Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 22 settembre – 21 ottobre

diario11[1]

Eccoci oggi con l’appuntamento con uno dei momenti più importanti del nostro Blog.

Il diario scritto nel corso di ogni mese dal nostro Pasquale De Feo, detenuto a Catanzaro.

Ringraziamo la preziosa Marina per avere trascritto questo diario.

Non c’è un giorno in cui Pasquale non scrive le sue riflessioni su qualche argomento e, messe insieme tutte quelle che scrive nel corso di ogni mese, abbiamo ogni volta un piccolo libro.

E questo “piccolo libro” è sempre una “occasione di libertà”. Per chi scrive e per chi legge.

Prima di lasciarvi alla lettura integrale del diario del mese di ottobre, cito due passaggi.

“Mussolini permetteva 80 fa quattro libri al recluso Antonio Gramsci da detenere in cella ma aveva libero accesso a tutti i libri della biblioteca del carcere. Hitler i libri che non gli piacevano li bruciava, tutti ricordano i roghi dei libri del 1934. Stalin proibiva i libri che secondo l’ideologia bolscevica corrompevano la fede comunista. La Chiesa li metteva all’indice,arrestava le persone che leggevano i libri proibiti, non di rado metteva al rogo qualcuno al posto dei libri. Mi ha scritto Davide Emmanuello dal regime di tortura del 41 bis di Ascoli Piceno, l’area educativa gli ha proibito di leggere “Il nome della rosa” di Umberto Eco, da cui hanno tratto un bel film, libro della biblioteca del carcere, perché pericoloso per l’ordine e la sicurezza. Con la legge n 94 del 2009 del famigerato duo Alfano – Berlusconi . hanno reso la tortura del 41 bis peggiore dei centri psichiatrici sovietici, dove internavano i dissidenti per annullarne la personalità e annichilirne il pensiero. Quando i politici parlano di tortura facendo riferimento alla disumanità delle carceri, dimenticano volutamente il famigerato 41 bis, che è un regime di tortura internazionalmente riconosciuto.” (8 ottobre)

Quando ero bambino e andavo a trovare i nonni, era una gioia andare in questo fondo agricolo, perché c’erano tanti tipi di frutta, il nonno ne aveva fatto un piccolo giardino che curava con amore. C’erano ciliegie,melograni,prugne,fichi,uva,mele,pere ecc…, mi rimpizzavo di tutto quello che desideravo. La frutta nel cilento è meno voluminosa per la scarsità d’acqua, ma molto saporita. I fichi sono una vera bontà, hanno anche il marchio DOP. C’era un tipo di uva bianca, con acini molto piccoli e dolcissimi, il nonno ci faceva un vino che somigliava al Martini. Mio padre mi ha detto che i miei cugini l’hanno abbandonato a se stesso, e il fondo agricolo è andato perduto. Quando me lo ha detto ci sono rimasto male, nei miei pensieri era un luogo ideale di bontà, ma come tutte le cose della vita hanno una fine, rimangono eterni nei nostri ricordi.” (1 ottobre)

Questi momenti intimi, radicati nella memoria, sono sempre il seme di una nuova stagione di speranza.

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo…  carcere di Catanzaro… mese di ottobre.

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Il Marcio istituzionale dei pentiti
Il pentito Vincenzo Scorantino, costruito a tavolino dal questore Barbera con la complicità della procura antimafia di Caltanissetta, erano consapevoli di tenere degli innocenti in carcere, quest’ultima notizia li inchioda alle loro responsabilità. Nel 1995 le telecamere di Studio Aperto avevano registrato l’intervista a Scorantino, in cui lo stesso smentisce le sue accuse sulla strage di Borsellino, spiegando che gli sono state estorte con la tortura nel carcere di Pianosa a regime di 41 bis.
La DDA di Caltanissetta con a capo Giovanni Tinebra, ordina la distruzione dell’intervista dagli archivi e dai server della tv sia di Palermo che di Milano.
Subito dopo l’intervista i Pm di Caltanissetta raggiungono il pentito Scorantino e lo convincono a ritrattare la ritrattazione. Così la procura mette il sigillo di autenticità sulle false accuse estorte a Scorantino, sulla strage di Borsellino.
Un tecnico ha conservato l’intervista, disubbidendo all’ordinanza di distruzione, ora cercano il tecnico, ma anche la copia dell’ordinanza della procura che ordinava la distruzione, non si trova, sparita dall’archivio.
Gli unici che hanno interesse a trovare il tecnico “infedele” per punirlo, e non far trovare l’ordinanza, è la procura di Caltanissetta.
All’epoca la procura aprì anche un’inchiesta sugli autori che avevano indotta Scorantino a ritrattare, in più i Pm della DDA fecero una nota ufficiale per definire “grave il comportamento della madre di Scorantino e di quanti hanno strumentalizzato un comprensibile desiderio d’affetto per fini processuali”.
Qualche tempo dopo nel 1998, ci furono le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza dinanzi al capo della DNA Vigna e il suo vice Grasso (attuale presidente del Senato), si autoaccusa della strage di Borsellino e di altre del periodo 1992 – 93 , tutto viene occultato perché deve rimanere la verità di Scurantino.
Spatuzza accusa Berlusconi come mandante, questo innesca un meccanismo di ricatti e di compromessi; Grasso diventa capo della DNA, e Tinebra capo del DAP al Ministero della Giustizia.
Mentre questo marcio istituzionale si consolida,languono in carcere degli innocenti, mentre gli eroi dell’antimafia Grasso,Vigna, Tinebra, La Barbera e tanti altri conoscevano la verità e facevano di tutto per occultarla, per i loro interessi di potere, di casta e di poltrone.
Gli innocenti sono stati sepolti vivi per 20 anni nel regime di tortura del 41 bis, torturati e mostrificati oltre ogni limite umano.
Solo nel 2010 verranno scarcerati perché Gaspare Spatuzza nel 2008 si pente e dichiara le stesse cose dette nel carcere dell’Aquila a Vigna e Grasso nel 1998. Il verbale è venuto alla lucea giugno del 2013 nell’aula bunker di Rebibbia a Roma nel processo Quoter sulla strage di Borsellino.
Questi signori non pagheranno per il male fatto, e continueranno ad essere acclamati come eroi. Chi ha avuto la vita rovinata, non ha ricevuto neanche le scuse, questo sistema criminale va cambiato. 22-09-2013
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Il calcio unisce gli afgani
La nazionale di calcio afgana ha vinto il torneo dell’Asia Meridionale. Questa vittoria è stata salutata con l’entusiasmo di un evento importante per il Paese.
Lo stadio di Kabul, dove prima la popolazione era costretta dai talebani ad assistere alle esecuzioni pubbliche, era pieno di gente festante per la vittoria dei propri atleti.
Dalle foto dei tifosi in giubilo sembra di vedere uno stadio in festa dopo la vittoria del mondiale della propria nazionale.
Per 24 ore sono durati i festeggiamenti, come d’incanto sono scomparse le rivalità dei gruppi etnici, diventando un solo popolo.
Il capo del comitato olimpico afgano ZAIR – AKHABAR ha detto “ per i politici afgani è arrivato il momento di prendere esempio dalla nazionale di calcio”.
Parole più belle e istruttive non poteva trovare. Il popolo afgano è l’unico al mondo che non è stato mai sconfitto e né dominato, non c’è riuscito Alessandro Magno, gli inglesi con il loro impero mondiale, la Russia zarista e quella sovietica, oggi gli americani, per questo motivi sono degni di ammirazione e gli auguro pace e tanta prosperità. 23-09-2013
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Il fanatismo religioso
In Siria c’è una piccola cittadina cristiana, MAALULA vicino Damasco l capitale, ritenuta la culla della lingua di Gesù l’aramaico.
Fino a qualche settimana fa, non si era trovata coinvolta nella guerra civile, ma i gruppi fanatici vicini ad AL – QAEDA l’hanno attaccata e costretto gli abitanti alla fuga e rifugiarsi in uno dei quartieri cristiani di Damasco.
Gli abitanti hanno dovuto armarsi e combattere per cacciare questi fanatici islamici.
Se fino al giorno dell’attacco erano neutrali, ora si sono schierati con Assad.
Sono convinti che l’attacco subito derivi da una sola ed unica colpa, essere cristiani pertanto infedeli, e anche perché parlando la lingua di Gesù sono un simbolo.
Sono contro gli americani, perché avendo subito l’11 settembre, aiutano i terroristi della stessa frangia. Ironizzano sul gas usato il 23 agosto contro la popolazione civile, perché è successo lo stesso giorno in cui arrivarono gli ispettori ONU, una coincidenza alquanto singolare. 24-09-2013
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I figli dimenticati
Molti americani che furono soldati nella guerra in Vietnam, lasciarono i figli avuti con le ragazze locali in balia degli eventi senza curarsene.
In Vietnam li chiamano “i figli della polvere”, erano discriminati in tutti i modi, neanche le madri li volevano e li abbandonavano.
Dopo la caduta di Saigan nel 1975, migliaia rimasero intrappolati sotto il regime comunista vietnamita del Nord, disprezzati e indicati come figli bastardi e cani randagi.
Con una legge il congresso americano, agevolò l’ingresso di questi figli della guerra chiamati AMERASIANS.
Con l’età avanzata gli ex soldati si sono messi alla ricerca dei loro figli, molti li hanno trovati, alcuni a qualche centinaio di km dalle loro abitazioni.
Con il DNA, non è più solo la madre sempre certa, lo è anche il padre.
La guerra a qualunque latitudine porta solo morte, distruzione e sofferenze prolungate nel tempo, in alcuni casi odi che durano decenni. 25-09-2013
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I miracoli della natura
La natura non finirà mai di meravigliarci. Nei giorni scorsi un caso veramente unico ha stupito anche i veterinari e i tecnici dell’istituto zoo profilattico di Palermo, che dovranno cercare una spiegazione a quest’evento.
Il proprietario di una fattoria nel Nisseno, ha scoperto che un suo agnello di 30 giorni aveva già il latte. Ha visto uno strano rigonfiamento, credeva che fosse il morso di un’animale, ma toccando il gonfiore è uscito il latte. Normalmente un agnello inizia a fare il latte dopo qualche anno.
I veterinari dell’ASP, da lui informati, non ci credevano e sono rimasti stupiti quando l’hanno visto con i loro occhi.
C’è da chiedersi se è un miracolo della natura, oppure l’inquinamento che fa impazzire gli ormoni e le cellule. 26-09-2013
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La politica infanga tutto
E’ sotto gli occhi di tutti, dove entra la politica tutto inaridisce sotto la corruzione che istaura. La politica ha il dovere istituzionale di controllo su ogni cosa, essendo eletti dal popolo per il benessere comune e l’interesse collettivo.
Negli ultimi 30 anni la politica come uno sciame di cavallette si è infilata da tutte le parti devastando tutto.
C’erano aziende che erano il fiore all’occhiello del Paese, con la complicità dei sindacati, banche, CONFINDUSTRIA e il silenzio della Chiesa, hanno distrutto ogni cosa svuotandole del loro valore. Nel deserto lasciato dietro di sé, si sono lanciati come iene gli affaristi da ogni parte del mondo per fare shopping di tutti i beni italiani.
Non è rimasto un buco sano dove è passata la politica; le banche dopo averle ridotte sull’orlo del fallimento, le hanno sanate salassando i cittadini, anche con l’aumento del debito pubblico. Le aziende di Stato sono state svendute o regalate dopo che le avevano con manutengoli che ci avevano piazzato dentro.
I sindacati e CONFINDUSTRIA, facce della stessa medaglia, hanno badato ai loro interessi mandando tutto il resto alla malora; il resto sono chiacchiere.
Infine si sono comprati il silenzio della Chiesa. La magistratura inquinata dalla politica, non solo è diventata una casta, ma addirittura detta l’agenda politica.
Questo sistema opprime il Paese è come un racket lo dissangua con i suoi privilegi e ruberie. Chi ne paga le conseguenze è la popolazione che deve tirare la cinghia con tasse che aumentano sempre, pensioni da fame, e milioni di persone ridotte a non arrivare a fine mese. Mentre una minoranza diventa sempre più ricca e sguazza nei lussi e nei privilegi.
Le frustrazioni della gente è incanalata dal sistema stesso, i sindacati, la Chiesa, e la politica che è la multinazionale più grande del mondo. Con circa 200.000 politici e due milioni di cortigiani.
Affinché tutto possa continuare, come ogni potere crea un nemico, su cui la popolazione possa riversare tutta la rabbia alimentata dalle problematiche e dalla disperazione. Hanno mostrificato una parte del Paese ritenendola responsabile di tutti i mali da loro causati.
Coprono con questa criminalizzazione, la colpa di aver reso il Paese il più corrotto del mondo, il più condannato dalla Corte Europea per le violazioni penali, e l’unico paese europeo con la pena di morte (ergastolo ostativo) e la tortura istituzionalizzata (regime 41 bis).
Bisognerebbe rivoltarsi contro questa ragnatela oppressiva per costruire un nuovo Paese. 27-09-2013
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La storia infinita: Strage Borsellino
Un piccolo articolo anonimo nella cronaca di 5 cm per 13 cm, messo tra gli altri per farlo passare inosservato, contiene una verità sconvolgente.
Arnoldo La Barbera questore di Palermo nel 1992, aveva messo un suo confidente veneziano Vincenzo Pipino, in cella con Vincenzo Scorantino nel carcere di Venezia, per controllarlo ed evitare che le microspie della procura registrassero gli sfoghi di Scorantino che si professava innocente.
Lo hanno sostenuto due tester dinanzi alla Corte nell’aula bunker di Rebibbia a Roma.
Il giornalista Maurizio Dionese ha riferito che aveva avuto la confidenza da Vincenzo Pipino chiamato il ladro gentiluomo.
Nel 2009 il giornalista aveva raccontato l’episodio al professor Enzo Guidotto.
Quello che sta emergendo negli ultimi mesi è una minima parte del marciume dell’industria della repressione e del pentitismo.
Stanno cercando di scaricare tutto su La Barbera, ormai morto, ma la realtà è che tutto l’apparato contribuì a creare il mostro Scorantino.
Quello che è veramente grave è che dall’inizio sapevano di incolpare degli innocenti.
Il quesito che vorrei porre, quanti Scorantino hanno creato negli ultimi trent’anni?Tanti. Principalmente dal 1992 ad oggi.
Personalmente ne ho subiti due, talmente falsi che anche un bambino avrebbe capito che erano inventati. Purtroppo le procure sono diventate come gli apparati delle dittature che servivano ad inventare accuse per eliminare i nemici nel regime o del dittatore.
La magistratura giudicante è diventata simile ai plotoni d’esecuzione, che fucilano senza chiedersi se è giusto; un mattatoio giudiziario in cui le vittime principali sono meridionali. Figli di un Dio minore, pertanto ottimi mostri da bruciare sul rogo. 28-09-2013
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Le fogne diventano risorse
La città di New York abitata da circa 20 milioni di abitanti, ha progettato di utilizzare gli scarichi fognari per trasformarli in energia.
Con i milioni di abitanti, la produzione di liquami e di migliaia di tonnellate al giorno. Si può ricavare il butanolo alternativa alla benzina, il metano utilizzabile sia per produrre energia e sia per il riscaldamento delle cose.
Inoltre l’acqua può essere depurata, i fanghi dopo un trattamento possono essere usati come concime, tutto verrebbe riutilizzato.
Questo metodo eliminerebbe l’inquinamento nei fiumi,nei laghi, nei mari, evitando le contaminazioni dei terreni e le falde acquifere.
Un progetto del genere dovrebbe diventare planetario, in modo che finiscono gli inquinamenti fognari in tutto il mondo. 29-09-2013
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La prostituzione religiosa
L’esercito siriano ha trovato sei ragazze tunisine che allietavano sessualmente i ribelli jihadisti .
Dopo una FATWA attribuita al saudita MOHAMED AL – ARIFI, che invitava le giovani tunisine a partire per la Siria, non per combattere ma per soddisfare sessualmente i “valorosi” jihadisti.
I predicatori si sono messi all’opera per convincere giovani tunisine povere, analfabete, e spesso minorenni, giustificando in nome della religione anche le gravidanze indesiderate.
Il governo tunisino ha chiesto alla Siria di rimandarle in Tunisia. Il ministro dell’interno di Tunisi LOFTI-BEN- JEDDON esponente islamista della maggioranza, ha detto davanti al Parlamento ammutolito “è una vergogna che va avanti da mesi. E noi restiamo in silenzio senza fare nulla”.
Le jihadiste del sesso stanno diventando una piaga in Tunisia, al loro ritorno sono emarginate e rimangono da sole con un bambino da crescere, perché una madre senza marito, è ritenuta una prostituta.
Ci sono dossier di ragazzine che raccontano la loro triste esperienza nella rete ci sono i video delle loro testimonianze.
Usare la religione per squallidi merciai sono atti irreversibili.
Riflettessero bene gli americani, francesi e inglesi prima di aiutare i jihadisti affiliati ad AL-QAEDA, dopo sarà troppo tardi. 30-09-2013
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Il giardino dei ricordi
Parlando al telefono con mio padre casualmente abbiamo menzionato una proprietà dei nonni, che nella divisione ereditaria è toccata alla famiglia di zio Antonio e zio Giovanni, fratelli di mio padre, entrambi defunti.
Quando ero bambino e andavo a trovare i nonni, era una gioia andare in questo fondo agricolo, perché c’erano tanti tipi di frutta, il nonno ne aveva fatto un piccolo giardino che curava con amore.
C’erano ciliegie,melograni,prugne,fichi,uva,mele,pere ecc…, mi rimpizzavo di tutto quello che desideravo.
La frutta nel cilento è meno voluminosa per la scarsità d’acqua, ma molto saporita.
I fichi sono una vera bontà, hanno anche il marchio DOP.
C’era un tipo di uva bianca, con acini molto piccoli e dolcissimi, il nonno ci faceva un vino che somigliava al Martini.
Mio padre mi ha detto che i miei cugini l’hanno abbandonato a se stesso, e il fondo agricolo è andato perduto.
Quando me lo ha detto ci sono rimasto male, nei miei pensieri era un luogo ideale di bontà, ma come tutte le cose della vita hanno una fine, rimangono eterni nei nostri ricordi. 1-10-2013
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La verità di un uomo
Affidare le consapevolezze acquisite dalla vita, lasciando libero sfogo ai propri pensieri, nella scrittura di un libro, è un atto meraviglioso per se stessi e per migliaia di reclusi che non hanno la capacità di farlo.
Ho finito di leggere il libro di Sebastiano Milazzo “AEREO – PARADOSSO”, edito YOUCANPRINT – SEL – PUBLISHING. E’ stata una lettura molto profonda, perché mi sono immedesimato nelle sue disavventure giudiziarie e dei tanti anni trascorsi nelle carceri con una condanna all’ergastolo.
Sono stato contento nell’apprendere che su molte cose la simpatia è totale.
Credevo che alcune cose le notavo solo io, mi sono ricreduto perché le ho trovate nel libro.
I reclusi che sono la stragrande maggioranza meridionali.
Le leggi razziste per i meridionali, per noi molto rigorose, e umane per i settentrionali.
Ha elencato con certosina precisione tutte le disfunzioni del sistema penitenziario.
Ha fatto un’analisi politica sulla feroce demagogia della sicurezza.
La sua lettera a Miriam Mafai, ha scaturito un sorriso di empatia, perché scrissi anche io dell’episodio nel diario quotidiano che viene pubblicato nel blog. La sua fu un’affermazione razzista e discriminatoria. A un suo amico avevano messo le manette in tribunale, urlò in un articolo “ Neanche fosse un mafioso”, come se a un meridionale potesse essere fatto qualunque cosa, essendo che non ha diritti. Dire mafioso equivale a meridionale, perché l’associazione mafiosa è applicata solo ai meridionali.
Si è colpevoli perché meridionali, l’etnia rende colpevole, come lo era nelle colonie africane.
A parte la vicenda personale e i sentimenti sviscerati, degni di ammirazione, ha confezionato un piccolo capolavoro; perché chiunque lo legge, a prescindere dalle sue capacità culturali, è alla portata di tutti per la sua semplicità e la chiarezza dei concetti espressi.
Mi auguro che abbia un’ampia diffusione, così trasmetterà la realtà dell’apparato della repressione, che ha incancrenito il sistema sociale del meridione. 2-10-2013
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La rivoluzione digitale scolastica
All’istituto tecnico commerciale Ferrigno di Castelvetrano in provincia di Trapani, il preside della scuola ha avviato la rivoluzione digitale, simile alla scuola di Brindisi.
I suoi alunni non hanno più l’obbligo di comprare i libri, usano un tablet dove sono inseriti i testi scolastici prodotti dagli insegnanti e dagli alunni stessi.
Nello zaino non hanno più una caterba di libri, pericolosi per la salute della schiena, ma un leggero tablet e un quaderno.
Anche le famiglie sono contente, perché non hanno più la spesa eccessiva dei libri, in questo tempo di crisi non è poco.
Essendoci il registro elettronico i genitori possono seguire da casa in tempo reale, i voti, i compiti assegnati, assenze e note disciplinari.
In Europa e nell’area Occidentale questa rivoluzione è reale da molti anni, in Italia a parte rari casi, il resto del Paese è arretrato in questo campo. Il nuovo ministro dell’istruzione Mari Chiara Carrozza ha firmato un decreto ministeriale che rallenta il passaggio dalla carta al digitale nelle scuole. Un regalo all’editoria.
Politica e burocrazia frenano sempre lo sviluppo e il progresso. 3-10-2013
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I gatti
La natura continua a stupirci e non credo si fermerà, continuerà nel tempo a meravigliarci. In Corea del Sud hanno scoperto che i gatti e le tigri hanno un codice generico simile.
In parole povere i gatti sono delle piccole tigri, sapevamo che fossero felini ma nessuno immaginava che avessero lo stesso antenato, e che l’evoluzione di milioni di anni li ha cambiati fisicamente.
Questa scoperta può essere utile per evitare l’estinzione di alcune specie, e rafforzare le razze con la variazione genetica.
Da oggi in poi guarderò i gatti con occhi diversi. 4-10-2013
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C’è un giudice a Roma?
Anche se avevano fatto calare una cartina di silenzio sull’infame deportazione della moglie e la figlia di sei anni, del dissidente KAZAKO ABLYZOV.
La figlia più grande residente in Svizzera, tramite i suoi legali ha denunciato tutti i funzionari dell’ambasciata KAZAKA a Roma.
Per tutti, l’esposto è per violazioni gravi, avendo commesso abusi e omissioni.
La procura di Roma con a capo Pignatore, ex capo della procura di Reggio Calabria, dovrà dimostrare se Roma è ancora un porto delle nebbie oppure applica la giustizia e farà luce su questa nefandezza che ha squalificato l’Italia davanti al mondo. 5-10-2013
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Il mondo irreale dei politici
Il presidente del Consiglio Letta ha dichiarato che in Italia la giustizia funziona e siamo in uno stato di diritto.
Facendo parte del PD, e siccome la magistratura detta la linea politica del partito, comprendo che deve difenderli e allo stesso tempo difendersi.
In questo Paese non c’è più giustizia né diritti, in particolare nel Meridione, dove di diritti e giustizia sono applicati alla stregua delle colonie africane. C’erano giustizia e c’erano diritti per gli indigeni delle colonie?
Ci sono leggi razziste e anticostituzionali tutte approvate per il Meridione, e per legittimarle lo chiamano doppio binario, anche se la Costituzione stabilisce che siamo tutti uguali di fronte alla legge senza distinzioni di razza.
Tutti carnefici della repressione vengono idolatrati e fatti passare per eroi, mentre le vittime meridionali sono mostrificati, per legittimare torture, arresti arbitrari, e il nuovo saccheggio del Meridione dopo la conquista piemontese.
Ritengono di avere la coscienza apposto, perché tutto viene fatto a norma di legge. Anche Stalin,Hitler,Mussolini ecc.. le loro nefandezze le facevano in base a leggi di stato.
Il sig. Letta non conosce la realtà, se la conoscesse è peggiore dei tanti carnefici dell’apparato della repressione. 6-10-2013
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L’uomo fatto diventare reato
A parte i reclusi, ma in particolare noi ergastolani, nessuno conosce l’art. 4 bis, persino alcuni magistrati ne hanno poca dimestichezza.
L’art. 4 bis è la barbarie fatta legge, non esiste al mondo che una norma penitenziaria sia al di sopra della Costituzione e delle leggi penali.
L’infamia che hanno tirato fuori, non è una forma di aggravante per il reato, perché se così fosse, dopo scontata quella parte, si può accedere alle normative delle pene alternative. Invece è fatta per l’uomo e non per il solo reato, in questo modo, una volta applicata la persona diventa mafioso ad eternum, e nel nostro caso non vedremo più la luce del sole.
L’art. 4 bis O.P. contiene un’elencazione di reati, dunque non ti viene applicato, è il reato contestato che viene dichiarato ostativo in quanto tra quelli indicati nel 4 bis.
Quindi il titolo di mafioso, lo è per condanna e in quanto tale per effetto dell’inclusione nel 4 bis.
Per concludere il titolo aristocratico di un mafioso è per sempre, non ci può essere cambiamento.
Con questa applicazione aristocratica, ci viene revocata per legge la speranza, senza speranza si cade nella disperazione anche l’anima appassisce e muore, questo è peggiore della morte del corpo.
Loro vogliono sopprimerci dando l’incarico di boia al tempo, noi dobbiamo angustiarli vivendo il più a lungo possibile, lottando con tutte le nostre forze e infastidendoli come fanno le zanzare. 7-10-2013
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La dittatura culturale fascista
Mussolini permetteva 80 fa quattro libri al recluso Antonio Gramsci da detenere in cella ma aveva libero accesso a tutti i libri della biblioteca del carcere.
Hitler i libri che non gli piacevano li bruciava, tutti ricordano i roghi dei libri del 1934.
Stalin proibiva i libri che secondo l’ideologia bolscevica corrompevano la fede comunista.
La Chiesa li metteva all’indice,arrestava le persone che leggevano i libri proibiti, non di rado metteva al rogo qualcuno al posto dei libri.
Mi ha scritto Davide Emmanuello dal regime di tortura del 41 bis di Ascoli Piceno, l’area educativa gli ha proibito di leggere “Il nome della rosa” di Umberto Eco, da cui hanno tratto un bel film, libro della biblioteca del carcere, perché pericoloso per l’ordine e la sicurezza.
Con la legge n 94 del 2009 del famigerato duo Alfano – Berlusconi . hanno reso la tortura del 41 bis peggiore dei centri psichiatrici sovietici, dove internavano i dissidenti per annullarne la personalità e annichilirne il pensiero.
Quando i politici parlano di tortura facendo riferimento alla disumanità delle carceri, dimenticano volutamente il famigerato 41 bis, che è un regime di tortura internazionalmente riconosciuto.
La censura è imposta dal nuovo MINCULPOP (DNA) non vuole che se ne parli.
Un giorno i politici non potranno dire di non sapere. 8-10-2013
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L’ipocrisia della paura
L’1 ottobre avevo presentato un permesso di necessità ex art. 30 O.P., per andare a visitare mio padre. In una settimana il magistrato di sorveglianza ha risposto rigettando la richiesta.
Pur costatando che le patologie sono gravi: “ non ricorrono allo stato, i presupposti per accordare il richiesto, eccezionale beneficio, ravvisabili o nell’imminente pericolo di vita”.
A novembre 2012; mi ha concesso tre ore di permesso con la scorta, non ha ritenuto usare il rigore tecnico repressivo, ma il lato umano della legge.
Comprendo che l’intervento di qualcuno della DDA di Salerno, ha tolto la serenità al magistrato di sorveglianza.
Se l’anno scorso riteneva di essere nel giusto, non può e neanche deve sottostare a queste minacce, dettate esclusivamente da un furore giustizialista.
Ho fatto ricorso al tribunale di sorveglianza di Catanzaro, motivandola in questi termini: “ Abbiamo diritto anche noi “mostri” di vedere almeno una volta l’anno i nostri genitori?”
La risposta del tribunale sarà sicuramente negativa perché fanno parte dello stesso ufficio, ma voglio che sappiano che la loro crudeltà legittimata dai tecnicismi non potrà tacitare le loro coscienze con il senso del dovere, perché il dovere non giustifica la disumanità, se lo fosse sarebbero legittimati anche le SS nei campi di sterminio nazista. 9-10-2013
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Concorso letterario
Avevo partecipato al concorso letterario istituito nel carcere di Ascoli Piceno.
L’educatrice mi ha portato una lettera dove la direttrice del carcere mi comunicava che il mio testo era stato menzionato dalla giuria del concorso, e dopo la premiazione dell’8 ottobre, mi avrebbe spedito la copia del libro dove sono inseriti tutti i testi menzionati.
La stessa direttrice comanda anche il regime di tortura del 41 bis, dove è seppellito vivo Davide, e la sua area educativa ritiene che leggere il libro “Il nome della Rosa” è pericoloso per l’ordine e la sicurezza.
Più che parlare di banalità del male, affermerei di abitudine al male, routine, una sorta di normalità, aggrappandosi alle leggi per anestetizzare l’animo. 10-10-2013
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I depositari della verità
Tante persone che hanno subito un lutto per l’uccisione di un familiare, hanno mercificato l’occasione per fare carriera.
Usano la loro sete di vendetta per opporsi a qualunque apertura alla civiltà e rendere umane le carceri. Carmelo Musumeci aveva scritto due righe sulla rivista Gente per stimolare la gente a firmare il referendum sull’ergastolo.
Maria Falcone,sorella del giudice ucciso a Capaci, una delle tante che ha fatto fortuna sulla pelle del fratello, ha risposto che l’ergastolo non va abolito, perché sarebbe ingiusto e inopportuno, avendo analizzato da professoressa di diritto. Ma semmai bisogna valutare un problema opposto “garantire la certezza della pena”. Pertanto sarebbe molto meglio indirizzare le energie della politica e le coscienze dei cittadini verso la soluzione di questa ben più grave questione. Dimostra che è ignorante in materia, meno male che è professoressa nel diritto. E’ una cantilena che ripetono gli adepti della setta antimafia, che non ha nessun fondamento con la realtà.
Una delle poche cose serie del sistema penitenziario è la certezza della pena, talmente precisa che potremmo insegnarlo ai tedeschi e gli svizzeri.
In Italia si sconta un giorno in più mai uno in meno.
Convinti di essere depositari della verità, si inventano qualsiasi castroneria per motivare le loro decisioni. 11-10-2013

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L’occupazione americana
La barzelletta dell’alleanza con gli americani, ormai solo gli sciocchi ci possono credere.
Da settant’anni siamo occupati dalle truppe americane, e non hanno nessuna intenzione di andarsene, continuando a fare i loro comodi.
La sceneggiata dei nostri politici di fingersi indignati, quando le notizie le apprendono dai media, come l’ultima lo spostamento di 200 marines dalla Spagna alla base di Sigonella in Sicilia, per le emergenze in Libia.
Ormai la Libia è diventata una sorta di terra di nessuno; un bel regalo dagli americani.
La settimana scorsa con il blitz all’insaputa del governo libico, hanno catturato a Tripoli ABU – ANAS – AL – LIBI, ideatore degli attentati alle ambasciate in Tanzania e Kenya nel 1998.
Gli americani temono la reazione di AL – QAEDA, divenuta molto forte in Libia, e si preparano alla risposta.
Muovendo le truppe a loro piacimento sul territorio italiano senza avvertire né il governo e né i vertici militari, significa una sola cosa, che sono i padroni e possono fare quello che vogliono. 12-10-2013
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Ipocrisia
Si è criminali non per quel che fai, ma per chi lo fai. Brenno lo disse chiaramente quando posò la spada sulla bilancia “guai ai vinti”.
Stalin prima e dopo la guerra ha fatto ammazzare milioni di persone, si parla addirittura di 50 milioni. Solo in Ucraina ne fece morire di fame e di morte violenta più di dieci milioni di persone.
Eppure fu ritenuto un eroe e osannato in tutti i paesi e partiti comunisti del mondo come Dio.
Togliatti fino a quando restò a Mosca, se non vado errato fino al 1943, avallò firmandoli tutti e crimini di Stalin, non solo non è stato accusato ma non ha pagato nemmeno i crimini degli italiani scappati a Mosca, da lui fatti condannare a morte e fucilati e migliaia rinchiusi nel gulag.
Alla fine della guerra non solo fu ritenuto un eroe, lo soprannominarono il “migliore”, sepolto e osannato nel cimitero di Roma ancora oggi.
Franco in Spagna fece uccidere migliaia di civili, fu ritenuto un eroe della democrazia da tutto l’occidente fino alla sua morte nel 1975.
Potrei citarne tanti di loschi figuri di destra e sinistra, che hanno massacrato e distrutto la vita a milioni di persone, ma trovandosi dalla parte dei vincitori, sono passati alla storia come eroi.
E’ morto ERICH – PRIEBKE, era un capitano delle SS naziste, condannato all’ergastolo per aver partecipato alla strage delle fosse Aretine a Roma durante la seconda guerra mondiale.
Non discuto i crimini commessi, perché niente e nessuno li può legittimare, ma ritengo indecoroso la sceneggiata tra il sindaco, prefetto, questore di Roma, e il Vaticano, per impedire la funzione religiosa, il funerale e la tumulazione.
Quando una persona muore, bisogna dargli l’estrema unzione e seppellirlo cristianamente; come hanno detto le persone che frequentavano la chiesa dove seguiva la messa e si confessava.
Ci hanno sempre insegnato che in cielo Dio deciderà se perdonare o meno.
Tutti gli italiani che parteciparono a compilare la lista da consegnare ai tedeschi, tra cui il prefetto CARUSO, non c’è mai stata questa ipocrita indignazione.
Mi chiedo perché questo balletto vergognoso, non era più serio far passare tutto sotto silenzio, evitando questa risonanza mediatica mondiale. 13-10-2013
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Immenso papa
Questo papa l’ammiro ogni giorno di più, e mi sto convincendo che rivoluzionerà la Chiesa, facendola entrare nella modernità del terzo millennio.
L’ultima frase che ha detto merita ogni considerazione: “ Soffro nel vedere in chiesa le donne come servitù”. Mi auguro che alle parole faccia seguire i fatti, e dia valore alle donne nelle gerarchie della Chiesa. Lo stesso potere che avevano all’origine, che persero con la morte di Gesù, prevalse il sistema patriarcale maschilista dell’epoca, mettendo ai margini le donne.
Sono convinto che le donne al potere risolverebbero tanti problemi ed eviterebbero tante sciagure. 14-10-2013
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L’eroe antimafia truffaldino
Questa notizia non è apparsa in nessun quotidiano della sinistra, e in nessuna TV, perché riguardava anche Mondadori “socia” di Mediaset, il padrone è unico,censura totale per questo scribacchino truffatore, Roberto Saviano è stato condannato al pagamento di 60.000 euro insieme alla Mondadori, per illecita riproduzione, aveva copiato tre articoli pubblicati su quotidiani locali della società Libra e inseriti nel suo libro Gomorra.
Questo mi porta a pensare che il libro che l’ha reso così famoso, non è tutta farina del suo sacco, ha fatto copia e incolla, ed è stato fortunato, anche perché ha venduto bene.
Il partito di Repubblica l’ha arruolato tra le sue fila e ne ha fatto un’icona, con la sua protezione si può permettere di dire tutte le fesserie che gli passano per la testa,e le enfatizzano come le avesse profetizzate un oracolo.
La settimana scorsa su un processo a Napoli, ha dichiarato che è stanco, perché con la scorta non ha una vita normale, e per questo motivo vuole andarsene all’estero sotto falso nome. E’ un bravo attore, fa sceneggiate per attirare l’attenzione, sa benissimo che senza scorta e le notizie che gli passano le procure, non avrebbe nessuna considerazione, e quelle quattro stupidaggini che scrive non le leggerebbe nessuno. 15-10-2013
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L’autobiografia di Carmine Crocco
L’amica Francesca è riuscita a trovare su internet l’autobiografia di Carmine Donatelli Crocco “Come divenni briganti”, l’ha stampata e me l’ha spedita. Questi libri sono difficili da trovare, bisogna conoscere librerie che si occupano dei fatti del Meridione, che vogliono riportare dalle tenebre la storia nascosta e vilipesa, che ancora oggi nelle scuole insegnano una storiografia risorgimentale piena di menzogne. Questa biografia di Crocco è molto bella, perché fa capire come la popolazione o meglio direi i contadini nella loro totalità si sollevarono contro l’invasore piemontese.
All’inizio il vecchio ceto aristocratico, i borghesi e il clero, appoggiarono finanziando e armando la ribellione, quando nel 1864 – 65 si resero conto che la guerra era perduta, e i Savoia gli concessero gli stessi privilegi che avevano prima e arricchendoli ancora di più, li abbandonarono al loro destino e aiutarono i piemontesi nella repressione con delazioni e tradimenti.
Con l’obbrobrio della legge Pica commisero nefandezze indescrivibili, andarono oltre le violenze tipiche di ogni esercito conquistatore.
Dalla fase ferocemente oppressiva, vinta la guerra, dovevano passare a quella della riconciliazione nazionale. Non lo fecero e non hanno mai cercato di farlo, e il metodo repressivo, adottato ai tempi, è arrivato fino ai giorni nostri.
Non hanno neanche cercato di rendere merito ai vinti invece hanno costruito una storiografia falsa e denigratoria, relegando la ribellione meridionale negli angusti confini di una lettura criminale; d’altronde avevano bisogno di demonizzare la figura la figura del combattente chiamandolo brigante per sradicarlo dalla simpatia popolare, per spingerlo nella più comoda collocazione di mostro.
Fu guerra e d’altronde usarono i tribunali militari di guerra legittimandoli con la legge Pica.
Il capitano Eugenio Massa curatore del libro, e che lo convinse a scrivere il manoscritto, mise mano al testo con ripulitura e orientando la trama secondo le sue tesi savoiarde; i piemontesi erano eroi e i briganti delinquenti della peggiore specie.
Crocco si prestò mettendoci un po’ del suo per cercare di avere un atto di clemenza dai Savoia.
Per uscire, poteva comportarsi come uno dei suoi luogotenenti il traditore Giuseppe Caruso, buttarsi nelle braccio ai piemontesi e aiutarli nello scovare e uccidere tutti i suoi ex compagni, invece non si macchiò d’infamia, combatte fin quando le forze glielo permisero. Alla fine degli altri 2000 uomini che comandava ne rimasero 116 tra cui 16 feriti, 86 fatti prigionieri, 16 prigionieri, 16 fucilati; 120 si erano consegnati, gli altri morirono tutti con le armi in pugno.
In proporzione al numero, era una cifra enorme, questo dimostra che erano combattenti veri animati da un’ideale e una fede robusta, pronti a morire.
Tradito dallo stato pontificio dove si era rifugiato, morì in carcere dopo 40 anni e il 18 giugno 1905, senza fare il nome di nessuno, fu uomo fino all’ultimo suo respiro.
Sono orgoglioso di avere la sua foto sul capo del mio letto. 16-10-2013
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Il pensiero unico della setta
Il pensiero unico dei campioni della legalità hanno preso di mira Balotelli a sua insaputa ne volevano fare un simbolo della setta antimafia, in questo caso anticamorra. Siccome lui pubblicamente si è esposto con un Tweet “Io simbolo anticamorra? Lo dite voi, sono qui solo per giocare”, è stato attaccato con furore da questi savonarola che non ammettono nella loro arroganza di sentirsi depositari della verità e della legalità, che qualcuno non si lasci manovrare da loro.
Addirittura Don Mongoniello uno dei tanti adepti della setta ha dichiarato che Balotelli ha delle grosse responsabilità. E si pone la domanda, ha ancora diritto alla nazionale?
Ormai hanno perso il senso della misura, ma loro sono consapevoli che fin quando non attaccano il vero potere, quello che contribuisce all’arretratezza del Meridione e di conseguenza fenomeni dell’illegalità, potranno continuare a fare e dire tutto ciò che vogliono.
Balotelli ha la forza e la protezione che non aveva Miccoli, l’hanno crocifisso a tal punto che ora gioca in serie C, con Mario non ci riusciranno, ne sono contento. 17-10-2013
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Non si finisce mai di sapere
Mentre facevo le pulizie della cella, ho preso un colpo alla schiena e mi sono dovuto mettere a letto.
Ho colto l’occasione per farmi una bella lettura, ho iniziato e finito di leggere il libro di Valentino Romano” Nacquero contadini, morirono briganti” editore CAPONE.
Sono un’insieme di racconti, documentati dai fascicoli processuali dei tribunali militari di guerra istituiti con la famigerata legge Pica.
Ogni racconto sviscera cosa ebbero a patire tanti sventurati nelle mani della canoa piemontese; a pagare il “glorioso” risorgimento sono stati solo ed esclusivamente i meridionali.
La legge Pica istituì il domicilio coatto per i semplici sospettati di collusione con i briganti; elevò il sospetto e la delazione a rango di prova; fucilazione immediata della gente in armi, e lavori forzati per i fiancheggiatori.
La discrezionalità normalizzò ogni arbitrio, e i “liberatori” savoiardi non ebbero nessuna pietà degli indigeni della loro “Africa”.
Lo scrittore in modo semplice ti porta per mano facendoti capire come i contadini si ribellarono e si batterono valorosamente, alla fine furono abbandonati da tutti e sacrificati sull’altare del patto scellerato di svendita di non essere più nazione ma una colonia da sfruttare e opprimere.
Aveva ragione Nicola Zitara: “ La storia del Sud è tutta da scrivere”. 18-10-2013
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La Costituzione
In questi giorni leggo e sento in TV di tanti difensori della Costituzione, che protestano perché non vogliono che venga riformata.
Il governo con l’appoggio del Presidente della Repubblica, vogliono modernizzarla.
Questi pseudo signori del diritto che hanno sguazzato in questo sistema, dove la Costituzione è piegata alla corruttela politica con la complicità della Corte Costituzionale che agisce in base agli imput delle segreterie dei partiti; dov’erano quando i diritti costituzionali sono stati calpestati e villipesi?
Alcuni di loro hanno rappresentato l’Italia a Strasburgo alla Corte dei Diritti dell’uomo , non solo non hanno fatto niente per sanare le violazioni palesi costituzionalizzate, ma si sono adoperati affinchè non venissero accolti i ricorsi di cittadini italiani.
Ce n’è uno in prima fila e lo cito perché ho letto la sua opposizione al ricorso del regime di tortura del 41 bis, difendendolo a spada tratta.
Il giurista in questione è Gustavo Zagrebelsky, passa per garantista ma non ha mai detto niente sulle leggi d’emergenza, ergastolo ostativo, 41 bis, arresti di massa e processi arbitrari.
Queste leggi razziste e repressive sono anticostituzionali, anche un bambino lo comprende.
I diritti sono di tutti, quando non lo sono, non credo a queste sceneggiate che nascondono sempre interesse di parte e privilegi da difendere. 19-10-2013
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Necessità fa virtù
Quando si arriva all’estremo si prendono provvedimenti drastici.
Bisognerebbe prevenire e non essere costretti dalle circostanze.
In Australia hanno una perenne emergenza idrica e ciò ha messo alle strette il Paese, il governo ha preso la decisione di sfruttare le acque reflue delle reti fognarie, questa decisione sconcerta la popolazione ma non hanno altre alternative. Non è la fine del mondo, è un sistema sicuro e usato in altre parti del mondo.
Nello stato della California, avendo lo stesso problema, riciclano l’acqua reflua utilizzando su scala industriale il metodo usato dalla NASA per gli astronauti.
Una sera ho visto un documentario sulla struttura che depurava l’acqua delle fogne in California, alla fine del procedimento ne usciva un’acqua pura e potabile al 100%.
La città di New York ha progettato di usare gli scarichi fognari per produrre energia e ricavarne butanolo e metano per usarlo per le auto e il riscaldamento delle case.
Credo che bisognerebbe integrare le due cose in modo che tutto il contenuto delle fogne fosse riciclato così non creerà più inquinamento. 20-10-2013
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E’ morto un grande condottiero
E’ morto a 102 anni il generale GIAP, eroe nell’indipendenza vietnamita, era una leggenda vivente.
Sconfisse i francesi e li costrinse nel 1954 a lasciare il Vietnam.
La stessa cosa fece con gli americani, costretti alla fuga nel 1975, all’epoca era la prima sconfitta della loro storia.
Fu l’artefice della caduta di Pal Pat in Cambogia nel 1979.
E’ stato uno dei principali personaggi del secolo, e rimarrà nella storia come uno dei più grandi strateghi militari.
Non ha mai frequentato le accademie militari, tutto il suo sapere militare l’ha studiato come autodidatta.
I suoi principi erano semplici, il primo era che bisognava sempre sorprendere il nemico.
Una delle sue convinzioni era che dove passa una capra può passare un uomo, e dove passa un uomo può passare un battaglione, questo gli ha permesso di vincere molte battaglie.
Dicono che aveva carisma, era semplice e inflessibile, ma giusto.
La sua vita privata è stata dura, ha perso la prima moglie in seguito alle torture subite dalla polizia francese.
Non credo che in futuro ci saranno persone con capacità strategiche come lui, perché non possono dimostrarlo sul campo, le nuove tecnologie hanno cambiato gli scenari di guerra. 21-10-2013

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3 pensieri su “Diario di Pasquale De Feo- 22 settembre – 21 ottobre

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Questo sì che è un bel regalo di Natale, ora me lo gusto con calma

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    L’HO DIVORATO , COME SEMPRE, SEI GRANDE PASQUALE, NON MI STANCHERÒ MAOI DI DIRLO E NON MI STANCHERÒ MAI DI LEGGERTI

  3. Andre Breton in ha detto:

    GRAMSCI NN ER AIN CARCERE MA NELLA CLINICA PIU BELLA DI ROMA

    PERCHE RACCONTI OCOSE CHE NN SAI ?

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