Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Non sento più quei passi… di Giovanni Zito

SM

Giovanni Zito è una figura storica di questo Blog.

Uno dei partecipanti della prima ora. E forse quello di cui vi sono più testi conservati in archivio.

Negli ultimi anni non scrive spessissimo, ma di tanto in tanto, ecco la sua lettera, col suo stile che non è mai del tutto concreto, e on è mai del tutto sognante.

Malinconia e ironia lo percorrono. E a volte, la dolorosa ispirazioni lo conduce quasi in un luogo dove la vita guarda la vita, e la tensione è trascendente, nell’osservare i giorni e il senso dei giorni.

Voglio solo citare un passaggio del testo che pubblicherò oggi:

“Rimango denutrito dalla grande bellezza che si chiama libertà, essendo un presente assente, consegnandomi al cielo, alla terra, come figura umana, in quanto sono carne vive. Quella che sostanza che sogna e respira, malgrado le tribolazione che porto con me e in me. Queste sono le cose per cui devo ancora un debito, vacillando come un pendolo che conta tutte le ore, scivolando da un posto all’altro, senza nessun destino, come un ago nella mente mi trafigge il grido dei passi solitari che vivo.”

PS: il dipinto che accompagna il testo è un bellissimo dipinto di Salvatore Magazzini

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Non sento più quei passi,

lontano ma non distante il filo logico della vita mi bollca.

Essere cosciente e volere. Ognuno è dinanzi a se stesso. Ogni mattina metto ordine nella mia testa.. le prove, le tensioni, il conoscere, per andare avanti faticando un giorno. L’abbraccio diventa amaro. L’amore sbiadisce lentamente e fisicamente tutto viene assopito, dimenticato.

Leggo e scrivo. Provo a fantasticare sulla vita, costruisco un momento bello nella mia memoria e sorrido ironicamente al mio peso, al mio corpo.

Quanto essere devo essere, nel conoscere un luogo come questo fatto di cemento, volere la speranza e non arrendersi, rimanendo in piedi  in un giorno qualunque dove le cose non riescono a mescolarsi. Non trovo un legame che mi leghi. Intanto aspetto un’altra primavera ormai alle porte.

Certo l’inverno più duro è passato, come i miei anni in questo cerchio di tempo. Il passo diventa più pesante. Sarà la vita che cambia o l’età che avanza. Io non vedo questa distinzione, ma l’avverto piano piano dentro di me. Non c’è riposo, non trovo sonno che possa consumarmi di gioia o serenità. Mi consumo e basta. Le cose sono così finché un bel giorno qualcuno si svegli dal proprio letargo e mi dica che posso ritornare al futuro, perché al momento sono inchiodato al passato. Rimango denutrito dalla grande bellezza che si chiama libertà, essendo un presente assente, consegnandomi al cielo, alla terra, come figura umana, in quanto sono carne vive. Quella che sostanza che sogna e respira, malgrado le tribolazione che porto con me e in me. Queste sono le cose per cui devo ancora un debito, vacillando come un pendolo che conta tutte le ore, scivolando da un posto all’altro, senza nessun destino, come un ago nella mente mi trafigge il grido dei passi solitari che vivo.

Giovanni Zito

 

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2 pensieri su “Non sento più quei passi… di Giovanni Zito

  1. Giuseppina Zito in ha detto:

    Eccomi, mi affretto, non voglio che aspetti , se scrivi vuol dire che vuoi comunicare, per sentire che qualcuno sa ascoltare. Il tema è profondo come i tuoi pensieri che avvolgono la tua persona , riesci a trasformarle rendendole vive .
    Essi si muovono, in fondo sono le tue creature , che messe insieme , mostrano la tua saggezza. Certo l’inverno è ormai uscente , per dare vita alla primavere, qua si vedono i fiori già sui rami , e non ti dico il cinguettio armonioso, tutto sembra svegliarsi anche i fili d’erba sono ormai tesi svegli verdi è folti pronti a ricevere , carezze dal venticello che sorprenderà tenendo vita lottando per la vita .
    Ecco lo senti questo scruscio , lotterà per la vita , tutti noi dobbiamo necessariamente combattere , in qualunque situazioni ci si trova .
    Colorati amico Giovanni , sono i colori che sprigionano il tuo corpo , non farlo morire per colpe di scarsi colori , direi sfaldati e nn corretti che offuscano le menti degli umani …Gli anni passano ma noi non passiamo , siamo sempre intatti , colorati pronti a dare …diamo e riceviamo , cosi oggi mi hai dato tanto amico
    Un abbraccio sincero ….

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    “Si sta così…. come foglie su un ramo, d’autunno”…. e si aspetta la folata di vento gelido che da un momento all’altro ci può buttare sul selciato, ma se si è forti si aspetta il vento tiepido della primavera che ci porta il profumo dei fiori nuovi, bisogna essere forti per accogliere il tripudio della bella stagione………

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