Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Carcere di Sulmona; buona volontà della Direzione e degli operatori.. di Salvatore Diaccioli

Sulmona

Salvatore Diaccioli è uno di questi detenuti che fino a poco tempo fa erano detenuti  a Carinola e poi sono stati trasferiti in varie carceri, soprattutto a Sulmona.

E’ preziosa questa lettera di Salvatore.

Su Sulmona grava da sempre una cupa atmosfera e un evento tragico. Nel 2011 la Direttrice Armida Miserere -che veniva chiamata il “colonnello”; per il suo carattere duro, e perché credeva che gli interventi di risocializzazione fossero stupidaggini- si tolse la vita con un colpo alla testa. Durante la Direzione di Armida Miserere – che era in fin dei conti una donna sola e con il grande dolore, alle spalle, dell’uccisione del compagno alcuni anni prima- Sulmona fu un carcere “duro” verso i detenuti. E anche dopo continuò un clima di rigidità, che sembrava quasi “intrinseco”, sembrava quasi che non si potesse che avere un tale “stile” di detenzione a Sulmona, pur cambiando i nomi e i volti.

Negli anni comunque, ci sono stati tanti suicidi, che hanno contribuito a mantenere la nomea oscura su questo carcere.

Salvatore ci racconta, con l’esperienza di quattro mesi di detenzione, come coloro che si occupano attualmente del carcere, l’attuale Direzione e gli attuali operatori, stiano facendo del loro meglio per rendere, nonostante alcuni limiti oggettivi, questo carcere vivibile, e i detenuti rispettati come… persone.

E’ qualcosa che apprezziamo e che speriamo continui.

Di seguito la lettera che Salvatore ci ha inviato.

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Cari amici del Blog

Pensavate che mi fossi dimenticato di voi? Ebbene no, mi dovete sopportare ancora, sperando che vi faccia piacere. 

E’ mio dovere informarvi che quando non scrivo non è perché non abbia più voglia di farlo, anzi, se pensate questo, toglietevelo dalla testa. Non scrivo con più frequenza perché, da quando sono arrivato in questa casa di reclusione, il computer mi è stato sottratto e non so quanto tempo dovrà passare perché io possa riaverlo. Ogni istituto di pena ha il suo regolamento interno e, sebbene io ancora non lo abbia letto, nonostante abbia fatta più di una richiesta per prenderne visione, sino ad oggi non è stato possibile. Chi sa, magari più avanti…. (parola incomprensibile) le cose si ottengono. Però per ogni cosa ci vuole il suo tempo.

Ecco, questo è uno dei primi motivi per cui non scrivo con più frequenza. Inoltre a volte ho poco da dire, e quel poco adesso voi già lo conoscete.

Comunque, nel frattempo, quando non scrivo medito e immagino quello che devo scrivere e inviare al blog. 

Ebbene, è doveroso sapere che, da una prima analisi che ho concluso  da quando mi trovo ristretto nella casa di reclusione, è abbastanza positiva in alcuni aspetti, e altrettanto negativa in altri.  Da premettere però che, al 90%, non è per colpa della direzione. Anzi, posso dire che la direzione è molto disponibile al dialogo. Affermo che dal semplice agente scelto fino ad arrivare al commissario c’è molta professionalità. Ho notato che qui non c’è oppressione di nessun genere. In gran parte sono cortesi e gentili. Certo, c’è sempre quello ottuso e autoritario, ma nella massa non si nota; e poi questo non ci deve stupire, perché anche fra noi detenuti ci sono questi soggetti. 

Allo stato attuale il posto del Direttore è vuoto, come è vuoto il posto del Commissario capo. C’è una vicedirettrice che oltre ad essere carina, è anche cortese, gentile, aperta al dialogo, ma è limitata nelle sue funzioni.

Appena ho messo piede in questa casa di reclusione, pensavo che tutto qui mi fosse ostile. Invece, dopo appena quattro mesi, mi devo ricredere: mi devo ricredere perché tante cose tra quelle che ho visto i primi giorni hanno avuto un radicale cambiamento. e questo è avvenuto perché da parte del personale di sicurezza c’è molta buona intenzione a migliorare  questo istituto. Sì è vero, tante cose si sono sentite dire  di questa casa di reclusione, anche la Direttrice che si è suicidata, ma questo è avvenuto anni fa. Io credo, almeno questo è il mio meditato parere, che questo carcere voglia riscattarsi  dimostrare che i suicidi che si sono verificati qui, non sono avvenuti per la repressione della Direzione, ma per la fragilità delle persone che sono arrivate al suicidio. Non so se il personale della sicurezza sia lo stesso che c’era nel momento di questi avvenimenti. Quelli di oggi, come scrivevo prima, hanno molta professionalità per non fare arrivare un detenuto a questi gesti estremi.

Quando io sono arrivato in questo istituto, nel primo colloquio all’ingresso avvenuto con un ispettore, oggi Coordinatore di reparto dove sono ubicato, gli ho chiesto di potere stare in cella singola perché ergastolano. Lo stesso mi ha risposto che qui non c’erano celle singole, ma mi ha dato la disponibilità, se volevo, di stare in cella con un detenuto che conoscevo. Io gli ho ribadito di non volere stare con nessuno in cella e di portarmi in isolamento, appellandomi all’art. 22 del Codice Penale. Fino ad oggi sono stato da solo in cella, ma appena il carcere si riempirà, mi metteranno in un’altra cella.

Sono un ergastolano ostativo e non vorrei dividere questo “mio” loculo con un altro “cadavere” come me. Ma di questo non posso certo dire che è colpa del personale e della Direzione. Loro eseguono le direttive del D.A.P. e il D.A.P., con una circolare, ha imposto che anche per gli ergastolani AS1 AS2 AS3 le celle non debbono essere singole, per motivi di sovraffollamento. 

Posso dire che, se fino ad ora sono stato da solo in cella, è stato per il buon senso del personale graduato, ed io non posso comportarmi diversamente se accadrà che verrà messo un detenuto in cella con me. Questo non significa che io smetterò di lottare per ottenere la cella singola, come è mio diritto. Lotterò anche avendo un compagno di cella. Certamente non contro la Direzione e contro il personale penitenziario, ma contro il D.A.P.

Questa casa di reclusione, secondo le mie previsioni e osservazioni, ha molte potenzialità per fare stare bene noi detenuti AS3 perché oltre ad esserci tre contesti di lavoro, tra cui: falegnameria, calzaturificio e sartoria, c’è anche la scuola media e professionale, cioè l’agraria.

Inoltre ci sono tre corsi: corso di scrittura e approfondimento della lingua, corso di pittura, e corso d’arte.

Inoltre stanno finendo i lavori per la realizzazione della sala hobby e della sala computer.

Ci sono anche gli aspetti negativi, ed uno di questi è la sanità. Ma per parlare di questo ci dovremmo documentare molto per definire di chi sia realmente la colpa se in tanti istituti di pena la sanità non funziona.

Ma vi saprò dire di più nel nostro prossimo appuntamento.

Un saluto a tutte le persone che visitano il sito.

Un saluto al mio amico Alfredo.

Ha… dimenticavo, ho dovuto, per motivi strettamente necessari, mettermi un compagno di cella. Con la fortuna che ho, sono convinto che anche dentro la mia tomba dovrò stare in compagnia. Mi auguro di esserlo almeno con mia moglie.

“L’Uomo dei Sogni”

Salvatore Diaccioli

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2 pensieri su “Carcere di Sulmona; buona volontà della Direzione e degli operatori.. di Salvatore Diaccioli

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Ciao Salvatore, mi fa davvero piacere leggere queste notizie su questo carcere, poichè proprio lì ci sono alcuni detenuti coi quali corrispondo e in ultimo è anche arrivato un detenuto che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare in un altro carcere. Spero davvero che le cose vadano sempre meglio e che la buona volontà degli assistenti venga premiata con ulteriori migliorie, in bocca al lupo 🙂

  2. ciao amico , ecco anche io ti lascio un messaggio, per farti sentire che ci sono e dopo aver letto la tua nuova, sai tutto quello che esce è sempre nuovo , niente è statico, come la nostra esistenza.
    Infatti sento dal quel che racconti a Sulmona che da orribile come voci affermavano con esperienza vissuta , si sta muovendo per un miglioramento, certo il personale è importante, sono loro che devono flettere a trasferire su chi è dentro una vita più agevole, che alla fine agevole loro e voi , un vero scambio di vita quotidiana .
    Certo troppo dalla vita non si può pretendere, ma se respiriamo, vuol dire già tanto, resta cosi , scrivi e cerca di tenerti lucido , approfitta di quel che ti si offre , ma non fermarti, si può avere di più e se non lo vedono gli altri parla e trasmetti e tuo diritto 😉

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