Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Emilio Quintieri sulla vicenda del ministro Cancellieri e della detenuta scarcerata

Cancellieri

L’amico Emilio Quintieri, ha scritto una riflessione sulla recente vicenda che ha generato una pioggia di polemiche sul Ministro della Giustizia Rosanna Cancellieri, per essersi attivata per fare passare dalla carcerazione preventiva agli arresti domiciliari Sonia Ligresti, ragazza, tra l’altro, che in passato aveva sofferto di anoressia, e che in carcere aveva smesso di mangiare.

Considero importanti le riflessioni che, al riguardo, il nostro Emilio fa.

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In Italia, tanti Illustri Avvocati, invece di indignarsi e di protestare perché ancora oggi, specie nelle Carceri e nei confronti dei detenuti che si trovano in custodia cautelare in attesa di giudizio, vengono praticati quei metodi di indagine inquisitoria che esistevano come procedimento legale fino alla metà del XVIII secolo nei giudizi penali, prima che fosse abolito per merito soprattutto di Cesare Beccaria, si indignano e protestano vibratamente perché il Ministro della Giustizia, dopo aver ricevuto una segnalazione di una persona detenuta in condizioni incompatibili con lo stato di restrizione carceraria, l’abbia “girata” al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per quanto di competenza.

E’ noto a tutti che, ancora oggi, nella procedura penale, la tortura è un mezzo probatorio nonostante sia illegale e proprio per questo motivo non si vuole introdurre il delitto che punisce tale comportamento nel Codice Penale perché i primi ad essere puniti sarebbero gli Agenti ed Ufficiali di Polizia Giudiziaria ed i Pubblici Ministeri.

E’ noto a tutti che lo strumento della custodia cautelare venga utilizzato in maniera spregiudicata per costringere la persona indagata/imputata a rendere dichiarazioni auto ed etero accusatorie approfittando delle condizioni psicofisiche e delle circostanze di tempo e di luogo.

Questi Illustri Avvocati che oggi fanno tanto rumore contro il Ministro Anna Maria Cancellieri mi domando cosa abbiano mai fatto e cosa faccino attualmente per far cessare questi metodi illegali da parte delle Forze di Polizia e della Magistratura Inquirente.

I comportamenti di questi Avvocati, invero, da tempo sono assai noti. Li denunciò persino in Parlamento nel 1948 Piero Calamandrei, un grande Giurista e Deputato Socialista. 

” … Gli Avvocati interpellati mi hanno risposto in via confidenziale, ma mi hanno fatto promettere di non dir pubblicamente i loro nomi, perché essi sanno che se, nel rivelare quei metodi, precisassero dati e circostanze, verrebbero a danneggiare i loro patrocinati : li esporrebbero a rappresaglie, a persecuzioni, forse a imputazioni di calunnia, perché di fronte alle loro affermazioni non si troverebbe il testimone disposto a confermare che quanto dice l’imputato è vero. Accade così che il difensore, anche quando sa che il suo patrocinato è stato oggetto di vera e propria tortura per farlo confessare, lo esorta a sopportare e a tacere, a non rivelare in Udienza quei tormenti ai quali, in mancanza di prove, i Giudici non credono. Ho parlato di questo anche con qualche Magistrato, anche con Giudici istruttori. Uno di essi mi ha detto : “Mi sono trovato talvolta di fronte a casi inesplicabili. Ho visto, per esempio, studiando i verbali raccolti dalla Polizia, un imputato che in dieci verbali si è mantenuto sempre negativo; all’undicesimo verbale, improvvisamente, ha fatto una confessione piena e particolareggiata; ma al dodicesimo verbale si è ritrattato e in seguito si è mantenuto ostinatamente negativo. Allora ho interrogato l’imputato per chiedergli il perché di questi mutamenti e quello mi ha risposto : “quando fui libero di rispondere secondo verità dissi di no : ma una volta, quella volta, non potei reggere al dolore : e dissi di si”.

Quindi, consiglierei a questi Illustri Avvocati, che oggi fanno tante chiacchiere sul Ministro Anna Maria Cancellieri di adempiere al meglio ai loro doveri e visto che sono presenti numerosi nei due rami del Parlamento di adoperarsi a legiferare per porre fine a questi insopportabili abusi da parte delle Forze di Polizia e della Magistratura Inquirente, introducendo il delitto di tortura nel nostro Ordinamento rivendendo anche l’uso e l’applicabilità delle misure cautelari custodiali e delle intercettazioni telefoniche e ambientali in applicazione di quei diritti fondamentali inviolabili sanciti dalla Costituzione e tanto sbandierati da tutti quanti.

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2 pensieri su “Emilio Quintieri sulla vicenda del ministro Cancellieri e della detenuta scarcerata

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Emilio è una persona molto equilibrata e non posso che dargli ragione

  2. Giuseppina Zito in ha detto:

    anche per me, la stesura di questa lettera , merita riflessioni positivi che va al nostro amico Emilio…

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