Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Il mio Natale… di Piero Pavone

NatalesII

Pubblico oggi un tema sul Natale scritto dal nostro Piero Pavone, detenuto a Spoleto.

Ci sono momenti molto delicati, legati all’infanzia.

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Il Natale mi è particolarmente caro per i ricordi che ho di quand’ero  bambino, ricordi indelebili in quanto rievocano momenti stupendi, indimenticabili, fiabeschi… che hanno fatto sì che il Natale fosse magico. Il presepe, l’albero, le vetrine addobbate a festa, i pranzi e le cene tra i parenti, il mio compleanno (sono nato il 25 dicembre)… tutte queste cose mi hanno reso l’infanzia felice, gioiosa… e rievocandola mentalmente mi si stringe il cuore in quanto la nostalgia prende il sopravvento. Dico la verità. Vorrei tornare bambino perché quella magia mai più ritornerà.

Nell’ultimo quarto di secolo il mio Natale non è stato dei migliori poiché caratterizzato da eventi negativi che mi sono procurato. Ne faccio mea culpa, ma purtroppo non posso tornare indietro per riparare i danni fatti poiché molte cose sono irreversibili. Lavoro sempre, quotidianamente per far sì che la vita migliori e che presto possa tornare tra i miei cari per trascorrere insieme le tanto sentite feste natalizie. E’ qualcosa cui tengo tantissimo non tanto per me quanto per la mia famiglia, soprattutto per i miei anziani genitori i quali spesso mi dicono che prima di morire vorrebbero vedermi fuori per trascorrere tale festa insieme, anche perché, come predetto, proprio il giorno di Natale compio gli anni.

Questo Natale ha le potenzialità di essere un ottimo Natale in quanto sono in attesa di riscontri, auspicabilmente positivi, da parte della Magistratura. Se quanto sperato si avvererà, questo Natale probabilmente diventerà magico, forse non è paragonabile a quelli vissuti da bambino, ma si avvicina molto.

Fra le poesie che mi hanno colpito di più ce ne sono due; “Il Natale” di Madre Teresa di Calcutta e “Il Presepe” di Salvatore Quasimodo. Quella di Madre Teresa la sento molto mia perché concordo con lei che il Natale deve essere tutti i giorni. Lo è ogni qualvolta che fai del bene, bene gratuito senza tornaconto. Lo è anche non donando cose materiali perché spesso le persone hanno bisogno più di una parola di conforto, di una carezza, di un sorriso… che di altro. Nella mia voglia di migliorarmi cerco ancor di più di aggiungere al mio essere pazienza, bontà, sopportazione… è molto difficile ma ci provo e tutte le volte che ci riesco sono felicissimo e soddisfatto di me stesso in quanto mi gratifica più donare che ricevere.

La poesia di Quasimodo mi intenerisce perché non fa altro che farmi rivivere la mia fanciullezza. Mentre la leggevo nella mia mente passavano immagini di quando, incantato, guardavo il presepe e l’albero di casa mia, e/o i presepi che allestivano in alcuni punti della mia città. Fantastiche queste emozioni che spero, malgrado tutto, ovvero l’età, la mia situazione… di riviverle.

Concludo sperando che tutti i sofferenti abbiamo il Natale nel cuore in senso letterale e metaforico.

Spoleto lì, 13 dicembre 2013

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Un pensiero su “Il mio Natale… di Piero Pavone

  1. olga in ha detto:

    Le tue parole commueverebbero chiunque…. toccano il cuore e l’anima… spero che il Nuovo Anno ,dopo tanto dolore, possa aprirti la porta della libertà .. ti voglio bene Olga

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