrivere la crudeltà di questo modo di applicare la legge. Le risposte sono sempre le stesse, ci sarebbe da capire in quale momento vogliono che venga presentata l’istanza di permesso.
Credo che la colpa sia dei nostri familiari perché non trapassano nel momento giusto, in modo che l’Ufficio di Sorveglianza di Catanzaro possa concedere l’ultimo saluto qualche ora prima, pertanto non dobbiamo capire qual è il momento giusto per presentare l’istanza, il magistrato non ha nessuna responsabilità, applica teutonicamente lavoro, non è colpa sua i cavilli sono farraginosi, non può esprimersi dalle postille, la legge e legge e va applicata in ogni sua virgola, brava, così si fa, precisione svizzera ci vuole, solo così la magistratura può funzionare.
Mi è difficile dimenticare quando ci fece fare un minuto di silenzio per un nostro compagno che si era suicidato, oggi comprendo che fu un atto di ipocrisia, lui con coraggio da uomo si era conquistato la libertà, consapevole che questi giudici non gliela avrebbero”. (26 novembre)

Quindi una persona a cui documenti clinici assegnano pochi mesi di vita non è in imminente pericolo di vita.
Al detenuto di cui Pasquale racconta la vicenda in questo pezzo non era stato dato il permesso di necessità perché il suocero, nonostante gli avessero dato alcuni mesi di vita, non era imminente pericolo di vita.
I giudici di Sorveglianza dovrebbero essere anche il baluardo della tutela dei diritti umani dei detenuti. E non è un diritto umano potere vedere un proprio caro quando manca poco alla sua morte?

E concludiamo queste citazioni, con un passaggio dove emerge la “positività umana”.. la capacità che è nelle persone, specie le più consapevoli, di cambiare le cose:

“Il rivoluzionario ex Tupamaros presidente dell’Uruguay dal 2010 José “Pepe” Mujica, è riuscito anche con una forte opposizione a far passare la legge per rendere la vendita della marijuana legale sotto il controllo dello Stato.
Tempo fa ne avevo già scritto, oggi è legge, mi auguro che sia l’inizio della fine di questo mostro proibizionistico inventato dagli americani sempre per motivi di imperialismo.
La legge è impostata che non ci possa essere il turismo per lo spinello, perché la legge è solo per i cittadini uruguaiani, ogni persona può comprare in farmacia 40 grammi al mese, coltivare 6 piantine a casa, 99 piantine in cooperative di 45 soci e vendere il prodotto allo Stato.
La pianta di canapa si presta ad essere usata per tante cose; e come il maiale non si butta niente. Si può usare per fare tessuti, prodotti cosmetici, olio per biodiesel, ma principalmente per uso medicinale.
L’Italia era il secondo produttore mondiale, per colpa dei divieti imposti dagli americani negli anni settanta, ha dovuto azzerare un comparto con secoli di tradizioni.”.(17 dicembre)

Vi lascio ora alla lettura del diario integrale di Pasquale De Feo.. mese di dicembre.
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PROCURATIZZARE IL PARLAMENTO
Mentre guardavo un TG hanno mandato in onda un servizio di una discussione al Senato che riguardava Berlusconi, come da prassi ogni partito faceva fare un intervento al suo capogruppo, dopo che ha fatto vedere un passaggio dei discorsi dei maggiori partiti, in ultimo ha parlato un senatore di un piccolo gruppo, tra le tante cose che ha detto quella che mi è rimasta impressa è stata la chiusura:” I metodi che si stanno adoperando in questa aula, rivolto al Presidente del Senato Grasso, sono quelli delle “Procure”. Grasso gli ha risposto: “Ai posteri l’ardua sentenza”.
Qualcuno dovrebbe dirgli che se un capogruppo politico lo dice in una seduta del Senato trasmessa alla Rai, il pensiero di ciò che dice non è solitario, ma molto ampio, e ha voluto farlo sapere al Paese, diciamo che è stato coraggioso, ma ne subirà tutte le conseguenze durante tutta la legislatura.
Grasso anche quando faceva il PM lavorava per salire la scala del potere per questo motivo non ha avuto nessuno scrupolo a fare accordi sottobanco anche con Berlusconi mentre era disponibile con il Pd. Dove poi si è collegato politicamente. Gli uomini di potere non perdonano, hanno una memoria come gli elefanti.
Berlusconi non deve piangere, tutto ciò che gli sta capitando è frutto della sua stupidità o forse della sua megalomania, si sentiva onnipotente dimenticando il virus staliniano che ancora serpeggia in certe frange ella magistratura e della politica; non ci sono avversari, ma nemici da distruggere.
In certi periodi poteva rivoltare l’Italia come un calzino, ma si sentiva onnipotente e non ha fatto niente, anzi ha sabotato ogni volta che c’era occasione per fare una riforma della giustizia, alla sta pagando il conto, ora comprende ce sarà molto salato perché avendolo nelle loro mani, i magistrati andranno fino in fondo, se lo merita perché con gli accordi sottobanco che ha fatto, ha dato i reclusi in pasto alla ferocia della repressione più crudele, dopo che il 90% dei detenuti l’ha fatto votare, li ha resi cornuti e razziati, d’altronde da un truffaldino come lui c’era da aspettarselo, è stato bravo, una truffa perfetta. – 22-11-2013
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LA BIBBIA
Mi ha scritto l’amico Giuseppe da Roma, è un testimone di Geova, mi manda sempre le due riviste che vengono scritte dalla loro congregazione, li leggo ma ad essere sincero leggo tutto ciò che mi mandano o che mi passa sotto mano, a volte leggo dei libri che non avrei letto mai, ma per rispetto delle persone che me li mandano li leggo.
Da una parte è ottimo perché apprendo cose che altrimenti non riuscirei a sapere.
In una delle riviste ho trovato una frase della Bibbia molto significativa: “Non rendere a nessuno male per male” Romani 12:17. In essa racchiude altri principi che se venissero rispettati ci sarebbe più armonia universale.
Ama il prossimo tuo come te stesso; amare sette miliardi di persone non sarebbe possibile, ma rispettare il genere umano è alla portata di tutti, ma l’importante è non fare il male, neanche rispondere con il male, anche se l’istinto porta sempre a ripagare con la stessa moneta.
Il male non risolve le offese ma moltiplica il male, viceversa il bene fa da moltiplicatore per altro bene, pertanto rispondere al male con il bene è un bene per l a comunità.
Sono concetti che andrebbero consegnati a scuola come bene sociale, come d’altronde anche il rispetto per ogni essere umano.
Il sistema repressivo dello Stato italiano è improntato sula vendetta, risponde al male con ulteriore male, con il male viola anche la Costituzione, questo rende l’intervento dello Stato illegale perché con mezzi illegali non si sconfigge la illegalità.
Al male lo Stato deve rispondere con il bene, anche per dimostrare di essere un buon Padre, ma principalmente perché è la sua funzione, con il bene rispetta la Costituzione e costruisce il clima per insegnare con l’esempio a formare nuovi cittadini, consapevoli di esserlo. Se lo stato si comporta peggio di chi ha infranto le regole, da un messaggio sbagliato, perché se infrange le regole lo Stato un semplice cittadino gli viene naturale imitarlo.
Il 99% delle istituzioni dicono di essere cristiani, ma nei fatti si comportano come persone malvage; come i Farisei credono che l’importante è la forma non la sostanza dei comportamenti.
Con il bene si sconfigge il male, pertanto fare del bene ripaga sempre di tutto e fa stare bene con se stessi. – 23-11—2013
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LA DISCRIMINAZIONE ISTITUZIONALE
Stamane tutti i TG e le rassegne stampa titolavano che il ministro Cancellieri aveva dichiarato che per aprile maggio 2014 i detenuti avrebbero avuto otto ore d’aria.
E’ singolare che bisogna aspettare fino a maggio quando scade l’ultimatum della Corte Europea, non voglio credere che sarà una truffa. Dopo alcuni mesi tutto ritorna come prima, non mi meraviglierei, l’hanno fatto per vent’anni i politici e l’hanno riconosciuto nella sentenza gli stessi giudici europei. Nessuno dei media gli ha fatto presente che questa legge delle otto ore fuori dalle celle è una sentenza della Corte Europea e confermata dalla consulta alcuni anni fa, come al solito non è stata applicata, essendo il sistema penitenziario il luogo più illegale d’Italia, perché nelle carceri l’apparato penitenziario con i loro sindacati e con la copertura dai PM al DAP, (dicono che ce ne siano dai cento ai duecento e hanno occupato militarmente il ministero. Leggere le critiche del SIDIPE sindacato dei direttore delle carceri), hanno legiferato una nuova dottrina:” i detenuti non hanno diritti, ma solo concessioni”, lo stesso sistema delle procure dove gli imputati non hanno diritti ma sono subordinati a PM “monarca” di turno.
La Cancellieri alla dichiarazione delle otto ore d’aria, ha aggiunto che questo provvedimento riguarda solo 48.000 detenuti, il restante 20.000 deve rimanere con le vecchie regole illegali.
Comprendo che quello che dice non sé altro che “Le disposizioni” che gli danno al ministero, principalmente ora che le possono fare pressione per l’aiuto avuto sul caso Ligresti.
Qualcuno dovrebbe dirgli che nella Costituzione c’è l’art. 3 che stabilisce che siamo tutti uguali, anche se questi estremismi basano il loto potere proprio su queste discriminazioni, hanno interesse che rimanga l’impalcatura del doppio binario priocessuale e penitenziario.
Credo che questi proclami derivano anche dalla recente sentenza della Corte Europea che ha riconoscuto il 41 bis come torutra, la complicità dei media ha censurato subito la notizia, dopo che ne aveva accennato Retequattro; neanche i quotidiani riportano la notizia.
Mi auguro che molto presto i cittadini si rendano conto che se l’Unione Europea interviene così pesantemente nel sistema penitenziario italiano, è perché l’illegalità non ha preso il sopravvento ma è diventta la norma esercitata da queste caste che si riempiono la bocca con la parola legalità, ma nei fatti usano l’illegalità come fine per accrescere il loro potere. – 24-11-2013
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LE MENZOGNE DELLA STORIA
Sul quotidiano La Repubblica, nella rubrica di Corrado Augias, trovo una lettera di un certo Gianfranco Cingolani facilmente un cittadino del Nord, pieno di pregiiudizi, d’altrondte Augias che risponde non è da meno, forse di più perché intellettuale.
Nelle ultime settimane il partito di repubblica con La Repubblica e l’Espresso sono diventati dei feroci censori nell’affossare i Sud.
Con un pietismo becero segue con tristezzae sconforto gli eventi della Campania, questo signor Cingolani si chiede come mai i rumorosi manifestanti che si adirano per i veleni che sono stati sotterrati nel napoletano nessuno vedeva le centinaia di camion che scaricavano i rifiuti tossici, e nessuno protestava e tantomeno deninciava l’inquinamento.
Per esperienza personale è consapevole che molti campani sono persone oneste e corrette; come è buono quest’uomo ceh ci tratta come esseri umani sic.
Il razzismo che impregna il suo discorso è vomitevole, perché parla per pregiudizio antimeridionale oppure per ignoranza.
Prima di fare delle affermazioni dovrebbe informarsi, perché calpestare la dignità di un popolo è molto facile, lui ha fatto i discorso simile a come lo facevano i colonialisti in Africa “poverini non è colpa loro, sono fatti così”
Ammette con indulgenza che al Centro-Nord sono colpevoli di aver sfruttato per mero vantaggio economico, “l’occasione che a malavita ci offriva”; poverini hanno fatto un peccatuccio senza comprenderecosa facevano, una birichinata da ragazzini.
Questo signor Cingolani deve sapere che questo commercio le èrocure e le istituzioni lo sapevano dal 1993, pertanto se volevano fare qualcosa, hanno avuto tutto il tempo, ma siccome hanno segregato persino una documentazione in tal senso (Commissione antimafia), significa che volevano che continuasse il traffico di rifiuti tossici.
Gli interessi del Nord vengono sempre assecondati e coperti, c’erano i nomi più noti di Confindustria che smaltivano illegalmente i loro veleni, si parlava di milioni di tonnellate di rifiuti tossici che sparivano dal circuito dello smaltimento legale, da qualche parte dovevano andare, chissà come mai per vent’anni nessuno se né curato, anche se sapevano tutto persino a Roma, ora tutti a fare i professori e a puntare il dito.
In tutto quel periodo l’appalto per l’immondizia nelle zone del napoletano l’aveva IMPRENGILO una ditta del Nord, tanto c’è il mostro della criminalità organizzata su cui scaricare tutte le loro nefandezze.
I camion di cui parla il signore erano di IMPRENGILO; con la complicità delle istituzioni hanno potuto commettere qualunque scempio, sono stati anche inquisiti con il sequestro di circa un miliardo di euro, gli furono ridati su pressioni del Parlamento sui giudici, e dopo alcuni anni sono stati prosciolti anche dal disastro ambientale.
E’ stata la gente di quei luoghi a inquinare, d’altronde sono di razza meridiaonale pertanto sporchi, brutti e cattivi sic.
Non è stata la malavita che gli ha offerto l’occasione, ma come sempre sono gli imprenditori del Nord che si sono comportati sempre così, in qualunque occasione, perché il Meridione è una colonia dove i colonialistici possono fare tutto e di più.
Tutti gli appalti del Sud sono stati sempre dati per diritto divino in mano alle ditte del Nord, ma la colpa dei loro misfatti ricade sempre sui meridionali a cui danno i subappalti a un quarto del loro valore e alla fine tutte le ditte del Meridione in un modo o nell’altro alla fine risultano semrpe mafiose, in modo da incolparli di qualunque cosa per coprire i misfatti delle ditte del Nord.
Ricordo che il terremoto del 1980 in Campania, per anni hanno favoleggiato che la camorra aveva preso tutti gli appalti, poi dopo vent’anni è risultato che il 98% degli appalti erano stati presi da ditte del Nord, avevano truffato con i finanziamenti per impiantare industrie e avevano rubato a man bassa su tutti gli appalti. Strade mai realizzate, strutture mai finite ecc.
Il signor Cingolani dimentica che la pianura Padana è la zona più inquinata d’Europa, dove ci sono città come Brescia che i bambini non possono andare al parco per il troppo inquinamento, che tutte le falde acquifere del Nord sono inquinate, hanno tutti i fiumi inquinati, ci sono zzone dove ci veorrebbe a maschera antigas per l’inquinamneto dell’aria, della terra e dell’acqua, pertanto prima di puntare il dito guardasse in casa propria.
Nel Meridione non ci sono industrie, sono tutte al Nord, con quale faccia di bronzo continuano ad accusare i meridionali che subiscono i loro metodi criminali.
In Campania c’è il Sele dove ci sono ancora le lontre, questi animali soggiornano dove non c’è inquinamento, c’è il parco nazionale del Cilento una meraviglia della natura e tanti altri luoghi che nulla hanno a che vedere con lazona circoscritta dove sono stati sotterrati i veleni del Nord.
Il signor Augias e peggiore di questo signore, sia perché la letera pubblicata non è stata scelta a caso, fa emergere sempre la sua natura razzista antimeridionale, tira fuori la storia per legittimare i suoi pensieri malsani, come al solito la menzogna che ha distorto la realtà meridionale da 150 anni è ripresa da tutte le persone come lui che devono giustificare azioni misere come queste.
Menziona la commissione parlamentare presieduta da Giuseppe Massari nel 1863; per digerire la famigerata legge Pica e il saccheggio del Meridione, di menzogne ne hanno messe insieme tante.
Cita l’istruzione senza sapere che le università del Meridione avevano all’epoca circa undicimila studenti, mentre nel resto d’Italia non superavano i cinquemila. L’università con i quotidiani di Torino (capitale dei Savoia) la maggior parte le avevano fondate i fuoriusciti napoletani dei moti de 1848.
Mentre nel Meridione su diecimilioni di abitatanti la metà era vaccinata, nelle misere langhe del Piemonte neanche sapevano che cosa fosse il vaccino; conoscevano bene il piombo dei soldati quando manifestavano per le tasse succhiasangue di Cavour che li aveva ridotti in miseria.
Cita la nipote di Cavour, Giuseppina Cavour Alfieri che riportò ciò che aveva detto Cavour prima di morire:”L’Italia del Nord è fatta, non ci sono più i lombardi, piemontesi, toscani, romagnoli,siamo tutti italiani, ma ci sono ancora i napoletani. Oh, c’è molta corruzione nelle loro terre. Non è colpa, loro, poveretti, sono stati governati così male”.
In punto di morte hanno fatto dire tante fesserie a questo Cavour; nel libro “Il sangue dei vinti” di Giordano Bruno Guerra, avrebbe detto un’altra cosa che è diametralmente opposta, comunque si tratta di menzogne per denigrarei meridionali, dovevano saccheggiare e per questo avevano bisogno di una cortina fumogena. Non bisogna dimenticare che con il saccheggio del Meridione non solo hanno pagato tutti i debiti che il “genio” Cavour aveva fatto con gli inglesi, francesi e i Rothschildue, hanno rimodernato l’esercito che è servito a commettere un genocidio altro che unità d’Italia, in più il Regno delle Due Sicilie ha contribuito al patrimonio economico del novo Regno D’Italia con 60%, la Lombardia con lì1%, e il Piemonte con il 4%.
Inoltre, la corruzione l’hanno portata i piemontesi,perché Cavour era molto bravo in questo campo, come si è visto negli anni avvenire, addirittura era bravo anche come pappone; mandò la cugina a Parigi per farla infilare nel letto di Napoleone terzo.
Nel Regno delle Due Sicilie non c’è stato un ministro inquisito per corruzione, e alla fine dei loro mandati l’unica ricchezza che portavano in dote alle loro famiglie, era l’onestà; dopo il 1860 è nata la politica e il marasma che conosciamo oggi.
Cavour mandò un suo galoppino a depredare le tonnellate di oro e argento alla Banca delle Due Sicilie, con l’incarico di controllare i conti dello Stato, gli fece sapere che i resoconti statali erano in perfetto ordine, cosa che non si poteva dire di quelli dello Stato piemontese ormai alla bancaarotta, si salvarono con il saccheggio del Sud, come un orda barbarica fecero peggio dei nazisti.
Il geniale truffaldino Cavour seppe migliorare con la mistificazione dell’unità, per dissimulare la spoliazione e la colonizzazione del Sud.
Il Re Francesco secondo non toccò neanche un soldo quando si trasferì a Gaeta, fece male perché li lasciò in mano agli avvoltoi savoiardi. Prima di andare in esilio e si imbarcò per Roma disse:”Non vi lasceranno neanche gli occhi per piangere”, non si sbagliò, ancora oggi ne stiamo pagando le conseguenze con il sistema coloniale imposto alla consquista del 1860.
Eravamoo una Nazione ricca e prospera, industrializzata, conla banca più ricca d’Europa, un agricoltura fiorente, con la flotta secconda solo all’Inghilterra e tanti altri primati, oggi siamo ridotti a niente , non solo ma anche derisi e compatiti dai discendenti di chi ci ha ridotti così.
Purtroppo hanno il potere di continuare a menzogna storica che insegnano ancora a scuola, per indottrinarci sin da bambini il complesso di inferiorità nei confronti dei colonizzatori.
Fino a quando i meridionali non si scuoteranno da questo annichiimento che pennivendoli salariati continuano a perpetuare, rimarremp sempre i loro servi; prima eravamo un covo di briganti, ora siamo un covo di mafiosi, domani saremo uncovo di alieni, comunque sempre colpevoli perché meridionali. – 25/11/2013
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L’IPOCRISIA DISUMANA
Il 22 novembre un compagno di sezione presenta un permesso di necessità per andare a visitare il suocero ormai allo stremo. L’aveva presentato già ad agosto informando il magistrato che aveva pochi mesi di vita certificato dalla cartella clinica allegata, gli fu rigettato.
Il 23 novembre gli arriva il telegramma per informarlo che è alla fine; con integrazione di motivi e allegandoci il telex, tramite Ufficio Matricola viene spedito al magistrato sorveglianza.
Il 24 novembre muore il suocero del nostro compagno.
Il 25 novembre il magistrato di sorveglianza dott.ssa Magnavita rigetta il permesso di necessità con la scorta, perché “il congiunto non è in imminente pericolo di vita”
Il 26 novembre gli viene notificato il rigetto del permesso.
Il suocero era morto e il magistrato ancora scrive che non è in imminente pericolo di vita.
Non ci sono parole nel descrivere la crudeltà di questo modo di applicare la legge. Le risposte sono sempre le stesse, ci sarebbe da capire in quale momento vogliono che venga presentata l’istanza di permesso.
Credo che la colpa sia dei nostri familiari perché non trapassano nel momento giusto, in modo che l’Ufficio di Sorveglianza di Catanzaro possa concedere l’ultimo saluto qualche ora prima, pertanto non dobbiamo capire qual è il momento giusto per presentare l’istanza, il magistrato non ha nessuna responsabilità, applica teutonicamente lavoro, non è colpa sua i cavilli sono farraginosi, non può esprimersi dalle postille, la legge e legge e va applicata in ogni sua virgola, brava, così si fa, precisione svizzera ci vuole, solo così la magistratura può funzionare.
Mi è difficile dimenticare quando ci fece fare un minuto di silenzio per un nostro compagno che si era suicidato, oggi comprendo che fu un atto di ipocrisia, lui con coraggio da uomo si era conquistato la libertà, consapevole che questi giudici non gliela avrebbero mai data. Sono i vivi che devono essere curati e aiutati e non onorati da morti che non ci serve.
Ognuno di noi fa i conti con la propria coscienza, in questi casi non credo che si possano giustificare questi episodi con la scusa del dovere; il dovere non giustifica mai niente, a parte a chi indossa una divisa.
Comunque se ritiene che sia giusto, gli auguro buona vendetta. – 26/11/2013
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REPORT
Lunedì sera (25-11-2013) su Rai Tre alle 21,10 è andata in onda la trasmissione report con la conduttrice Gabbanelli, l’argomento era la deportazione della Shlabayeva con la figlia Alua di sei anni in Kazakistan.
Anche se i “mercenari” del Parlamento italiano avevano cercato in tutti imodi di far passare il marito della Shlabayeva, il dissidente kazako Ablyazov, come latitante, Report ha messo in chiaro le cose e scoperchiato una pentola piena di marciume maleodorante.
Ablyazov è un dissidente, incarcerato e torturato perché finanziava l’opposizione, uscito dal carcere si è riparato in Europa, dove il dittatore del Kazakistan Nazarbayev con il potere dei soldi del petrolio continua a perseguitarlo, e purtroppo eminente personalità europee sono disponibili, come Tony Blair ex Premier inglese, Romano Prodi ex Premier italiano suoi consiglieri, e tanti altri.
Si mettono a disposizione con lui per gli affari che fanno in quel paese.
Alcune cose mi sono rimaste impresse; per pagare una tangente al dittatore kazako, la banca italiana Unicredit ha comprato una banca Kazako che non valeva la cifra pagata, circa due miliardi e mezzo di euro, dopo un anno l’ha venduta per circa mezzo miliardo di euro, con la garanzia fino al 2015 verso il nuovo proprietario di 650 milioni di euro di deposito, in poche parole è stata regalata. Il motivo è per fare un piacere ad ENI che doveva pagare la tangente a Nazarbayev.
Il direttore di Unicredit erra Alessandro Profumo, con questa ha messo in crisi la banca, ma oggi siede nel consiglio di amministrazione ENI. La giornalista ha intervistato un gruppo di signore anziane, alle domande sul governo del paese hanno detto ce era una grande mafia, la giornalista gli dice come quella italiana, rispondono di no, quella italiana è piccola cosa in confronto a quella kazako, portateci in Italia hanno gridato.
La cosa singolare è vedere una sfilza di politici italiani, anche negli interventi parlamentari, a tessere le lodi del dittatore kazako Nazarbayev: Prodi, Berlusconi, Alfano, Schifani, La Repubblica ecc.
Una giornalista dell’opposizione spiegò cosa aveva combinato il dittatore kazako per accusare il dissidente Ablyazov, aveva rubato i soldi dalla banca che dirigeva per poi incolparlo, così con una fava prendeva due piccioni, aveva sottratto dieci miliardi di euro ed eliminava un suo avversario.
C’è una renatela di interessi poco pulita che gira intorno ai combustibili fossili e tanti altri affari, per questo motivo si sono resi disponibili con i kazaki per commettere un infamia del genere, deportare la madre e la figlia di sei anni, mettendole in pericolo consegnandole nelle mani di un dittatore sanguinario come il kazako Nazarbayev.
Mi viene spontaneo fare un par<agone, se una nazione che nell’ambito internazionale non conta niente come il Kazakistan, e l’Italia dinanzi al mondo si comporta in modo indegno senza onore e né dignità. Quando chiamano gli americani che occupano il Paese, le istituzioni italiane come minimo si mettono a pecoroni.
Abbiamo una classe politica che è una marmaglia miserabile; all’estero hanno ridotto l’Italia simile a una repubblica di banane; all’interno si legittimano con la repressione del meridione, per nascondere i latrocini, privilegi, e la depredazione delle casse pubbliche.
Credo che l’unica soluzione sarebbe usare il metodo dei romani, quando c’erano difficoltà nominavano un dittatore a tempo per mettere le cose a posto, oppure ci vorrebbe un Catone. – 27-11-2013
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IL POTERE ONNIPOTENTE DELLE MULTINAZIONALI
Hanno fatto un lungo presidio sotto Montecitorio, sono partiti dal 23 luglio con questo lungo sit-in, ma ieri hanno paralizzato il traffico nel centro della capitale, cercando di entrare nel Parlamento.
Si tratta dei familiari dei malati di SLA,SMA e altre malattie neurodegenerative, che protestano per accedere alla terapia del metodo Vanoni.
Si tratta di un trattamento europeo basato sulle cellule staminali, che aiuta a stare bene facendo regredire la malattia.
Ho visto la trasmissione Le Iene su Italia Uno, dove molte famiglie hanno fatto vedere come i figli avevano benefici da questa cura di infusione di cellule staminali.
Davide Vanoni specialista del settore, ha creato un metodo per queste malattie degenerative. Estrae dal midollo spinale cellule staminali le potenzia e poi le inietta di nuovo, tutti i malati che hanno usufruito di questa cura sono i migliorati avendone enormi benefici.
L’apparato scientifico italiano si è messo di traverso; la ministra della salute Beatrice Lorenzin, ha bloccato la sperimentazione, sicuramente dietro suggerimento dei baroni della sanità italiana.
La cosa strana e che non si capisce perché non vogliono che questi bambini abbiano la possibilità di accedere gratuitamente a questa cura, per di più che non c’è nessun farmaco che possa almeno lenire le sofferenze di queste malattia.
E’ palese che c’è qualcosa di poco pulito, purtroppo quando ci sono le multinazionali del settore giocano sporco e non si fermano davanti a niente.
Tutti i baroni della sanità, i politici e la magistratura in un modo o nell’altro sono al sodo di questi farabutti.
Credo che da qui a qualche anno uscirà qualche farmaco per queste malattie, facilmente lo staranno tastando, ma siccome il metodo Vanoni è gratis non va bene alle multinazionali e ai suoi lacchè.
Nel frattempo due bambini sono morti; e un giudice dell’Aquila ha negata la terapia Vanoni a Noemi la bambina che era andata in visita dal Papa.
Questi sono omicidi di Stato, ma purtroppo non pagherà nessuno per tante anime innocenti che sono morte e continueranno a soffrire e morire.
28-11-2013
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UNA RAGNATELA OSCURA
Per proteggere la Cancellieri i PM hanno fatto uscire le notizie contenute mei vari interrogatori dagli attori del procedimento, dopo ce o parlamento l’aveva salvata, è palese ce per correttezza dovevano rendere pubblico tutto ciò che era di importanza pubblica, prima che venisse discusso alle camere l’interrogazione parlamentare per le sue dimissioni , invece dopo che il governo e il Presidente della Repubblica hanno imposto il suo salvataggio, i quotidiani di destra e sinistra hanno fatto uscire le notizie che i PM quotidianamente passavano alle varie redazione.
Credo che se fosse uscito tutto fuori dall’inizio, sarebbe stato molto difficile dinanzi all’opinione pubblica salvarla.
Come sempre in certe operazioni di esproprio o forse meglio dire di rapine, Mediobanca non è mai estranea. Tutta l’operazione è partita con l’OK dei nipotini di Cuccia, e Unipol con un piano studiato dall’inizio per appropriarsi delle assicurazione Fonsai.
Il figlio della Cancellieri quando ha capito che poteva diventare l’agnello sacrificale si è tirato indietro, ma ormai il progetto era avviato.
La magistratura ha fatto il resto, e anche se è evidente ciò che è successo, nessuno pagherà per i veri reati commessi.
La famiglia Ligresti ha pagato per la sua momentanea debolezza, d’altronde in quel mondo si sbranano come bestie, chi diventa debole viene subito azzannato e spolpato.
A parte l’episodio, ne è uscito un intreccio a dir poco raccapricciante, tra politica, i sindacati, authority di controllo, banche, fondazioni, e le varie famiglie della finanza meneghina, la corruzione è risultato un fatto normale, come legiferare leggi e norme in favore di un gruppo o all’altro.
Come i media che tacciono e attaccano secondo le indicazioni che ricevono dall’editore; che fanno tutti parte della politica o dell’economia.
Immagino se queste cose fossero successe nel Meridione, i titoloni dei giornali su intrecci di mafia, massoneria, politica, banche ecc. e la cosa sarebbe durata per vari mesi, invece hanno messo tutto a tacere. – 30-11-2013
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GLI AMICI DEGLI AMICI

Passata la bufera mediatica sull’Ilva di Taranto, una vergogna mondiale, hanno inquisito i veri responsabili, iniziando dal presidente della regione Puglia Vendola e tutti i suoi collaboratori alla regione. Ci sono le telefonate del suo coinvolgimento, la famiglia Riva aveva corrotto tutti per continuare a lavorare inquinando come neanche in Cina fanno più.
D’altronde era palese che un disastro ambientale di tali proporzioni non poteva essere causato senza la complicità della politica, i sindacati, le istituzioni locali, la magistratura, le autorità di controllo, insomma un sistema criminale che è colpevole di migliaia di morti con un inquinamento che avrà bisogno di decine di anni per essere assorbito dalla natura.
Nessuno pagherà per i crimini commessi, per loro ci sono l’assoluzione, che la magistratura non lesina mai, e quando non è possibile c’è sempre l’amnistia della prescrizione, che ogni anno si mangia migliaia dei loro procedimenti “per la dimenticanza dei magistrati”.
A volte mi chiedo cos’è un crimine; se un povero cristo commette reati e paga con il carcere è ritenuto un criminale. Viceversa uccidere, depredare, inquinare un intero territorio, non è ritenuto un crimine dalla magistratura e dalla politica, ma semplicemente errori di valutazione; i sindacati si giustificano che hanno fatto prevale l’occupazione; i Riva sono dei benefattori che hanno ecceduto per bontà nel mantenere i posti di lavoro e l’economia della città; la magistratura vede quando non ne può fare a meno, le centinaia di denunce che sono state fatte negli anni, le ha insabbiate e nessuno ne parla.
Le uniche vittime sono i cittadini ma devono subire in silenzio come hanno dovuto fare in tutti questi anni, perché se manifestano e fanno rumore vengono anche manganellati
Un giorno succederà anche con il petrolchimico di Gela che ha inquinato ogni cosa, addirittura le donne partoriscono i neonati malformati o pieni di malattie, ma lì il padrone è l’ENI ed è intoccabile. Cosa ha fatto l’ex sindaco Rosario Crocetta? Niente allora da sindaco e niente fa adesso da Presidente della regione Sicilia.
Altre “Taranto” ci sono in giro per l’Italia con la complicità delle istituzioni. – 01-12-2013
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OMICIDI DI STATO
Federico Perna un ragazzo detenuto nel carcere di Poggioreale è morto, dalle foto sembra di ripercorrere il dramma di Stefano Cucchi. La sua faccia somiglia a una maschera, come se si fossero accaniti a pestarlo sulla faccia, avendo anche lividi su altre parti del corpo.
La Madre ha dichiarato che il figlio le diceva che veniva pestato, glielo ha anche scritto ci sono le lettere che lo attestano, inoltre è notorio che succedono queste cose nel carcere di Poggioreale. Lo posso affermare anche per esperienza diretta, fui pestato nel 1997, ero stato appoggiato per un processo al padiglione Venezia, venivo dal carcere di Voghera (PV), mi saltarono addosso senza nessun motivo, la mia reazione attenuò il pestaggio.
Il ministro Cancellieri ha mandato una ispezione ministeriale, sono le solite manifestazioni mediatiche, finito i clamore tornerà tutto nel silenzio, se non ci sarà la famiglia che insisterà per avere giustizia, come nei casi Cucchi, Uva ecc.…
C’è un certificato sanitario del 18 settembre 2012 del carcere di Secondigliano (NA), dove si attesta che il detenuto è incompatibile con il regime carcerario e invita l’autorità preposta a prendere provvedimenti per il ricovero, anche coercitivi in caso che il detenuto si rifiutasse.
Da Secondigliano l’hanno mandato a Poggioreale in una sezione comune, dove in una cella di pochi metri sono stipati una decina di persone, come le batterie di allevamento di polli di un tempo.
La colpa del ragazzo è che non si chiamava LIGRESTI. – 02-12-2013
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L’ONESTA’ DELLA LEGA
Ormai non si contano gli scandali della Lega. Non bisogna neanche dimenticare che la Lega era appena nata ed era già immischiata nello scandalo ENIMONT nell’era di tangentopoli, ricordo ancora come fosse ieri Bossi con la bava alla bocca mentre veniva interrogato nel processo.
Lasciando da parte tuti gli scandali degli ultimi tempi della famiglia Bossi e il cosiddetto cerchio magico.
Nelle settimane scorse è stato arrestato il sindaco di Adro in provincia di Milano, qualcuno ricorderà che aveva messo gli stemmi della Lega sulla scuola del paese, con il ricorso dei genitori degli scolari furono rimossi, ci fu un clamore mediatico per questo episodio, ora lo stesso sindaco è stato arrestato per tangenti e reati di abuso.
In questi giorni è successo un altro scandalo che tocca i vertici della Lega. Il presidente della regione Piemonte il leghista Roberto Cota, insieme alla sua maggioranza sono stati inquisiti perché accreditavano tutte le loro spese provate sul conto della regione, dai boxer, agli spazzolini da denti, cravatte, sigarette ecc. insomma lo stipendio era franco dalle spese familiari, personali e intime.
Addirittura il Presidente Cota aveva il dono dell’ubiquità, si trovava in due posti diversi a fare acquisti.
Questi signori ancora oggi si vantano di essere l’unico partito onesto e che sono tutti onesti, fanno venire nostalgia per i politici della prima repubblica, almeno avevano una decenza istituzionale, nella maggioranza dei casi lo facevano per il partito.
Mi chiedo quale decenza hanno? Quale onestà hanno? Sono razzisti, xenofobi, buzzurri, ladri, e alimentano l’odio all’interno del Paese con il razzismo antimeridionale.
Mi auguro che alle prossime elezioni scompaiono dalla scena politica, perché la millenaria civiltà italica non ha bisogno di simili barbari. – 03-12-2013
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I SUGGERIMENTI TERRORISTICI
Il vice Presidente del Consiglio dei Ministri Angelino Alfano, ha lanciato l’allarme che ci potrebbe essere una nuova stagione di stragi, perché Cosa Nostra potrebbe essere tentata dalla prova di forza.
Alfano in questo momento si inventa di tutto per suscitare l’attenzione mediatica, ne ha bisogno per pubblicizzare il nuovo partito che ha fondato con tutti quelli come lui che hanno tradito Berlusconi, ha colto la palla al volo von il processo sulla trattativa Stato-Mafia che si sta svolgendo aPalermo e gli sfoghi di Totò Riina che saarebbero stati intercettati nel cortile del carcere.
In questo momento una strage sarebbe una manna per Alfano, da ministro degli interni si glorificherebbe con l’estremismo che lo caratterizza; con la legge N°94 ha dichiarato che si è giunti ai limiti della Costituzione, qualcuno doveva dirgli che era stata già superata nel 1992 con la Scotti-Martelli, lui con quella legge del 2009 ha estremizzato quella legge con la tortura psichiatrica dei regimi totalitari, e con i suoi discorsi “…devono morire in carcere…” la dice lunga sul concetto costituzionale del suo pensiero politico.
L’impressione che dà e che lui” suggerisce” di fare una strage, come dicesse per cortesia fatemene una che ne ho bisogno politicamente (d’altronde i politici sono bravi nel suggerire ciò di cui hanno bisogno)
La storia ci insegna che il potere italiano ha sempre usata la violenza ‘per i suoi fini politico-economici, perché ritiene che la sua violenza è un diritto, mentre quella del popolo è un reato da perseguire e condannare.
Con un evento drammatico come una strage, la repressione che scaturirà, compatterà a politica alzando una cortina fumogena per coprire tutti i loro problemi politici e le loro nefandezze, l’esempio più recente e quello del 1992-93.
Siccome i pentiti hanno scoperchiato tanti pentoloni, adesso non si chiedono le cose direttamente ma si suggeriscono, per timore di essere accusati in futuro.
Purtroppo in questi giochi di potere, alla fine pagano sempre i poveri cristi che sono in carcere o quelli che incappano nei rallestramenti che vengono fatti si consuetudine nel Meridione da un secolo e mezzo, dovranno dare in colpevole e appagare l’opinione pubblica dopo che hanno tirato fuori gli istinti primordiali della gente che ignara applaude i propri carnefici.
E più facile sviluppare l’insicurezza nelle persone in modo che diviene più facile parlare alle paure della gente che non alla loro intelligenza.
Ci vorrebbe una rivoluzione per spazzare via questa marmaglia che offende, mortifica e umilia tutte le popolazioni italiane. – 04-12-2013
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LA SERIETA’ NELL’APPLICAZIONE DEI METODI
In Svezia hanno chiuso quattro carceri perché i detenuti diminuiscono con il passare degli anni, l’amministrazione penitenziaria lo ha restituiti allo Stato, per la mancanza di detenuti; i due saranno venduti e gli altri due saranno destinati ad altro uso.
La diminuzione dei reclusi non deriva da soluzioni miracolistiche, semplicemente applicano il principio del recupero-rieducazione-reinserimento, ma fatto in modo serio e scrupoloso, e non all’italiana di nascondere la polvere sotto il tappeto.
L’input l’ha dato la corte Suprema, con l’indirizzo di programmi di recupero.
In proporzione agli abitanti avevano gli stessi detenuti che ha l’Italia; sono circa otto milioni di abitanti e avevano circa settemila reclusi, facendo una moltiplicazione arrivano ai detenuti italiani. Con l’applicazione rigorosa del reinserimento nel giro di alcuni anni i detenuti sono diventati 4500, riducendoli di un terzo e diminuiscono ogni anno, questo dimostra che funziona; come è stato appurato anche in Italia.
Una commissione istituita dal ministero ha stabilito che i detenuti che usufruiscono delle pene alternative, la recidiva scende al 19% viceversa i detenuti che scontano tutta la pena in cella la recidiva sale all’81%, la forbice è molto ampia ma in modo inequivocabile dimostra che questa è la strada da percorrere, la stessa che sta facendo la Svezia.
Le statistiche del ministero riportano sempre che in Italia ci sono 47.000 posti nelle carceri italiane, non è vero, è una spudorata bugia perché se in una cella di un posto in base ai detenuti che vengono stipati dentro le celle. Prendono per buona la cifra, ci sono 20.000 reclusi in più.
In Italia andrebbero fatte riforme più ampie per ottenere un analogo risultato, dal codice penale al codice di procedura penale, l’automatismo delle pene alternative, ridimensionare le pene che sono le più alte d’Europa, e applicare il sistema di scontare la pena quando c’è il posto letto, come fanno in Norvegia.
In Svezia non sono così permissivi come i luoghi comuni descrivono o i nostri politici vogliono far crederci; qualche anno addietro un italiano in vacanze a Stoccolma fu arrestato perché al ristorante aveva dato un buffetto a figlio, fece tre giorni di carcere e dovette affrontare il processo.
Hanno più educatori e psicologi che detenuti, li seguono e li aiutano nel loro percorso per farli inserire di nuovo nella società; in Italia sono abbandonati a s stessi nelle carceri e ritengono rieducati i reclusi che diventano delatori, finito di scontare la pena si devono arrangiare da soli per sopravvivere.
Nella Germania dell’Est si era ottimi cittadini facendo la spia per la polizia segreta, se non lo facevi diventavi un nemico dello Stato, in questo modo il 50% della popolazione spiava l’altro 50%, uno stato di polizia.
Guardare oggi il film di Alberto sordi “Detenuto in attesa di giudizio”, non sembra che sia passato circa mezzo secolo. – 05-12-2013
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SE NE E’ ANDATO UN GIGANTE DELLA NOSTRA EPOCA
La sua vita è stata un capolavoro della natura, simili uomini nascono uno ogni secolo, ci ha lasciato Nelson Mandela, ora il suo nome appartiene alla storia dell’umanità.
Lo sento vicino perché ha scontato circa tre decenni di carcere come me, chi tanto tempo in carcere lo considero un fratello perché comprende cos’è la sofferenza.
E’ stato grande perché si è ribellato alla grande ingiustizia dell’apartheid, un sistema nazista che aveva creato una minoranza padrone a assoluta e la maggioranza schiavi senza diritti, quando ha capito dopo una strage di civili che la non violenza non avrebbe abbattuto questo mostro, ha iniziato la lotta armata, arrestato fu condannato all’ergastolo a spaccare pietre sull’isola di Robe Island, dove ci è rimasto per 27 anni senza mai abbassare la testa.
A determinare l’azione è sempre l’oppressore. L’oppresso non può che scegliere la forza, se l’oppressore la usa senza parsimonia e rifiuta ogni dialogo, queste parole di Mandela erano più che legittime.
Era entrato in carcere pieno di rabbia e di odio nei confronti dei bianchi dominatori, ma i tanti anni di carcere furono cruciali per il suo sviluppo spirituale, ed elaborò una coscienza di empatia verso gli oppressori per ricostruire un solo popolo senza distinzioni.
Solo il perdono libera ‘anima e cancella la paura credo che avesse ragione, perché gli atti gli hanno dato ragione.
Quando fu liberato dimostrò ancora di più la sua grandezza, non rimase prigioniero dell’odio e della vendetta per tutti i soprusi che aveva subito lui e il suo popolo, ma fece prevalere la riconciliazione e il perdono.
Credo che quando un uomo si fa guidare dalla speranza e non dalla paura ogni traguardo gli è possibile, anche stando chiudo in una cella due metri per quattro.
Ha dato speranza a tutti i sudafricani, li ha guidato da leader senza esaltare se stesso, né si è fatto avviluppare dal potere, l’ha lasciato come un moderno Cincinnati ritirandosi a vita privata. Tutto il mondo lo piange, principalmente il suo popolo; beato chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di abbeverarsi alla sua saggezza.
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L’INNOCENZA INFANTILE
Leggo una lettera di una madre si una bambina delle scuole elementari, avevano fatto una festa a scuola, dove avevano partecipato anche i genitori, avevano fatto il buffet, le foto, divertendosi con i bambini
Dopo un po’ di tempo vengono date le foto che si erano fatte alla festa, la madre chiede alla figlia chi era la sua amica del cuore, gli risponde ce è la bambina con il vestito giallo, quella indicata era una bambina nera, non ha detto il colore della pelle ma del vestito.
Questo dimostra che sono gli adulti a creare pregiudizi nella testa dei bambini, una volta fattasi strada nei loro pensieri si tramutano in razzismo.
La società aperta con l’insegnamento nelle scuole alla tolleranza, si costruirebbe un modo dove prevarrebbe il rispetto e la fratellanza tra gli esseri umani. – 7-12-2013
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LA TRUFFA LEGALIZZATA
La Coldiretti insieme ad altre associazioni di categorie, con la presenza del Ministro dell’agricoltura Nunzia Di Girolamo, hanno bloccato alle frontiere tutte le spedizioni che dall’estero venivano esportate in Italia per farle passare come prodotti Mady in Italy.
Le imprese agricole italiane falliscono perché sono obbligate a rispettare determinati parametri che le mettono fuori mercato di fronte ai prezzi che possono fare le imprese in Paesi che non devono rispettare leggi moto ristrettive. La grande distribuzione e trasformazione facente parte di Confindustria, acquista prodotti non certificati all’estero, principalmente dall’Est europeo, Nord Arica, e Sud America. E ritengono nel loro interesse che rimanga tutto così come è adesso.
Il Mady in Italy potrebbe risollevare la crisi economica e le sorti della depressione che stanno colpendo l’Italia.
Bene ha fatto il ministro Di Girolamo ad affiancare gli agricoltori in questa protesta sacrosanta, ma subito Confindustria ha fatto dichiarare che “sono sconcertati per il comportamento del ministro”, per logica dovrebbero essere contenti per l’attivismo del primo ministro delle politiche agricole italiano nella storia, che cerca di fare gli interessi del Paese, invece come sempre Confindustria(uno dei pilastri che gestisce il potere in Italia) pensa esclusivamente ai propri interessi e s e ne frega degli agricoltori e della situazione economica italiana. – 08-12-2013
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I FORCONI
Con le accuse dei Savonarola in Sicilia, che il movimento era inquinato o gestito dalla mafia avevo pensato che i forconi erano stati spazzati via dalla furia giustizialista di questa setta.
Mi devo ricredere perché in questi giorni hanno occupato e bloccato tutto il Paese e ne sono contento, perché solo così possono capire o politici che è tempo di finirla, la gente è stanca e li ha licenziati anche se loro si tengono stretti le poltrone.
In proposito ho visto in TV un cartello molto simpatico rivolto ai politici:” i cittadini vi licenziano”, devono capire che a licenziarli lo possono fare, ma quando vanno a votare.
Invece di prendere atto che la gente non ce la fa più, continuano a fare i loro interessi come non stesse succedendo niente, addirittura li minacciano, come ha fatto il ministro dell’interno Alfano e il ministro dei lavori pubblici Lupi.
Quello che fanno, a parte continuare a mantenere i loro privilegi e interessi, è di parlare, proclamare, e annunciare progetti, ma nei fatti non faranno niente per risolvere i problemi della gente che non arriva a fine mese.
Speriamo che Renzi cambi le cose e non faccia solo riforme di facciata. La gente è stufa di chiacchiere vuole i fatti e avere una vera giustizia sociale. – 09-12-2013
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L’INVENZIONE DELLE NOTIZIE
Leggo una notizia che mi lascia sbalordito, era stato chiesto dalla magistratura al DAP e alla direzione del carcere di Opera le intercettazioni ambientali sulle minacce al PM Di Matteo di Palermo da parte di Totò Riina, entrambe hanno risposto che non ne sapevano niente.
Tutti i TG e i quotidiani riportano con enfasi la notizia di queste minacce, mi viene spontaneo chiedermi se questi organi preposti non sanno niente, da dove è uscita questa notizia? Chi l’ha messa in giro? E per quali fini?
Mi auguro che sia stato un errore quello che ho letto, ma se fosse vero c’è qualcosa di losco, la mia impressione, come ho già scritto, è che stanno creando qualcosa per preparare un evento stragista per aprire un’altra stagione di repressione, che butti fumo negli occhi al popolo italiano, per coprire la situazione critica attuale e tutta la loro inettitudine, a principalmente per conservare il potere del sistema attuale facendo un maquillage con la cortina fumogena della repressione.
Mi auguro di no, perché se succede qualcosa del genere, chi subirà la repressione siamo noi reclusi, principalmente chi risulta nella lista dei computer del ministero della giustizia, tutti gli ex 41 bis “carne da macello” – 10-12-2013
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FACCE DI BRONZO
Ieri sera ho seguito in TV a canale La7D la trasmissione Linea Gialla di Salvo Sottile, la discussione era improntata sulla morte di Federico Perna nel carcere di Poggioreale, gli ospiti erano la Madre e il fratello del ragazzo, Luigi Pagano Vice Capo del DAP e il segretario del sindacato SAPPE Donato Capace.
Hanno fatto vedere dei filmati del carcere di Poggioreale on interviste a molti ex detenuti, spiegano che venire pestati era la norma, addirittura un ex detenuto ha fatto il disegno dove si trovava la stanza chiamata zero.
La stanza zero consisteva nel fare un cerchio da parte di dieci-quindici guardie e il detenuto al centro veniva massacrato.
La foto del ragazzo mirto, fatta dalla madre nell’obitorio, toglieva ogni dubbio sul massacro che aveva subito, il suo viso era una maschera di sangue.
Sono rimasto meravigliato dalla complicità corporativa di Luigi Pagano, come tanti altri credevo che era una persona imparziale, corretta e seria, invece ha fatto delle affermazioni allucinanti, come quella ce il ragazzo è deceduto per morte naturale, auguro anche a voi di fare la stessa fine”.
Il sindacalista ha avuto un comportamento vergognoso, addirittura ha messo in dubbio il bene della Madre e che l’avesse abbandonato in carcere; la Madre aveva avuto un incidente e per alcuni mesi sono andati altri familiari a fargli colloquio.
Come ha fato sempre ha negato che nei carceri ci siano pestaggi; lo fece anche con la mattanza di Sassari, pertanto il soggetto non è nuovo a sostenere simili tesi inverosimili.
Con tutto che gli ex detenuti gli avevano indicato alcuni agenti della squadretta di picchiatori, entrambi negavano che a Poggioreale ci fosse l’inferno che parlavano tutti.
Sottile che pende sempre dalla parte dell’apparato della repressione, ieri sera è stato imparziale ed ha ripreso più volte il sindacalista e Pgano, che erano arroganti e dispotici.
Purtroppo sono sempre poco i passaggi mediatici che evidenziano questi omicidi di Stato, ci vorrebbe più luce sulle segrete medioevali dei nostri carceri. – 11-12-2013
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LA PROVVISORIETA’ IN CARCERE
Non c’è mai niente di certo, tutto è provvisorio e noi reclusi siamo dei pacchi p ostali, al DAP decidono dalle loro scrivanie come spostarci secondo criteri astratti con una logica che ha un solo fine “l’interesse”, o economico incrementando le traduzioni, o politico per mandare più detenuti in una regione o in una provincia, insomma noi caliamo per il business di tanta gente e su tante cose.
Dal monopolio del sopravvitto che resiste dal 1930 in mano alla famiglia Berselli; nei carceri le ditte collegate hanno più potere delle direzioni, è palese che per poterlo fare hanno “santi” in paradiso (ministero).
Come gli appalti di tutte le proporzioni che vengono appaltati nelle carceri e le forniture di cui i carceri hanno bisogno.
Le uniche cose che dovrebbero essere applicate non vengono fatte, mi riferisco a ciò che contempla il codice penitenziario e stabilisce la Costituzione, sia il recupero-rieducazione-reinserimento, come anche avere particolare attenzione per gli affetti familiari.
Ora l’unica illusione di libertà che ci è rimasta a noi ergastolani, era la cella (loculo) singola, notizie da altri carceri dove ci sono le sezioni AS-1 ci informano che tramite una circolare del ministero vogliono mettere anche noi AS-1 in due nelle celle singole, violando la legge.
Il regime AS-1 stabilisce che dobbiamo stare soli in cella; questo regime discende dall’art.90, poi abolito e ripreso con il regime E.I.V. nel 1998, in ultimo è diventato AS-1 nel 2009, a parte la terminologia quello che non è ami cambiato è stato di essere collocati in cella singola.
L’art. 22 del Codice §Penale stabilisce che gli ergastolani devono essere sottoposti a isolamento notturno per tutta la durata della pena, siccome l’ergastolo è fine pena mai, di conseguenza è per sempre e non secondo le disposizioni di qualcuno.
Il Codice penitenziario europeo stabilisce che ogni detenuto deve essere allocato in una cella singola; con la Commissione europea per la prevenzione della tortura(CTP) stabilisce che a di sotto dei 7 metri quadrati per detenuto è tortura, meno dei 9 metri quadrati stabiliti per i maiali e 20 per i cani, ma almeno stabiliscono che un loculo di pochi metri dobbiamo averlo.
La risoluzione ONU del 1955 “regole minime per il trattamento dei detenuti” stabilisce che le loro circolari abbiano forza di legge.
Qui a Catanzaro si vocifera che all’anno nuovo o passeremo al padiglione nuovo o verremo trasferiti ad altro carcere, in ambedue le situazioni saranno problemi, perché nei nuovi padiglioni fatti costruire dal signor Angelino Alfano sono tutti camioncini da 3-4-5- posti, pertanto non sono adibiti agli ergastolani come me, e io rifiuterò di entrarci facendomi portare alle celle di isolamento. Trasferiti in un altro carcere, cercheranno di metterci in due, come hanno tentato negli ultimi vent’anni, senza mai riuscirci per la mia ferma opposizione, ricomincerà il teatrino per imporre due persone in una cella singola.
In entrambi i casi non acconsentirò mai a mettermi con un’altra persona ne loculo assegnatomi, se lo faranno con la forza, mi metterò a fare lo sciopero della fame, denunciando tutti quelli che con questa violenza disumana violano la legge.
Non solo non vogliono farci uscire perché hanno deciso che dobbiamo morire in carcere, ma vogliono farci vivere come negli allevamenti in batteria per i polli, non solo hanno deciso la fine della nostra vita, ma vogliono renderci l’esistenza impossibile.
L’unico posto dove puoi avere un po’ di intimità, raccoglierei tuoi pensieri, avere una sorta di libertà anche se illusoria, sono quei pochi metri quadrati e ce li vogliono togliere con la scusa del sovraffollamento.
I NAS quando trovano un allevamento non a norma sugli spazi, igiene, struttura, lo chiudono invece i carceri che non lo sono nella stragrande maggioranza non c’è autorità che abbia questo potere, quelli ce adibiti alla tutela dei detenuti non hanno il potere di farlo; siamo classificati al di sotto degli animali.
Sarebbe opportuno che noi reclusi ci iscrivessimo alla lega degli animali, così ci potremo fare difendere da loro, come fanno con gli animali.
Il paradosso è che se maltratti un animale si va in galera, se maltratti un detenuto no. Siamo diventati un Paese spietato e crudele, ma la cosa più aberrante è la normalità della repressione e della tortura. Questo mi fa ricordare la banalità del male di Hannah Arendt. – 12-12-2013
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TRUFFANO L’OPINIONE PUBBLICA
Leggo una statistica dove attesta che in Italia c’è i più bassi tasso di omicidi della sua storia, sia prima che dopo l’unità del Paese, anzi arriva a cinque secoli indietro.
In Europa siamo l’ultimo Paese non solo per gli omicidi ma anche per gli altri reati, tutti gli altri paesi dell’Unione europea sono sopra l’Italia, quest’anno saranno circa 400 omicidi, mi viene spontaneo fare dei paragoni; è la cifra di omicidi che succedono in un giorno in Messico in un mese a New York, in otto giorni in Sudafrica, ecc.
Con tutto ciò continuano a catechizzare la gente tirandogli fuori gli istinti primordiali, disinformandola che in Italia c’è la criminalità più forte del mondo, per legittimare un apparato poliziesco di repressione, che ha creato un mostro ce condiziona le istituzioni e alla vita sociale del Paese; una sorta di antistato talmente potente ce nessuno osa attaccarli, chi lo fa ne paga le conseguenze con persecuzioni giudiziarie, arresti, ed esclusione dalla vita sociale del Paese.
Neanche in tempo di crisi economica, la gente non arriva a fine mese, le tasse aumentano, tagliano i servizi essenziali, a non toccano un euro destinato dall’apparato della repressione.
In carcere siamo stipati come sardine, perché ci sono le pene più alte d’Europa, è stato criminalizzato ogni comportamento, e si tengono in vigore leggi d’emergenza divenute ordinarie tra le più repressive del mondo Occidentale, che violano la Costituzione, la convenzione europea, e il trattato ONU dei diritti umani, ma con tutto ciò, la nostra classe politica non prende un provvedimento neanche per ragioni umanitarie; hanno troppa paura “dell’antistato”. – 13-12-2013
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LA CULTURA USATA COME PREMIO
Leggo una notizia molto curiosa sul nostro giornalino “Mai dire mai”, qualcosa che andrebbe bene in tutti i sistemi penitenziari del mondo.
In Brasile è in vigore un progetto molto importante nei carceri, premiano i detenuti con la cultura. Ai detenuti vengono decurtati quattro giorni di pena per ogni libro che leggono.
Ho sempre letto che per ostacolare la recidiva ci vogliono due cose: Lavoro e cultura. Ricordi che alcuni intellettuali anni fa a questa tematica riposero in questo modo-lavoro, lavoro-cultura, cultura-cultura.
Quando le iniziative sono buone bisognerebbe copiarle e applicarle, ma purtroppo se non cambia la mentalità repressiva di vendetta sociale, difficilmente cambierà qualcosa.
Alla cultura e al lavoro aggiungerei un’altra cosa, agevolare i contatti familiari limitando la lontananza dalla residenza a non più di duecento KM (C’è la legge che stabilisce che un imputato non può essere trasferito a non più di cento KM, e un recluso con pena definitiva a non più di duecento KM, ma al DAP la violano sistematicamente sicuri dell’impunità)
Incrementerei più telefonate, principalmente per chi ha figli, e impianterei salette con un computer per effettuare colloqui tramite la Rete con Skype, in modo che anche chi non può per la lontananza, per motivi economici, o perché ha i genitori anziani, può vedere i familiari in videoconferenza in una piccola saletta, tutto gratuito perché Skype è gratis.
Le relazioni sociali sono necessarie a tutti gli esseri umani, lo affermavano già i greci 2500 anni fa.
Si potrebbero fare tante cose per umanizzare le carceri e applicare l’art. 27 della Costituzione, ma purtroppo il DAP è diventata una procura con la sua mentalità e concepiscono il carcere esclusivamente come luogo per detenere le persone e costringerle a diventare delatori. – 14-12-2013
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LE PERSECUZIONI GIUDIZIARIE UCCIDONO
E’ morto Angelo Rizzoli un perseguitato della giustizia, ha subito 26nprocessi nell’arco di 30 anni uscendone sempre assolto.
Figlio dell’editore Andre Rizzoli, il padre gli lasciò una fortuna nel campo dell’editoria, tra cui il Corriere della Sera.
Malato di SLA dall’età di 18 anni, la persecuzione giudiziaria ne ha minato il fisico, era agli arresti domiciliari per le sue condizioni di salute anche se uno dei soliti periti del PM di turno aveva certificato due mesi fa che era compatibile con il carcere; come al solito questo perito non pagherà niente, la protezione della procura di riferimento, ne fa un intoccabile, siccome lo sanno, sono sempre pronti a falsificare qualsiasi perizia per andare incontro alle architetture processuali dei PM. La moglie ha dichiarato che quest’ultima vicenda giudiziaria gli ha spezzato il cuore, sfinendolo e portandolo alla morte.
Mentre era nel reparto detentivo gli veniva vietato l’uso delle stampelle, la crudeltà ormai è diventata normalità; d’altronde un Paese che ha istituzionalizzato la tortura con il 41 bis, ha disumanizzato il sistema giudiziario e penitenziario seppellendo la civiltà, non stupisce una notizia del genere.
Ora da più parte gridano all’infamia degli arresti facili, ma sono lacrime di coccodrillo perché sono tutti colpevoli di questo stato di cose, hanno sempre aggravato la carcerazione preventiva per compiacere i giudici, ed oggi la usano a p iene mani per estorcere confessioni.
Sarà sempre troppo tardi quando la usano a piene mani per estorcere confessioni.
Sarà sempre troppo tardi quando faranno una riforma radicale della giustizia e del sistema penitenziario rendendo il Paese alla pari con le civiltà nord europee. – 15-12-2013
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I TRUFFALDINII DELL’ANTIMAFIA
Una sera avevo visto lo spettacolo da Rosy Canale in TV, un monologo sulla sua personale lotta antimafia, spiegava che per essersi opposto alla vendita di droga nel suo locale l’avevano pestato, questo episodio me aveva fatto un icona e lei aveva saputo alimentare questa situazione.
E’ stata arrestata perché questa sua attività era una maschera per truffare i soldi ce la sua associazione “Donne di san Luca” riceveva dal fondo stanziato dal ministero.
Nelle telefonate intercettate la Canale risponde alla madre, che gli dice di non spendere quei soldi che non sono suoi “Me ne fotto di come li spendo”, si sentiva onnipotente e di poter scialacquare come voleva soldi che dovevano servire per iniziative di utilità sociale, mentre ogni volta ce arrivavano i finanziamenti si dava allo shopping più sfrenato.
Non è la prima non sarà l’ultima, ci sono certi sciacalli che purtroppo i loro mercimoni di appropriazione e ladrocinio non emergono perché potenti adepti dalla setta antimafia e pertanto protetti dell’apparato della repressione.
Da molto tempo stanno facendo pressione sulla politica, perché questi signori non contenti d tutto ciò che depredano, vogliono che quando boccano i beni di qualcuno li vogliono subito disponibili, nel senso che ci sia subito la confisca, è aberrante, non solo il sequestro dei beni, ma che questi miserabili possono vivere nel benessere sulle sofferenze di tanta gente.
Stanno saccheggiando il Meridione come fecero i piemontesi con la legge Pica. Non gli è bastato in 150 anni ridurre una Nazione ricca e prospera, in una terra da terzo mondo, sfruttandola in tutti i modi, oggi con la scusa della lotta alla mafia, non solo stanno depredando ogni cosa, ma stanno mettendo le basi affinché la distanza tra Nord e Sud diventi realmente enorme che non si parlerà più di colmare il divario, si discuterà in futuro solo di contenerlo.
Personalmente credo, anzi sono convinto che i maggiori responsabili dopo la politica sono tutti questi savonarola ce per interesse e potere personale, legittimano il direttorio criminale che opprimere il Paese a continuare l’infamia di renderci schiavi nella colonia un tempo la nostra terra.
Lo scrittore Tommaso Fiore scrisse: “La nostra vita fu”. E aveva ragione. – 16-12-2013
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ABOLITO IL PROIBIZIONISMO DELLA MARIJUANA
Il rivoluzionario ex Tupamaros presidente dell’Uruguay dal 2010 José “Pepe” Mujica, è riuscito anche con una forte opposizione a far passare la legge per rendere la vendita della marijuana legale sotto il controllo dello Stato.
Tempo fa ne avevo già scritto, oggi è legge, mi auguro che sia l’inizio della fine di questo mostro proibizionistico inventato dagli americani sempre per motivi di imperialismo.
La legge è impostata che non ci possa essere il turismo per lo spinello, perché la legge è solo per i cittadini uruguaiani, ogni persona può comprare in farmacia 40 grammi al mese, coltivare 6 piantine a casa, 99 piantine in cooperative di 45 soci e vendere il prodotto allo Stato.
La pianta di canapa si presta ad essere usata per tante cose; e come il maiale non si butta niente. Si può usare per fare tessuti, prodotti cosmetici, olio per biodiesel, ma principalmente per uso medicinale.
L’Italia era il secondo produttore mondiale, per colpa dei divieti imposti dagli americani negli anni settanta, ha dovuto azzerare un comparto con secoli di tradizioni.
Avevo un docufilm dei radicali, in cui raccontava il motivo del perché gli americani avevano sollecitato il proibizionismo, si era scoperto che dalla canapa si poteva estrarre una benzina vegetale che poteva competere con quella petrolifera, le multinazionali del settore vollero togliersi il pensiero di una competizione che poteva intaccare il loro business.
Il Presidente José Mujica è l’unico al mondo che dona in beneficenza il 90% del suo stipendio e vive modestamente in una piccola casa come un normale cittadino. – 17-12-2013
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GRANDE EUGENIO
Dopo tanti mesi abbiamo rivisto Eugenio, ha organizzato uno spettacolo con la sua associazione “La vita è un sogno”.
Siamo andati al teatro senza sapere cosa sarebbe stato messo in scena, ci è sembrato strano che non vedevamo Eugenio, dopo un po’ l’abbiamo visto entrare nel palcoscenico leggere da un libro una citazione della Divina Commedia, posare il libro e iniziare a parlare, dopo cinque minuti ci siamo resi conto che era un monologo, partiva dalla Divina Commedia e parlava della Bibbia, dell’Odissea, dell’Eneide, metteva insieme le somiglianze e i messaggi in essi contenuti.
Il suo monologo è durato un’ora e mezza, ha dimostrato tutta la sua bravura ma principalmente la sua cultura che può spaziare su un fronte molto ampio.
Mi ha fatto molto piacere rivederlo, mi auguro che potremo iniziare di nuovo a fare qualcosa come l’altra volta. – 18-12-2013
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IL GRANDE SACCHEGGIO
Non si finisce mai di sapere dove finisce il pozzo nero della politica, hanno la faccia di bronzo, chiedono alla popolazione di fare sacrifici mentre loro gozzovigliano, non sono i soli, in loro compagnia ci sono i sindacati, le banche, la Confindustria, la Chiesa, l’apparato della repressione, l’esercito e la burocrazia.
Leggendo la cifra che la politica costa agli italiani c’è da rimanere sbalorditi, 23 miliardi di euro all’anno, ogni italiano deve sborsare 757 euro a testa, per foraggiare un esercito di parassiti.
C’era qualcosa che non mi tornava, perché l’articolo era piccolo e messo in un angolo nel mezzo del quotidiano, ormai riesco a capire quando devono dare una notizia e vogliono nasconderla, ho fatto una moltiplicazione 60 milioni per 757 l’importo è raddoppiato a 45 miliardi di euro, questo dimostra che “La Repubblica” per salvaguardare il governo che è guidato da Letta che fa parte del PD, partito di riferimento di questo quotidiano, disinformano la gente consapevolmente, d’altronde avendo uno come Saviano che romanza la realtà e la fa passare come verità, c’è da aspettarsi tutto, anche prendere per i fondelli i cittadini italiani.
Mettendo insieme tutti i parassiti che succhiano il sangue alla popolazione, credo che la cifra citata si può triplicare.
Tagliano anche le pensioni di 500 euro, ma non disinfettano mai queste zecche che succhiano il sangue alla gente. Non toccano mai le caste perché dovrebbero toccarle tutte, e siccome cane non mangia cane, se la prendono con i più poveri che non hanno la forza per ribellarsi e nessuno li tutela.
Peccato che la grande protesta dei Forconi si è divisa ed è scemata la paura che avevano fatto ai politici. – 19-12-2013
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VESCOVO
Stamane è venuto il vescovo a dirci la messa di Natale, non è venuto Bertolone, ma Cantisani è molto simpatico con le sue metafore.
Ne ha fatto una che mi è piaciuta molto, ha detto che Gesù è stato un operaio, artigiano, profugo, subendo la fame e la sete, incompreso, deriso, perseguitato, accusato, arrestato, condannato a morte e ucciso, pertanto ognuno di noi può rispecchiarsi in un ruolo, togliendo l a parte teologica e andando terra—terra aveva ragione.
C’era anche un coro con la chitarra, hanno cantato alcune canzoni e abbiamo finito con la canzone di Natale.
Poi abbiamo fatto il rinfresco con i dolci del nostro pasticciere Fabio.
Credo che all’esterno sono eventi normali, ma qui dentro rompono il tran-tran quotidiano, diventano un piccolo evento, anche perché succedono due volte all’anno.
Ci dovrebbero essere più eventi per alimentare le relazioni umane, come diceva Aristotele sono le relazioni sociali che cambiano le persone. – 20-12-203
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LA GOGNA MEDIATICA DELLE MENZOGNE
In pochi giorni i media hanno creato dei personaggi da due mentecatti mentali; mi sembrava di assistere allo stesso film di Angelo Izzo, un personaggio malato e psicopatico, fatto scarcerare dalla procura di Palermo di Giancarlo Caselli, perché l’avevano usato come pentito sul delitto di Piersanti Mattarella Presidente della regione Sicilia, e accusò Fioravanti poi assolto, come avevano fatto anche la strage di Bologna.
Quando fu scarcerato e uccise le due donne, i media alzarono il polverone ma si censurarono e non dissero che era un pentito e che vari giudici di sorveglianza e un provveditorato avevano scritto che era pericoloso perché psicopatico e andava curato.
Quello scappato da Genova Bartolomeo Gaglione infermo di mente con molti anni di manicomio, doveva scontare un altro anno di carcere, è uno di quei detenuti spregevoli inviso da tutta la popolazione carceraria perché sono delatori e ruffiani alla luce del sole, questo li mette nelle condizioni di usufruire di benefici. Chi come questi soggetti non ha un equilibrio mentale stabile, è palese che possa commettere errori, purtroppo migliaia meriterebbero di usufruire dei permessi e le pene alternative, ma invece di guardare alla personalità delle persone, sono interessati esclusivamente alla sottomissione, alla delazione e alla ruffianeria.
Il secondo scappato da Pescara Pietro Esposito, è un pentito di Napoli che doveva scontare altri sei mesi di carcere, la sua classificazione gli permette di usufruire di tutti i benefici; un premio alla delazione.
Questi gaglioffi fanno il bello e il cattivo tempo quando sono fuori, quando vengono arrestati si mettono ad accusare tutti quelli che conoscono, dove non possono arrivare, per compiacere il PM di turno si mettono ad inventare rovinano tanta gente innocente perché più persone accusano più sono ritenuti importanti e pertanto hanno più concessioni.
Sono stati arrestati tutti e due in pochi giorni, così non potranno costruirci sopra un’epopea miserabile, utile a stimolare i bassi istinti dei cittadini, usando il tutto politicamente. Miseri sciacalli.
21-12-2013

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2 pensieri su “Diario di Pasquale De Feo- 22 novembre – 21 dicembre

  1. Giuseppina Zito in ha detto:

    Ciao Pasquale , stamane mi trovo un bel po di roba da parte tua , e senza perdere tempo lo letto di tirata tutta , tutto era importante , notizie dietro l’altro, per dire alla fine quello che c’è dietro tutto un sistema, inquinante , impregnato di menzogna , che per rimuovere , be diciamo ci vorrebbe un altro diluvio universale , anche questo manipolato , dico questo perché ieri sera un amico, mi ha chiesto se volevo andare a Messina ad una conferenza , dove presentavano dei libri , e così sono andata , e che sorpresa , mi sono trovata a faccia a faccia con Marco Biglino col suo nuovo libro ” la Bibbia non è un Libro Sacro ” , c’era tanta gente, per sentire quel che diceva …Infatti gli argomenti trattavano , come un libro sia stato manipolato, perchè lui essendo un nordico , che mangia Polenta e che conosce cosa è , diceva se mi si offre delle fette , dopo averne mangiate una , due , tra, quattro, cinque.sei, alla settima , be mi fermo e penso è Polenta ….
    Ma non si può mangiare del falso , così , a chiesto se qualcuno aveva una Bibbia in sala , molti hanno risposto di si , e cosi che si è messo a leggere dei versi di una Bibbia uso famiglia per confrontarla con quelle di altri , be uno ne aveva di trentanni prima , risultava il verso diverso .si deduce che chi lo prende in mano muove a suo piacimento, e tutto per manipolare le menti, e portarli tutti al macello. Questo Mario così voleva essere chiamato, non Professore, lavorava per le Paoline , per tradurre le sacre scritture, in ebraico, antico, ma le scoperte non finiscono qua, la storia va riscritta , ha troppi buchi , ma hanno trovato terreno facile, esercitando pressioni demolitori , solo per regnare e tenere il potere, come fa la magistratura tutti divisi , ma alla fine tutti amici e uniti , che risiedono per monitorare e tenere tutti sotto un controllo , sempre pronti per interagire , se qualcuno alza un po il gomito.
    Per loro è facile, sanno come reprimere, e come farsi strada, basta guardare e poi ingoiare , si deve ho sei alberato e crocifisso, infondo sono maestri.
    La menzogna regna suprema , e lo si fa spudoratamente, mostrandola ogni giorno , su tutti i campi , ma il dubbio resta ed è lui che esercita pressione interagendo per giungere alla verità, nascosta da secoli e secoli , dalle origine del nostro mondo e di tutto quello che ci circonda …La base della vita dell’uomo e della sua nascita ….chi siamo realmente .
    Non amareggiarti, perchè chi ti parla è un umana , forse troppo umana come te , che oggi si è nutrita di quel che ho letto , come sempre il tuo diario è ricco di informazioni….grazie ciao

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    Ormai lo sai che il tuo diario non me lo perderei per nessuna ragione al mondo, te l’ho ripetuto mille volte. Così come sai che le tue analisi mi insegnano sempre cose che a me erano sfuggite, mentre per altre condivido pienamente quello che dici. Il marciume tutto italiano, compreso l’ostracismo nei confronti del sud, fanno del nostro paese : Il paese unico al mondo, mi spiace dover dire questo, perchè sono contro la violenza di ogni genere, ma temo che per cambiare le cose in Italia si debba usare quella, se non ci si riesce con manifestazioni e sit in allora significa che dobbiamo usare altri sistemi. Con il dialogo non si arriva a nulla purtroppo, ed è triste accettarlo. Quale miracolo è la televisione per il potere, dire o non dire a seconda di ciò che fa comodo è un buon sistema per tenere a bada un popolo. Quando impareremo che avere una testa dovrebbe aiutarci ad analizzare ogni cosa, sarà troppo tardi.
    Ciao Pasquale, e non mancare ai tuoi preziosi appuntamenti.

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