Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Un altro detenuto suicida- i compagni denunciano lo squallore del carcere di Ivrea

other

Questa lettera scritta dai detenuti del carcere di Ivrea, in merito al suicidio di un loro compagno, ci è giunta tramite il prezioso Antonio, in contatto col circolo Cabana di Rovereto.

Una lettera durissima, che denuncia lo squallore che sarebbe all’opera nel carcere di Rovereto.

Cito un passaggio:

“Bella comunicazione ha fatto il Tg3 quando è morto il nostro compagno, morto detenuto di Ivrea a 42 anni, ma quello che è morto non era una bestia, era un uomo e aveva pure un nome; l’hanno detto talmente veloce che chi lo ha sentito è stato fortunato.”

———————————————————————————–

5 gennaio 2014

Si voleva comunicare e fare sapere la realtà che si vive nel carcere di Ivrea. Il giorno 3 gennaio 2014, al primo piano – lato sinistro, un nostro compagno si è impiccato nella cella. Solo noi detenuti e compagni siamo intervenuti a tirarlo giù e spezzare la corda che lo ha ucciso, abbiamo cercato di farlo riprendere facendogli il massaggio cardiaco e gettargli acqua in faccia. Un ragazzo marocchino gli ha fatto pure la respirazione bocca a bocca e le guardie guardavano dalla rotonda senza fare nulla, abbiamo persino preso la barella per portarlo in infermeria. Mentre ci aiutavamo per salvare il nostro compagno e lo portavamo in infermeria, le guardie hanno spinto il ragazzo marocchino che stava aiutando e lui ha dovuto reagire per non essere picchiato. Dopo aver portato il nostro compagno in infermeria ci hanno chiuso nelle celle senza farci sapere niente del nostro compagno: per sapere qualcosa, noi detenuti abbiamo dovuto fare casino e bruciare tutto quello che ci capitava nelle mani. E il giornale dice grazie alle guardie… tutte cazzate. Al nostro compagno non hanno fatto entrare neanche la moglie al colloquio per dieci minuti di ritardo. A un altro detenuto avevano tolto i colloqui solo perché passato “appellante”, voleva darsi fuoco e parlare con la direttrice, ma niente da fare. Qui le guardie lo istigavano a fare il gesto di bruciarsi, dicendogli ridendo “che cazzo me ne frega di te, bruciati pure”; queste le risposte date dalle guardie al detenuto. Se stai male e accendi la luce rossa messa fuori dalla cella, arrivano dopo un’ora ma solo perché si inizia a fare casino, se no non vengono. La direttrice non si vede mai. Il mangiare: un mestolo a testa… A Natale i volontari volevano dare il panettone, ma la direttrice ha risposto di no perché c’era troppo lavoro da fare, aprire il panettone, tagliare a fette il panettone e si sporcava troppo.
Le lenzuola vengono cambiate dopo un mese se va bene. Il nostro menu di Natale: un mestolo di pasta e fagioli e due pezzetti di spezzatino con insalata la sera.
La domenica sera il carrello non passa: chi non ha niente non può cucinarsi nulla.
La carta igienica: due rotoli a detenuto ogni 25 giorni.
Andando avanti così i morti non sono finiti se qualcuno non si decide a fare qualcosa.
Chi può cucinare cucina nel bagno, dove si dovrebbero fare solo i bisogni, non cucinare. 
Siamo in due in una cella di 2×3 metri. Questo carcere è una mina che può esplodere da un momento all’altro. La guardia grida dalla rotonda al suo collega “apri le bestie che vanno a fare un’ora d’aria”.
Bella comunicazione ha fatto il Tg3 quando è morto il nostro compagno, morto detenuto di Ivrea a 42 anni, ma quello che è morto non era una bestia, era un uomo e aveva pure un nome; l’hanno detto talmente veloce che chi lo ha sentito è stato fortunato. Cronaca. Qui dice che hanno fatto tutto le guardie…visto in che mondo viviamo?
L’opinione pubblica non sa queste cose, ecco perché qui si muore per qualche guardia; non siamo ascoltati da nessuno, tieni oggi, tieni domani, poi alla fine si muore.
Un grido di aiuto e un affettuoso saluto dai detenuti del carcere di Ivrea.

Seguono le firme dei detenuti

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

3 pensieri su “Un altro detenuto suicida- i compagni denunciano lo squallore del carcere di Ivrea

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Che tristezza e che rabbia

  2. Giuseppina Zito in ha detto:

    sono terrorizzata, non si può spegnere così

  3. francesca in ha detto:

    sono senza parole….che tristezza!!!!…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: