Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Costretti a emigrare… di Pasquale De Feo

Fucilazione_petruzziello

Pubblico oggi un testo del nostro Pasquale.. che si inserisce nell’ambito delle sue riflessioni sulla storia del’unità d’Italia (e delle sue conseguenze per il Meridione) da un’angolazione diversa rispetto a quella che è stata utilizzata per tanto tempo.

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Una bugia ripetuta tante volte nel tempo diventa un dato storico.

Nelle scuole insegnano la favoletta risorgimentale con l’epopea da quattro soldi di Garibaldi. E’ menzogna storica, ma dopo 150 anni si ha ancora timore della verità, e continua la mistificazione della realtà storica.

Prima del 1860 il Meridione (Regno delle Due Sicilie) era una Nazione ricca e prospera, con la banca più ricca d’Europa, la seconda flotta mondiale, industrializzata a tal punto da competere con l’Inghilterra, commercio con tutto il mondo, grandi università. Napoli (capitale) era una delle tre metropoli europee insieme a Parigi e a Londra. Tutti i più grandi intellettuali dell’800 se non soggiornavano a Napoli si riteneva che non avessero vissuto. L’agricoltura contribuiva per il fabbisogno interno e per l’esportazione. Potrei continuare su tanti altri campi, anche quello della giustizia; le università del Meridione sfornavano i più grandi giuristi d’Europa.

Ma il tema di questo scritto era che il Nord no conosceva l’emigrazione. Era un problema del Nord, dove la miseria e la fame spingeva migliaia di veneti, lombardi, piemontesi, liguri, friulani, toscani ed emiliano-romagnoli ad emigrare in tutto il mondo.

Con la ignobile conquista, la crudele occupazione e la feroce repressione del Meridione, i piemontesi costruirono l’unità italiana con il ferro, il fuoco e in un lago di sangue: “ci sono gli atti parlamentari a testimoniarlo”.

Distrussero una Nazione per ridurla a schiava dei Savoia, sfociando in un genocidio con un milione di morti, mezzo milione di arrestati, 54 paesi rasi al suolo, eliminazione di tutti i mezzi di produzione, saccheggio sistematico di tutte le ricchezze del Meridione.

Ogni Paese occupato si rivolse contro lo straniero. Così fecero le popolazionir meridionali. I piemontesi furono crudeli e spietati. Massacrarono, stuprarono e terrorizzarono anche i bambini che venivano anch’essi arrestati e fucilati.

La legalità per simili barbarie fu legittimata dalla famosa legge Pica che rese un inferno il Sud. La devastazione fu sistematiche per piegare le genti meridionali, nel giro di venti anni  dalla prosperità alla miseria più nera. Anche ciò non bastava. Per un semplice sospetto si finiva in carcere o fucilati.

Tutto fu programmato e realizzato con l’appoggio degli inglesi e dei francesi, anche se, dopo cinque anni, nel 1865, insieme all’Europa insorsero contro l’orrore di tipo nazista che la ferocia savoiarda applicava nella martoriata terra meridionale. Questo li mitigò un po’, ma nel silenzio continuarono i massacri indiscriminati.

Cambiarono strategia, volevano trasferire i meridionali in qualche isola lontano, contattarono i portoghesi che si resero disponibili, ma venutane a conoscenza la stampa, tutta l’Europa si ribellò contro l’orrore del progetto che i piemontesi volevano realizzare.

I portoghesi ritirarono  la loro disponibilità, ma i Savoia non demorsero. In segreto  si rivolsero all’Argentina per avere un pezzo di Patagonia dove trasferire  la maggioranza dei meridionali, dopo un iniziale tentennamento, anche l’argentina rifiutò questa barbarie.

Usarono la miseria da loro causata e la repressione feroce e crudele per costringerli ad emigrare, agevolarono la furia di milioni di meridionali in tutti i modi; all’inizio del 900 erano quasi 20 milioni, svuotarono  il Paese e vinsero la ribellione.

Nessuno aveva detto a quel criminale di Vittorio Emanuele II che nel Meridione c’erano anche i meridionali. Oggi è ritenuto il padre della patria; come se Hitler lo fosse della Germania.

La stragrande maggioranza degli italiani nel mondo  hanno fatto vedere quello che valgono, sono tutti figli di quel crimine scellerato organizzato da Cavour e dai Savoia, strozzati dai debiti con gli inglesi, francesi e Rotschild.

Un debito superiore a dieci volte le entrate del regno sabaudo; il braccio destro di Cavour, il senatore sabaudo Pier Carlo Boggio, nel 1859 disse: “O la guerra o la bancarotta”. Si salvarono con il saccheggio del Meridione (Regno delle Due Sicilie”.

Il prosciugamento economico continua tutt’ora, crearono l’industria attuale del Nord da zero perché ne erano sprovvisti, con il sangue delle popolazioni meridionali.

Ridussero la prosperità di una Terra baciata dal clima in una landa desolata, la trattarono da colonia africana e ancora lo è tutt’ora. In Africa i colonialisti europei trattarono molto meglio gli africani delle loro colonie.

Tutte le Nazioni del mondo hanno fatto i conti con il loro passato, chiedendo perdono: l’hanno fatto gli americani con gli indiani, gli australiani con gli aborigeni, i canadesi con i nativi, i sudamericani con gli indios, ecc. Non succede nel nostro Paese “più bello del mondo”. Le scuse della storia non arrivano per i meridionali, anche perché il saccheggio è ancora in corso e il Meridione è ancora utile come colonia.

La speranza è che la Rete informatica rompa l’isolamento dalla servitù ilota, spezzando la spada del potere coloniale toscopadano. Che trae vantaggio da un sistema equilibrato, non ha alcun interesse a modificarlo: “solo chi ne é penalizzato può volerlo”.

Siccome il Meridione non può raccontare se stesso, al più può essere raccontato da chi gestisce il potere, che non vuole cambiamenti al suo monopolio della verità.

Il mio auspicio è che dopo tanti popoli conquistatori passati nel Mezzogiorno, un giorno non lontano potremo dire che per un secolo e mezzo fummo anche terroni, riconquistando la nostra libertà.

De Feo Pasquale

Catanzaro gennaio 2014

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 pensieri su “Costretti a emigrare… di Pasquale De Feo

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    La rabbia più grande la sento quando vedo certi nomi sulle targhe delle vie e piazze. Ricordati come eroi e non come veri carnefici. Del resto le cose vanno avanti ancora così, picchia a morte qualcuno e se hai una divisa addosso ti danno una promozione. Ciao Pasquale un caro abbraccio.

  2. grazia in ha detto:

    per non parlare delle fandonie che fanno studiare ai ragazzini. La storia continua, oggi come ieri…ma sempre non è per sempre, la verità si fa strada…speriamo più in fretta di come ha fatto sinora…Ciao Pasquale,
    Grazia

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