Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Dedicato al “nostro” Direttore Ernesto Padovani.. dai detenuti di Spoleto

Padovani

Ernesto Padovani, direttore del carcere di Spoleto, è andato da qualche mese in pensione.

Il nostro Giuseppe Barreca, detenuto a Spoleto, ci invia questa lettera che rappresenta quello che molti detenuti pensano di Ernesto Padovani, da sempre apprezzato come un direttore “illuminato”. Una persona che ha sempre visto il suo ruolo come una occasione per aiutare chi è in galera ad avere una speranza.

Penso che saranno pochissimi i direttori ai quali un detenuto scriverà parole come..

“Grazie direttore; custode degli incompresi, degli ultimi, dei reietti, degli umiliati, degli emarginati, dei senza tetto, dei ripudiati, degli esclusi.”

Come ha fatto Giuseppe Barreca nella lettera che adesso leggerete.

Noi crediamo che non si vada mai davvero in pensione, quando si ha un’anima nobile e la voglia di crescere e creare. E quindi siamo certi che Ernesto Padovani continuerà, per molto tempo ancora, a dare il suo contributo.

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Molti detenuti per uscire dal baratro dentro il quale sono finiti si sono affidati alla cultura. Ai libri.

Molti detenuti hanno affidato i loro sogni ai racconti dei grandi avventurieri che dal niente sono riusciti ad inventare storie fantastiche. Affascinanti. Bellissime.

Molti detenuti, grazie alla cultura hanno compreso, capito, gioito; sono cresciuti e anche migliorati. Hanno vinto la loro scommessa.

Molti detenuti attraverso un viaggio introspettivo hanno colto il meglio  delle loro risorse trovando la libertà interiore (… quella che molti non trovano da liberi), e poco importa se oggi sono ancora in catene.

Molti detenuti si sono quasi rassegnati, consapevoli che il loro grido rimarrà  confinato in un alveo che forse pochi ascolteranno. Un silenzioso grido che rumoreggia nei loro cuori; nelle loro menti.

Molti detenuti vivono insegnando e cullando il bellissimo gioco della libertà, sicuri che sul sentiero del loro cammino incontreranno  ancora persone che sapranno leggere nei loro occhi, ascoltare i loro pensieri, udire battere i loro “martoriati” cuori, leggere tra le rughe dei volti ormai sfioriti da troppa, tanta sofferenza.

Molti detenuti, sig. Direttore, desiderano dirle che se oggi sono quelli che sono e non più quelli che erano il merito è un po’ suo e proprio per questa ragione molti detenuti vorrebbero darle il loro saluto augurandole buona vita e dirle semplicemente GRAZIE per quello che ha fatto, per quello che avrebbe potuto e voluto ancora fare e che purtroppo non ha fatto e che forse non farà più nessuno.

Per molti detenuti lei è stato un amico, un compagno di banco, un vicino di casa, un collega di lavoro, un compagno di avventura, il quarto di una partita a carte. Molti si sono abituati alla sua costante e silenziosa presenza, soprattutto quando era costantemente e rumorosamente assente.

Molti detenuti sanno che da oggi le rose profumeranno poco e forse sapranno un po’ di sofferenza e saranno anche coscienti che il buio sarà ancora più buio e che il sole sarà freddo d’estate e stramaledettamente freddo d’inverno; come freddo ritornerà ad essere il loro abituato caldo cuore.

Molti detenuti la porteranno sempre dentro i loro “martoriati” cuori e nelle loro “affollate” e “tumultuose” menti.

Grazie direttore; custode degli incompresi, degli ultimi, dei reietti, degli umiliati, degli emarginati, dei senza tetto, dei ripudiati, degli esclusi.

Grazi per averci capiti, compresi, tollerati, sopportati e qualche volta puniti e odiati.

Grazie Molte!

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4 pensieri su “Dedicato al “nostro” Direttore Ernesto Padovani.. dai detenuti di Spoleto

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Commovente questa lettera e credo che sia il più bel regalo di pensione che una persona possa ricevere, Auguro a tutti i detenuti di Spoleto di poter dire le stesse cose nei confronti di chi sostituirà questo direttore.

  2. Giuseppina Zito in ha detto:

    Conosco lo stile per il modo di esporti, donando pensieri e regalando sorrisi. Scorrendo questa lettere sono le prove di un cuore vivo che batte e batterà sempre per tutti quelli che avranno il piacere di ascoltare la tua viva voce, pacata, sottile , riflessiva e tagliente, tutta una carrellata in movimento che fa di te un prezioso uomo che sa malgrado tutto comunicare …la gradirà la tua lettera , come l’ho gradita io ….grazie Giuseppe Barreca

  3. Ernesto in ha detto:

    Per fortuna che e’ andato in pensione sto barbone!!!!!E speramo che se sciacquano da li coioni anche qualcunaltro

  4. Ernesto in ha detto:

    Camoscio

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