Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Da Catania a Nuoro…di Gino Rannesi

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“Inettitudine”

 Salve, oggi a Catania si festeggia S.Agata, dalla mia cella sento che i fuochi d’artificio impazzano, segno inequivocabile che la  Santa è appena uscita dalla Chiesa sita nel Duomo della cittadina. Come molti sanno mi trovo nel carcere di Catania ormai da 4 mesi. Non tornerò più a Milano, sono stato trasferito a Catania in occasione di un’ udienza per poi essere assegnato ad altra destinazione. Orbene la nuova assegnazione è arrivata: il carcere di Nuoro, quindi sono in attesa di essere tradotto in Sardegna.

Come alcuni sapranno il carcere di Nuoro da  parte dei detenuti sarebbe il più temuto.

Nessuno vorrebbe andare a Badu e Carros, se non altro per via del fatto che l’effettuazione dei colloquio con i propri cari è pressoché impossibile. Chi parte dalla Sicilia per recarsi a Nuoro dovrebbe perdere 3 giorni di lavoro. Se hai la possibilità economica farai scalo a Roma, da Roma ti imbarcherai per Alghero, dopodiché affitterai una macchina per coprire due ore di strada spaventosamente pericolosa. Non oso pensare che la mia traduzione in quel posto sia stata operata per punirmi, se così fosse hanno fatto un grande errore di valutazione. Parlare di legalità si deve e si può,  senza che per questo si debba essere puniti. Io non sono “un pezzo di pane” nè mai lo diventerò.

Catania. Febbraio 2014

Gino Rannesi

 “Non sono malvagi, sono ignoranti, il che è assai peggio”

 Eccomi, sono arrivato, a Badu e Carros, il carcere di Nuoro (Sardegna). Mi sono chiesto che cosa significasse il nome dato a questo carcere, Badu e Carros (Passo dei Carri) Ovviamente all’epoca della costruzione i carri erano trainati da buoi. Mi trovo in questo posto da pochi giorni ma ho già capito tutto. Allo stato non mi dilungo, è presto, posso dire solo che la mia assegnazione in questo posto, così come quella di tanti altri ergastolani, è illegale. Oggi parlare di legalità è assai difficile, pretenderla è da ingenui, sarebbe come andare a rubare a casa del ladro.

Gino Rannesi

Nuoro Febbraio 2014.

 “Si stava meglio quando si stava peggio”

 Ho sempre pensato che ai vertici del D.A.P. (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) dovevano andare persone che conoscessero le tematiche delle carceri, come ad esempio ex direttori di carceri o ex magistrati si sorveglianza. Orbene ciò che il sottoscritto così come tanti altri detenuti auspicavano si è verificato.

Mio Dio che delusione. I “nuovi vertici del D.A.P.” hanno tutte le caratteristiche di coloro che dovrebbero conoscere il pianeta carcere. Certo i nuovi vertici hanno trovato una bella gatta da pelare: carceri sovraffollati, strutture fatiscenti ecc….,  per non parlare poi delle sanzioni europee che vedono l’Italia condannata tra le altre cose per le condizioni disumani in cui vivono i detenuti.

Ma come pensano di risolvere questi problemi è presto detto. Il primo atto è stato quello di sfasciare quei pochi carceri che ancora funzionavano. Spoleto, un carcere modello trasformato in un porto di mare. Per guadagnare qualche decina di posti è stata chiusa la SezioneAS1. Secondo atto, costringere gli ergastolani a mollare la cella singola per essere ammassati in celle  sino a 4-5 posti. In barba a delle leggi penali che vietano una tale prassi. Persone condannate all’ergastolo costrette a condividere la cella con altri ergastolani. (Una bomba atomica che prima o poi scoppierà). Con quest’atto i nuovi vertici del D.A.P. hanno recuperato qualche centinaio di posti sacrificando persone che si trovano detenuti dai 20-30 anni e che x la loro “pericolosità” sono stati costretti a vivere in totale isolamento. Gli ergastolani che si oppongono vengono trasferiti in carceri non idonei ad ospitare tali soggetti. Ma che importa, con quest’atto illegale i vertici del D.A.P. hanno guadagnato qualche centinaia di posti e  poco servirebbe a far loro + notare che a fronte di un esubero di oltre 20 mila detenuti quest’atto oltre che dannoso è inutile.

La legalità prima di chiederla bisogna darla.

Gino Rannesi

Nuoro Marzo, 2014

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5 pensieri su “Da Catania a Nuoro…di Gino Rannesi

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Ecco, hai colto nel segno, la legalità prima di chiederla bisogna darla… ma dal dire al fare c’è sempre di mezzo “IL MALE” e non è un errore, non volevo dire mare, voglio proprio dire male. Vedi con tutta questa propaganda disinformativa si coprono e addirittura si idealizzano i soprusi. Ora si stanno arrampicando sui vetri per evitare le multe che l’Europa minaccia di darci. E ingigantiscono se poi non inventano le pericolosità per convincerci che vogliono difenderci. E’ una tattica che funziona molto bene purtroppo. Mi spiace tanto Gino, ma davvero tanto che vi troviate così soli e arrabbiati, avete ragione ad esserlo. Ti mando un abbraccio con tutta l’amicizia che tu sai. Ti chiedo soltanto di non smettere di combattere anche se posso capire quanta stanchezza tu senti in questo momento. 😦 come vedi stavolta la mia faccina è triste )

  2. grazia in ha detto:

    Non sapevo del tuo trasferimento lì.
    Ogni parola purtroppo è inutile.
    Sto iniziando ad odiarla….la Sardegna.
    Ti abbraccio forte,
    Grazia

  3. rossana in ha detto:

    mi dispiace per questo trasferimento 😦 per te, per i tuoi familiari che avranno difficoltà a venire… non ho parole di fronte a tali decisioni.. ma tu continua a lottare per far valere quella legalità che vogliono e non danno.. un abbraccio,, Rossana

  4. Giuseppina Zito in ha detto:

    Già dire legalità mio caro Gino vuol dire darla , ma si vede che è solo a parola , detta tra noi e na prese per il colo , tranquillo , non ho paura di dirla è un ingrediente usato ultimamente anche dai bambini , che la imparano appena cominciano la scuola , dall’asilo fino alle superiori, io sono consapevole di tutto e mi amareggio sentire quel che dici, e quel che sento , ogni giorno bersagliati da notizie sconvolgenti, e come sempre si perdono , evidentemente e solo per lanciare allarmismo , su di un popolo spremuta a dovere , tra tasse e barzellette , dal comico al tragico .l
    Mi rendo sempre conto che manca l’umano , non so in quale veste si è trasformato , sembra divorato , succhiato e poi rilanciato privo di quel delicato sapore che riveste l’umano , ecco la spiegazione di questo comportamento , se nn si rende conto di tutto il male che sprigiona, favorendo è rafforzando il dolore.
    Non so cosa dirti, certo che sei andato diciamo in capo al mondo, perché il luogo e il nome mi rattrista per te valoroso combattente , per i tuoi cari e per tutti quelli che hanno incontrato i tuoi pensieri e come me umile farfalla , che svolazza , cercando di portare sempre una buona parola un po di là e un po di qua , e mentre volo che osservo il dramma dell’umano.
    Mi auguro che un giorno forse arrivi questo tanto attese reale umano , che si umilia davanti a lui stesso nel perdonarsi e nel perdonare di quanto male ha prodotto .
    Ciao mio buon amico un sorriso per questo giorno che ti arrivi al più presto da me
    sicula 😉

  5. SALVATORE in ha detto:

    Ciao amico mio inutile dirti quanto sono dispiaciuto sia per te che per la tua famiglia che pure viene condannata alla tua lontananza.
    Mi sento di dare un abbraccio a Francesca e un bacio a tuo figlio .
    A te amico mio mi viene di dirti la stessa cosa che tu circa due anni fa hai detto a me : Turi forza e coraggio .
    Mi hai aiutato a calpestare tutte le idee brutte che mi passavano per la testa, come una corazza che tutti i giorni mi proteggeva, e oggi telo dico a te, solo un semplice forza e coraggio amico mio .
    Sono fiducioso e sicuro che al più presto possibile tante cose ti devono cambiare, anche se ora è buio totale ma presto si trasformerà in luce .

    Ciao Gino il tuo amico fraterno Salvatore

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