Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

La pena scontata fino all’ultimo giorno in carcere è funzionale all’esigenza di sicurezza che i cittadini per bene richiedono?.. di Angelo Meneghetti

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Ecco un’altra delle interessanti riflessioni di Angelo Meneghetti, detenuto a Padova.

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Come dicono tanti professori di diritto, in Italia abbiamo la migliore Carta Costituzionale del mondo, peccato che, in questo Paese ci sono delle buone leggi, ma non sono applicate, e nell’ultimo ventennio hanno fatto delle leggi sbagliate, creando discriminazioni. In questo Paese esistono due tipi di ergastolo “quello ostativo e quello normale”. Per farvi le idee chiare, nelle carceri italiane ci sono detenuti con la condanna all’ergastolo ostativo, destinati a scontare la pena fino all’ultimo giorno della loro vita se non si collabora con la giustizia e sono detenuti appartenenti a qualche associazione o gruppo criminale. E ci sono detenuti condannati all’ergastolo normale, sempre con il fine pena mai. Così è scritto sulla carta di qualsiasi ergastolano.

Ma dopo una pena di 26 anni si può chiedere la libertà condizionata, ma la maggior parte dei detenuti “con il fine pena mai”, perché in passato nella fase processuale avevano chiesto il rito abbreviato e a quell’epoca esisteva la legge Carotti, ma ugualmente sono stati condannati alla massima pena e cioé: all’ergastolo ostativo con isolamento diurno.

In quest’ultimo periodo la Cassazione, allineandosi con la Consulta, sta cancellando numerosi ergastoli per la “platea” dei condannati che ne hanno diritto, con la commutazione del carcere a vita in “30 anni di reclusione”, applicando la legge Carotti. Scrivo tutto questo perché sono un detenuto e sono stato condannato alla massima pena, “ergastolo normale”, non appartenendo a nessuna organizzazione o gruppo criminale mi trovo con un “fine pena mai”. Ovviamente non faccio parte di quella “platea” di detenuti e il mio fine pena non verrà trasformato in “30 anni di reclusione”; perché ho chiesto il rito abbreviato. Nella mia fase processuale ho scelto il dibattimento, essendo estraneo a tale episodio e dimostrando la mia innocenza, non potevo scegliere il rito abbreviato. Sia nella fase di primo grado, in Corte d’Appello e in Cassazione ho sempre trovato un muro; non hanno mai accolto la mia difesa da innocente. Addirittura la Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Dunque penso che in questo Paese non esiste una certa giustizia, non c’è nessun equilibrio nell’applicare le leggi e penso che in questo paese nessuno vuole sentire la verità, specialmente nelle aule di un tribunale. Apprendo dalla tv nazionale e leggendo diversi quotidiani che esistono dei detenuti a cui il loro fine pena mai è stata commutato alla pena di 30 anni di reclusione. Io oggi mi sento di far parte di quegli ergastolani discriminati e destinati a scontare la pena per tutta la vita.

Oggi il nostro Paese ha bisogno di una nuova e giusta riforma della giustizia, non può esserci discriminazione in un paese civile. Se oggi l’Italia è un Paese democratico, dov’è l’equilibrio della Giustizia’

Angelo Menighetti, Padova 25/01/2014

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2 pensieri su “La pena scontata fino all’ultimo giorno in carcere è funzionale all’esigenza di sicurezza che i cittadini per bene richiedono?.. di Angelo Meneghetti

  1. Giuseppina Zito in ha detto:

    mio caro amico, ti rispondo subito , perché ogni parola può regalare un fiore dentro la tua prigione , so tutto del carcere, e soffro nel vedere tanta ingiustizia, direi accaniti , oggi li ho visti e li ho sentiti alla camera mentre si parlava del carcere, e delle misura da prendere , ti confesso che alcuni umani mi hanno fatto ribollire il sangue…Speriamo visto come è presa la piega per un futuro migliore, e che anche tu assieme agli altri possiate usufruire di una sanatoria.
    Resisti e soprattutto renditi sempre disponibile per te stesso e con i tuoi amici il comportamento va a favore, so che è duro, ma se ci metti la tua volontà tanti fiori spunteranno come aiuto lindo è sincero.
    Ciao Angelo …

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    Basta col fine pena mai, e diciamo mai più fine pena mai, sembra che qualcosa si stia muovendo ma così lentamente che ci dà l’impressione che tutto sia fermo e statico.
    Non siamo civili, siamo soltanto vestiti con abiti firmati, ma la civiltà è lontana ancora.

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