Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Una barca… di Paolo Amico

pescarenico la barca antica

Tramite la nostra Grazia Paletta ci giunge questo piccolo ma intensissimo pezzo di Paolo Amico, detenuto a Parma.

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UNA BARCA 

 In un tempo non molto lontano, ero una barca da pesca e vivevo giorni felici e spensierati, a pensarci ora.

All’ alba uscivo, lenta e silenziosa, pronta a solcare il mare. Agile e fiera, puntavo la mia prua verso levante, nell’attesa che i primi raggi di sole si mettessero a giocare con le onde. Era il momento più bello, tutto si colorava di rosso e io stessa sembravo vestita di porpora. La sera tornavo, sazia di pesce, e sonnecchiando mi dondolavo nell’attesa di un meritato riposo.

Passavano i giorni, così come lenta e inesorabile trascorreva la mia giovinezza. Le mie ossa cominciavano a scricchiolare e facevo fatica a solcare le onde. Forse era giunto il momento di fermarmi, ma non era questo il mio destino, qualcosa di spaventoso mi attendeva.

Una sera me ne stavo a sonnecchiare, ormai da tempo inattiva, quando ad un tratto sentii voci sommesse e un lampo di speranza mi diede vigore. Pensai: “Ecco, torno a solcare il mare, a seguire la luce che splende come diamante tra le onde”.

Ma, ahimè, quasi subito mi accorsi del peso che gravava sulle mie spalle. Come già era accaduto ad altre mie compagne, qualcuno mi fece strumento delle mie speranze, ora toccava a me piangere il dolore in quella oscurata costa. Come una ladra, silenziosa ed in punta di piedi, ripresi la vecchia via, con un peso che a stento ora sopportavo. Mi avviai verso una rotta a me familiare, ma stavolta non a pescare. Andavo a scaricare un’orda disperata, agognante un nuovo destino.

Silenzio nella notte, rotto solo dal pianto disperato. Non più un diamante da solcare era il mare, ma un diavolo spumoso e imbufalito che mi voleva inghiottire. Anche il giorno fu notte, con il suo cielo livido e grigio. Arrancavo in vita della speranza, quando all’improvviso una voce rabbiosa mi mise paura. Ebbi appena il tempo di vedere uno strano e scabroso metallo che una sorella imperiosa mi colpì al fianco. Andai a fondo con il mio prezioso e disperato carico, e quel riposo che tanto attendevo si sporcò di dolore.

Ora riposo su un fianco, nei fondali di una costa e quando la liquida coltre è calma e trasparente osservo le stelle, ma il mio pensiero torna sempre a quel tempo, al mio ultimo viaggio e il mio riposo si fa tormento.

Avrei voluto affondare nel mio letto, con il saluto delle sorelle a sirene spiegate, ma una sprezzante “civetta ha fatto di me una tomba.

Eccomi, ormai in frantumi, a raccontare il mio passato. I miei resti offrono riposo. Questo è il destino che mi è toccato dopo una vita trascorsa a rincorrere il sole di giorno e  a guardare le stelle, cullandomi, di notte.

Quando credo di essere stata dimenticata, ecco una sorella che, nell’avvicinarsi al mio letto, suona una sirena per ricordarmi chi ero.

Felice e sorridente torno a dormire, ma nel mio cuore vesto il rimpianto di non essere solo ricetto delle creature dei mari, ma eterna dimora  per gli uomini.

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2 pensieri su “Una barca… di Paolo Amico

  1. Giuseppina Zito in ha detto:

    Mio caro Paolo la tua barchetta, ti ha fatto viaggiare, e tu l’hai seguito, ho lei ha seguito te, insieme vi siete fatti compagnia, in quel viaggio dove il bello e il brutto avete visto assieme, e dopo un un giù, c’è stato un su, movimentato , da onde , sussulti, speranze, ribellione , e poi abbandono di accettazione se bene a malincuore, senti che stai per dimenticare e dimenticarti , ma ecco un suono ti desta , lei sorride tu ricambi e giù in quel sonno , dove luci e suoni cessano, ma tu continui a respirare, ricordandoti che il viaggio continua , e chi lo sa in quale altra avventura verrai catapultato, ora svegliati ci siamo e respiriamo, fino a che ci sarà sciato siamo vivi.
    Coraggio, e complimenti per la tua storia, ciao 😉

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    Complimenti Paolo, è davvero una bella pagina quella che hai scritto, commovente e ben scritta, aspetto altre pagine come questa e ti mando un caro abbraccio

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