Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Riflessioni di Giovanni Leone

Leone

Tante volte ho parlato di Giovanni Leone -detenuto a Voghera- commentando i suoi splendidi disegni e le sue riflessioni. Giovanni Leone è un “cuore bambino”… una persona che si sente legata ad ogni essere umano, una persona che tante volte ha cercato di dare speranza e incoraggiamento a chi sta fuori dal carcere. In tanti suoi testi lui cerca sempre di invitare la gente a non rattristarsi, a non perdersi in inutili beghe, a vivere il presente, ad amare.

Oggi pubblico queste sue brevi riflessioni.

PS: l’immagine che apre il post è un suo autoritratto che pubblicai a suo tempo.

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I paesi democratici si fondano sul principio del diritto costituzionale. Mentre il nostro paese italiano in cui una vasta maggioranza si vista negare sistematicamente i propri diritti e lo dimostrano le condanne che l’Italia subisce dall’Europa per la mancanza del rispetto della dignità umana dei detenuti. 

Sembra che i detenuti vengano visti come individui di una specie umana diversa e che non si guardi a loro come a delle persone. Persone con delle famiglie, con delle emozioni. Persone che si innamorano esattamente come tutti gli individui.

Persone che avrebbero anche esse il diritto alla speranza e che invece sono private della speranza.

Lo Stato, in base alla nostra Costituzione, dovrebbe sempre rispettare il diritto alla dignità delle persone. Non è naturale fare vivere nel degrado l’essere umano. 

Non si chiedono privilegi. Si chiede giustizia. Il rispetto della dignità può restituire fiducia nel futuro. 

Tutti gli esseri umano hanno una dignità che va rispettata.

Che tu sia libero, che tu sia in ospedale, che tu sia in carcere… hai in comune con tutti.. la vita, la morte, la sofferenza e l’amore.

Perciò si prenda atto che la gente è affamata di diritti e non di parole. Se tutti attuassero i loro doveri verso gli altri, tutti potremmo camminare a testa alta.

 

 

 

 

 

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2 pensieri su “Riflessioni di Giovanni Leone

  1. Giuseppina Zito in ha detto:

    caro amico e da tempo che si aspetta , ma a quanto pare , l’uomo cerca sempre di fuggire alle sue responsabilità , perché di giustizia non sa da fare .
    Chiacchiere , montaggi per le scene, tutti vestiti a nuovo per la nuova interpretazione , personaggi che devono fare le parti che gli vengono poste e poi alla fine eccoti la scena, tutti seduti che chiedono e che non fanno cosi e solo confusione…chi ne va di mezzo lo sappiamo già, duro a dirlo perché la giustizia gira e rigira sembra ferma e complicata da leggi e leggerezze fatte a proprio conto e tutto per mantenere in piedi un istituzione chiamata Giustizia…
    Verrà il cambiamento, ma non so il giorno !! tutto sta agli uomini quando capiranno con coscienza che questo è un sistema sbagliato…il carcere non è questo… .

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    Si chiede giustizia, ma esiste? Non c’è giustizia nel mondo dei vivi.

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