Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 22 agosto – 21 settembre

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Eccoci con il diario mensile di Pasquale De Feo, per il mese di agosto.

Sì, sì.. lo stesso Pasquale il cui padre “non è in imminente pericolo di vita”, ma lo era l’anno scorso quando stava meno peggio di adesso (vai al link..https://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/10/14/i-mostri-di-pasquale-de-feo/ )

Il diario di Pasquale è sempre una occasione di Libertà. 

Nelle pagine che scrive, giorno per giorno, c’è tutta la sua indignazione, la sua rabbia, la sua curiosità, la sua volontà di capire il mondo, conoscere, partecipare.. il suo sentirsi solidale con chiunque subisca ingiustizie, che sia un individuo, o un popolo.

Prima di lasciarvi alla lettura del diario, faccio alcune citazioni.

In un passaggio Pasquale parla del nuovo sindaco di Messina:

“Il nuovo sindaco di Messina, contro ogni pronostico ha vinto le elezioni, e i due partiti Pd e Pdl sono rimasti con un palmo di naso. Il suo primo atto, ha fatto togliere il portone che ostruiva l’entrata al comune alla popolazione, perché ha detto che il luogo pubblico è di tutti e non solo dei politici e di chi ci lavora. Un’altra novità, cammina scalzo negli uffici comunali, per rimanere con i piedi per terra e non dimenticare che essendo un’attivista NO – PONTE veniva cacciato dal comune e visto dai politici come un piantagrane anarchico, cosa di cui va fiero, della sua anarchia. Ha messo in cantiere, un’altra iniziativa, che dovrebbe essere imitata da tutti i comuni d’Italia. L’ha chiamata PEDIBUS , tutti i bambini devono andare a scuola a piedi, una lunga catena umana che si incammina per arrivare nelle aule scolastiche.” (4 settembre)
Pasquale, in un altro passaggio, racconta una gravissima ingiustizia, che va assolutamente conosciuta:

Nel 2004 Giovanni De Luise era un ragazzo di 22 anni, incensurato senza aver preso mai neanche una multa, in un agguato di camorra rimase ucciso il fratello; erano i tempi della faida di Secondigliano. Quando l’informarono della morte del fratello, corre all’obitorio, lì viene a sapere che alcune ore dopo avevano ucciso un tale Marino Massimo, c’è la sorella e lui le fa le condoglianze, subito dopo viene arrestato. La donna lo indica come il killer del fratello, l’avrebbe ucciso per vendicare il fratello. Continuerà a farlo in tribunale, affermando che l’aveva visto uccidere il fratello. In primo grado la condanna a 22 anni, la procura si appella perché la condanna la riteneva bassa, ma in secondo grado l’accusa gli propone una sorta di patteggiamento, se confessa gli riducevano la pena a 16 anni, meno i 3 dell’indulto del 2006, arrivava a 13 anni, una condanna minima per un reato che prevede l’ergastolo, da questo si evince che la procura sapeva della sua innocenza, ma come succede in questi casi non voleva fare brutta figura; ci tengono al dogma dell’infallibilità, come i papi. Forte della sua innocenza, rifiutò l’accordo proposto dalla procura. Gli confermarono la pena, e ciò successe anche in cassazione; ormai un notaio che timbra.(…) Con amarezza sottolinea che gli hanno tolto 8 anni e 8 mesi di vita, che nessuno potrà più ridargli. Nella sfortuna, la sua fortuna è stata che l’autore dell’omicidio si è pentito autoaccusandosi del reato, ma anche che sia rimasto vivo in tutti questi anni se fosse morto non avrebbe mai avuto la possibilità di dimostrare la sua innocenza e uscire dal carcere. Con dolore ricorda i testimoni andati in tribunale per scagionarlo, furono tutti denunciati per falsa testimonianza, addirittura il suo datore di lavoro fu arrestato perché ritenuto colluso e omertoso. Fa tre considerazioni che condivido in toto: La prima è che il sistema giustizia sbagliato perché non c’è parita tra accusa e difesa. La seconda che le persone che finiscono nel tritacarne delle procure non hanno più voce, sia nei processi che nelle carceri. La terza che nelle carceri ci sono migliaia di innocenti come lui. Conclude con un pensiero degno di ammirazione, perdona per il male subito, la sorella della vittima che l’aveva accusato puntando il dito.” (20 settembre)

In un altro passaggio ritorniamo sui detenuti a cui la Magistratura di Sorveglianza non permette di andare a trovare i genitori anziani e malati perché non (ritenuti) in “imminente pericolo di vita”:

“Oggi è arrivata la triste notizia della scomparsa del padre di un nostro compagno, è venuto il brigadiere a portargli la notizia. Quando muore un familiare, i congiunti informano la polizia che a sua volta la trasmette al carcere. Un mese fa aveva chiesto un permesso di necessità per visitare il padre ottantaseienne in gravi condizioni di salute, gli fu rifiutato perché non imminente pericolo di vita. Anche un paio di mesi fa un altro compagno aveva chiesto un permesso di necessità per visitare la suocera che ha pochi mesi di vita per un male incurabile, gli fu rifiutato perché non in imminente pericolo di vita”. (8 settembre).

Quindi il padre del detenuto di cui parla Pasquale all’inizio della citazione, un ottantaseienne, in gravi condizioni d salute, e recentemente morto, non poté essere salutato un’ultima volta dal figlio perché non ritenuto “in imminente pericolo di vita”.

Pasquale scrive anche che un altro detenuto ebbe respinta, due mesi fa, la richiesta di permesso per visitare la suocera. Suocera affetta da un male incurabile. Ma anch’essa, naturalmente, non “In imminente pericolo di vita”.

Ma allo stesso Pasquale non fu concesso di potere andare a trovare la madre, che poi morì, perché non “In imminente pericolo di vita”.

Per alcuni sei “in imminente pericolo di vita” solo quando sei morto.

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Immenso Papa

Ho risposto alla lettera del Papa, gli ho chiesto di aiutarci firmando la petizione per l’abolizione dell’ergastolo.

Gent.mo Papa Francesco,

ho ricevuto la sua risposta alle mie lettere, è stata una gioia profonda.

La ringrazio per le sue parole e per i temi in essa contenuti. Comprendo che l’abolizione dell’ergastolo in Vaticano non ha suscitato nella politica italiana analogo riconoscimento di umanità, d’altronde non mi meraviglio, essendo che abbiamo la classe politica più corrotta, più marcia e più pusillanime del mondo.

Noi ergastolani, con l’aiuto della comunità Papa Giovanni XXIII, stiamo raccogliendo le firme per una petizione, nel sito www.CARMELOMUSUMECI.IT ; le invio il documento delle firme.

Hanno firmato una cinquantina di religiosi, con due monasteri e tante altre personalità.

Le chiedo di aiutarci firmando la petizione, l’attenzione mediatica porterebbe un dibattito pubblico e tante altre firme.

Con il suo aiuto potremmo debellare questa pena disumana.

La mia famiglia la ringrazia per la sua benedizione e la salutano con devozione..

La ringrazio di tutto, la porterò sempre nel mio cuore e nei miei pensieri più belli.

L’abbraccio fraternamente con tutto l’affetto del mio cuore, e con il massimo rispetto.

Catanzaro, 22 agosto 2013                               

Pasquale De Feo   22-08-2013

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Le Bufale mediatiche

Mentre ascoltavo il Tg su Italia 1, una delle notizie, mi ha colpito più delle altre, tremila falsi invalidi pesano sul bilancio dello stato per un miliardo e mezzo di euro, mi suonava strano.

Nel servizio fanno vedere un falso invalido a Catania, uno a Napoli, e uno a Cagliari, come al solito il razzismo antimeridionale è una costante.

Faccio i conti sulle cifre date dal Tg e scritte nella striscia, tremila falsi invalidi per arrivare a un miliardo e mezzo, sono mezzo milione a testa, una cifra sproporzionata che non rispecchia la realtà, perché anche invalido al 100% non arriva mai a quella cifra.

Una volta ho letto che un cieco non arrivava a 2000 euro al mese.

Credo che queste bufale servano per distogliere l’attenzione da altri problemi e dai veri parassiti del Paese che prosperano e vivono di privilegi attingendo dalle casse pubbliche.

La maggioranza delle pensioni sono al Nord, e tanti falsi invalidi sono stati trovati a quelle latitudini, ma con tutto ciò il razzismo antimeridionale ha infettato ogni rivolo del Paese, la cosa grave è che ciò è diventato la normalità, come fosse naturale il pregiudizio contro il Meridione.   23-08-2013

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Genocidi Dimenticati

Credevo che solo il genocidio del meridione per mano dei Savoia fosse stato censurato per affidarlo alle nebbie dell’oblio.

Leggendo NUNATAK che mi spediscono gli amici di Cuneo dell’associazione culturale REBELDIES, ho trovato un genocidio commesso nello stesso periodo 1864, le truppe russe uccisero il 50% del popolo circasso, un milione e mezzo. Un milione di circassi vive fuori dalla loro terra d’origine e non hanno diritto al ritorno. La più grande diaspora in proporzione ad ogni altra nazione al mondo.

Ancora oggi i circassi non godono degli stessi diritti dell’etnia russa.

I circassi che vivono nei confini russi, così come quelli della diaspora, non possono liberamente visitare la loro terra, e anche la loro capitale SOCTTI. La Russia continua a censurare il genocidio che ha commesso contro i circassi, non lo riconosce e lo tiene nascosto al resto del mondo.

Ci sono ancora le fosse comuni e una collina chiamata KRASNAYA – PALANA (la collina rossa) dalle truppe russe per la quantità del sangue circasso versato.

Oggi un’ulteriore oltraggio al popolo circasso, la loro capitale SOCTTI è stata scelta dal Cremlino per i giochi invernali del 2014, viene deturpata con faraoniche costruzioni, ma lo sfregio più brutale è che gli stadi e il villaggio olimpici sono costruiti sulle fosse comuni, e la collina rossa sarà il sito principale dei giochi olimpionici.

Nel 150 esimo anniversario del genocidio circasso il cemento coprirà i luoghi del disonore.   24-08-2013    

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Il Futuro ecologico

Leggevo una notizia, ma la cifra contenuta mi sembrava esagerata, riflettendoci bene ho ritenuto che fosse esatta perché solo loro possono permettersi qualcosa del genere.

La Cina ha messo in cantiere un piano di quasi due miliardi di miliardi di dollari, per progettare entro cinque anni nuovi motori, carburanti, soluzioni nelle tecnologie amiche dell’ambiente.

Solo i cinesi hanno la possibilità economica di disporre di un budget simile per trovare soluzioni radicali al problema dell’inquinamento, speriamo che ci riescano.

Se il mondo intero cooperasse per risolvere questi problemi, credo che nell’arco di qualche decennio si troverebbero tutte le soluzioni.   25-08-2013

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Le nuove scoperte

Sembra impossibile, ma ci sono animali che non conosciamo ancora, con tutte le tecnologie che abbiamo.

Tra L’Ecuador e la Columbia, a 1500 metri d’altezza hanno scoperto un nuovo animale che hanno chiamato L’OLINGUITO, metà tra gatto e orso.

Credo che in quelle zone come in tutta l’amazzonia, ci sono animali che non conosciamo, d’altronde come nelle profondità marine ci sono ancora tanti pesci ancora sconosciuti.

Anche nelle foreste indonesiane ci sono ancora tanti animali da scoprire.

Il futuro ci riserverà ancora tante sorprese, la natura non finirà mai di stupirci.   26-08-2013

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Il primo delitto di stato

Avevo letto tempo fa che il primo omicidio di Stato fu quello del generale Giovanni Corrao, il 3 agosto 1863, i giornali riportano che il killer della mafia gli avevano teso un agguato.

Fu il primo omicidio eccellente addossato alla mafia e usato per la prima volta questo termine “mafia”. Il 29 agosto del 1963 ci sarebbe stata l’insurrezione antipiemontese a Palermo comandata dal generale Carrao, e da lì sarebbe dilagata i tutta la Sicilia.

Partecipò su invito di Garibaldi con il grado di generale, alla spedizione conclusasi in modo tragico in Aspromonte.

Le sue azioni contro gli ordini di Garibaldi dal cessate il fuoco in Aspromonte e altri episodi, ne fecero un pericoloso sovversivo contro i piemontesi.

Il generale dei carabinieri in Sicilia Giovanni Serpi, aveva infiltrato l’avv. Lucio Scherma nello Stato Maggiore di Garibaldi; e lo teneva al corrente di tutto, ma principalmente sui preparativi insurrezionali del generale Corrao, che destavano tanta preoccupazione ai piemontesi.

Mandò lo stesso SCHERMA a Torino il 16 gennaio del 1863 per farlo conferire con il ministro dell’’interno, per fargli riferire che con qualsiasi mezzo anche non ortodossi, bisognava risolvere il problema Carrao.

Il giornalista repubblicano Adolfo Pantano, raccolse testimonianze del coinvolgimento del governo di Torino. Una donna testimoniò che aveva riconosciuto negli sparatori vestiti da cacciatori, due carabinieri che aveva visto aggirarsi nella zona giorni prima.

E’dall’unità di questo Paese che vengono usati mezzi brutali, il vizio l’hanno creato i piemontesi, e perdura tutt’ora.

Oggi non adoperano più direttamente i carabinieri, non si sporcano le mani, hanno il potere di usare tutti quelli di cui hanno bisogno.

Il generale Giovanni Carrao fu il primo omicidio di Stato.   27-08-2013

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Le leggi arbitrarie dell’oppressione Nello stato africano dell’Uganda, il Parlamento ha approvato una legge che limita proteste pubbliche, secondo Amnesty International sono parti di un modello di repressione per chiudere la bocca a tutti. D’ora in poi per riunirsi in gruppi di tre o più persone avranno bisogno del permesso della polizia. Quando ho letto questa notizia, il mio pensiero è andato subito alla legge Pica emanata nel 1863, dove c’era il divieto che due e più persone non potevano riunirsi, tale articolo è arrivato fino a noi con il reato del 416 bis.

Con la legge Pica c’era anche la fucilazione direttamente sul posto, con il 416 bis ti chiudono in carcere per tanti anni, basta la parola di un delatore, non c’è bisogno di prove.

Sono leggi che vengono emanate solo nei Paesi dove i diritti sono concessioni del potere, e la democrazia è un guscio vuoto.   28-08-2013

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La beffa delle tasse

Quando si dice che la realtà supera anche l’inverosimile, non è una battuta senza fondamento, per questo motivi non mi meraviglio più quando sento alcune notizie.

Mentre guardavo un Tg, leggo nella striscia che riporta le notizie scritte “A un recluso del carcere di Bollate (MI) viene richiesta l’Imu per la seconda casa”.

Dopo un po’, il giornalista dà la notizia per intero spiegandola “A un recluso chiedono l’Imu per la seconda casa, perché la cella del carcere dove è rinchiuso è ritenuta un’abitazione”, sembra una notizia strampalata, ma purtroppo è verità.

È palese che la cartella inviata è sbagliata, perché se non lo fosse, migliaia di reclusi dovrebbero pagare l’Imu, ma è lecito domandarsi quanti errori fanno questi signori delle tasse, che incidono sulle magre finanze e anche sulla salute delle famiglie italiane? Credo siano migliaia e nessuno interviene.

I politici e la burocrazia, con la complicità dei media fanno passare le notizie sia per osannare i gabellieri delle tasse e sia per criminalizzare la popolazione accusandola di evadere le tasse colpevolizzandoli.

Iene travestiti da agnelli che mostrificano il gregge per occultare privilegi e nefandezze.   29-08-213

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Gli stalinisti lo rimangono a vita

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, non si smentisce mai, la sua anima nera impregnata dal più rozzo stalinismo emerge sempre nelle sue azioni e nei suoi comportamenti; con la doppia morale, doppia verità, e doppia … etc, eredità lasciata da Togliatti imparata nei suoi anni a Mosca.

Tutti dimenticano che è l’uomo che osannava Stalin e tutte le dittature rosse del mondo; riteneva Togliatti un Dio, dimenticando che era stato complice di tutti i crimini di Stalin; non ha mai condannato le repressioni sovietiche nell’Europa dell’est con migliaia di morti; e non ha mai fatto ammenda per aver moralmente sostenuto 50 anni di dittatura sovietica nell’Europa dell’est.

Oggi gli hanno creato un’immagine di politico moderato, addirittura di salvatore della patria, esclusivamente perché serve al sistema.

Dimenticavo, se i sovietici avessero invaso l’Italia, lui li affiancava, come i fascisti affiancarono i nazisti nell’invasione e nell’occupazione del Paese.

Ha nominato quattro nuovi senatori a vita, tutti rigorosamente di fede sinistra e antiberlusconiani, perché devono servire al governo di Letta, addirittura una ricercatrice di 50 anni, gli ha dato uno stipendio per i prossimi 30 anni.

Non discuto le personalità, ma credo che ce n’erano altre che lo meritavano di più.

Inizio con Marco Pannella, tra cui avevano mandato migliaia di firme a Napolitano per la sua nomina a senatore a vita.

C’era anche Umberto Veronesi conosciuto in tutto il mondo come scienziato e le sue iniziative.

Come anche Giorgio Albertazzi per i suoi 70 anni di cultura, internazionalmente conosciuto.

Potrei citarne tanti altri, ma lui aveva bisogno di soldatini antiberlusconiani di ferro.

Credevo che il settennato del Presidente Oscar Luigi Scalfaro fosse stato il più oscuro della Repubblica, mi devo ricredere, questo di Napolitano è peggio, sta anche trasformando il Paese in monarchia, pertanto fanno bene a chiamarlo RE-GIORGIO.    30-08-2013

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Mal di denti

Erano circa trent’anni che non avevo avuto mal di denti, non ricordavo quanto fosse doloroso.

All’inizio del mese, una mattina, mentre facevo colazione il caldo del caffè mi procurò una fitta lancinante a un dente, vado allo specchio a controllare cosa sia successo al dente canino, non c’’era niente ed era sano, non riuscivo a capire e mi faceva un male cane.

Ho iniziato a prendere antidolorifici e antinfiammatori, dopo qualche settimana non bastavano neanche più le punture di Voltaren.

Dopo 15 giorni di sofferenza anche notturna, noto che quando bevo acqua si calma per alcuni minuti.

Rifletto e arrivo alla conclusione che ci deve essere un’infezione, non c’era latra spiegazione, vado dal dottore e chiedo una terapia antibiotica, per fortuna trovo un dottore che comprende la situazione, non si lava le mani mandandomi dal dentista, che mi avrebbe chiamato chissà quando, mi prescrive 5 giorni, uno al mattino e uno alla sera. Finita la cura, passa anche l’inferno, sono stato un’altra settimana con il dente addolorato, come se avessi preso una botta, ma non faceva mal, ora posso mangiarci di nuovo.

Credo che non ci sia dolore più micidiale, perché non ti fa fare niente, il pensiero è costantemente fisso sul dente, speriamo di non avere altre esperienze del genere.   31-08-2013

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Venti di guerra

Tempo fa gli americani tuonavano per intervenire in Siria con la scusa che Assad usava i gas, ma siccome l’ex magistrato svizzero DE PONTI ora all’Onu, dichiarò che erano stati i ribelli a usarli, calò il silenzio e non dissero niente contro i ribelli, che tramite Turchia Qatar e Arabia Saudita li armavano.

Oggi sono ritornati di nuovo i guerrafondai americani, con l’appoggio dei soliti francesi e inglesi, per intervenire in Siria con la scusa dei gas; che diventavano criminali se li usa Assad, ma si censura se li usano i ribelli.

Non credo che la Siria sia come la Libia essendo che Gheddafi era inviso da tutti, qui il discorso è molto diverso.

L’Iran ritiene la Siria importantissima nello scacchiere regionale delle sue alleanze, a cui non può rinunciare, pertanto un attacco da parte dell’Occidente non se ne starà a guardare.

Dove comandano i ribelli hanno imposto la sharia e le donne hanno perso tutti i diritti civili; l’oscurantismo ha calato la sua scure. L’Occidente non vuole una Siria islamizzata, ma i giochi politici per isolare l’Iran, sia per favorire Israele e la penisola arabica di fede sunnita e alleata degli USA, premono sugli americani per punire la Siria di Assad di rito ALEVITA.

Gli aleviti sono una derivazione del rito SCIITA; l’Iran è a maggioranza SCIITA. Gli aleviti rifiutano la sharia, difendono la laicità dello Stato e si richiamano a un islam poetico, mistico. Per il quale donne e uomini hanno davvero pari diritti. I ribelli sono islamici di rito sunnita, per capire meglio quello di Bin Laden, il loro fanatismo e integralismo, ha fatto scappare dai territori da loro occupati, tutti i cristiani, aleviti e curdi.

La mia impressione, che questi giochi politici scoppieranno in mano agli americani com’è successo in Egitto, d’altronde come in passato, l’esempio dell’Afghanistan insegna, ma ne pagherà le conseguenze tutto l’Occidente, principalmente l’Europa.

Sappiamo cosa succede in Libia, Egitto, Tunisia, per non parlare dell’Iraq, dove le stragi sono quotidiane.

Tutta la regione è diventata una polveriera, credo che una scintilla possa farla esplodere e coinvolgere tutta l’area del Mediterraneo e anche l’Europa.

Agli americani non interessa niente, perché gli arabi non hanno i mezzi per colpire la loro nazione. Sappiamo tutti cosa hanno combinato gli americani in Iraq, hanno causato un milione di morti, ha alimentato odi che ci vorrà un secolo per assopirli, e divisioni che difficilmente si ricomporranno nel breve periodo.

Senza dimenticare che il pretesto per invadere l’Iraq è stato estorto all’Onu con un motivo truffa.

Mi auguro che l’Europa tiri fuori gli attributi e fermi gli americani.   01-09-2013

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La dittatura del pensiero unico

L’ultima figlia di Salvatore Riina, Lucia, è stata intervistata dalla tv svizzera. Ha risposto alle domande dicendo quello che qualunque figlia direbbe dei genitori, di amarli e di essere fiera del nome che porta. Di essere cattolica e ha ricordato che i genitori le facevano recitare la sera prima di addormentarsi le preghiere. Ha menzionato che il giorno più brutto della sua vita fu quello dell’arresto di suo padre.

Alla fine dell’intervista il giornalista le chiede delle vittime, lei ha risposto che gli dispiace, ma che noi giovani dobbiamo andare avanti, non possiamo sempre restare attaccati al passato.

I campioni della legalità che tuonano contro chiunque non rispetta il loro pensiero, si sono subito fatti sentire.

Le principali sono due che intervengono sempre per spirito di vendetta, lucrando sui congiunti morti, e hanno fatto carriera e costruito una posizione di potere politico.

Maria Falcone, la sorella di Falcone, ha detto che “prova sconcerto e biasimo per queste dichiarazioni e che anche se le colpe dei padri non possono ricadere sui figli, lei dovrebbe prendere le distanze dal padre”.

Invece di parlare di armonia, pace e di futuro, e di essere contenta per lei che si è costruita una famiglia e vive del frutto del suo lavoro di pittrice, fa prevalere l’odio e le divisioni. Qualcuno dovrebbe ricordarle che suo fratello mandava gli imputati negli anni ottanta a “riflettere” a Pianosa.

La legge Scatti-Martelli, l’ha scritta il fratello: quella della pena di morte e dell’ergastolo ostativo, della tortura istituzionalizzata del 41 bis, e della revoca per la legge della speranza con l’articolo 4 bis; le leggi più infami di questa Repubblica.

Nei regimi di tortura del 41 bis sono morti di centinaia di reclusi e ne continuano a morire, sofferenze atroci che hanno colpito migliaia di famiglie principalmente bambini, e tanti reclusi ne porteranno i segni fisici e mentali per tutta la vita.

Senza dimenticare l’episodio del CORVO quando il pentito Contorno con i cugini Grado scese a Palermo uccidendo una ventina di persone.

Non mi risulta che la signora abbia mai detto niente in proposito e né tanto meno ha preso le distanze dal fratello.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, ancora oggi non ha voluto ritrattare le accuse contro Giovanni Falcone, l’accusava di amicizie con i potenti, di occultare prove a favore dei politici, in particolare Andreotti, etc…

Falcone in vita era stato isolato da tutti anche dalla magistratura, addirittura la setta antimafia lo riteneva un avversario e la combatté in tutti i modi, se non fosse morto sarebbe caduto nel dimenticatoio come tanti altri rambo delle procure.

Oggi è un’icona e pertanto intoccabile. L’altra signora è Sonia Alfano, con un’arroganza spregevole ha dichiarato: “È francamente esasperante e disgustoso assistere a tale reiterato spettacolo”. Questa signora non solo parla per spirito di vendetta, gli uccisero il padre giornalista, ma ritiene di essere depositaria della verità.

Qualcuno dovrebbe rammentarle il disgustoso tour turistico nei regini di tortura del 41 bis qualche anno fa, dove insieme al suo sodale Giuseppe Lumia, dicevano a i reclusi di pentirsi oppure il loro destino era di morire in carcere. Questo infame comportamento ha nauseato la maggioranza dei politici e tanta gente, ma allo scalpore iniziale tutto fu censurato.

Chi fa parte della setta antimafia è protetto e ritengono di avere diritto di sindacare su tutto e tutti, perché hanno il monopolio della morale. La loro cappa oppressiva soffoca il Meridione, e lo tiene ostaggio impedendogli di proseguire, facendo l’interesse del potere TOSCOPADANA che comanda l’Italia, sarebbe tempo che le persone di cultura avessero il coraggio di dirlo affiancando Giuliano Ferrara, l’unico che l’ha detto esplicitamente: “Ci avete rotto i coglioni…”.

Imitando la frase “c’è un giudice a Berlino?” dico “a quando un nuovo Leonardo Sciascia?”.   2-09-2013

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Gli arabi in Sicilia

Non finiscono mai le scoperte sulla storia del Paese, e spesso meravigliano gli stessi addetti ai lavori.

A Palermo in via Porta – Di – Castro, mentre ristrutturavano la casa, hanno trovato una stanza che risale all’epoca degli arabi in Sicilia.

La stanza di colore blu, riccamente ornata di fregi e scritte arabe, dalla foto è molto bella.

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi andrà di persona a visionarla.

Gli arabi hanno lasciato una traccia profonda in Sicilia, e credo che rimarrà per sempre nella cultura, nelle tradizioni e anche negli edifici e opere che hanno lasciato.   3-03-2013

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 Il sindaco

Il nuovo sindaco di Messina, contro ogni pronostico ha vinto le elezioni, e i due partiti Pd e Pdl sono rimasti con un palmo di naso.

Il suo primo atto, ha fatto togliere il portone che ostruiva l’entrata al comune alla popolazione, perché ha detto che il luogo pubblico è di tutti e non solo dei politici e di chi ci lavora.

Un’altra novità, cammina scalzo negli uffici comunali, per rimanere con i piedi per terra e non dimenticare che essendo un’attivista NO – PONTE veniva cacciato dal comune e visto dai politici come un piantagrane anarchico, cosa di cui va fiero, della sua anarchia.

Ha messo in cantiere, un’altra iniziativa, che dovrebbe essere imitata da tutti i comuni d’Italia. L’ha chiamata PEDIBUS , tutti i bambini devono andare a scuola a piedi, una lunga catena umana che si incammina per arrivare nelle aule scolastiche.

I pediatra hanno lodato l’idea, perché dicono che i bambini dai 5 anni in su devono camminare con regolarità e conoscere lo spazio in cui vivono da vicino.

Nell’iniziativa è prevista la partecipazione delle famiglie che avranno il compito di coordinare e vigilare i percorsi di andata e ritorno.

Questa realtà è già consolidata in molti Paesi del mondo, per educare i bambini alla motorietà è salutare per loro perché combatte l’obesità infantile, la scoliosi e altre malformazioni, contribuendo ad un armonico sviluppo psico-fisico, si alleggerisce il traffico cittadino con beneficio anche dell’ambiente.

Il 12 ottobre 1988 il Parlamento Europeo approvò la Corte Europea dei diritti del pedone, dove è inserito di far percorrere ai bambini tutti i giorni un tragitto a piedi per andare e tornare da scuola. La politica, quella che ha occupato “militarmente” il Paese, non farà mai iniziative per il bene comune, solo i semplici cittadini, movimenti anarchici e associazioni no-profit, possono fare l’interesse collettivo delle comunità.   4-09-2013

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Gli amici degli amici

Il Presidente della regione Sicilia Rosario Crocetta, ha nominato il nuovo presidente del Parco dei Nebrodi, si tratta di Giuseppe Antoci, laureato alla Bocconi di Milano in economia ed è capo area in Sicilia di Banca Sviluppo.

Un banchiere che deve occuparsi di un parco, suona alquanto strano.

Crocetta quando si tratta di banchieri, Pm, e i savonarola della legalità, passa su ogni cosa e li arruola collocandoli nei posti più disparati, l’importante è che entrino nel suo gruppo.

E’ talmente ambizioso che passerebbe sul corpo della madre, aveva pienamente ragione Claudio Fava nel classificarlo un essere meschino.    5-09-2013

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La favola degli interventi umanitari

Il presidente USA Obama, nobel per la pace, si tormenta per la decisione nell’intervenire in Siria, per punire Assad per l’uso dei gas. Una sceneggiata ben recitata.

I morti in qualunque modo sono causati, o con il gas o con le armi cosiddette convenzionali, rimane sempre un assassinio.

Forse crede che con gli aerei, bombardando non sia omicidio.

Tutti questi focolai di guerra nel mondo, servono a tutti i Paesi che fabbricano armi e devono venderle, come gli USA, l’Italia ecc..

Gli interventi nei Paesi del Medio Oriente e l’Oriente, hanno sempre una finalità: “Petrolio”.

Ulteriori “sceriffate” degli USA, sono effettuate negli interessi di Israele.

La manipolazione di questi tre elementi, sono coperte con la complicità dei media, e classificati come interventi umanitari: “ Tutte balle”.

Dovrebbero spiegare alla gente, perché non sono intervenuti nel Congo a fermare un massacro di sei milioni di persone; oppure nel Ruwanda dove si è consumato un genocidio; come in Sudan dove manca il conto degli eccidi del dittatore del Paese.

Tutt’ora in varie parti del mondo vengono commesse nefandezze indescrivibili, ma tutto passa sotto silenzio perché sono alleati o degli USA, Russia, Cina ecc..

Non c’è niente di umanitario, ogni intervento nasconde interessi di parte, e gli abusi e i soprusi si sprecano.

L’intervento in Siria nasconde interessi degli alleati degli USA; la Turchia che non vuole che i curdi in Iraq , con il petrolio dei pozzi petroliferi di Kirkuk, che passa tramite l’oleodotto che attraverso la Siria va nel Mediterraneo, diventano troppo ricchi, e possono formare uno stato Curdo nel nord Iraq.

L’Arabia Saudita, con le monarchie del golfo e il Qatar, non vogliono che il petrolio dell’Iraq arrivi nel Mediterraneo, inoltre vogliono indebolire l’Iran, potenza regionale che gli fa paura, alleata di ferro della Siria.

Israele che ha l’interesse ad indebolire l’Iran, che presto avrà l’atomica e diventerà una seria minaccia per la sua esistenza, pertanto prima che l’Iran superi la linea rossa per l’atomica, Israele l’attaccherà, e quel giorno è suo interesse che sia isolata.

Tutte le favole che ci raccontano i media sono tutte fesserie, la realtà è ben diversa.   6-09-2013

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Alla prepotenza non c’è confine

I politici del Pd, i campioni della legalità, la setta antimafia, e la magistratura, con tono dei depositari della verità, affermano :” Le sentenze si rispettano”. Balle! Questa stronzata se la sono inventati perché gli conviene.

Quando emanano una sentenza, la pronunciano “in nome del popolo italiano”, e ora vorrebbero convincerci che il popolo non può commentare, criticare, e opporsi alle loro sentenze, che non sono imparziali e né neutrali.

Ormai sono un potere talmente forte, che condizionano la democrazia, le libertà civili e la vita del Paese. E’ stata resa pubblica la motivazione della sentenza scandalosa su Stefano Cucchi, i motivi sono aberranti, questi magistrati sono convinti che abbiamo l’anello al naso. La Corte che ha pronunciato e stilato la sentenza andrebbe licenziata dalla magistratura e processata.

Le foto evidenziano il bestiale pestaggio a cui fu sottoposto, con lo sciopero della fame aggravò le sue condizioni, per l’abbandono complice dell’area sanitaria. Ma furono le botte che lo hanno ucciso, perché se gli spostarono una vertebra, non furono carezze.

Addirittura scrivono nella sentenza: “ Legittimo pensare che Cucchi fu pestato”, ma non dalla polizia penitenziaria, bensì dai carabinieri, “il gioco delle tre carte”. Non hanno mandato neanche gli atti alla procura.

A suo tempo i carabinieri dichiararono ai Media di averlo consegnato integro e di essere pronti a dimostrarlo, nessuno li smentì, anche perché c’era un testimone nelle celle del tribunale che sentì il pestaggio, e poi gli fu confidato da Cucchi stesso. La magistratura, guardiana di questo sistema criminale, protegge anche la faccia feroce del potere che sono le varie polizie. I cittadini ne pagano le conseguenze, non avendo giustizia.

Per questo motivo non vogliono il reato di tortura, per essere sicuri dell’impunità. I cittadini temono la giustizia,non la rispettano, e ciò non è da Paese normale.   7-09-2013

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La disumanità della discrezionalità

Oggi è arrivata la triste notizia della scomparsa del padre di un nostro compagno, è venuto il brigadiere a portargli la notizia.

Quando muore un familiare, i congiunti informano la polizia che a sua volta la trasmette al carcere.

Un mese fa aveva chiesto un permesso di necessità per visitare il padre ottantaseienne in gravi condizioni di salute, gli fu rifiutato perché non imminente pericolo di vita.

Anche un paio di mesi fa un altro compagno aveva chiesto un permesso di necessità per visitare la suocera che ha pochi mesi di vita per un male incurabile, gli fu rifiutato perché non imminente pericolo di vita.

Neanche al capolinea della vita dei familiari viene adoperata quell’umanità che qualunque coscienza farebbe propria.

Prevale sempre la crudeltà della discrezionalità, di una feroce burocrazia che eleva la relazioni poliziesche a verità certificate, e l’interpretazione dei regolamenti ad arbitrio assoluto.   8-09-2013

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Le basi per le guerre future per l’acqua

Quelle odierne sono le guerre per il petrolio, in un modo o nell’altro c’entra sempre per l’energia un carbone fossile. Hanno già previsto che in futuro le guerre saranno per l’acqua, perché con il tempo le fonti di approvvigionamento diventeranno scarse. Le prime avvisaglie sono iniziate col Nilo, fonte di vita per l’Egitto, una cultura che si è formata sulle sue rive e con la sua acqua.

Il Nilo non nasce in Egitto, ma dal lago Vittoria nel cuore dell’Africa, e poi ci sono altri fiumi che l’ingrossano, il Nilo blu e il Nilo bianco che attraversano il Sudan e l’Etiopia.

L’Etiopia ha progettato quattro dighe, due sono già funzionanti, quando finiranno di costruire le altre due, diventerà il più grande esportatore di energia elettrica dell’Africa.

Con la terza diga chiamata della rinascita, diminuirà il flusso del Nilo in Egitto del 25%, questo causerà problemi vitali all’Egitto, dal canto suo l’ex presidente Marsi aveva già minacciato l’Etiopia di minarla o bombardarla.

L’Etiopia dal canto suo continua sulla sua strada a costruire questo mostro alto 240 metri e lungo 610 metri, con un bacino artificiale di 210 km quadrati, ci vorranno 5 anni per riempirlo, quando la diga andrà a regime produrrà 6000 megawatt.

La stanno costruendo gli italiani, che hanno costruito le altre due; la quarta la costruiranno i cinesi. Nel mondo di situazioni simili ce ne sono molte.

La Cina affamata di acqua e di energia, vuole costruire alcune dighe sul fiume MEKONG, il più grande dell’Indocina, nasce dal Tibet e attraversa tutta l’area, dove milioni di persone vivono in simbiosi con il fiume.

Dimezzarne la portata con le dighe, stravolgerà civiltà millenarie di milioni di abitanti di quella regione.

Prima che sia troppo tardi l’ONU dovrebbe intervenire nei Paesi dove vogliono costruire dighe gigantesche che cambieranno ogni cosa.   9-09-2013

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La prigionia

La prigionia la si può comprendere solo quando diviene esperienza personale, altrimenti la si può solo immaginare.

Ascoltavo in Tv l’intervista del giornalista della Stampa Domenico Quirico, sequestrato in Siria ad aprile dagli islamici e liberato qualche giorno fa. Ha confermato ciò che sanno tutti, la rivolta laica e democratica in Siria è morta, ora è tutta un’altra cosa.

Gli islamici di AL-QAEDA, con i finanziamenti dell’Arabia Saudita e le monarchie del golfo hanno preso il sopravvento, dove comandano loro hanno desertificato ogni cosa.

Solo gli americani e i francesi fanno finta di non capirlo; non gli è bastato quello che hanno combinato in Libia.

Lui e il suo compagno di prigionia, un giornalista belga, in prigionia hanno ascoltato dei discorsi tra i sequestratori sull’uso del gas, dove si capiva che non era stato ASSAD ma gli islamici; per indurre gli occidentali ad intervenire, lo stesso metodo adoperato in Libia.

Quello che mi ha colpito è stato il suo discorso sulla prigionia, ha detto che dopo questi cinque mesi lui non sarà più lo stesso, l’hanno cambiato profondamente.

Da una parte lo comprendo, perché qualunque prigionia lascia sempre una ferita nell’anima. La cosa che mi è difficile pensare, che lui non sappia le condizioni delle carceri italiane, della tortura del 41 bis, della pena di morte dell’ergastolo ostativo, delle pene più alte d’Europa, e del degrado schizofrenico nelle carceri e nei tribunali. Poteva almeno dire di comprendere chi è ristretto, avendone compreso la sofferenza della mancanza di libertà e delle piccole cose di cui si viene privati.

C’è gente seppellita viva da vent’anni nei regimi di tortura del 41 bis, più di cambiamenti sono lacerazioni psichiatriche permanenti, un’anima oscurata, e mancanza di rispetto della dignità e dei diritti umani.

Mi auguro che la sua esperienza lo faccia diventare più sensibile sulle prigionie del Paese.   10-09-2013

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Le censure complici

Sul quotidiano La Repubblica è stato fatto un reportage sulla storia del famoso atleta JESSE-OWENS, che alle olimpiadi di Berlino nel 1936 umiliò HITLER.

Stabilì quattro record e conquistò altrettante medaglie d’oro. Il partito nazista con le olimpiadi voleva stupire il mondo e dimostrare la superiorità della razza ariana, Owens li ridicolizzò imbarazzando la Germania hitleriana.

Uno degli atleti tedeschi LUZ- LONG, suo avversario nel salto in lungo, lo consigliò come saltare e si congratulò con lui pubblicamente per la vittoria, questo atteggiamento confidenziale fece indispettire Hitler.

Rimasero amici tutta la vita fino alla morte di Long nel 1943 in Sicilia, Owens rimase in contatto con la famiglia fino alla sua morte nel 1980.

Tempo fa su questo giornale, lessi due pagine sullo sbarco in Sicilia, uno scrittore siciliano aveva curato un libro sulle tante verità occultate in quei tragici giorni del 1943.

Il generale Patton, che tanti film hanno celebrato come eroe, era un megalomane criminale, aveva dato ordine di non fare prigionieri, gli americani ne uccisero a migliaia tra soldati tedeschi e italiani, tra cui anche la popolazione civile.

Altro che trionfale avanzata tra le ali di folla di siciliani. Un amico di Gela mi raccontava che le donne le nascondevano nelle cantine per non farle violentare, a migliaia subirono questi oltraggi.

Il libro dello scrittore riguardava episodi di questi massacri, tra cui quello di un aeroporto, ora mi sfugge il nome.

Il tedesco LUZ-LONG, era di servizio con la sua unità alla sua protezione. All’arrivo degli americani, tedeschi e italiani combatterono atrocemente, alla fine dovettero soccombere e arrendersi,tra cui LONG, erano rimasti un centinaio furono allineati e massacrati, sia tedeschi che italiani.

Pagò un sergente americano con qualche anno di carcere.

In questo reportage censurarono la verità, scrivono “nel 1943 LUZ morì combattendo in Sicilia”. Non è vero, perché la verità è che fu massacrato a sangue freddo dopo essersi arreso, dagli americani “liberatori”.   11-09-2013

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La retroattività di “casta”

Da giorni non si sente parlare d’altro che di Berlusconi e della retroattività della legge Severino; ormai i problemi del Paese vengono identificati con quelli di Berlusconi.

La legge Severino l’ha votata Berlusconi, e il ministro Severino l’ha voluto lui.

Sia lui che tutta la politica, dimenticano le leggi che hanno fatto, il duo Alfano- Berlusconi, che della retroattività se ne sono sempre fregati. Dell’ergastolo ostativo, alla legge sul sequestro dei beni per citarne alcune.

Berlusconi e la sua combriccola non si sono mai preoccupati della retroattività che colpiva i cittadini, sicuri che loro non venivano scalfiti.

Il sommo poeta scrisse: “ Chi è causa del suo male pianga se stesso”.  12-09-2013

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Censura sui crimini contro la democrazia

Notizie che hanno rilevanza per i diritti umani e la democrazia, che hanno fatto vergognare il Paese davanti al mondo intero, il quotidiano “La Repubblica” l’ha relegata all’’interno, in un trafiletto di 16 x 4,50 vicino ai numeri del lotto, per leggerlo bisognava capire prima di che cosa si trattava.

La Cassazione ha scritto nella sentenza che nella caserma di Bolzaneto al G8 di Genova nel 2001, fu accantonato completamente lo stato di diritto, le vessazioni furono continue, con la negazione di cibo e acqua.

I momenti di violenza non si alternavano a periodi di tranquillità, ma l’esatto contrario. Nessuno dei 40 imputati sarà licenziato, per l’assenza del reato di tortura.

Quattro medici responsabili di comportamenti inumani, i loro ordini stanno “valutando” provvedimenti disciplinari sic.

Il comitato Verità e Giustizia per Genova ne ha chiesto la radiazione.

Per capire le nefandezze che commisero le varie polizie al G8 di Genova nel 2001, bisognerebbe leggere il libro dell’infermiere penitenziario Marco Poggi “IO-L’INFAME-DI-BOLZANETO”, si comprenderà l’aberrazione dei metodi cileni delle polizie e di una politica fascista che diede l’ordine e coprì ogni cosa.   13-09-2013

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Oppressione dei diritti civili

Finalmente anche la casta politica si è accorta che gli obiettori di coscienza riescono ad affossare la legge sull’aborto.

Alcune deputate, sono andate all’ambulatorio della Camera dei Deputati per avere la prescrizione della pillola del giorno dopo, il medico ha risposto di no perché è un obiettore di coscienza, il medico di turno successivo ha detto la stessa cosa.

Hanno fatto il giro di varie farmacia senza fortuna, la ricetta gliel’ha fatta un parlamentare medico.

Si sono rese conto che l’obiezione di coscienza è diventata una vera epidemia, senza che ci sia un’alternativa.

Pur rispettando chi la pensa diversamente, ma ciò non può diventare un’imposizione verso la maggioranza della popolazione.

Lo Stato dovrebbe garantire tutti, se ciò non avviene significa che la legge è sbagliata e va cambiata.

I propri convincimenti, che siano religiosi,politici, o di qualsiasi natura, devono essere personali e non imporli agli altri.

Chi lavora per lo Stato deve servire tutti, chi non lo fa va licenziato.    14-09-2013

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Il buco nero dei pentiti

Un uomo tornando a casa da lavoro non ha trovato né la moglie né le figlie, si è recato dai carabinieri per denunciarne la scomparsa, e gli stessi gli dicono che sono in una località segreta, perché la moglie era l’amante di un malavitoso barese che si era pentito, e la moglie lo ha seguito nel programma di protezione con le figlie.

Per compiacere un pentito, l’apparato della repressione fa qualunque cosa, anche togliere le figlie a un uomo mentre lavorava, senza neanche consultarlo.

Essendo il fatto verificatosi a Bari, si è rivolto al TAR pugliese, che ha accolto l’istanza e disposto che le bambine tornino subito a casa dal padre.

Gli auguro che con questa sentenza sia finita la sua odissea.   15-09-2013

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Il potere della rete

La rete ha una potenzialità enorme, sfruttata  solo in minima parte, sia per ignoranza che per interesse di parte e sia perché la burocrazia non vuole perdere il suo potere.

In Svezia esiste un sistema sanitario informatizzato, i dati dei pazienti sono condivisi da tutti gli operatori, strutture sanitarie, guardie mediche, ospedali, in modo che i medici, infermieri e specialisti possono consultarli con un semplice click.

Tutto ciò accelera ogni cosa, perché in un attimo l’operatore conosce tutto del paziente, principalmente nei pronto soccorsi dove è necessario sapere subito tutto del ricoverato d’urgenza.

I pazienti non hanno bisogno di portarsi dietro certificati e cartelle cliniche, né tantomeno i medici devono richiederle in qualche struttura. Questo consente che le richieste di esami, consulenze ecc.., e le risposte sono fatte e spedite tutte tramite la rete.

Esiste già la ricetta elettronica, ciò impedisce che il paziente perda la prescrizione, o che il farmacista non riesca a leggere la calligrafia.

Un sistema come questo in Italia, agevolerebbe la vita dei cittadini, eviterebbe quelle lunghe file di inciviltà per le visite specialistiche, limiterebbe l’arroganza degli impiegati ed eliminerebbe tutto il marciume della sanità.   16-09-2013

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Le pedofilia istituzionale

In Yemen una bambina di otto anni è stata data in sposa o meglio dire venduta a un uomo di 40 anni, è morta per un’emorragia interna la prima notte di nozze.

Le autorità negano, ma un giornalista freelance yemenita MOHAMMED – RADMAN ha denunciato e rivelato questo infame episodio, confermato anche dal centro yemenita per i diritti umani, dall’ UNICEF, e la notizia è rimbalzata in decine di siti in rete.

La bambina si chiamava RAWAN, era stata venduta dal patrigno per 2000 euro.

Tempo fa un’altra bambina stava facendo la stessa fine, ma fu salvata dallo zio, e il suo video che denunciava questo fatto fece scalpore in tutto il mondo.

Purtroppo questa piaga ignobile continua in tutta la penisola arabica, e nessuno degli stati del luogo prende provvedimenti per porre termine a questa nefandezza che li squalifica come società.   17-09-2013

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La viltà riabilitativa

Dopo il vergognoso comportamento del capitano Schettino e di una parte degli ufficiali nell’affondamento della Costa Concordia all’isola del Giglio, oggi tutto il mondo ammira come sia stata rimessa in piedi la nave, adagiata su un fianco. In circa 24 ore hanno raddrizzato la Concordia, un metodo applicato per la prima volta in assoluto, che sicuramente farà scuola nel mondo.

Tutti ricordiamo la telefonata in cui il comandante De Falco intimava a Schettino di risalire sulla nave e coordinare i soccorsi, non lo fece facendo prevalere la sua viltà, condannando 32 persone alla morte per annegamento nel naufragio, causato per un atto di vanità, il cosiddetto inchino.

Purtroppo gli inchini di questi giganti del mare continuano, come nulla fosse successo; proprio nei mesi scorsi gli abitanti di Venezia si lamentavano perché queste cittadine solfeggianti andavano a spasso nel canale della città, con tutti i suoi monumenti, in caso di incidente possono causare un disastro. 18-09-2013

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Disinformazione strategica mediatica

Alfredo mi ha spedito un’intervista da lui fatta a una blogger italo – egiziana JASMINE BARAEM vissuta fino ai 18 anni in Italia e ora vive da 16 anni in Egitto.

Quando è iniziata la rivoluzione in Egitto, lei ha aperto un blog per raccontare quello che succedeva nel Paese, e ha partecipato alle manifestazioni nelle strade.

Da quello che dice lei, i media hanno disinformato tutto il mondo, facendo passare per eroe un generale criminale e l’esercito come eroe della patria, non è vero, ha ordinato massacri e l’esercito ha eseguito.

I fratelli musulmani sono stati usati facendo affidamento sulla loro ottusità, alla fine gli hanno fatto fare la fine degli stupidi.

In conclusione ne hanno pagato le conseguenze il popolo, ha fatto la rivoluzione e ora si trova peggio di quando era sotto la dittatura di Murabak.   19-09-2013

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Uno dei migliaia di innocenti meridionali

Nel 2004 Giovanni De Luise era un ragazzo di 22 anni, incensurato senza aver preso mai neanche una multa, in un agguato di camorra rimase ucciso il fratello; erano i tempi della faida di Secondigliano.

Quando l’informarono della morte del fratello, corre all’obitorio, lì viene a sapere che alcune ore dopo avevano ucciso un tale Marino Massimo, c’è la sorella e lui le fa le condoglianze, subito dopo viene arrestato. La donna lo indica come il killer del fratello, l’avrebbe ucciso per vendicare il fratello. Continuerà a farlo in tribunale, affermando che l’aveva visto uccidere il fratello.

In primo grado la condanna a 22 anni, la procura si appella perché la condanna la riteneva bassa, ma in secondo grado l’accusa gli propone una sorta di patteggiamento, se confessa gli riducevano la pena a 16 anni, meno i 3 dell’indulto del 2006, arrivava a 13 anni, una condanna minima per un reato che prevede l’ergastolo, da questo si evince che la procura sapeva della sua innocenza, ma come succede in questi casi non voleva fare brutta figura; ci tengono al dogma dell’infallibilità, come i papi. Forte della sua innocenza, rifiutò l’accordo proposto dalla procura.

Gli confermarono la pena, e ciò successe anche in cassazione; ormai un notaio che timbra.

Lui evidenzia la distorsione del sistema, da una parte la procura vuole una condanna più alta, ma poi tramite l’avvocato vuole patteggiare una condanna minima; l’illegalità del sistema.

Con amarezza sottolinea che gli hanno tolto 8 anni e 8 mesi di vita, che nessuno potrà più ridargli.

Nella sfortuna, la sua fortuna è stata che l’autore dell’omicidio si è pentito autoaccusandosi del reato, ma anche che sia rimasto vivo in tutti questi anni se fosse morto non avrebbe mai avuto la possibilità di dimostrare la sua innocenza e uscire dal carcere.

Con dolore ricorda i testimoni andati in tribunale per scagionarlo, furono tutti denunciati per falsa testimonianza, addirittura il suo datore di lavoro fu arrestato perché ritenuto colluso e omertoso. Fa tre considerazioni che condivido in toto: La prima è che il sistema giustizia sbagliato perché non c’è parita tra accusa e difesa. La seconda che le persone che finiscono nel tritacarne delle procure non hanno più voce, sia nei processi che nelle carceri. La terza che nelle carceri ci sono migliaia di innocenti come lui.

Conclude con un pensiero degno di ammirazione, perdona per il male subito, la sorella della vittima che l’aveva accusato puntando il dito.

Il vero colpevole somigliava molto a lui; per questo motivo in America le accuse di riconoscimento, come i confronti, non hanno più validità di prova regina, sono un indizio sul quale indagare, come le intercettazioni, ma purtroppo siamo in Italia e nel Meridione, dove i diritti sono variabili.  20-09-2013

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L’’ipocrisia culturale religiosa

In Egitto un bacio tra due ragazzi postato su Facebook ha fatto scandalo, come una sfida all’islam.

AHMED-EL-GOHARY di 38 anni, attivista egiziano che lavora per una delle principali ONG del Paese “Il centro del Cairo per i diritti umani”, ha fatto questa foto con un’amica egiziana.

Anche i suoi amici si sono dimenticati tutti i problemi del Paese e si sono fermati a polemizzare sulla foto che mostra un semplice bacio.

Ha ricevuto insulti da più parti, anche appoggi, alcuni amici gli hanno intimato che se non toglie la foto dalla rete, finirà la loro amicizia perché non è un buon musulmano.

L’attivista per i diritti umani replica, non vogliono capire che così si violano le libertà civili. Si meraviglia che dopo una rivoluzione che ha scosso dalle fondamenta il Paese, la gente ha ancora questa mentalità retrogata.

Si scandalizzano di un bacio e non reagisce ai massacri dell’esercito e della polizia.

Sia gli islamici che il potere attuale non rispettano le libertà individuale e né i diritti umani, per questo motivo è molto pessimista per il futuro del Paese.

La cosa importante è che ci sono persone come lui; i semi germogliano e danno frutti.   21-09-2013

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2 pensieri su “Diario di Pasquale De Feo- 22 agosto – 21 settembre

  1. Giuseppina Zito in ha detto:

    ciao Pasquale sono contenta di sentirti, sai ormai mi sono abituata a ricevere sempre del nuovo, sei peggio di una radio trasmittente, certo so che non è facile , ma tu sei un guerriero, uno che non si ferma limitandosi per il suo spazio, cosi ti muovi e cogli ogni occasione, dove i tuo occhi puntano e che catturano, informazioni utili atti a svegliare chi si è alloccato con quelle informazione ricevute e non è capace di guardare da solo, diciamo una spolverata per trovare del nuovo e che retratti il vecchio .
    C’è un diritto al sapere , l’informazione , che viene spesso calpestata , Informazione superficiale, quando, non manipolata. Cronache generiche che non vanno al fondo dei problemi, non aiutano a cogliere le cause , così eccoti tu pronto a farci guadare le cose in profondità, partendo sempre dalla storia , delle persone, dalla verità dell’umo, lasciando da parte semplificazioni, etichette, pregiudizi .
    Ti lascio con un pensiero di Fabrizio De Andre, dove dice ho trascorso tanti inverni, tanti notti al freddo , con lo stomaco vuoto, e ho capito che è facile parlare di legalità, di giustizia , di pace e di diritti dietro una scrivania.
    Altro cosa è stare nella situazioni, viverle sulla tua pelle, metterti, non solo teoricamente, nei panni degli altri.
    Nella mia vita , non ho mai usato le <>.
    Se una persona fa delle cose sbagliate bisogna richiamarla alle sue responsabilità, ma bisogna anche offrirle , l’opportunità di cambiare .
    Scommettere sulle persone , è sempre questa la chiave …
    Ti ammiro per questo, ciao amico a presto , sai tra noi non c’è porta che vieta l’entrata, ho un cuore hai un cuore …

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    Finalmente riesco a leggere il tuo diario che è postato forse da ieri ma non ce l’ho proprio fatta purtroppo. Ma stasera l’ho fatto e come sempre ho bevuto tutto quello che scrivi. Sei grande Pasquale e ogni volta scopro delle cose che non sapevo, Sei la mia Treccani a fascicoli praticamente. Ti abbraccio con la stima di sempre e mi leggerai presto ma non sul blog. Ciao Maestro

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