Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Viaggio nel 41 bis- dell’avvocato Maria Brucale

41bis

Il 41 bis è un tema che ci è sempre stato a cuore.

Il 41 bis è forse il simbolo per eccellenza della degradazione del nostro sistema giudiziario.

Il 41 bis è tortura.

Per anni l’imperativo è stato… esaltare il 41 bis, squalificare le poche voci critiche, creando intorno ad esse un’aria di sospetto e di ambiguità.

Se sei contro il 41 bis sei timido verso la criminalità organizzata. Questo diceva il ricatto morale.

Ho chiesto all’avvocato Maria Brucale, grandissima conoscitrice dell’argomento, di parlarcene. Di scriverci le sue riflessioni.

Questo è il testo che chi ha inviato.

Un testo di ampio respiro.

A cui ne seguiranno altri, che rappresenteranno una sorta di “viaggio nel 41 bis”.

——————————————————————————————————-

41 bis dell’ordinamento penitenziario – detenzione “speciale”.

 Norma emergenziale o tortura di stato?

23 maggio 1992, muore Giovanni Falcone; 19 luglio 1992, muore Paolo Borsellino.

La Sicilia sanguina, da dentro. Chi non si era accorto che la mafia ci fosse, che permeasse il tessuto sociale, che serpeggiasse nei mercati, negli uffici, nelle scuole, nelle chiese, è stato svegliato da un fragore di bombe. Adesso tutti vedono. Si leva un coro, un’apparenza unanime, un grido scomposto di risveglio, una speranza di consapevolezza. Poi il buio. Alle esplosioni segue il silenzio, quasi sempre.

Lo Stato sepolto dalle ceneri dei suoi eroi affonda il proprio volto colpevole in leggi emergenziali. Il 41 bis.

Il trattamento penitenziario, ciò che umanizza il carcere offrendone la polverosa apparenza giustificatrice di strumento di rieducazione e di reinserimento, può essere sospeso in tutto o in parte, nei confronti di detenuti che, in situazioni di vistosa emergenza, destino particolare e motivato allarme per l’incolumità pubblica.

L’emergenza uccide la Costituzione col ricorso a concetti di discrezionalità amministrativa: la perequazione di interessi pubblici. A fronte di un interesse dominante, l’incolumità pubblica, si pone un interesse, i diritti supremi dell’uomo, alla salute, all’espressione del pensiero, alla famiglia, che può essere mortificato.

Guai a dire che tale metodo è abominevole. L’orrore di quelle morti è troppo lacerante, troppo profondo.

E’ l’emergenza. Nessuno prova intimo turbamento a pensare mortificati e annichiliti i diritti di chi è additato come artefice di quell’orrore. Nessuno è ferito dalle nefandezze di carceri come Pianosa e l’Asinara perché colpiscono uomini mostrati spogli della loro umana natura. E’ la legge del taglione.

Lo Stato mostra la propria forza e al popolo assetato di vendetta, sventola con orgoglio la tortura delle nostre Guantanamo.

Il 41 bis, come strumento di repressione e di prevenzione, mira ad evitare la perdurante capacità dei capi mafia, di veicolare all’esterno delle carceri i loro messaggi di comando. Questo ne è il senso palese.

Tale necessità comporta, in pratica, che il detenuto in 41 bis possa ricevere dall’esterno meno vestiti e meno cibo; possa trascorrere meno tempo all’aperto; possa incontrare solo i detenuti della sua sezione detentiva; non possa avere un fornelletto in cella per cucinare alcunché; debba sottoporre a censura la corrispondenza che invia e che riceve; debba attendere tempi infiniti se ha bisogno di un medico esterno finché è autorizzato dal D.A.P., debba vedere i propri familiari per una sola ora al mese dietro un vetro divisore o, in alternativa, possa chiamarli al telefono, presso altro carcere, per dieci minuti.

Se il detenuto in 41 bis è padre o madre, potrà toccare i suoi bambini minori di dodici anni. Sarà un agente penitenziario a porgerglieli, attraverso la finestra che si può aprire nel vetro divisore e che viene immediatamente dopo richiusa. Solo per dieci minuti però, scaduti i quali, il feroce passaggio si ripete. Dalle braccia del padre, della madre, il bambino verrà strappato. Dieci minuti. In un mese.

21 anni dopo

A seguito di due riforme normative e di numerosi rimbrotti da parte della Corte Europea che ricorda all’Italia il carattere emergenziale della misura afflittiva e la necessità che la stessa non si protragga a carico di un soggetto per tempi illimitati in assenza di specifiche, motivate, ed attuali situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblici, il 41 bis è entrato in modo permanente nell’ordinamento penitenziario e, diversamente dalla sua iniziale spinta giustificatrice, è esteso a ben più ampie categorie di detenuti.  Basta la mera partecipazione a un sodalizio, contestata con un’ordinanza di custodia cautelare, perché un soggetto, ancora solo indagato, venga attinto dalla speciale misura restrittiva.

Appare di immediata evidenza come il 41 bis abbia smarrito il suo originario senso risultando chiaro come non miri più a impedire il passaggio di comunicazioni vietate e pericolose ma si palesi come uno strumento di punizione suppletiva che non trova giustificazione neppure emozionale nel sangue orridamente versato dei compianti Magistrati.

Nessuna correlazione si rinviene tra esigenze di tutela e vessazioni serenamente fini a se stesse.

Troppo lampante è l’inutilità a fini di prevenzione, del ridimensionare l’aria, il vitto, l’abbigliamento, la possibilità di cucinare; di essere curati; il tempo da trascorrere con i propri congiunti; i minuti contati da un agente che vigila e che si aggiunge all’occhio fisso della telecamera per tenere in braccio un bambino. Oggi che tutto è ascoltato, video registrato, spiato.

E se un familiare è troppo vecchio, stanco o malato per raggiungere carceri situate in luoghi sempre lontanissimi, potrà vivere il legame con il proprio congiunto recandosi presso il carcere più vicino e attendendo una telefonata, di dieci minuti, una al mese.

La gente le sa queste cose? Non credo.

Molti non le sanno. Alcuni le sanno e le giustificano per un intimo, becero, triste bisogno di punire, di non guardarsi dentro, di non spingersi oltre, di credere che se al male si risponde col male la coscienza sia paga.

Il male crea male, sempre. Che idea dello Stato avranno quei bambini strappati dalle braccia del loro padre da un uomo nero con la divisa azzurra?

Maria Brucale

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

5 pensieri su “Viaggio nel 41 bis- dell’avvocato Maria Brucale

  1. Giuseppina Zito in ha detto:

    Grazia Maria Brucale, quello che hai scritto e meglio del Vangelo , dettagliato , vero e trasparente, per chi è addentrato a ricevere certi messaggi, che non fanno che aumentare lo sdegno verso chi ha proposto questa macchina repressiva che toglie la possibilità della speranza…resto impietrita per i dolori che causa a chi le subisce ma dico sempre ” u cunto arriverà un giorno anche per loro “…
    Non lancerò sassi neanche al mio nemico, siamo umani !!! Ma ho i miei dubbi …

  2. rossana in ha detto:

    ho salvato sul mio pc questo eccellente disquisire sull’argomento del 41 bis perchè lo voglio leggere con calma e farlo leggere soprattutto. Ringrazio Maria Brucale e concordo con lei quando scrive che il male genera altro male.. anche se l’uomo questa riflessione non la fa sua molto spesso..

    • benedetto in ha detto:

      nell’immagginario collettivo la gente immaggina le carceri come un grande hotel perchè questo i nostri politici lasciano intendere alla popolazione :la gente immaggina che il carcere sia tutta una spaghettata o una beauti farm dove ci sono palestre campi sportivi biblioteche ecc.ecc. non dicono le condizioni di vita che ha una persona detenuta con il 41 bis non dicono chiaramente che è una tortura psicologica per convincerti ad essere un delatore ,non dicono neanche cosa fondamentale per me che che il 41 bis non viene applicato a te tanto detenuto ma anche alla tua famiglia privando essa degli affetti più elementari quali quelli di poter avere un contatto affettivo con i tuoi familiari:Potrei stare qua a scrivere per ore a raccontare la vita del 41bis essendo stato definito nel lontano 92 nel decreto Martelli uno degli uomini più pericolosi d’Italia e deportato sull’isola di Pianosa premetto da incensurato ed in attesa di giudizio oggi assolto di tutto e con una vita distrutta.

  3. Alessandra lucini in ha detto:

    E’ vero, la gente non sa tutto questo, ma cercheremo di dirlo a tutti

  4. Sergio in ha detto:

    Ma credo che informare la gente sia impossibile.
    I giornali sono assolutamente allineati nel non divulgare ogni tipi di informazione che possa far nascere dubbi sulla leggittimita’ dell’art. 41. In Italia questo e’ argomento tabù. Se si prendono delle argomentazioni valide subito si pio essere additati come mafiosi o collusi.. Allora chi c’è lo fa fare?? Credo che dovremmo parlare e discutere di questo regime per il bene del nostro paese e dei nostri figli.
    Si può combattere la mafia senza applicare un regime tanto disumano quanto atoce.
    Non è solo la detenzione e le ristrettezze innumerevoli, ma quello che nn si vede, credetemi e’ più terribile!!
    Parlo perché ho vissuto in prima persona queste atrocità. Non da detenuto ma da familiare. Se qualcuno si ammala in carcere con questo regime potrebbe essere lasciato da solo ad affrontare la malattia. Il pregiudizio terribile con il quale questi detenuti (anche se colpevoli di odiosi reati) vengono trattati, e’ degno dei paesi del terzo mondo.
    Tutti fanno finta di niente giornalisti, politici e anche i nostri giudici che dovrebbero vigilare sul corretto funzionamento dell’ordinamento giuridico.
    I politici poi non fanno altro che utilizzare la lotta alla mafia per avere solo consenso e a parere mio a distogliere l’attenzione su altro.
    L’Europa non vuole questa legge perché immorale incivile e anche vessatoria.
    Una legge mafiosa per distruggere la mafia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: