Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Ritornano le vignette di Ivano Ferrari

Tre anni fa, nell’ottobre del 2010 iniziai a pubblicare le vignette di Ivano Ferrari (vai al link https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/10/08/ivano-ferrari-e-le-sue-vignette/). 

Vi invito a rileggere quel post.

In quel post introdussi innanzitutto Ivano e le sue vignette.

Cito qualche passaggio:

“Ivano è una persona sfaccettata, che ospita molti mondi in sé.. e non sono certo io a poterlo veramente descrivere.. dato che lo conosco da pochissimo tempo. Di lui dicono (come ogni persona davvero profonda credo abbia una certa idiosincrasia ad affermare qualcosa di netto verso se stesso, e ad usare parole come distintivo) sia poeta.. commediografo.. forse anche attore. Comunque sia.. io credo che il temperamento dell’artista, quello vero, che non mira all’arte per l’arte, ma nutre e rivela insieme una più alta spinta verso l’”umano”.. tale temperamente io credo (pur per quella che è una conoscenza minima e recentissima) sia evidente.”

“Le vignette sono natte in seguito alla sua esperienza carceraria. Nel percorso di Ivano, tra le altre cose c’è anche il carcere quindi. E’ stata una detenzione “breve” rispetto a quelle di cui si parla in questo Blog, ma sufficiente per fargli scaturire la voglia di sfogare le impressioni che quel mondo gli suscitava, attraverso le sue vignette. Che cominciò a scrivere fin da quando era detenuto. La sua detenzione è durata circa tre anni. Chi leggerà molte delle sue vignette, potrà anche trarre qualcosa della sua vicenda, che lui rivela pian piano, con garbo, senza urlarla e senza protagonismo. Ivano Ferrari ha composto una notevole quantità di vignette generate da quel periodo e dai giorni della detenzione. Da quanto credo di aver capito.. non si tratta di vignette che raccontano grandi drammi o momenti tragici. Ma.. il senso straniante e problematico di una “quotidianità” del carcere.. che ti immette in un  mondo fatto di una miriade di “piccoli” ostacoli e rituali che a volte hanno anche dell’assurdo. Il carcere visto nel suo metterti alla prova costante.. più che in alcuni momenti di grandissimo dramma.”

Dopo la mia premessa seguiva una prefazione, fatta da un’altra persona, alle vignette di Ivano. E poi una bellissima poesia, scritta nel 2009, dedicata a suo padre. Anche questa poesia voglio riportare:

SOLO

“Mio figlio un giovinetto solo..”

così uno dei tuoi tanti versi dice di me.

E quella solitudine mi ha accompagnato nella vita,

fedele amica, compagna leggera, dolce abitudine,

discreta, silenziosa, a volte assordante silenzio.

Tu ora non ci sei più, ma c’è,

più forte che mai, la tua poesia,

lamento di un’anima sola,

testimone di malcelata solitudine.

Ed io, il tuo sangue nelle vene,

sono ancora “un giovinetto solo”.

E la poesia della mia vita

è come la vita della tua poesia.

Hai vissuto intensamente le tue tragedie:

la guerra, la deportazione, i lager nazisti,

la perdita degli affetti più cari:

di tua figlia quattordicenne.

I tradimenti familiari e quelli politici,

e infine, il deperimento del tuo involucro terreno.

Sono più di trenta anni che Chiara se ne è andata,

da dieci la mamma.. da un anno tu…

Ti ho salutato con il “Kaddish”,

e ho ritrovato in te le mie radici.

Con Chiara, con mamma, con te, non sono più solo.

La vita e la morte eternamente si fondono.

SHALOM Papà.

Ivano Ferrari

luglio 2009

Da quella data cominciai a pubblicare le vignette di Ivano. E questo durò per qualche mese. Finché non nacque tra di noi una dura incomprensione, dovuta al nostro diversissimo (quasi opposto) modo di intendere l’azione dello Stato di Israele verso i palestinesi. Questa divergenza portò, come spiacevolmente a volte accade nei rapporti umani, a un non dialogo durato qualche anno. Finché, ho sentito la spinta di ricontattare Ivano, trovando anche in lui la volontà di riprendere il contatto.

E da oggi riprendo a pubblicare le sue.. inconfondibili.. vignette dedicate al mondo del carcere.

Ivano Ferrari-01

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3 pensieri su “Ritornano le vignette di Ivano Ferrari

  1. rossana in ha detto:

    mi piacciono queste vignette che ci catapultano nella quotidianità carceraria 🙂 e meno male che ha ripreso a farle .. aspetto le altre 🙂 ciao

  2. Ivano in ha detto:

    E’ un lavoro che mi è costato due anni di vita . Giorno dopo giorno quello che succedeva nel micro cosmo di un carcere , di una cella . Sarebbe importante la loro diffusione per sapere al di la di episodi eclatanti , come si vive il dramma quotidiano in un carcere.

  3. Alessandra lucini in ha detto:

    Storie di ordinaria realtà carceraria, grazie

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